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Vita sociale

Per informazioni sugli uffici e sui servizi comunali cittadini, sui servizi sanitari, sociali, di tutela del cittadino e dell'ambiente, sul volontariato e sull'abitazione.

Riciclo dei rifiuti

Indicazioni pratiche al cittadino. Enti e associazioni di riferimento.

Introduzione

Negli anni ‘90 ha iniziato a svilupparsi una maggiore consapevolezza sulle tematiche ambientali, ma non si è ancora riusciti a risolvere il problema della produzione, raccolta, smaltimento e riciclo dei rifiuti.
La raccolta differenziata, resa obbligatoria dal Decreto "Ronchi" (D.Lgs. 22/1997[1]), dovrebbe riguardare il 35% dei rifiuti, mentre la media attuale è ancora del 22% circa, con notevoli differenze tra Nord, Centro e Sud.
La strategia individuata dal Decreto Ronchi è quella della minimizzazione dei rifiuti, detta anche strategia delle “4 R”: riduzione all’origine dei rifiuti, riuso, riciclo dei materiali ancora utilizzabili e infine il recupero, sia in termini di materia che di energia. Lo smaltimento diventa una fase residuale del ciclo di gestione dei rifiuti, l’ultima soluzione dopo aver messo in pratica le “4 R”.
La soluzione del problema dei rifiuti dovrebbe passare dunque attraverso l’avvio di un nuovo ciclo economico in cui di fondamentale importanza è la riduzione dei rifiuti. Al contrario, invece si assiste a un aumento della quantità dei rifiuti e la responsabilità maggiore è a carico delle industrie, che incidono molto sulla produzione di materiale di scarto e la cui tendenza è di utilizzare in modo eccessivo imballaggi, in particolare nel settore alimentare.
In diverse regioni italiane si stanno sperimentando soluzioni per intervenire sulle abitudini dei consumatori, sensibilizzando sui gesti quotidiani: dalla tassa rifiuti differenziata in base alla quantità prodotta, alle iniziative per ridurre gli imballaggi, con la vendita di prodotti alla spina.

Raccolta differenziata e riciclo dei materiali

Le prime attività di raccolta differenziata in Italia riguardavano il vetro. Alla fine degli anni ‘80 il servizio si è esteso anche alla carta, alle lattine in alluminio e alla plastica, ma è solo dagli anni ‘90 che si è davvero diffuso, aggiungendo la raccolta di pile e farmaci.

Esistono 3 modalità di svolgimento della raccolta differenziata:

  1. intensiva, detta anche capillare o “porta a porta”: si fissa un turno periodico di raccolta con cassonetti a svuotamento settimanale;
  2. punti diffusi sul territorio, attraverso vari tipi di cassonetti, differenziati per tipologia di materiale raccolto;
  3. raccolta presso appositi centri allo scopo di minimizzare i costi di raccolta (soprattutto in piccoli centri).

Carta

Solo il 10% della carta viene utilizzato per prodotti di lunga durata come i libri. Il restante 90% si usa una sola volta e poi diventa rifiuto. La raccolta differenziata permette di produrre carta dalle fibre di recupero e di abbattere meno alberi.
La carta raccolta viene selezionata e privata delle sue impurità, poi viene pressata, trasportata in centri specializzati dove viene trasformata in pasta. Le fibre più lunghe prodotte da questa pasta vengono unite alle fibre vergini e si produrranno nuovi fogli di carta.
Il Comieco è garante nazionale della raccolta differenziata e dell’avvio a riciclo di carta, cartone e cartoncino, in collaborazione con il CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi.

Vetro

La raccolta differenziata del vetro è la realtà italiana più consolidata.
L’operazione di riciclo è affidata al COREVE - Consorzio Recupero Vetro, che riceve i prodotti della raccolta differenziata e li spedisce nelle vetrerie più vicine dove vengono lavorati per la produzione di nuove bottiglie.
Il processo consiste nel pulire le bottiglie, separare i vetri di diverso colore, sottoporre i materiali così ottenuti a una deferrizzazione; solo a questo punto le vecchie bottiglie possono entrare nei forni di fusione.
Per quanto riguarda il riuso, dal rottame del vetro si ricavano contenitori per uso alimentare che differiscono da quelli ottenuti da materie prime solo per la minore trasparenza.

Plastica

I materiali plastici (ne esistono di diverse composizioni chimiche: PVC, Polietilene, Polipropilene, PET), una volta utilizzati, possono essere riciclati o bruciati negli inceneritori e utilizzati come combustibile.
Gli oggetti di plastica, raccolti negli appositi contenitori differenziati, vengono portati in centri di pressatura e di qui in uno degli otto centri di selezione presenti in Italia, dove le bottiglie vengono lavate e suddivise in base alla composizione chimica. Da qui vengono portate nei centri di rilavorazione, per la trasformazione e la reimmissione sul mercato.
Il COREPLA - Consorzio Recupero Plastica si occupa del riciclaggio della plastica proveniente dalle raccolte differenziate in collaborazione con il CONAI. Negli ultimi decenni si è assistito a un progressivo aumento dell’uso dei contenitori di plastica e degli imballaggi, ma sarebbe utile ricordare che le bottiglie di vetro possono essere utilizzate più volte prima di essere nuovamente fuse e dare vita a nuovi oggetti.

Alluminio

L'alluminio è un materiale con molte proprietà: offre un’eccellente barriera alla luce, non è permeabile e non altera il gusto al contenuto e, nella prospettiva del riciclaggio, può essere utilizzato all'infinito senza perdere le sue qualità originali.
Oggi in Italia il 48% dell’alluminio proviene dal riciclo, con un risparmio del 95% dell'energia richiesta per produrre lo stesso quantitativo utilizzando la materia prima.
Il Consorzio che si occupa degli imballaggi in alluminio è il CIAL - Consorzio Imballaggi Alluminio.
Il materiale raccolto viene trasportato negli appositi impianti dove, fuso e liberato di eventuali corpi estranei, è pronto per la creazione di nuovi lingotti di alluminio. Questi vengono trattati con appositi laminatori che ne assottigliano lo spessore trasformandoli gradualmente in una sottile lamina che viene tagliata, assemblata in macchinari specifici e trasformata in nuovi contenitori.

Rifiuti organici: il compostaggio

I rifiuti organici possono essere utilizzati per produrre concime. Il sistema di trattamento, che permette di recuperare dai rifiuti urbani le sostanze organiche per poi reimpiegarle in agricoltura, si chiama “compostaggio”. Alla base del “compost” vi è il processo di decomposizione delle materie organiche. Il compost apporta al suolo una parte di nutrimento indispensabile alla crescita delle piante e permette di ridurre l’uso di fertilizzanti chimici.
Nel contenitore per rifiuti organici si possono introdurre gli avanzi alimentari: scarti di frutta e verdura; pane raffermo; carne e ossi; pesce e lische; gusci di uova; fondi di caffè, filtri di tè e tisane; fiori, foglie, erba.

Il Comune di residenza, in fase di approvazione delle tariffe TARI, può riconoscere agevolazioni per le utenze domestiche, in particolare una riduzione del 25% per lo smaltimento autonomo dei rifiuti organici o degli sfalci e delle potature, con formazione di compost riutilizzabile nella pratica agronomica. Tale riduzione si applica su richiesta al Comune degli utenti interessati con annessa restituzione degli appositi contenitori.

 

 

Pile, batterie e oli usati

La raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi è obbligatoria in Italia dal 1988, ma ancora poco si è fatto in questo senso, nonostante la pericolosità di questi materiali.
Le pile esauste si degradano, liberando i metalli pesanti che si depositano nel terreno e nelle acque, con gravi danni per flora e fauna.
Dal 1994 il COBAT - Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste e Rifiuti Piombosi, oggi più semplicemente Consorzio Nazionale Batterie Esauste, ha iniziato la raccolta delle batterie, provenienti da officine meccaniche e da grandi industrie, che vengono trasportate negli impianti di inertizzazione, private dei metalli pesanti che contengono, e rese innocue per l’ambiente.
Il Decreto Legislativo 188/2008[2] prevede l’attribuzione esclusiva della responsabilità della raccolta, trattamento e riciclo e/o smaltimento dei rifiuti ai produttori di batterie e accumulatori, ai quali fa obbligo di istituire e finanziare adeguati sistemi in grado di garantire l’intera filiera: dalla raccolta, al trattamento, al riciclo e/o smaltimento finali. COBAT è riconosciuto dall’art. 20 come "sistema di raccolta, trattamento e riciclo dell’intero comparto dei rifiuti di pile e accumulatori".

Impiegati in innumerevoli applicazioni, gli oli lubrificanti subiscono trasformazioni chimico-fisiche che li rendono inadatti a svolgere le funzioni cui erano destinati, per cui vanno sostituiti.
L’olio lubrificante ha origine petrolifera ed è quindi un prodotto prezioso che deve essere recuperato ecologicamente per favorire il risparmio di una fonte esauribile di energia. L’olio usato è per la quasi totalità riutilizzabile come prodotto di basi lubrificanti o come combustibile.
Nel 1982 è stato istituito il Consorzio Obbligatorio per gli Oli Usati i cui compiti sono: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla raccolta e l’eliminazione degli oli usati, assicurare la raccolta e incentivare lo studio, la sperimentazione e la realizzazione di nuovi processi di trattamento e di impiego alternativo. Il Consorzio è in grado di intervenire su tutto il territorio nazionale. Dal 2001 è operativo anche il CONOE - Consorzio Obbligatorio Nazionale per la raccolta e il trattamento degli Oli e grassi vegetali e animali Esausti.

Farmaci

I prodotti farmaceutici appartengono alla categoria dei “rifiuti urbani pericolosi” e quindi necessitano di tecniche di smaltimento appropriate. La parte di prodotto che pone problemi sul piano dello smaltimento è quella costituita dai cosiddetti “principi attivi” (sostanze chimiche ad attività farmacologica). In discarica, mischiati ai normali rifiuti, possono dar luogo a emanazioni nocive e moleste e inquinare il liquido che si accumula sul fondo della discarica. I farmaci scaduti possono produrre negli inceneritori fumi di scarico per i quali sono necessari sistemi di neutralizzazione diversi da quelli previsti per i rifiuti ordinari.
I medicinali vanno quindi raccolti in appositi contenitori presenti nelle farmacie; di qui verranno portati presso imprese che provvedono al loro smaltimento.

L’educazione ambientale

L’educazione ambientale ha lo scopo di far comprendere ai singoli cittadini il ruolo chiave da essi rappresentato nella tutela e gestione dell’ambiente.
Il problema dei rifiuti è tra i più importanti, perché riguarda comportamenti quotidiani che sono alla portata di tutti e sui quali quindi è più semplice agire.
Senza la collaborazione nella corretta separazione domestica dei rifiuti non ci può essere un buon funzionamento dell’intero sistema di raccolta e di recupero dei materiali.
E’ poi importante cambiare le proprie abitudini introducendo nuove pratiche quotidiane. Per esempio, limitare l’uso della plastica utilizzando altri materiali, come vetro, carta e cartone; comprare confezioni ricaricabili di prodotti; fare la spesa con sacchetti di tela; riutilizzare quanto più possibile gli oggetti per usi differenti.
Sul territorio nazionale sono stati attivati progetti sperimentali che si muovono nell’ottica del riciclo e del riuso e stanno nascendo alcuni punti di distribuzione di detergenti alla spina in supermercati e botteghe del commercio equo e solidale, che consentono il riutilizzo dei flaconi di plastica.

I progetti di educazione ambientale perseguono quindi i seguenti obiettivi:

  • rendere le persone consapevoli dell’emergenza rifiuti;
  • far comprendere l’importanza della riduzione dei rifiuti;
  • incentivare riutilizzo, riciclo e trasformazione dei rifiuti.

Il Testo Unico sull’Ambiente (D.Lgs. 152/2006[3] ha affidato al Consorzio Nazionale Imballaggi la funzione di organizzare, in accordo con le pubbliche amministrazioni, le campagne di informazione ritenute necessarie per la realizzazione degli obiettivi di riciclo e di recupero degli imballaggi.
Il nuovo Accordo di Programma Quadro ANCI-CONAI, in vigore dal 1° Gennaio 2009 e valido fino al 2013, per la raccolta e il recupero dei rifiuti di imballaggio, pone particolare attenzione proprio agli aspetti legati alla comunicazione ai cittadini, che devono essere informati e sensibilizzati alla raccolta differenziata e all’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio.

[1] Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 "Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15/02/1997 - Supplemento ordinario n. 33.
[2] Decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188 “Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 3/12/2008 - Supplemento ordinario n. 268.
[3] Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14/04/2006 - Supplemento ordinario n. 96.

Riferimenti utili

  • MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - via Cristoforo Colombo 44 - 00147 Roma - tel. 0657221
    www.minambiente.it - Email: URP@minambiente.it
  • ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - URP: via Vitaliano Brancati 48 - 00185 Roma - tel.  0650071 (centralino ISPRA)
    www.isprambiente.it - Email: urp@isprambiente.it

Consorzi per il riciclo dei materiali

  • COBAT - Consorzio Nazionale Batterie e Accumulatori Esausti e pneumatici fuori uso - via Vicenza 29 1 - 00185 Roma - tel. 06487951
    www.cobat.it - Email: info@cobat.it
  • CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi - via Pompeo Litta 5 - 20122 Milano - numero verde 800337799 (lunedì-venerdì 9.00-13.00/14.00-18.00) - Email: conai@conai.legalmail.it
    www.conai.org
    Al CONAI aderiscono i seguenti consorzi:
    • CIAL - Consorzio Imballaggi Alluminio - via Pompeo Litta 5 - 20122 Milano - tel. 02540291
      www.cial.it - Email: consorzio@cial.it
    • Consorzio Nazionale Riciclo Imballaggi Acciaio - via Pirelli 27 - 20124 Milano - tel. 0239800826
      www.consorzioricrea.org - Email: comunicazione@consorzioricrea.org
    • COMIECO - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica - via Pompeo Litta 5 - 20122 Milano - tel. 02550241
      www.comieco.org - Email: info@comieco.org
    • COREPLA - Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica - via del vecchio Politecnico 3 - 20121 Milano - tel. 02760541
      www.corepla.it
    • COREVE - Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Vetro - piazza G.D. Bande Nere 9 - 20146 Milano - tel. 0248012961
      www.coreve.it - Email: info@coreve.it
    • RILEGNO - Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Recupero e il Riciclaggio degli Imballaggi di Legno - via Luigi Negrelli 24/A - 47042 Cesenatico (FO) - tel. 0547672946
      www.rilegno.org - Email: info@rilegno.org
  • CONOE - Consorzio Nazionale Obbligatorio Raccolta e Trattamento Oli e Grassi Vegetali e Animali Esausti - via Serbelloni 2 - 20122 Milano - tel. 0276280760
    www.consorzioconoe.it - Email: segreteria@conoe.it
  • COOU - Consorzio Obbligatorio Oli Usati - via Virgilio Maroso 50 - 00142 Roma - numero verde 800863048
    www.coou.it - Email: segreteria@coou.it
  • ECOLAMP - Consorzio per il Recupero e lo Smaltimento di Apparecchiature di Illuminazione - via Paleocapa 7 - 20121 Milano -
    tel. 0237052935 - 6 - 7
    www.ecolamp.it - Email: ecolamp@ecolamp.it
  • POLIECO - Consorzio Nazionale per il Riciclaggio dei Rifiuti di Beni a base di Polietilene - piazza di Santa Chiara 49 - 00186 Roma - tel. 066896368
    www.polieco.it - Email: info@polieco.it

Informazioni locali

Enti e servizi

  • AMIAT - Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino - via Giordano Bruno 25 - 10134 Torino - numero verde 800017277 (utile anche per richiedere il ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti: lunedì-venerdì 8.00-17.00) - tel. 0112223111 (centralino)
    www.amiat.it - Email: posta@amiat.it - PEC: protocollo@pec.amiat.it
    Dal sito è possibile scaricare “l’Ecovademecum”, che contiene tutte le informazioni sulla raccolta differenziata, tradotto in 7 lingue (inglese, francese, arabo, cinese, rumeno, spagnolo, albanese).
    Sempre sul sito si trovano gli indirizzi degli ECOCENTRI dove i cittadini possono disfarsi gratuitamente di: materiali recuperabili e rifiuti urbani pericolosi, rifiuti ingombranti, batterie esauste, rifiuti domestici pericolosi, piccoli quantitativi di materiali di demolizione, oli esausti provenienti da auto e moto.
  • ARPA - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte - via Pio VII 9 - 10135 Torino - numero verde 800518800 (solo da telefono fisso) - tel. 011196801111 (centralino per chiamate da fuori Regione o da cellulare) - Orario: lunedì, martedì, giovedì e venerdì 10.00-12.00; mercoledì 14.00-16.00
    www.arpa.piemonte.it - Email: urp@arpa.piemonte.it - PEC: urp@pec.arpa.piemonte.it
  • ASSESSORATO ALL’AMBIENTE - Regione Piemonte - Direzione Regionale 10, Settore Programmazione e Gestione Rifiuti - via Principe Amedeo 17 - 10123 Torino - tel. 0114321413
    www.regione.piemonte.it/governo/org/A16.htm    - Email: territorio-ambiente@regione.piemonte.it
  • INFORMAMBIENTE - Città di Torino - Divisione Ambiente - via Padova 29 - 10152 Torino - numero verde 800017277 - Orario numero verde: lunedì-venerdì 9 -17
    www.comune.torino.it/ambiente - Email: informa.ambiente@comune.torino.it
    Lo sportello non è aperto al pubblico, ma è attivo il servizio di informazioni telefoniche.
  • MUSEO A COME AMBIENTE - corso Umbria 90 - 10144 Torino - tel. 0110702535 - Orario: segreteria per prenotazioni: lunedì-venerdì 10.00-16.00. Visite museo: lunedì-venerdì 9.00-17 (solo scuole e gruppi di almeno 13 persone); sabato e domenica 14.00-19.00 (famiglie e visitatori singoli. I minori di 14 anni devono essere accompagnati da un adulto).
    www.museoambiente.org - Email:info@acomeambiente.org
  • SPORTELLO AMBIENTE - Città Metropolitana di Torino - corso Inghilterra 7 - 10138 Torino - tel. 0118616500-01-02 - Orario: lunedì-venerdì 9.30-12.30; mercoledì 9.20-12.30/13.30-16.30
    www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/sportello-ambiente - Email: sportamb@cittametropolitana.torino.it
  • TRIBU' TRICICLO BICI URBANE - RIPARAZIONE E RIUSO BICICLETTE: c/o Ecocentro - via Arbe 12 - 10136 Torino - tel. 0112223514 - 3484521890 - Orario: mercoledì, giovedì e venerdì 15.30-18.30; sabato 9.30-13.00/14.30-18.30.
    www.triciclo.com/bici-triciclo.html - Email: tribu@triciclo.com
    Presso l'Ecocentro è possibile trovare bici usate, ricambi e accessori e far riparare le biciclette.
  • TRICICLO - CENTRO PILOTA PER RIUSO, RICICLO ED EDUCAZIONE AMBIENTALE - via Regaldi 7/11 - 10154 Torino - tel. 0112476311 (uffici della Cooperativa e per sgomberi) - 3487613324 (mercato dell'usato) fax 0112472230 - Orario: giovedì e venerdì 15.30-19.00; sabato 11.00-13.00/15.30-19.00
    www.triciclo.com - Email: info@triciclo.com
  • T.RICICLO Torino - S.Francesco da Paola 29H - 10153 Torino - tel. 011883916 - Orario: lunedì-venerdì 10.00-13.30/15.30-19.30 ; sabato 10.00-14.00
    www.triciclo.biz/torino - Email: info.torinocentro@triciclo.it
    Negozio dedicato al riutilizzo di abbigliamento e articoli per bambini. E' possibile acquistare, a costi accessibili, vestiti, giocattoli e articoli per l'infanzia usati, ma in ottimo stato. Pezzi unici vengono portati in conto vendita dai clienti-fornitori, durante le due principali stagioni "primavera-estate" e "autunno-inverno", assicurando una presenza costante di circa 3.000 pezzi tra capi di abbigliamento, carrozzine, seggioloni, girelli, seggiolini per auto, giochi e libri.

Data la grande quantità di leggi in materia ambientale, riportiamo di seguito solo quelle ritenute più importanti ai fini di questa scheda.

Protezione del patrimonio artistico e culturale

Enti istituzionali e associazioni di volontariato che hanno come obiettivo la protezione del patrimonio artistico e culturale italiano.

Premessa

La ricchezza del patrimonio artistico e culturale italiano, determinata sia dalla stratificazione di civiltà sia dalle diversità ambientali del territorio, è universalmente riconosciuta ma non sempre la sua tutela viene vista come una priorità.

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali è stato istituito nel 1975 con il compito di affidare unitariamente alla specifica competenza di un Ministero la gestione e la tutela del patrimonio culturale e dell’ambiente. Nel 1998 viene istituito il nuovo Ministero per i Beni e le Attività Culturali, estendendo le sue competenze alla promozione dello sport, impiantistica sportiva e promozione delle attività dello spettacolo: cinema, teatro, danza, musica e spettacoli viaggianti. Nel 2013 il governo affida al Ministero anche le competenze del turismo, assumendo l’attuale denominazione di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Gli organi periferici

Direzioni Regionali per i Beni Culturali e Paesaggistici coordinano le attività delle strutture periferiche del Ministero:

  • Soprintendenze per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
  • Soprintendenze Archivistiche e Bibliografiche
  • Archivi di Stato
  • Biblioteche Statali
  • Musei

Le Soprintendenze curano direttamente tutte le attività relative al patrimonio culturale del territorio di competenza e tra queste, esercitano la tutela, autorizzano l’esecuzione di opere e lavori sui beni culturali, dispongono l'occupazione temporanea di immobili per l'esecuzione di ricerche e scavi archeologici ecc.

Gli Archivi di Stato provvedo alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio documentario dello Stato.

Le Biblioteche Pubbliche Statali hanno il compito di raccogliere e conservare la produzione editoriale italiana (a livello nazionale e locale) e straniera, conservare, accrescere e valorizzare le proprie raccolte storiche.

I Musei, definiti anche Luoghi della cultura, sono strutture permanenti che acquisiscono, catalogano, conservano, ordinano ed espongono beni culturali per finalità divulgative e di studio.

Le associazioni

Il contributo che le associazioni di volontariato, operanti per la difesa, la conservazione, la promozione e la fruizione del patrimonio artistico e culturale italiano, apportano è di grande importanza. Si elencano di seguito le principali associazioni con le quali è possibile collaborare.

  • ADSI - Associazione Dimore Storiche Italiane - www.adsi.it - email: info@adsi.it
    L’attività prevalente dell’associazione riguarda la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche (palazzi, ville, giardini). La sede centrale si trova a Roma, ma sono presenti sezioni periferiche in quasi tutte le regioni.
  • ARCHEOCLUB D'ITALIA - www.archeoclubitalia.org - email: segreterianazionale@archeoclubitalia.org
    Associazione culturale che promuove conoscenza, tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Organizza campi di studio in aree archeologiche, convegni, corsi di formazione e aggiornamento per i propri soci e per i volontari. La sede centrale si trova a Roma, ma sono presenti sezioni periferiche in quasi tutte le regioni.
  • FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano - www.fondoambiente.it - E-mail: info@fondoambiente.it
    E’ una fondazione non profit, nata nel 1975, allo scopo di tutelare, conservare e gestire i beni storici, artistici e naturalistici nazionali. Si impegna per la salvaguardia di dimore storiche, parchi secolari e aree naturali. Riceve per donazione, eredità e comodato i beni, li restaura e li gestisce, aprendoli al pubblico e promuovendo manifestazioni, concerti, conferenze e feste per farli conoscere e apprezzare. Ha sezioni in quasi tutte le regioni.
  • FIDAM - Federazione Italiana delle Associazioni degli “Amici dei Musei” - www.fidam.net
    La federazione è nata nel 1975 dall’esigenza delle numerose associazioni degli Amici dei Musei di unirsi per affrontare insieme i principali problemi legati alla gestione di musei e monumenti. Sezioni periferiche si trovano in quasi tutte le regioni.
  • ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI - www.istitutoitalianocastelli.it - email: info@castit.it - segreteria.castit@fastwebnet.it
    E’ un’organizzazione culturale, nata nel 1964, con lo scopo di far conoscere, salvaguardare e valorizzare le architetture fortificate nate per esigenze difensive: torri, castelli, rocche, forti, bastioni, mura. Collabora attivamente con gli enti pubblici (Ministero, Soprintendenze e autorità competenti) e con altre associazioni culturali non solo italiane, ma anche europee. La sede nazionale si trova a Milano, ma sono presenti sezioni periferiche in quasi tutte le regioni.
  • ITALIA NOSTRA - www.italianostra.org - email: italianostra@italianostra.org
    Fondata nel 1955, questa associazione si occupa prevalentemente di tutela, protezione e conservazione dei beni culturali e ambientali. Vigila sull’applicazione delle leggi, stimola e aiuta le soprintendenze, studia e propone nuovi strumenti di salvaguardia, promuove forme sostenibili di turismo, denuncia manomissioni e attentati all’integrità del patrimonio. La sede nazionale si trova a Roma, ma sono presenti sezioni periferiche in tutte le regioni. E’ soprattutto tramite queste ultime che promuove campagne di sensibilizzazione, opere di restauro e organizza vacanze ecologiche.
  • UNITRE - Associazione Nazionale delle Università della Terza Età - www.unitre.net - email: unitre@unitre.net
    L’associazione, nata nel 1975, ha la sua sede centrale a Torino e numerose sedi locali operanti su tutto il territorio nazionale. Offre ai propri soci un ricco programma di formazione in diversi ambiti, tra cui quello relativo al settore dei beni culturali. Organizza viaggi di conoscenza e studio, seminari e convegni.

Un'altra opportunità di contribuire attivamente alla tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale è la partecipazione ai campi di volontariato archeologico. Molte associazioni italiane ed estere organizzano, soprattutto nel periodo estivo, cantieri di studio, scavo, recupero e catalogazione dei reperti.

Per informazioni approfondite su queste esperienze di volontariato consulta la scheda orientativa Vacanze archeologiche e cantieri di restauro.

Riferimenti utili

Informazioni locali

Di seguito riportiamo un elenco di riferimenti utili delle principali associazioni culturali a Torino.

 

Difesa dell'ambiente e degli animali

Istituzioni e associazioni a salvaguardia dell’ambiente e degli animali.

Premessa

L’ambiente e le sue condizioni hanno effetti significativi sulla salute degli esseri viventi e molte malattie e decessi sono dovuti alle diverse forme di inquinamento. La situazione ambientale è sempre più critica: effetto serra, surriscaldamento del pianeta, desertificazione, piogge acide, scioglimento dei ghiacci, frane e alluvioni. Questi fenomeni sono per lo più provocati dalle attività umane legate alla vita quotidiana. Per la salvaguardia del pianeta Terra, degli animali che la popolano e della stessa comunità mondiale, è oggi fondamentale un’inversione di tendenza. Ogni persona deve responsabilizzarsi e farsi carico, insieme alle altre, della difesa dell’ambiente in cui vive, denunciando violazioni alle leggi e cercando di non contribuire ulteriormente al degrado ambientale. 

Inquinamento dell’aria

Preservare la qualità dell’aria è fondamentale sia per la salute, sia per prevenire gli effetti nocivi dell’inquinamento ambientale, come i danni alle colture o l’alterazione della fascia di ozono, con il conseguente riscaldamento dell’atmosfera terrestre. La causa principale dell’inquinamento atmosferico è costituita dalle emissioni dovute a varie attività: traffico veicolare, impianti termici e impianti industriali. Nelle aree urbane la maggior produzione di inquinamento da monossido di carbonio è dovuta al traffico automobilistico. L’introduzione delle marmitte catalitiche (obbligatorie dal 1992) ha ridotto alcune emissioni, ma non le ha eliminate del tutto. Anche alcuni composti della benzina “verde” non sono affatto innocui. Le misure urgenti e possibili concernono l’incremento dell’utilizzo delle biciclette, di veicoli elettrici o che utilizzano combustibili meno inquinanti (ad esempio il metano), la riorganizzazione del trasporto pubblico, l’allargamento delle aree pedonali, l’estensione delle zone a traffico limitato e delle piste ciclabili. Su scala globale il problema dell’inquinamento atmosferico è stato affrontato nel 1997 con l’approvazione del Protocollo di Kyoto, firmato da diversi paesi con l’obiettivo della riduzione dell’emissione di gas a effetto serra, responsabili del riscaldamento del pianeta e dei cambiamenti climatici che ne derivano.Arpa Piemonte aggiorna quotidianamente una pagina del sito della Città Metropolitana dedicata all'Ambiente  dove è pubblicato lo schema  dell'Indice Previsionale di Qualità dell'Aria (IPQA). Questo indice esprime in modo sintetico e previsionale lo stato della qualità dell'aria attraverso una modalità cromatica e numerica dell'area torinese.

Inquinamento dell’aria

Inquinamento delle acque

La metà dei cittadini italiani non può disporre dell’acqua presente sul territorio, perché i livelli di inquinamento sono troppo alti.
L’aumento dell’inquinamento delle acque e delle falde sotterranee è dovuto principalmente a immissione nelle stesse di scarichi di liquami fognari urbani, di residui di lavorazioni industriali, degli allevamenti animali e di acque piovane che hanno raccolto sul terreno prodotti chimici nocivi usati in agricoltura, come diserbanti e pesticidi.
L’Unione Europea ha lanciato una sfida in materia di pianificazione, gestione e tutela delle risorse idriche e dell’ambiente acquatico. Gli usi delle acque, in base alle direttive europee, devono essere indirizzati al risparmio e al rinnovo, in modo da non recare pregiudizio al patrimonio idrico e all’ambiente, all’agricoltura, alla fauna e alla flora.
Regioni, province e comuni, in attuazione delle direttive dell'Unione Europea, hanno dato il via a vari studi, sistemi e reti di monitoraggio, progetti per l’osservazione e il controllo delle acque di superficie e sotterranee ai fini della loro salvaguardia.

A livello nazionale, preposto a occuparsi della materia è il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

A livello regionale, si occupano delle questioni ambientali gli assessorati per l’ambiente e i dipartimenti dell’ARPA - Agenzia Regionale di Protezione Ambientale, spesso in collaborazione con le Università degli Studi, le Aziende Sanitarie Locali e i Laboratori di Sanità Pubblica.

Inquinamento acustico

Un altro tipo di inquinamento, conosciuto soprattutto da chi vive nelle città, è quello acustico o “da rumore”, dovuto a molteplici cause: traffico veicolare, soprattutto, ma anche cantieri stradali, passaggi frequenti di aerei o elicotteri, macchinari industriali.

La legge in materia di tutela dall’inquinamento acustico, definisce i valori massimi di emissione e stabilisce obiettivi di tutela attraverso progetti di prevenzione e risanamento a medio e lungo termine.
In generale, alcuni studi affermano che il rumore è il principale fattore di rischio di invecchiamento e agisce su tutto l’organismo. Oggi in Italia, una persona su due vive in un ambiente troppo rumoroso e una su sei è sottoposta a inquinamento acustico che disturba la salute con danni, in particolare per il sistema cardiovascolare.
Studi scientifici hanno dimostrato che, per preservare la salute dell’individuo, la soglia di rumore tollerabile dovrebbe raggiungere massimo i 55 decibel (dB) in ambiente esterno di giorno e i 40 dB di notte e attorno ai 30-35 dB in ambienti chiusi, mentre i limiti europei prevedono un tetto di 65 decibel di giorno e 55 di notte.
I principali interventi di prevenzione e risanamento dovrebbero consistere in:

  • pianificazione territoriale del traffico e dei trasporti (veicoli elettrici, divieto di traffico aereo in ore notturne, delimitazioni al traffico urbano...);
  • introduzione di norme specifiche (standard di impatto ambientale, di emissioni rumorose, di isolamento acustico...);
  • abbattimento del rumore nelle zone maggiormente inquinate (barriere acustiche e terrapieni, asfalti fonoassorbenti…);
  • incentivi economici all’adozione di “comportamenti silenziosi” attraverso campagne di informazione e aiuti per la ricerca di tecnologie a bassa rumorosità.

Inquinamento luminoso

Per inquinamento luminoso si intende qualsiasi alterazione della quantità naturale di luce presente di notte nell’ambiente esterno dovuta all’immissione di luce.

Le indicazioni di base per la sua riduzione sono:

  • spegnere la luce quando non serve;
  • orientare le lampade che illuminano gli esterni in modo da colpire solo il bersaglio da illuminare;
  • usare lampade progettate in modo da non dirigere la luce verso l'alto o sopra l'orizzonte;
  • non installare impianti luminosi superiori alle necessità;
  • tenere sotto controllo l'inquinamento atmosferico. Le particelle che compongono l'atmosfera terrestre diffondono tutta la luce che ricevono, per cui anche l'inquinamento atmosferico ha un suo ruolo e un'atmosfera tersa e pulita giova a ridurre l'inquinamento luminoso.

Elettrosmog

E' una forma di inquinamento subdola, perché non immediatamente percepibile dai nostri sensi. E' l'inquinamento causato da campi elettromagnetici generati da elettrodotti ad alta tensione. Le conseguenze di questi campi, che possono penetrare anche nelle case, possono essere anche gravi per la salute.

La materia è regolata da una “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”, con lo scopo di tutelare la salute dei lavoratori e della popolazione dagli effetti dell’eccessiva esposizione.
Questa legge riguarda tutti gli impianti (civili, industriali e di polizia) e tutti gli elettrodotti (compresi impianti per telefonia mobile, radar e impianti per radiodiffusione).
Decreti attuativi successivi hanno determinato i limiti di esposizione all’elettrosmog e i limiti di attenzione nei luoghi “adibiti a permanenze prolungate” (case, uffici, scuole).
Gli effetti dei campi elettromagnetici sull’organismo umano sono noti da tempo.
Le onde ad alta frequenza (antenne radiotelevisive e per telefonia cellulare) possono provocare il surriscaldamento di alcune parti del corpo, soprattutto quelle più ricche d’acqua, come cristallino dell’occhio e testicoli, provocando così cataratta e sterilità maschile.
Le onde a bassa frequenza (cavi ad alta tensione, trasformatori ed elettrodomestici) possono indurre correnti elettriche nell’organismo e alterare così il funzionamento del cuore e del sistema nervoso.
In teoria questi effetti si sviluppano se si superano soglie di sicurezza e quindi, se un impianto viene costruito nel rispetto della legge, non dovrebbero esserci rischi legati agli effetti immediati.
Diversi studi sugli effetti a lungo termine hanno accertato danni per la salute (leucemie) derivanti dall’esposizione alle basse frequenze, mentre per quanto concerne le onde ad alta frequenza i dati non sono ancora certi.
Gli interventi possibili riguardano quelle zone in cui c’è una permanenza prolungata delle persone nelle vicinanze di elettrodotti. Per le strutture già esistenti si può ipotizzare di costruire a distanze minime adeguate. Per edifici che già si trovano nei pressi di elettrodotti esistono tecniche di riduzione dell’esposizione: per esempio l’isolamento aereo o sotterraneo dei cavi e l’innalzamento dei tralicci.
Per le alte frequenze le amministrazioni locali dovrebbero identificare zone idonee e non idonee alle installazioni, garantire l’utilizzo di tecniche adatte a ridurre le esposizioni e provvedere allo spostamento delle strutture situate in zone non idonee.

Le associazioni

Numerosi sono gli enti impegnati nella tutela dell’ambiente e nella protezione degli animali in Italia e agiscono con modalità operative differenti tra loro: dall’azione sul campo alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche ambientali.

Le principali organizzazioni internazionali hanno sedi e sezioni diffuse in modo capillare su tutto il territorio italiano. Se si è interessati ad agire concretamente è possibile contattare le associazioni, che spesso vivono solo grazie a contributi di privati e al lavoro dei volontari. Il proprio impegno personale può così contribuire concretamente per migliorare la situazione ambientale o le condizioni di vita degli animali.

Ecco un elenco di alcune associazioni, ambientaliste e animaliste in Italia.

Associazioni ambientaliste

  • Amici della Terra
    Promuove politiche e comportamenti orientati alla protezione dell'ambiente e allo sviluppo sostenibile attraverso campagne di opinioni, progetti, informazione e iniziative sul territorio.
    Sede nazionale: via Ippolito Nievo 62 - 00153 Roma - tel. 066875308 - 066868289
    www.amicidellaterra.it - Email: info@amicidellaterra.it
  • FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano
    Fondazione impegnata nella tutela, salvaguardia e cura del patrimonio artistico e naturalistico italiano.
    Sede: via Carlo Foldi 2- 20135 Milano - tel. 024676151
    www.fondoambiente.it - Email: internet@fondoambiente.it
  • Federazione Nazionale Pro Natura
    Nata in Valle d'Aosta nel 1948 pr volontà di alcuni naturalisti direttamente impegnati alla salvaguardia dell'ambiente, è una federazione fra associazioni, enti e organizzazioni che operano in Italia per la conservazione della natura e delle sue risorse e per la promozione di una cultura ecologista.
    Sede: via Pastrengo 13 - 10128 Torino - tel. 0115096618
    www.pro-natura.it - Email: info@pro-natura.it
  • Greenpeace Italia
    Fondata nel 1986, opera a livello internazionale attraverso i suoi gruppi d'appoggio, in un’ottica pacifista, per proteggere l'ambiente dall'inquinamento nucleare e tossico e per fermare le stragi di balene, delfini, foche e di altre specie in via di estinzione.
    Sede: via della Cordonata 7 - 00187  Roma - tel. 0668136061
    www.greenpeace.org/italy/it - Email: info.it@greenpeace.org
  • Italia Nostra
    Dalla sua fondazione, nel 1955, lavora per la realizzazione di una rete efficiente di parchi; per il rispetto dei piani paesistici; per la difesa di coste, mare, isole; per la qualità delle acque e dell'aria; per il risparmio energetico e lo sviluppo di risorse alternative.
    Sede nazionale: viale Liegi 33 - 00198 Roma - tel. 068537271
    www.italianostra.org - Email: info@italianostra.org
  • Legambiente
    Si occupa di tutela dell'ambiente, difesa della salute dei cittadini, salvaguardia del patrimonio artistico italiano.
    Sede: via Salaria 403 - 00199 Roma - tel. 06862681
    www.legambiente.it - Email: legambiente@legambiente.it
  • WWF Italia - World Wildlife Fund
    Associazione attiva dal 1966, fortemente presente sul territorio grazie a più di 200 strutture territoriali dove operano attivisti che agiscono con azioni di denuncia, vigilanza o di sensibilizzazione verso i cittadini.
    Sede: via Po 25/C - 00198 Roma - tel. 06844971
    www.wwf.it - Email: wwf@ww.it

Associazioni animaliste

  • Animalisti Italiani
    L'associazione nasce nel 1998, promuovendo in Italia le campagne della PETA - People for the Ethical Treatment of Animals. Si batte per il riconoscimento dei diritti degli animali e contro ogni forma di sfruttamento e violenza.
    Sede: via Tommaso inghirami 82 - 00179 Roma - tel. 067804171
    www.animalisti.it - Email: comunicazione@animalisti.it
  • ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali
    Obiettivo dell'associazione è proteggere tutti gli animali da maltrattamenti, sevizie e attività che siano causa di sofferenza; prevenire il randagismo tramite campagne di sensibilizzazione e interventi di sterilizzazione; contrastare e impedire le attività che comportano l'uccisione di animali: caccia, pesca, vivisezione.
    Sede: via Attilio Regolo 27 - 00192 Roma - tel. 063242873
    www.enpa.it - Email: enpa@enpa.org
  • LAC - Lega per l'Abolizione della Caccia
    È nata nel 1978 con lo scopo di promuovere l'abolizione della caccia, la difesa della fauna, la conservazione e il ripristino dell'ambiente con iniziative giuridiche, politiche, culturali, educative, informative ed editoriali.
    Sede nazionale: via Solari 40 - tel.0247711806 - 20144 Milano
    Piemonte: Strada Comunale della Varda 55 - 100 Collegno (Torino) - cell.3336494690 (orario:15.00-19.00) - lacpiemonte@abolizionecaccia.it
    www.abolizionecaccia.it - Email: info@abolizionecaccia.it
  • LAV - Lega Anti Vivisezione
    Nata nel 1977, opera per l'abolizione totale della vivisezione, la protezione degli animali, l'affermazione dei loro diritti, la difesa della biodiversità e dell'ambiente, la lotta alla zoomafia.
    Sede: viale Regina Margherita 177 - 00198 Roma - tel. 064461325
    www.lav.it - Email: info@lav.it
  • LEAL - Lega Antivisezionista
    Nasce nel 1978 con lo scopo di abolire la vivisezione e la sua sostituzioe con altri mezzi altrettanto sicuri scientificamente ma eticamente accettabili.
    Sede nazionale: via Settala 2 - 20124 Milano - tel. 0229401323
    www.leal.it - Email: info@leal.it
  • Lega Nazionale per la Difesa del Cane
    Opera per la tutela dei diritti degli animali da compagnia, l'impostazione e il miglioramento di un corretto rapporto uomo/animale e per l'approvazione di leggi in favore degli animali.
    Sede nazionale: via Bazzini 16 - 20131 Milano - tel. 0226116502
    www.legadelcane.org - Email: info@legadelcane.org
  • LIPU - Lega Italiana Protezione Uccelli
    Fondata nel 1966 si occupa di conservazione della natura (specie animali e habitat) con particolare riferimento agli uccelli.
    Istituisce e gestisce oasi naturali e centri specializzati nella cura, protezione e reintroduzione di specie rare o minacciate.
    Sede nazionale: via Udine 3/a - 43122 Parma - tel. 0521273043
    www.lipu.it - Email: info@lipu.it
  • OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali
    Scopo primario dell’OIPA è l’abolizione della vivisezione in tutti gli stati del mondo e la difesa degli animali da qualsiasi forma di maltrattamento. Interviene nella difesa dell'ambiente quando precarie condizioni ecologiche mettono a rischio la salute di uomini e animali.
    Sede nazionale  via Gian Battista Brocchi 11 - 20131 Milano - tel. 026427882
    www.oipa.org - Email: info@oipa.org
  • VITA DA CANI
    Associazione di volontariato che opera in difesa dei diritti animali. Si batte contro l'abbandono, il randagismo, la vivisezione, il traffico di animali e ogni forma di sfruttamento e maltrattamento degli stessi.
    Sede: via Mattei 140 - Arese (MI) - tel. 0293871132 - 3490581076
    www.vitadacani.org - Email: vitadacani@vitadacani.org

 

Riferimenti utili

Informazioni locali

Enti e servizi

Difesa del consumatore

Istituzioni e associazioni che si occupano dei diritti dei cittadini.

 

Introduzione

La legislazione italiana [1], in conformità ai principi della normativa comunitaria, riconosce ai consumatori e agli utenti i seguenti diritti:

  • tutela della salute;
  • sicurezza e qualità dei prodotti e dei servizi;
  • adeguata informazione e corretta pubblicità;
  • educazione al consumo;
  • correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi;
  • promozione e sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti;
  • erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza.

Come difendersi

Per far valere i propri diritti senza sostenere spese legali elevate il cittadino può muoversi in prima persona, facendo riferimento alle Camere di Commercio locali, agli organi istituzionali competenti in materia, oltre che alle associazioni dei consumatori e degli utenti presenti sul territorio nazionale.

Il servizio di mediazione civile

Il Decreto Legislativo n. 28/2010[2] ha introdotto nel nostro ordinamento la mediazione civile finalizzata a ottenere la conciliazione tra due o più soggetti nei casi di controversie civili e commerciali. La mediazione rappresenta una delle principali procedure alternative di soluzione del conflitto e, secondo quando stabilito dall'articolo 5 del decreto, è obbligatoria nelle questioni relative a: condominio; diritti reali; divisione; successioni ereditarie; patti di famiglia; locazione; comodato; affitto di azienda; risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti, responsabilità medica, diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità; contratti assicurativi, bancari e finanziari.
Il procedimento di mediazione ha una durata massima di quattro mesi, al termine dei quali, se non viene raggiunto un accordo, inizia il processo civile.
La procedura può essere attivata direttamente dal cittadino, che deve rivolgersi a uno degli organismi di conciliazione riconosciuti dal Ministero della Giustizia e iscritti regolarmente al Registro degli Organismi di Mediazione. Tra questi vi sono anche le Camere di Commercio.
Per quanto riguarda i costi di gestione della pratica si va da un minimo di € 40 a un massimo di € 10.000. Tuttavia, poichè le spese possono variare da un organismo all'altro, si consiglia di informarsi prima di iniziare il procedimento.
Per maggiori informazioni consultare anche il sito della Camera di Commercio di Torino alla pagina www.conciliazione.camcom.it.

Le istituzioni, le “autorità” e le organizzazioni di controllo

Se la controversia coinvolge le banche, le assicurazioni o i servizi finanziari, può essere utile rivolgersi agli organi istituzionali che hanno funzioni pubbliche di vigilanza e di controllo quali, ad esempio, l’IVASS - Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni o la CONSOB - Commissione Nazionale per le Società e la Borsa.
In altri casi, ci si può rivolgere alle autorità garanti istituite allo scopo di regolamentare e tutelare i settori privati di utilità pubblica. Tra le principali ricordiamo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico.

L’assistenza offerta dalle associazioni per la difesa del consumatore

Oltre alla possibilità di intraprendere un’azione individuale, al consumatore che veda violati i propri diritti è offerta l’opportunità di rivolgersi a una delle numerose associazioni di tutela dei consumatori presenti su tutto il territorio nazionale. Richiedere l’aiuto delle associazioni dei consumatori offre, infatti, maggiori garanzie per una corretta impostazione della causa.
Il primo passo è la telefonata: un esperto risponderà gratuitamente a chiunque ponga un problema.
Il secondo passo può essere la richiesta di un intervento: si rende allora necessaria l’iscrizione, con il pagamento della quota associativa, il cui costo può variare a seconda dell’associazione.
L’intervento può essere di tipo diverso. Infatti, quando la lamentela è riferita a comportamenti sui quali esiste una legislazione consolidata - per esempio, il mancato rispetto della garanzia da parte di un produttore - l’associazione si limita, in genere, a inviare una lettera di richiamo, nella quale si chiede che l’azienda o l’ente sotto accusa si adeguino alla norma, risarcendo il consumatore o rimediando al disservizio.
Se la denuncia si riferisce, invece, a comportamenti per i quali deve essere avviata una causa legale, l’associazione può procedere in due modi:

  1. assumere in proprio la gestione della causa con relative spese quando il dibattimento sia ritenuto di interesse generale;
  2. offrire al consumatore o a un gruppo di consumatori assistenza legale a tariffe agevolate, quando questi rivendicano diritti sicuramente legittimi, ma ritenuti a carattere individuale.

Class Action - Azione di classe

Come stabilito dall’articolo 49 della Legge n. 99/2009[3], è possibile esercitare l'azione di classe  quando un consumatore/utente, invece di agire individualmente, si rivolge a un avvocato e decide di proporre un’azione collettiva. La legge non prevede l'azione diretta delle associazioni dei consumatori e dei comitati che possono esser parte del giudizio solo su mandato di un consumatore.
Tutti gli altri consumatori/utenti cointeressati possono aderire senza doversi rivolgere all'avvocato. Sui siti delle principali associazioni di consumatori, sono segnalate le class action alle quali è già possibile aderire.
NOTA BENE: il Decreto Legislativo n. 198/2009[4] ha introdotto la class action contro la Pubblica Amministrazione. Tale procedimento potrebbe rivelarsi utile, ad esempio, per far rispettare i piani relativi all'edilizia popolare e alle opere pubbliche, l'adozione puntuale della programmazione comunale che regola l'articolazione degli esercizi commerciali sul territorio di competenza dell'ente, gli atti relativi alla messa in sicurezza di zone a rischio idrogeologico o sismico, i tempi di rilascio del permesso di soggiorno.

Le associazioni dei consumatori e utenti

La legislazione italiana riconosce ufficialmente solo le associazioni che rispondono a determinati requisiti (per esempio: un numero minimo di iscritti, sedi dislocate in più regioni, un minimo di tre anni di attività). In base a tali requisiti, il Ministero dello Sviluppo Economico indica periodicamente con un decreto quali sono le associazioni dei consumatori e utenti riconosciute a livello nazionale[5].
Alla data del 21 dicembre 2015 risultavano iscritte all’elenco (vedi www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/cittadino-e-consumatori/associazioni-dei-consumatori/cncu) le seguenti associazioni :

Attività delle associazioni dei consumatori

Il riconoscimento ufficiale consente a tali associazioni la possibilità di intraprendere un’azione legale in nome di un interesse collettivo. Le associazioni dei consumatori riconosciute possono richiedere al giudice competente di:

  • inibire atti e comportamenti lesivi degli interessi di consumatori e utenti;
  • adottare le misure idonee per correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate;
  • ordinare la pubblicazione del provvedimento su uno o più quotidiani a diffusione locale o nazionale.

Il CNCU - Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti

Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti è composto dai rappresentanti delle associazioni dei consumatori riconosciute a livello nazionale e da un rappresentante delle regioni e delle province autonome. L’organismo, in carica per un triennio, è presieduto dal Ministro dello Sviluppo Economico o da un suo delegato.
Il CNCU ha una serie di compiti, stabiliti per legge, che si muovono nella direzione di contribuire a rafforzare la posizione del consumatore/utente all’interno del mercato, attraverso specifiche attività di rappresentanza, difesa e promozione dei diritti e degli interessi economici di quest’ultimo.

[1] Legge 30 luglio 1998, n. 281 “Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14/08/1998.
[2] Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28 "Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n.69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 05/03/2010.
[3] Legge 23 luglio 2009, n. 99, articolo 49 “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia”, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 176 del 31/07/2009 - Supplemento Ordinario 136.
[4] Decreto Legislativo 20 dicembre 2009, n. 198 "Attuazione dell'articolo 4 della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ricorso per l'efficienza delle amministrazioni e dei concessionari dei servizi pubblici", pubblicato nelle Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31/12/2009.
[5] Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 17 dicembre 2010 “Aggiornamento dell’elenco delle associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte all'elenco di cui all’art. 137 del Codice del Consumo per l’anno 2010”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14/01/2011.

Riferimenti utili

Informazioni locali

Elenco di associazioni di consumatori e utenti con sede a Torino

Di seguito riportiamo i riferimenti della legge regionale più recente in materia di tutela del consumatore.

  • Legge Regionale 26 ottobre 2009, n. 24 “Provvedimenti per la tutela dei consumatori e degli utenti", pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 43 del 29/10/2009.

Transessualità

Per saperne di più su donne e uomini transessuali.

Le persone transessuali e transgender

Quando parliamo di persone transessuali, ci riferiamo a una questione che riguarda l’identità di genere. L’identità di genere indica il "sentimento di appartenenza" al genere femminile o maschile. E’ quella dimensione personale che permette di dire: “io sono un maschio”, “io sono una femmina”. Le persone transessuali dicono “io mi sento un uomo” anche se sono nati in un corpo femminile, oppure “io mi sento una donna” anche se sono nate in un corpo maschile. Una persona transessuale, quindi, sente di appartenere al sesso opposto rispetto a quello in cui è nata.

Alcune persone, inoltre, non sentono di appartenere in maniera così rigida né all'uno né all'altro sesso, non si sentono né maschi né femmine in modo chiaro e preciso e si definiscono transgender.

La persona transessuale vive una condizione di confusione e profondo disagio perché generalmente ci si aspetta che il corpo maschile “contenga” un uomo, e il corpo femminile “contenga” una donna e, quando questo non accade, chi si trova in questa situazione fatica ad avere una consapevolezza rispetto al proprio vissuto e, una volta che ha compreso la propria condizione, fa ancora più fatica a spiegarla agli altri.

Quando si riesce a superare la confusione e la paura, si intraprende un percorso di cambiamento, detto di “transizione”, verso il genere desiderato, che in alcuni casi può giungere alla trasformazione chirurgica delle caratteristiche anatomiche sessuali esterne.

Il termine transessuale si declina al femminile “la transessuale” per indicare persone di sesso anatomico maschile che sentono di essere femmine (MtF – Male to Female), e al maschile “il transessuale” per indicare persone di sesso anatomico femminile che sentono di essere maschi (FtM – Female to Male). Entrambi desiderano poter vivere la loro vita nella dimensione psicologica e sociale a cui sentono di appartenere. Desiderano poter avere un corpo che corrisponda il più possibile al proprio vissuto psicologico e dei documenti anagrafici che si accordino con il sesso al quale sentono di appartenere.

La condizione transessuale è abbastanza rara: riguarda meno dello 0,005% della popolazione mondiale. Questo vuol dire che in Italia vivono alcune migliaia di transessuali.
Sulla sua origine esistono diverse ipotesi: alcune di queste considerano che la causa sia soprattutto biologica, determinata alla nascita (pur se non si è mai trovata dimostrazione di ciò), mentre altre sostengono che dipenda dall'influenza dell'ambiente e della famiglia durante i primi anni di vita, ma anche su queste affermazioni non ci sono certezze.
La maggior parte degli studi clinici in questo campo concordano sul fatto che, in realtà, il transessualismo sia il risultato di una combinazione complessa di fattori biologici, psicologici e sociali e che nessuna di queste componenti da sola possa essere considerata l’origine. Nelle persone transessuali, per motivi non ancora noti e sui quali sono stati fatti diversi studi, senza essere arrivati a nessuna conclusione certa, la combinazione di questi fattori conduce all'identità transessuale.

Il percorso di cambiamento

Il percorso per il cambiamento di una persona transessuale, comunemente definito di “transizione”, è molto lungo e complesso.

In Italia la legge n. 164 del 1982 ha previsto la “rettificazione di attribuzione di sesso”, attraverso l’autorizzazione all’intervento chirurgico e alla successiva modifica dei dati personali anagrafici (nome e sesso) nei documenti.

Il percorso descritto di seguito si basa sulle Linee Guida dell’ONIG - Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere. Questo percorso non è identico per tutte le persone transessuali; non tutti, per esempio, sentono necessaria la strada dell'intervento chirurgico mentre altri lo ritengono essenziale per completare la transizione da un corpo che  non corrisponde al proprio sentire.

Ecco, in sintesi, i momenti fondamentali che portano al cambiamento.

  • La persona, a seguito del profondo disagio che sente col proprio corpo e con il ruolo che deve condurre nella società, comincia a porsi delle domande su di sé e la propria identità e a sentire il bisogno di un confronto su questi temi.
  • Sulla spinta di questo bisogno, direttamente o attraverso associazioni, contatta uno specialista (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta, endocrinologo), con lo scopo di capire meglio se stessa. Il percorso psicologico è una delle fasi fondamentali del processo e consiste in una prima fase di colloqui, della durata di almeno quattro/sei mesi, che ha lo scopo di escludere la presenza di condizioni di disagio che non c'entrano con il transessualismo. La seconda fase vuole fornire un aiuto alla persona per sostenerla nei momenti difficili del percorso che l'aspetta e dura almeno un anno.
    Al termine della prima fase del percorso psicologico, se ritenuto opportuno, lo psicologo autorizza una terapia ormonale, in accordo con l’endocrinologo. La terapia ormonale ha lo scopo di modificare alcuni dei caratteri sessuali secondari, con risultati differenti da persona a persona. In genere comunque i principali effetti sono: per gli FtM, l'abbassamento della voce, la crescita della barba, l'aumento della peluria nel corpo, l'aumento della massa muscolare, la redistribuzione del grasso corporeo soprattutto sulla zona dell'addome. Per le MtF, la voce non cambia ma viene modulata da tecniche di logopedia, la barba e i peli in eccesso devono essere rimossi tramite elettrocoagulazione o laser, il grasso corporeo si distribuisce soprattutto nei glutei, crescono i seni.
    Inoltre, la terapia ha lo scopo di impedire manifestazioni fisiche proprie del sesso biologico di appartenenza (bloccare o ridurre erezione ed eiaculazione, arrestare il ciclo mestruale). La terapia ormonale, o meglio i suoi effetti, sia fisici che psicologici, hanno anche una forte valenza "auto-diagnostica", in quanto spingono il soggetto a continuare il percorso o, al contrario, lo inducono a riconsiderarlo ed eventualmente interromperlo.
  • La persona che decide di continuare il percorso inizia quindi, sempre con un supporto psicologico e seguendo la terapia ormonale, a vivere nel mondo come persona del sesso a cui sente di appartenere, adottando il ruolo di genere consono in termini di abbigliamento, comportamento, espressione. Questo periodo, solitamente almeno della durata di un anno, viene indicato come Real Life Experience ossia “esperienza di vita reale”.
  • Alla conclusione delle fasi precedenti, nel caso la persona interessata voglia giungere alla riconversione chirurgica del sesso, deve iniziare il percorso legale. Occorre quindi richiedere ai professionisti che l'hanno seguita, una relazione (psicologica, psichiatrica, endocrinologica) che dovrà essere allegata alla richiesta per l'autorizzazione all'intervento chirurgico. Questa richiesta deve essere inoltrata al tribunale competente per residenza tramite la mediazione di un legale. Se l'autorizzazione viene concessa, può essere effettuato l'intervento chirurgico. In seguito, per ottenere la rettifica dei dati anagrafici, deve essere presentato al tribunale un secondo ricorso che attesti l'avvenuto intervento. Nel 2015, tuttavia, la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale hanno affermato, tramite sentenze, che la riconversione chirurgica del sesso non è un requisito sempre necessario per la rettifica dei dati anagrafici (vedi oltre “Documenti e vita quotidiana”).

Per maggiori approfondimenti sul percorso di transizione e, in particolare, sulla riconversione chirurgica di sesso, si consiglia di visitare la pagina www.onig.it dell’ONIG - Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere.

Video

il reportage di un ragazzo FtM


http://www.youtube.com/embed/pnu1YNYj1Hs

il canale video di una ragazza MtF che racconta
il suo percorso e il cambiamento di mese in mese

http://www.youtube.com/embed/2vG0Cn0WEEk

Alcune situazioni di difficoltà 

La condizione transessuale può comportare molti problemi, a iniziare dalle relazioni personali.

Documenti e vita quotidiana

In Italia la persona transessuale che sta compiendo il percorso di cambiamento, pur avendo un certificato medico che attesta la condizione di transizione, non ha ancora i documenti corrispondenti alla nuova identità. Il cambio del nome sui documenti è previsto – secondo l’interpretazione prevalente data alla legge 164/1982 - solo dopo la riassegnazione chirurgica del sesso. Questo comporta un grave disagio nella vita quotidiana dove possono verificarsi situazioni spiacevoli di rifiuto, in quanto la condizione di transessualismo risulta evidente dalla discrepanza tra i documenti e l’aspetto fisico. Per le donne transessuali questo disagio a volte permane, anche dopo che i documenti sono stati modificati, a causa dell’aspetto esteriore spesso rivelatore della loro condizione.

Su questo tema la Corte di Cassazione (sentenza prima sez. civile n. 15138 del 20 luglio 2015) e la Corte Costituzionale (sentenza n. 221 del 5 novembre 2015) hanno risolto una questione controversa. E' stato chiarito che l'intervento chirurgico e il requisito della sterilità non sono indispensabili per la rettificazione anagrafica. Si tratta infatti di un diritto della persona secondo il principio di autodeterminazione. L'intervento viene quindi ora considerato non più obbligatorio per avere la rettificazione anagrafica e potrà essere autorizzato per consentire di raggiungere un equilibrio psicofisico, nei casi in cui la divergenza tra sesso anatomico e psicosessualità determini un atteggiamento conflittuale. L'intervento chirurgico resta invece necessario nel caso in cui il percorso costituito dai soli trattamenti ormonali, estetici e psicologici non sia sufficiente a determinare una scelta irreversibile.

Famiglia

Il rapporto con la famiglia è in genere molto problematico e, alla difficoltà di rivelare la propria condizione, si aggiunge la consapevolezza che è probabile che si sviluppino nei familiari meccanismi di rifiuto, negazione, vergogna e rabbia. Ma a fronte dei molti rifiuti e degli allontanamenti dal nucleo familiare ci sono anche casi di accettazione e di consolidamento dei legami. Per una persona che deve affrontare un percorso così complesso avere accanto una famiglia solidale è estremamente importante.

Relazioni con amici e conoscenti

Le difficoltà si possono presentare anche nelle relazioni con amici e conoscenti. Il fatto di essere percepiti come persone di un sesso che si stanno comportando come fossero dell'altro, induce in chi è vicino diverse reazioni, che possono variare dalla semplice curiosità alla perplessità, fino al disagio e alla violenza, passando attraverso irrisione, insulto, isolamento. Queste reazioni nascono dalla paura che spesso le persone hanno della “diversità”. Le persone transessuali infatti propongono un modello di esperienza che mette in crisi la norma secondo cui i maschi sono maschi e le femmine sono femmine.
A volte i rapporti d'amicizia si perdono a causa del percorso di cambiamento, ma gli amici che restano sono quelli veri. Inoltre molti altri rapporti si creano durante l'iter con persone che non giudicano e sanno accogliere le diversità.

Rapporto di coppia

Per quanto concerne la vita sentimentale, le persone transessuali possono desiderare di farsi una famiglia e soprattutto di avere una vita affettiva che corrisponda alle proprie aspettative, ma ci vuole, da parte dei partner, una forte solidità emotiva anche solo per sostenere il giudizio del mondo esterno. Una volta ottenuto l'adeguamento anagrafico, ci si può sposare e, teoricamente, adottare dei figli.
Le richieste di adozione vengono però sempre respinte senza una valutazione effettiva, caso per caso, ma in base alla presunta inadeguatezza alla genitorialità da parte delle persone transessuali.

Studio

Per quanto riguarda lo studio, anche in ambito scolastico/universitario si possono verificare situazioni di derisione ed esclusione che spingono spesso le persone transessuali all'abbandono del percorso di studi. L'effetto che ne consegue è, statisticamente, un basso livello di scolarizzazione che predispone da una parte a una sorta di accettazione supina delle discriminazioni, dall'altra a una ridotta capacità di difesa nel mondo del lavoro. Un’eccezione lodevole è rappresentata dall'Università degli studi di Torino (e dal 2011 anche dal Politecnico di Torino), che dal 2003 concede a studenti e studentesse transessuali in “transizione” l'utilizzo di un libretto universitario sostitutivo recante il nome scelto, anche prima dell'effettiva variazione anagrafica, in modo da agevolare la vita all'interno dell'istituzione universitaria.

Lavoro

Per quanto riguarda il lavoro, succede frequentemente che i/le transessuali non abbiano di fatto un pieno diritto al lavoro, perché la diffidenza, la discriminazione e il rifiuto sociale impediscono al mercato del lavoro di prendere in considerazione le capacità e le competenze in possesso della persona transessuale, considerando prevalentemente la sua condizione di “diversità”. Sul piano normativo però sono stati fatti in questi ultimi anni degli importanti passi in avanti: la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto che il principio di parità tra uomini e donne doveva essere interpretato in un contesto più ampio, comprendente la protezione delle persone transessuali dalle discriminazioni. Di conseguenza, la Direttiva 2006/54/CE riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (recepita dall’Italia con il Decreto Legislativo 25 gennaio 2010, n. 5) si applica anche alle persone transessuali e costituisce un importante strumento di tutela.

Abitazione

Un altro ambito che può presentare delle difficoltà è la ricerca e gestione di un’abitazione. In molti casi i padroni di casa si rifiutano di affittare l'appartamento non appena la condizione di transessualità viene resa nota (anche semplicemente alla presentazione dei documenti). Gli affittuari possono essere diffidenti e avere pregiudizi, oppure rifiutare anche solo perché preoccupati da possibili reazioni dei vicini. Anche quando la casa è di proprietà possono esserci problemi di convivenza e le critiche, le proteste e l'ostracismo degli altri condomini portano spesso a situazioni di grave tensione.

Dopo il cambiamento

Il percorso di transizione, pur essendo complesso e pieno di momenti difficili, rende migliore la qualità della vita delle persone transessuali per diversi motivi:

  • l'autopercezione è finalmente soddisfacente: le persone (qualunque sia il punto di arrivo della loro transizione) si sentono bene col proprio corpo, o comunque si sentono meglio;
  • il ruolo sociale viene finalmente vissuto come la persona ha sempre desiderato;
  • il rapporto con gli altri (parenti, partner, amici, colleghi), qualora non si interrompa per motivi di discriminazione, migliora sensibilmente perché le persone stanno meglio con se stesse.

Ciò che rende difficile il percorso non è il cambiamento in sé, ma il modo in cui la società tratta le persone transessuali: esiste un pregiudizio pesante nei loro confronti che porta a discriminare e emarginare. L'immagine che danno i media, le notizie scandalistiche, la morbosità, l'idea di peccato, sono tutti elementi che concorrono ad alimentare questo pregiudizio.
Le associazioni di persone transessuali lavorano proprio per far riflettere sul significato della loro condizione attraverso strumenti culturali e sociali, quali incontri pubblici, proiezioni di film, presentazioni di libri, mostre, attività nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Tutto questo allo scopo di favorire il superamento dei pregiudizi e la riduzione degli episodi di transfobia, attraverso lo sviluppo di una cultura della conoscenza.

 

 

Riferimenti utili 

  • ONIG - Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere - Segreteria c/o MIT Via Polese, 22 40125 Bologna, tel. e fax 051271666 dal lunedì al giovedì 10.00-16.00, venerdì 10.00-14.00.
    www.onig.it - Email: info@onig.it - segreteria@onig.it
    Fondato in Italia nel 1998, si propone di favorire il confronto e la collaborazione di tutte le realtà interessate ai temi del transgenderismo e del transessualismo, di approfondire la conoscenza di questa realtà a livello scientifico e sociale e promuovere aperture culturali verso la libertà di espressione delle persone transessuali e transgender in tutti i loro aspetti. L’Osservatorio indica linee guida di intervento medico, chirurgico, psicologico e legale, nell'interesse e a garanzia della qualità dell’assistenza alle persone che intraprendono percorsi di adeguamento e dei professionisti coinvolti.

Nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, in Italia esistono diversi centri e strutture sanitarie che si occupano della disforia di genere (DIG), presso cui è possibile ottenere aiuto per effettuare un percorso di transizione, fino all'eventuale intervento chirurgico. Per essere inseriti nelle liste d'attesa chirurgiche è indispensabile aver ottenuto l'autorizzazione all'intervento da parte del Tribunale di residenza.
Alla pagina http://www.onig.it/drupal/?q=node/32 si trovano i riferimenti di tali strutture, a cui ci si può rivolgere indipendentemente dal luogo di residenza.

Informazioni locali

  • SEZIONE ONIG PIEMONTE - c/o Fondazione Carlo Molo - via della Rocca 24bis - 10123 Torino - tel. 011882044
    La sezione piemontese offre supervisione ai professionisti che si trovano a confrontarsi per la prima volta con le tematiche transgender. Presso la sede sono disponibili i recapiti dei professionisti esperti che si occupano di questi temi in Piemonte.
  • CIDIGeM - Centro Interdipartimentale Disturbi Identità di Genere Molinette - Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino - Sportello informativo e Ambulatorio accoglienza (venerdì 12.00-14.00 solo su appuntamento, tel. 0116333692) via Cavour 31 c/o Ospedale San Giovanni Antica Sede, piano quarto - 10124 Torino. Il CIDIGeM è un centro d’intervento clinico che si occupa del percorso di adeguamento medico-chirurgico del sesso. Presso il Centro è attivo anche un servizio che intende rispondere ai bisogni di bambine/i e adolescenti che manifestano comportamenti e atteggiamenti indicativi di una confusione rispetto alla propria identità sessuale.
  • SPO.T: sportello Trans del Circolo Maurice di Torino - via Stampatori 10 - 10122 Torino - tel. 3319828022 - Orario: giovedì 17.00-19.00
    www.mauriceglbt.org/spot - Email: spot@mauriceglbt.org
    Lo sportello è nato con l'intento di aiutare le persone transessuali e transgender nell'affrontare le questioni legate alla transizione e alla vita quotidiana. Offre servizi di accoglienza e accompagnamento, consulenza psicologica-endocrinologica, counseling telefonico, counseling per parenti e amici di persone transessuali, gruppi di auto-aiuto, consulenza legale, convenzione con centro estetico.
  • OLTRE LO SPECCHIO - GRUPPO ABELE - corso Trapani 95 - 10141 Torino - tel. 0113841024
    http://www.gruppoabele.org/cosa-facciamo/vulnerabilita-e-vittime/vulnerabilita/sportello-oltre-lo-specchio/
    E-mail: oltrelospecchio@gruppoabele.org
    Il progetto “Oltre lo specchio" si propone di accogliere e sostenere nel percorso di transizione le persone transessuali, fornendo loro aiuto per l'inserimento sociale e lavorativo. In particolare svolge attività di orientamento e accompagnamento ai servizi per le persone transessuali e transgender in condizioni di marginalità. In collaborazione con il numero verde contro la tratta 800.290.290 e con l'unità di strada, vengono fornite opportunità di accoglienza più strutturate per persone transessuali e transgender vittime di sfruttamento sessuale e/o della tratta. Offre inoltre servizi di mediazione dei conflitti e sostegno al nucleo familiare.
  • COORDINAMENTO TORINO PRIDE GLBT
    www.torinopride.it - Email: segreteria@torinopride.it - Twitter: @TorinoPride - FB www.facebook.com/TorinoPride
    Il Coordinamento Torino Pride è un raggruppamento di associazioni cui aderiscono le realtà associative Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali operanti nel territorio della Regione Piemonte, insieme ad associazioni non LGBT impegnate nel sostegno dei valori della laicità, del rispetto e della valorizzazione delle differenze. Nato nel 1999, il Coordinamento progetta e organizza annualmente iniziative politiche, sociali e culturali sul tema dei diritti delle persone LGBT, tra le quali il Pride regionale, la Giornata Mondiale contro l’Omofobia, il Transgender Day of Remembrance. Per conoscere tutte le associazioni che fanno parte del Coordinamento Torino Pride si rinvia alla consultazione del sito
  • CASARCOBALENO - via Bernardino Lanino 3/A – 10152 Torino
    www.casaarcobaleno.eu - Email: casarcobaleno.torino@gmail.com - FB CasArcobaleno – pagina Twitter: @CasArcobaleno
    CasArcobaleno nasce per rispondere ad alcune esigenze della città e della sua popolazione lgbt. Si tratta di un polo integrato di servizi di interesse e diretti a persone lgbt. Abitata da quattordici associazioni: Agedo Torino, Altera Cultura, Arcigay “Ottavio Mai” Torino, Associazione Culturale e Ricreativa 011, Badhole video, Coogen, Coordinamento Torino Pride GLBT, Famiglie Arcobaleno, Giosef Unito, Gruppo Sportivo Gattonero, Polis Aperta, Quore Torino, Odv Casa Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Trepuntozero, UAAR. CasArcobaleno risponde all’esigenza di creare un luogo in cui le associazioni siano accessibili e fruibili dalla cittadinanza, attraverso progetti che coinvolgono la popolazione lgbt e non della città. Tra i servizi forniti: lo Sportello SanArcobaleno a cura del Gruppo Salute Arcigay (ogni ultimo venerdì del mese ore 19.00-20.00) offre ascolto e consulto medico sulle malattie sessualmente trasmissibili con possibilità di sottoporsi in modo anonimo e gratuito al test per HIV e sifilide con risposta rapida in 15 minuti; lo Sportello Racconta-Lavoro dedicato alle segnalazioni di casi di discriminazioni in ambito lavorativo (lunedì ore 18.00-19.00); lo Sportello R-Esistente che offre consulenze sul 'lavoro atipico' e sulle forme di sostegno al reddito (lunedì ore 18.00-19.00).
    Per conoscere tutte le associazioni che fanno parte di CasArcobaleno si rinvia alla consultazione del sito
  • SERVIZIO LGBT per il superamento delle discrimininazioni basate sull’orientamento sessuale e sull'identità di genere - Settore Pari Opportunità, Politiche di Genere e dei Tempi della Città - Città di Torino - via Corte d’appello 16 - 10122 Torino - tel. 01101124041/2 oppure 01101132557
    www.comune.torino.it/politichedigenere/lgbt - Email: serviziolgbt@comune.torino.it
    Il Servizio LGBT, istituito nel 2001, intende rispondere ai bisogni delle persone omosessuali e transessuali, contribuire a migliorare la qualità della vita e creare un clima sociale di rispetto e di confronto libero dai pregiudizi. Il Servizio non svolge attività di sportello ma promuove progetti e iniziative sul territorio e realizza attività formative rivolte ai pubblici dipendenti e al mondo della scuola.
  • UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO - Comitato Pari Opportunità - via Verdi 8, 3° piano - 10124 Torino - tel. 0116704369 - cellulare 3357787736
    http://www.unito.it/avvisi/unito-tutela-i-soggetti-transizione-di-genere-con-il-regolamento-la-gestione-di-una-carriera- Email: cpo@unito.it
    Studenti e studentesse universitarie in transizione di genere possono ottenere un doppio libretto universitario, con la garanzia di effettuare gli studi in una situazione di serenità e correttezza dei rapporti interpersonali.
  • POLITECNICO DI TORINO (per il doppio libretto universitario): Comitato Pari Opportunità - Sportello di Orientamento - corso Castelfidardo 39 c/o Cittadella Politecnico - call center 0110906254 - Orario sportello e per informazioni telefoniche: lunedì-venerdì 13.30-15.30
    https://didattica.polito.it/CPO.html - Email: orienta@polito.it
  • CGIL - Sportello Mobbing - via Pedrotti 5 (pian terreno) - 10152 Torino - tel. 0112442256 (per prenotazioni: lunedì-venerdì,  9.00-12.30; lunedì e mercoledì anche 14.30-18.00)  - Orario sportello: solo su appuntamento telefonico, martedì e giovedì 14.30-17.30 (non telefonare in questi orari, perché ci sono i colloqui) - www.cgiltorino.it/sportello-mobbing

Si segnala inoltre il Festival cinematografico a tematica GLBT, che si tiene ogni anno a Torino in aprile/maggio:

Bibliografia

Nella scelta dei libri da presentare in questa breve bibliografia, abbiamo privilegiato testi basati su esperienze di vita e testimonianze.

  • Alvino Sandra, Il volo, Diple, 2007
    “Ero un uomo e oggi sono una donna.” In questa breve affermazione è condensata la storia dell'autrice, e tutta la sua fatica ad affermare la propria identità nell'Italia degli anni '60.
  • Arietti Laurella, Ballarin Christian, Cuccio Giorgio, Marcasciano Porpora, Elementi di critica trans, Manifestolibri, 2010
    Il libro contiene interventi e riflessioni sull'esperienza trans raccolti in occasione del primo seminario residenziale transessuale/transgender svoltosi a Bologna nella primavera del 2008.
  • Ballarin Christian, Padovano Roberta, Esquimesi in Amazzonia, Mimesis, 2014
    Questo volume raccoglie i contributi del convegno “Chi ha paura della depatologizzazione?” svoltosi a Torino nel marzo 2012.
  • Khosla Dhillon, Due vite in una, Il punto d'incontro, 2007
    Il racconto di chi ha vissuto ventotto anni in un corpo di donna, per poi scoprire la verità su di sé e intraprendere il difficile viaggio che lo ha portato a diventare uomo.
  • Marcasciano Porpora, Favolose narranti, Manifestolibri, 2008
    Il libro ricostruisce attraverso il racconto e le testimonianze l'esperienza transessuale nel nostro paese e il suo mutare nel tempo. Ai racconti delle protagoniste si affiancano gli interventi di alcuni testimoni privilegiati che affrontano i principali nodi dell'esperienza transessuale: il rapporto con il mondo gay, con il femminismo e il lesbismo, con i servizi e l'inserimento sociale e lavorativo, con lo spettacolo, con la scienza e la medicina.
  • Nicotra Mary, TransAzioni. Corpi e soggetti FtM, Il Dito e la Luna, 2006
    Il testo presenta le diverse letture scientifiche dell'esperienza transessuale FtM e propone le testimonianze di vita di diciotto persone.
  • Sopelsa Buci, con la collaborazione di Davide Tolu, Tr@nscritti, Pro Art, 2008
    L'autrice, madre di una persona transgender, tiene le fila di un racconto sulla realtà transgender a trecentosessanta gradi. Parlano madri, padri, amanti, amici, amiche, fratelli, professionisti e naturalmente i diretti interessati.
  • Tolu Davide, Il viaggio di Arnold, Eur, 2000
    La storia, parzialmente autobiografica, di un uomo nato donna, alla conquista della propria identità e del proprio corpo.

Filmografia

Segnaliamo una serie di film che affrontano le tematiche transgender, in alcuni casi con uno sguardo rivolto all’infanzia e al mondo giovanile.
Un elenco completo e sempre aggiornato di film, documentari e serial tv si trova sul sito www.cinemagay.it, il portale del cinema gay, lesbico, trans.

  • Breakfast on Pluto, Neil Jordan, Irlanda-Gran Bretagna 2005
    La storia di un ragazzo irlandese, tra gli anni '60 e '70, che scopre la sua femminilità e abbandona l'Irlanda bigotta per trasferirsi nella più libera Londra, in un viaggio alla ricerca di sé stesso e dei suoi affetti.
  • Edwig. La diva con qualcosa in più, John Cameron Mitchell, USA 2001
    La storia di una cantante rock, Hedwig - che prima era un ragazzo e si chiamava Hansel - e della sua disperata ricerca del successo e dell'amore.
  • La mia vita in rosa, Alain Berliner, Belgio-Francia 1997
    Ludovic, bambino di sette anni, si sente bambina e vuole sposare il compagno di banco Jerome. Di fronte a un mondo esterno ostile, Ludovic resiste rifugiandosi con la fantasia nel mondo di Pam, eroina di un programma TV, o chiedendo asilo a nonna Elizabeth, la sola che lo capisce.
  • Mater natura, Massimo Andrei, Italia 2005
    Desiderio, una giovane transessuale che si prostituisce per vivere, dopo varie vicissitudini decide di cambiare vita e di trasferirsi in campagna insieme a un gruppo di amici per aprire un centro di agricoltura biologica che sia anche una specie di consultorio psicologico per uomini in crisi.
  • Priscilla, la regina del deserto, Stephan Elliott, Australia 1994
    Due drag queen e una donna transessuale viaggiano su un vecchio torpedone attraverso l'Australia, ballando e cantando dove capita, scontrandosi con l'ostilità più o meno violenta della gente, facendo i conti con le proprie esistenze.
  • Tomboy, Céline Sciamma, Francia 2011
    Laure, una bambina di dieci anni, si presenta ai suoi nuovi amici come Mikael. La sua 'trasformazione' dà luogo a situazioni sempre più complicate che esplodono all'inizio dell'anno scolastico.
  • Transamerica, Duncan Tucker, USA 2005
    Una donna transessuale, alla vigilia dell'intervento chirurgico, si trova a condurre il figlio, nato vent'anni prima dal suo unico rapporto eterosessuale, in un viaggio di formazione attraverso l'America che cambierà entrambi.

Glossario

Il presente glossario fornisce una sintetica definizione dei termini più frequentemente usati quando si trattano le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, allo scopo di offrire un vocabolario condiviso.
Le voci del glossario non seguono l’ordine alfabetico ma uno sviluppo tematico.

  • SESSO: le caratteristiche biologiche e anatomiche del maschio e della femmina, determinate dai cromosomi sessuali.
  • GENERE: categoria sociale e culturale costruita sulle differenze biologiche dei sessi (genere maschile vs. genere femminile).
  • IDENTITÀ DI GENERE: la percezione di sé come maschio o come femmina o in una condizione non definita.
  • DISTURBO DELL’IDENTITA’ DI GENERE: espressione usata dalla medicina per descrivere una forte e persistente identificazione con il sesso opposto a quello biologico, altrimenti detta disforia di genere.
  • RUOLO DI GENERE: l'insieme delle aspettative e dei modelli sociali che determinano il come gli uomini e le donne si debbano comportare in una data cultura e in un dato periodo storico.
  • ORIENTAMENTO SESSUALE: la direzione dell'attrazione affettiva e sessuale verso altre persone: può essere eterosessuale, omosessuale o bisessuale.
  • ETEROSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dell'altro sesso.
  • OMOSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dello stesso sesso.
  • BISESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone di entrambi i sessi.
  • LESBICA: donna omosessuale.
  • GAY: uomo omosessuale (il termine viene usato anche per indicare le donne omosessuali nei Paesi di lingua anglosassone).
  • TRANSESSUALE: persona che sente in modo persistente di appartenere al sesso opposto e, per questo, compie un percorso di transizione che generalmente si conclude con la riassegnazione chirurgica del sesso. Il termine si declina al femminile (“la” transessuale) per indicare persone di sesso biologico maschile che sentono di essere donne (MtF - Male to Female) e al maschile (“il” transessuale) per indicare persone di sesso biologico femminile che sentono di essere uomini (FtM - Female to Male).
  • TRANSGENDER: termine “ombrello” che comprende tutte le persone che non si riconoscono nei modelli correnti di identità e di ruolo di genere, ritenendoli troppo restrittivi rispetto alla propria esperienza.
  • TRAVESTITO: persona che abitualmente indossa abiti del sesso opposto, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o identità di genere.
  • DRAG QUEEN / DRAG KING: uomo che si veste da donna (queen) o donna che si veste da uomo (king) accentuandone le caratteristiche con finalità artistiche o ludiche.
  • INTERSESSUALITA’: condizione della persona che, per cause genetiche, nasce con i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non definibili come esclusivamente maschili o femminili.
  • LGBT: acronimo di origine anglosassone utilizzato per indicare le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender. A volte si declina anche come LGBTIQ, comprendendo le persone che vivono una condizione intersessuale e il termine queer.
  • QUEER: termine inglese (strano, insolito) che veniva usato in senso spregiativo nei confronti degli omosessuali. Ripreso più recentemente in senso politico/culturale, e in chiave positiva, per indicare tutte le sfaccettature dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, rifiutandone al tempo stesso le categorie più rigidamente fissate ancora presenti nel termine LGBT e rivendicandone il superamento.
  • COMING OUT: espressione usata per indicare la decisione di dichiarare la propria omosessualità. Deriva dalla frase inglese coming out of the closet (uscire dall'armadio a muro), cioè uscire allo scoperto, venir fuori. In senso più allargato il coming out rappresenta tutto il percorso che una persona compie per prendere coscienza della propria omosessualità, accettarla, iniziare a vivere delle relazioni sentimentali e dichiararsi all'esterno.
  • OUTING: espressione usata per indicare la rivelazione dell'omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata. Il movimento di liberazione omosessuale ha utilizzato a volte l'outing come pratica politica per rivelare l'omosessualità di esponenti pubblici (politici, rappresentanti delle Chiese, giornalisti) segretamente omosessuali, che però assumono pubblicamente posizioni omofobe.
  • VISIBILITÀ: è il risultato del percorso di autoaccettazione che permette a una persona omosessuale di vivere la propria identità alla luce del sole.
  • ETEROSESSISMO: visione del mondo che considera come naturale solo l'eterosessualità, dando per scontato che tutte le persone siano eterosessuali. L’eterosessismo rifiuta e stigmatizza ogni forma di comportamento, identità e relazione non eterosessuale. Si manifesta sia a livello individuale sia a livello culturale, influenzando i costumi e le istituzioni sociali, ed è la causa principale dell’omofobia.
  • OMOFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone omosessuali e le azioni che da questo pregiudizio derivano. Può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il 17 maggio è stato scelto a livello internazionale come la Giornata mondiale contro l'omofobia, in ricordo del 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione mondiale della Sanità eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
  • OMOFOBIA INTERIORIZZATA: forma di omofobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittima le stesse persone omosessuali.
  • OMONEGATIVITÀ: il termine omofobia oggi è in parte superato e sostituito con il termine omonegatività per indicare che gli atti di discriminazioni e violenza nei confronti delle persone omosessuali non sono necessariamente irrazionali o il frutto di una paura, ma piuttosto l’espressione di una concezione negativa dell’omosessualità che nasce da una cultura e una società eterosessista.
  • TRANSFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone transessuali e transgender (e di quelle viste come trasgressive rispetto ai ruoli di genere) e le azioni che da questo pregiudizio derivano. La transfobia può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone transessuali e transgender. Il 20 novembre è riconosciuto a livello internazionale come il Transgender Day of Remembrance (T-DOR) per commemorare le vittime della violenza transfobica, in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto Remembering Our Dead.
  • TRANSFOBIA INTERIORIZZATA: forma di transfobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittima le stesse persone transessuali.
  • PRIDE: espressione che indica la manifestazione e le iniziative che si svolgono ogni anno in occasione della Giornata mondiale dell'orgoglio LGBT, nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 giugno, che commemora la rivolta di Stonewall, culminata appunto il 28 giugno 1969. I cosiddetti moti di Stonewall furono una serie di violenti scontri fra persone transgender e omosessuali e la polizia a New York. La prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969, quando la polizia irruppe nel locale chiamato Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street, nel Greenwich Village. "Stonewall" (così è di solito definito in breve l'episodio) è generalmente considerato da un punto di vista simbolico il momento di nascita del movimento di liberazione LGBT moderno in tutto il mondo.

Per la redazione delle definizioni sono stati consultati i glossari presenti in:

  • AGEDO (a cura di), Nessuno uguale. Adolescenti e omosessualità, Città di Torino, 2005;
  • Coordinamento Genitori Democratici, Quando... un imprevisto in famiglia. Un contributo per conoscere la realtà omosessuale. Una guida per i genitori, Regione Piemonte, 2009;
  • Graglia Margherita, Psicoterapia e omosessualità, Carocci, 2009;
  • ONIG, Identità e genere. Istruzioni per l'uso, 2009.

E' possibile consultare inoltre la scheda orientativa Omosessualità

Hanno contribuito / collaborato: 

Questa scheda orientativa è stata realizzata da un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato: InformaGiovani e Servizio LGBT della Città di Torino e l’ONIG Piemonte.

Omosessualità

Per saperne di più su gay, lesbiche e bisessuali.

 

Omosessualità

In base al proprio orientamento sessuale, le persone possono essere definite come: eterosessuali, se provano attrazione sessuale verso persone del sesso opposto, omosessuali, se l’interesse è diretto a persone dello stesso sesso e bisessuali, se ci si sente attratti/e da femmine e maschi.

Il termine omosessuale definisce quindi la persona, donna o uomo, che cerca una relazione affettiva, sentimentale, sessuale con persone dello stesso sesso e omosessualità viene utilizzato per indicare la propensione a questo tipo di relazione. Qualsiasi persona può essere omosessuale. Non ci sono indizi particolari che possano costituire un identikit che definisca un uomo, una donna, un ragazzo o una ragazza come omosessuali e li renda riconoscibili e identificabili in base a delle particolarità che non si ritrovino allo stesso modo nelle persone eterosessuali.

Alcune caratteristiche che si ritengono “tipiche” degli uomini e delle donne omosessuali (l’effeminatezza maschile e la mascolinità femminile, per esempio) sono in realtà stereotipi, cioè modi di pensare comuni e semplificanti rispetto alla realtà che è sempre molto più complessa.

Gay

Il movimento omosessuale internazionale, che cominciò a costituirsi dopo la seconda guerra mondiale con l’obiettivo di rivendicare diritti negati a una minoranza, favorì e diffuse l’utilizzo della parola gay.
Il termine gay, inizialmente entrato in uso per definire gli uomini omosessuali, viene ormai sovente utilizzato come sinonimo della parola omosessuale ed è sempre più frequentemente usato anche per parlare di donne omosessuali, soprattutto nei Paesi di lingua anglosassone.[1]

Lesbica

Per identificare una donna omosessuale viene utilizzato il termine lesbica. Se da un lato l’omosessualità maschile e quella femminile sono state entrambe condannate in quanto esprimevano il desiderio di una sessualità non procreativa, cioè non finalizzata alla nascita di una nuova vita, la situazione delle donne omosessuali era aggravata anche dalla condizione di inferiorità sociale femminile.
La lotta per la liberazione omosessuale delle donne lesbiche è stata condotta parallelamente a quelle del movimento femminista. Le donne omosessuali italiane scelsero il termine lesbica per definirsi in modo differente rispetto agli uomini gay, con l’intento di non dimenticare la doppia lotta di liberazione che dovettero sostenere, prima per emergere come donne, in un ambiente patriarcale e maschilista che le annullava, poi come omosessuali.
Oggi, fra le generazioni di donne omosessuali più giovani e meno politicizzate alcune si autodefiniscono gay e altre lesbiche.[2]

Bisessuale

Il termine bisessuale, utilizzato in riferimento all'orientamento sessuale delle persone, indica l’attrazione sessuale e affettiva provata verso individui di entrambi i sessi.
Le persone bisessuali possono quindi essere attratte, innamorarsi e avere relazioni, anche durature nel tempo, con persone dello stesso sesso, come accade per gli omosessuali, o con persone dell’altro sesso, instaurando in questo caso rapporti o relazioni di tipo eterosessuale. La bisessualità è una realtà meno conosciuta rispetto all’omosessualità, perché nel senso comune non esistono stereotipi che riguardano le persone bisessuali. Di conseguenza, risulta difficile pensare che esistano delle persone bisessuali, perché non ci sono dei modi in cui le si possa immaginare, non ci sono modelli a cui una persona bisessuale debba assomigliare, quindi di solito la persona bisessuale non viene considerata in quanto tale ma viene vista e trattata come eterosessuale o omosessuale.

Si nasce o si diventa omosessuali?

La consapevolezza di essere omosessuali può essere acquisita a età e in fasi diverse della vita di ciascuna persona. Quello che si può dire con certezza, e che emerge dalle storie delle persone, è che essere omosessuali è un modo di stare al mondo, di esistere, così come lo è essere eterosessuali. Ciò che varia è il tipo di percorso che ciascuno compie verso la consapevolezza di esserlo e l’età in cui se ne diventa pienamente consapevoli. Se ci sono uomini e donne che raccontano di averlo saputo sin dalla loro infanzia, per altri la consapevolezza viene acquisita in età più avanzata, durante l’adolescenza o l’età adulta, a volte dopo un matrimonio duraturo e dopo avere avuto figli con un partner eterosessuale.

Le persone omosessuali, a differenza di quelle eterosessuali, devono compiere un percorso verso la consapevolezza perché l’ambiente in cui nascono e crescono è culturalmente caratterizzato da una mentalità eterosessista, che considera l’orientamento eterosessuale l’unico modo di esistere possibile. Come conseguenza i bambini e le bambine vengono educati ed educate a essere tali. Coloro che non lo sono devono quindi scoprire di essere in qualche modo diversi da ciò che viene loro insegnato, mettendosi in ascolto di ciò che sentono di provare nei confronti delle persone dello stesso sesso.

Essere omosessuali non è una malattia.

Esistono diverse ipotesi riguardanti l’origine dell’omosessualità: alcune la vorrebbero legata a “cause” biologiche come influenza di ormoni o cause genetiche, altre ipotesi riguardano l’influenza dell’ambiente sociale e affettivo in cui crescono i bambini. Oggi a livello internazionale c’è un comune accordo nel ritenere che l’orientamento sessuale sia il risultato di una combinazione complessa di fattori biologici-psicologici-sociali-culturali. Si parla infatti di un processo di sviluppo e acquisizione di un orientamento sessuale che può essere di tipo eterosessuale, omosessuale o bisessuale. L’orientamento sessuale si sviluppa con le influenze dei rapporti affettivi significativi (con i genitori e altre persone), dell’ambiente sociale, di quello educativo e delle caratteristiche biologiche predisponenti.

Ogni persona che sviluppa un orientamento di tipo omosessuale può poi decidere se dichiararlo alle altre persone oppure no, decidendo a chi dirlo e le modalità con cui dichiararsi.[3]

Discriminazione e diritto di cittadinanza

L’orientamento omosessuale non è sempre stato discriminato nelle diverse culture ed epoche storiche. I diversi modi di considerare gli orientamenti sessuali, infatti, dipendono dal contesto storico e culturale.

In alcune culture, si definisce che il tipo di orientamento considerato normale è quello eterosessuale. Si viene quindi a creare un ambiente culturale definibile come eterosessista in cui è prevista la sola presenza dell’orientamento eterosessuale mentre quelli omosessuale e bisessuale sono considerati deviazioni e valutati negativamente. Le persone omosessuali e bisessuali subiscono dunque un trattamento diverso: sono socialmente discriminate - in quanto considerate devianti dalla normalità - e in molti Paesi sono negati loro dei diritti concessi solo alle persone eterosessuali (matrimonio, adozione, fecondazione assistita). In certi Paesi il comportamento omosessuale viene persino punito dalla legge con pene, di varia entità, dall’arresto sino alla pena di morte (come in Afghanistan, Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Somalia, Sudan, Nigeria, Mauritania, Uganda, e India). In Russia, nel gennaio 2013, il Parlamento ha esteso a tutto il territorio nazionale una legge, già in vigore a livello regionale a San Pietroburgo e in altre grandi città, che vieta la propaganda omosessuale nei confronti dei minori; la genericità del significato di “propaganda” ha di fatto limitato, nel Paese,  la libertà  di espressione e di manifestazione sui temi dell’omosessualità.”

Quando fu descritta per la prima volta nella letteratura medica occidentale, l'omosessualità venne considerata una malattia e si cercava di scoprirne le cause scatenanti. Una ricerca statunitense dei primi anni cinquanta, conosciuta come Rapporto Kinsey (dal nome del suo curatore, il biologo Alfred C. Kinsey), indagando con un questionario anonimo i comportamenti e le fantasie di tipo sessuale di un grande numero di uomini e donne, rese noto quanto i comportamenti di tipo omosessuale fossero molto più diffusi nella popolazione adulta americana di quanto si ritenesse sino ad allora.

L'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità, prendendo atto di sempre più numerose e accurate ricerche mediche, nel 1990 eliminò l’omosessualità dalla propria lista delle malattie mentali e la definì come una variante naturale del comportamento umano. Tale importante cambiamento viene annualmente ricordato il 17 maggio con la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia.

L’omosessualità non può più essere considerata una malattia e quindi non è pratica corretta cercare terapie di guarigione per condurre le persone a diventare eterosessuali.

Una Raccomandazione del 1981 dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e una Risoluzione del Parlamento Europeo del 1994 segnarono l’inizio del percorso di riconoscimento del diritto alla parità di trattamento per le persone omosessuali.

Nel 2000 il Consiglio Europeo di Nizza adottò la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che con l’art. 21 sancisce il principio della non discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Tale articolo vieta “…qualsiasi forma di discriminazione fondata, in specifico, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione, le condizioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuale”.
Sempre nel 2000, è stata approvata la Direttiva 2000/78/CEE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, includendo anche l'orientamento sessuale tra i criteri di non discriminazione (recepita dall'Italia con il Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216).

Nel 2003 il Parlamento Europeo, con l’art. 54 della "Relazione annuale sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione Europea", ha invitato i Paesi membri a legalizzare le relazioni di coppia anche tra persone dello stesso sesso, con “gli stessi diritti riconosciuti al matrimonio”.

La situazione europea è attualmente in evoluzione: molti Paesi europei hanno adottato una normativa che riconosce le coppie di fatto; alcuni - quali Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna, Portogallo, Islanda, Norvegia, Svezia, Danimarca, Francia, Regno Unito e Irlanda- hanno riconosciuto il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso. In questi e altri Paesi è riconosciuto anche il diritto all’adozione, seppure in varie forme.

In Italia nel 2016 è stata introdotta una normativa (Legge 20 maggio 2016, n. 76) che prevede l’istituto delle “unioni civili” per le coppie dello stesso sesso, con tutti i diritti del matrimonio ma senza adozioni né adozione dei figli del/della partner. Anche laddove non esistono riconoscimenti giuridici alle unioni tra persone dello stesso sesso, le persone omosessuali formano ugualmente delle famiglie che comprendono, sempre più sovente, anche dei figli. In Italia, infatti, circa il 20% delle coppie omosessuali con più di 40 anni ha uno o più figli: complessivamente i figli di coppie lesbiche e gay sono stimati in almeno 100.000.[4]

Omofobia

Il termine omofobia è entrato in uso dal 1972 per definire il timore e l’odio irrazionale che alcune persone eterosessuali provavano nei confronti delle persone omosessuali. Oggi viene utilizzato per indicare disagio, svalutazione e avversione nei confronti delle persone omosessuali e dell’omosessualità, e le azioni di ostilità che ne conseguono. Di recente, al posto di omofobia, è entrata in uso la parola omonegatività per tener conto di quanto siano importanti i valori, le regole, i pensieri dominanti della società nel determinare il disprezzo e l’odio nei confronti delle persone omosessuali. Ad esempio le considerazioni negative sull’omosessualità sono rinforzate dalle dichiarazioni dei leader religiosi e politici di un Paese e legittimate dall’assenza di riconoscimento istituzionale. La mancanza del riconoscimento delle unioni civili comunica che i legami affettivi omosessuali valgono meno e legittima indirettamente l’intolleranza nei confronti di gay lesbiche e bisessuali.[5]

Bullismo omofobico

Quando le varie forme di discriminazione fondate sull’omofobia si manifestano in un gruppo di bambini/e o ragazzi/e si parla di bullismo omofobico. La parola bullismo indica le prepotenze tra compagni/e in contesti di gruppo. Consiste in atti di aggressione portati avanti in modo persistente e organizzato ai danni di uno o più ragazzi/e che non hanno la possibilità di difendersi. Il bullismo può essere di tipo fisico con atti aggressivi rivolti alla persona o danneggiamento o sottrazione delle sue proprietà. Un secondo tipo di bullismo è quello verbale con insulti o derisioni oppure in modo indiretto tramite la diffusione di maldicenze. Il bullismo può anche essere di tipo manipolativo/relazionale, in questo caso vengono colpiti i rapporti di amicizia della vittima per isolarla. Un quarto tipo di bullismo è quello elettronico o cyber bullismo, attuato tramite l’utilizzo di apparecchi elettronici e informatici (ad esempio inviando sms molesti alla vittima o filmandola con videofonino in momenti in cui non desidera e diffondendo il filmato per diffamarla).[6]

I bersagli del bullismo omofobico possono essere:

  • ragazzi/e che si definiscono apertamente gay o lesbiche o che lo hanno svelato a qualcuno e la cui informazione è stata passata ad altre persone;
  • ragazzi/e che sembrano omosessuali perché hanno alcune caratteristiche dello stereotipo del gay e della lesbica (ragazze dai capelli corti e mascoline, ragazzi con abbigliamento o manierismi effeminati);
  • ragazzi/e con familiari apertamente omosessuali.

Il bullismo omofobico è diverso dalle comuni forme di bullismo per le seguenti ragioni:

  • le prepotenze attaccano la sfera dell’identità della persona nella sua sessualità;
  • la vittima può avere difficoltà a chiedere aiuto agli adulti perché in questo modo si richiama l’attenzione sulla sua sessualità, causando ansia e vergogna innanzitutto perché può essere una tematica ritenuta imbarazzante e difficile da trattare, poi per il timore di deludere le aspettative dei genitori. Inoltre gli stessi insegnanti e genitori possono a volte avere pregiudizi sull’omosessualità e non essere in grado di dare l’aiuto necessario;
  • nel caso del bullismo omofobico i compagni di classe e gli amici coetanei sono meno disposti a difendere e sostenere la vittima perché temono di essere considerati a loro volta omosessuali, diventando oggetto dello stesso tipo di violenza omofobica;
  • alcuni ragazzi e ragazze compiono azioni di bullismo omofobico perché sono spaventati dai loro stessi sentimenti omosessuali, quindi reprimono e prendono le distanze da ciò che sentono, impegnandosi in attività omofobiche. In questo modo vogliono dimostrare di non essere omosessuali e mettersi così al riparo dalle discriminazioni e dai problemi che potrebbero incontrare vivendo in un sistema sociale e culturale omonegativo.

Per aiutare i/le giovani in queste situazioni, proponendo esperienze positive di superamento delle difficoltà legate a solitudine, isolamento e discriminazione, è nato il progetto "Le cose cambiano" che presenta numerose testimonianze video sul sito http://lecosecambiano.org/index.php. Fortunatamente a molti ragazzi gay e ragazze lesbiche non mancano la capacità e le risorse per fronteggiare con successo le esperienze di bullismo omofobico e discriminazione, riorganizzando positivamente la propria vita.[7] 

Ti segnaliamo inoltre un approfondimento su bullismo, cyberbullismo, sexting e mobbing scolastico all'interno della scheda dal titolo "Bullismo e cyberbullismo".

Dichiararsi: il coming out

La traduzione del termine inglese coming out significa "uscire fuori" cioè dichiararsi o rendersi visibile. In Italia per indicare il coming out viene spesso erroneamente utilizzato il termine outing (vedi il significato nel Glossario di questa scheda).
Si dice quindi che una persona gay o lesbica fa coming out quando decide di dichiarare il proprio orientamento sessuale.
Questo può avvenire in famiglia oppure con i propri amici o con i colleghi di lavoro.

L’esperienza individuale porta in molti casi a diverse graduazioni del modo di dichiararsi: alcune persone fanno coming out soltanto con gli amici o con uno psicologo, altri solo in famiglia, alcuni lo dicono solamente a uno dei due genitori oppure a un fratello o a una sorella.

Non ci sono modalità, regole, prescrizioni, età minime o massime per il coming out e, soprattutto, il ventaglio delle diverse situazioni può essere molto ampio. Ogni persona e ogni situazione è diversa e ognuno deve valutare il contesto in cui si trova e decidere in base alle proprie considerazioni.

In senso più allargato il coming out può essere definito come un percorso di presa di coscienza di sé e della propria omosessualità. Questo percorso è graduale e non si conclude con una singola dichiarazione, perché questa scelta può riproporsi anche nel momento in cui si cambia scuola, si conoscono nuovi amici, si cambiano colleghe/i di lavoro.

Di fronte al coming out possono esserci atti di derisione, di rifiuto o di allontanamento dalla famiglia o dal gruppo di amici e, in casi più gravi, di vera e propria violenza fisica. A maggior ragione, in questi casi, occorre riflettere con attenzione sui pro e contro della scelta di dirlo. Il consiglio è di non affrontare in solitudine l’eventuale scelta: a questo proposito le associazioni lesbiche e gay possono essere un importante punto di riferimento.

I luoghi comuni: “Si dice che…”

Gli stereotipi sono credenze, tendenzialmente negative, che portano a generalizzazioni nei confronti di un determinato gruppo sociale. Gli stereotipi e i luoghi comuni che esistono sull’omosessualità sono importanti per comprendere i fenomeni di distanza ed esclusione sociale a cui sono sottoposte non solo le persone omosessuali, ma anche le persone che vengono ritenute tali pur non essendolo.

Si dice che…i gay siano tutti effeminati e le lesbiche siano tutte mascoline.

Gli stereotipi[8] più comuni attribuiscono alle persone omosessuali caratteristiche dell’altro sesso. La non femminilità delle lesbiche viene riflessa in un insieme di credenze: le lesbiche non si truccano, non si curano, hanno i capelli corti, sono grasse, giocano a calcio, non sono materne. Riguardo agli uomini gay, ad esempio, si crede che si vestano in maniera stravagante, che abbiano tratti fisici femminili, amino la cucina e la casa o le cose futili, non sopportino il dolore. La popolazione omosessuale in realtà mostra aspetti di grande eterogeneità al suo interno: se da un parte ci sono persone che hanno modi e apparenze “atipici” rispetto alle convenzioni sociali su ciò che è maschile o femminile, dall’altra ci sono persone omosessuali con atteggiamenti e comportamenti molto conformi alle norme di genere.

Si dice che…i gay e le lesbiche siano tutti predatori e predatrici.

Un’altra convinzione comune descrive le persone omosessuali come desiderose di corteggiare, circuire e “convertire” le persone eterosessuali all’omosessualità. Nella maggior parte dei casi, la persona omosessuale cerca altre persone con il medesimo orientamento sessuale al fine di avere relazioni basate sulla reciprocità e quindi non è interessata a cambiare l’orientamento sessuale altrui.

Si dice che…i gay siano pedofili.

Un altro stereotipo sull’omosessualità, particolarmente radicato nella nostra cultura, è quello che vede l’omosessualità maschile associata alla pedofilia o molestia dei bambini. In questa prospettiva, le persone omosessuali sono descritte come minaccia a membri più vulnerabili della società e quindi attivano un senso di pericolo e deprecazione sociale. Le ricerche in ambito clinico hanno dimostrato che la maggior parte degli abusi sessuali verso minori è compiuto da uomini adulti, in genere familiari o conoscenti, e riguarda prevalentemente le bambine. Anche se ci sono prove documentate che l’abuso infantile non ha in sé niente a che fare con l’orientamento sessuale delle persone adulte, lo stereotipo dell’omosessuale “pedofilo” continua indirettamente a influenzare negativamente l’opinione sull’omosessualità, basti pensare ai dibattiti pubblici sull’adeguatezza delle persone omosessuali a insegnare nelle scuole.

Si dice che…tutti i ballerini sono gay e tutti i gay sono ballerini.

Uno degli ambiti in cui matura da sempre uno stereotipo nei confronti delle persone omosessuali è quello lavorativo. Si è convinti cioè che gay e lesbiche debbano per forza fare certi tipi di lavoro. I gay sono necessariamente ballerini, coreografi, fiorai e stilisti mentre una donna camionista, metalmeccanica, giocatrice di calcio non può che essere lesbica. In realtà gay e lesbiche si possono trovare in qualsiasi ambito lavorativo. Insomma, non tutti i gay sono ballerini e non tutti i ballerini sono gay.

Si dice chei gay e le lesbiche non possono fare famiglia.

Un’altra convinzione da sfatare è quella secondo cui le persone omosessuali non possano “mettere su famiglia”. Molti hanno ancora delle remore a pensare a una coppia omosessuale che cresce un figlio, ma le ricerche effettuate in altri Paesi (ad esempio, il recente studio dell’Istituto danese di salute) sostengono sia indifferente per lo sviluppo di un bambino o di una bambina l’avere come genitori una coppia eterosessuale o omosessuale.

Un ultimo luogo comune associato all’omosessualità è quello secondo cui le persone omosessuali siano maggiormente a rischio di contrarre l’AIDS. La diffusione di malattie a trasmissione sessuale come l’AIDS prescinde dall’orientamento sessuale delle persone mentre ha a che fare con le “modalità” delle pratiche sessuali. In altri termini, esistono comportamenti a rischio e non categorie a rischio.

Giovani gay e lesbiche a Torino

Dalle ricerche che hanno esplorato le esperienze di giovani gay e lesbiche a Torino[9], e dal confronto con altre ricerche nazionali, emerge una doppia immagine di questa città.

Da un lato, queste esperienze sono simili a quelle che troviamo nel resto d’Italia, rispetto al confronto con una società eterosessista, a partire dalla scuola, in cui molti ancora sperimentano forme di scherno o isolamento per il fatto di apparire, o anche solo venire sospettati di essere omosessuali, insieme al silenzio degli insegnanti. In una ricerca del 2001, la metà dei gay e un decimo delle lesbiche intervistati ricordano questi episodi e poco è cambiato per le generazioni più giovani. Anche rispetto ai primi passi nel mondo del lavoro, ritroviamo come in altri contesti le difficoltà di gestire la visibilità e di valutarne i rischi, soprattutto quando il posto di lavoro è incerto.

Dall’altro lato, Torino è una realtà particolare, e si sente. Non soltanto perché nell’anonimato della grande città sembra più facile scegliersi gli amici e gli ambienti in cui essere visibili e stare bene. La lunga e forte presenza dei movimenti omosessuale e femminista e più recentemente anche il lavoro delle amministrazioni locali hanno contribuito a creare, in particolare a Torino, un contesto che viene percepito come più aperto, con un’offerta di locali, occasioni culturali e attività associative tra le più ampie in Italia. Per chi vive in provincia, ma anche per chi si trasferisce da altre parti d’Italia per vivere più liberamente come lesbica o gay, i locali, i luoghi di aggregazione e le associazioni di Torino sono un punto di riferimento fondamentale. Questa apertura e vivacità di Torino è importante non solo per i ragazzi, ma anche per le loro famiglie di origine: una recente indagine mostra come anch’esse, soprattutto quelle che vivono in provincia, percepiscano Torino come una città più accogliente e accettante rispetto alle differenze, e come un luogo dove anche i genitori hanno la possibilità di trovare informazioni e occasioni di confronto importanti per liberarsi da stereotipi e pregiudizi e comprendere le esperienze dei figli.

[1] Nessuno uguale. Adolescenti e omosessualità, a cura di Agedo, Città di Torino. Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere. Servizio per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, 2005 (edizione fuori commercio).
[2] Nessuno uguale (2005).
[3] Psicoterapia e omosessualità di Margherita Graglia, Carocci, 2009.
[4] Nessuno uguale (2005) e Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale di Vittorio Lingiardi, Il Saggiatore, 2007.
[5] Psicoterapia e omosessualità di Margherita Graglia, Carocci, 2009.
[6] L'identità sessuale a scuola. Educare alla diversità e prevenire l'omofobia, a cura di Federico Batini e Barbara Santoni, Liguori, 2009.
[7] Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale di Vittorio Lingiardi, Il Saggiatore, 2007.
[8] L'identità sessuale a scuola. Educare alla diversità e prevenire l'omofobia, a cura di Federico Batini e Barbara Santoni, Liguori, 2009.
[9] a cura di Chiara Bertone, docente di Sociologia della famiglia e Studi di genere presso l'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro".

Riferimenti utili

  • AGEDO - Associazione Genitori Di Omosessuali - via Lanino 3a - 10152 Torino - tel. 3357081862 (informazioni generali) - 3488078119 (ascolto/accoglienza)
    www.agedonazionale.org - Email: info@agedonazionale.org
    L’associazione è costituita da genitori, parenti e amici di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, che si impegnano per il riconoscimento dei loro diritti civili e per l’affermazione del diritto all’identità personale. L’associazione offre i seguenti servizi: sostegno e counseling telefonico, gruppi di autoaiuto, interventi educativi e formativi, consulenza bibliografica e specialistica. Cura inoltre manifestazioni nazionali e coordinamenti internazionali. L’AGEDO ha prodotto dei video, in particolare uno sull'esperienza degli adolescenti LGBT, intitolato Nessuno uguale, che è stato doppiato in cinque lingue e distribuito anche all'estero. AGEDO ha attualmente oltre venti sedi locali in tutta Italia.
  • ARCIGAY - Associazione LGBT italiana - via don Minzoni 18 - 40121 Bologna - tel. 0510957241 fax 0510957243 - Orario segreteria: lunedì-venerdì 9.30-17.00
    www.arcigay.it - Email: info@arcigay.it
    Pagina Facebook: Arcigay
    Fondata nel 1985, è un’organizzazione di volontariato sociale, che ha come obiettivi la lotta contro l'omofobia, contro il pregiudizio e la discriminazione antiomosessuale. Si impegna per la realizzazione della pari dignità e delle pari opportunità tra individui a prescindere dall'orientamento sessuale di ciascuno.
  • ARCILESBICA - Associazione nazionale - via Don Minzoni 18 - 40121 Bologna
    www.arcilesbica.it - Email: segreteria@arcilesbica.it
    Associazione lesbica, nata nel dicembre del 1996 dall’evoluzione di ArciGay-ArciLesbica in due distinti soggetti, autonomi ma federati, è costituita e composta esclusivamente da donne. L’associazione si pone due obiettivi fondamentali: difendere le donne lesbiche dalle discriminazioni, potenziare la visibilità delle lesbiche. Arcilesbica opera attraverso la promozione di attività culturali e politiche, manifestazioni e occasioni d’incontro, sia a livello sociale che nazionale.
  • ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI - via di Torre Argentina 76 - 00186 Roma - tel. 0668979250
    www.certidiritti.org - Email: info@certidiritti.it
    Centro di iniziativa politica non violenta, giuridica e di studio per la promozione e la tutela dei diritti civili in materia di identità di genere, scelte, comportamenti e orientamenti sessuali. E’ impegnata contro ogni forma di violenza omofobica, transfobica e di genere.
  • AVVOCATURA PER I DIRITTI LGBTI – RETE LENFORD - via Zambonate 33 – 24122 Bergamo – tel. e fax 035 19904497.
    http://www.retelenford.it/ - Email: nfo@retelenford.it; per richieste di aiuto o per contattare un legale: sos@retelenford.it
    Associazione di avvocate, avvocati e praticanti costituita nel 2007 allo scopo di sviluppare e diffondere la cultura e il rispetto dei diritti delle persone LGBTI. L'associazione agisce per promuovere lo studio e la conoscenza delle questioni LGBTI tra tutti gli operatori del diritto, sollecitando il rispetto e la promozione delle differenze. Si occupa della tutela giudiziaria delle persone omosessuali, transessuali e intersessuali, in particolare nel contrasto alle discriminazioni. Ad Avvocatura è affiancata una rete - Rete Lenford - a cui possono aderire professionisti e studiosi di questioni LGBTI; la Rete è aperta anche agli studenti iscritti ad un corso di laurea o post-laurea. Presso la sede dell'associazione si trova, inoltre, il Centro Studi Europeo sull'orientamento sessuale e l'identità di genere creato da Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford.
  • FAMIGLIE ARCOBALENO - Associazione Genitori Omosessuali - tel. 3312023688 (martedì e venerdì 16.00-17.00)
    www.famigliearcobaleno.org - Email: info@famigliearcobaleno.org
    L’associazione è composta da coppie o single lesbiche e gay con figli, o che desiderano averne. Si occupa di sostegno, counseling telefonico, consulenza psicologica e legale, incontri di aggregazione, supporto agli educatori scolastici, produzione e traduzione di testi per bambini e bambine, azioni finalizzate alla conoscenza delle famiglie omogenitoriali e al loro inserimento nel tessuto sociale.
  • GAYLIB - tel. 3286323820
    www.gaylib.it - Email: info@gaylib.it
    Associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra italiani, nata nel 1997 per operare nel campo della politica e della cultura delle persone omosessuali. Compie un’opera di sensibilizzazione nel centrodestra per favorire dibattito e apertura alle tematiche dei diritti civili di lesbiche e gay, anche intervenendo nei casi di discriminazione rivolti verso singole persone.
  • RETE GENITORI RAINBOW. Supporto e accoglienza ai genitori LGBT con figli da relazioni etero - tel. 0699196976 - Orario: lunedì 21.30-23.30
    www.genitorirainbow.it - Email: info@genitorirainbow.it FB Rete Genitori Rainbow

Informazioni locali

  • SERVIZIO LGBT per il superamento delle discrimininazioni basate sull’orientamento sessuale e sull'identità di genere - Settore Pari Opportunità, Politiche di Genere e dei Tempi della Città - Città di Torino - via Corte d’appello 16 - 10122 Torino - tel. 01101124041/2/3 fax 01101124039
    www.comune.torino.it/politichedigenere/lgbt - Email: serviziolgbt@comune.torino.it
    Il Servizio LGBT, istituito nel 2001, intende rispondere ai bisogni delle persone omosessuali e transessuali, contribuire a migliorare la qualità della vita e creare un clima sociale di rispetto e di confronto libero dai pregiudizi. Il Servizio non svolge attività di sportello ma promuove progetti e iniziative sul territorio e realizza attività formative rivolte ai pubblici dipendenti e al mondo della scuola. Nel 2006 il Servizio ha promosso, insieme al Comune di Roma, la nascita di RE.A.DY Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, link per la diffusione di buone prassi sul territorio nazionale. Alla Rete aderiscono le Regioni, le Province Autonome, le Province, i Comuni e le loro Associazioni attraverso i propri rappresentanti legali o loro delegati, le Istituzioni e gli Organismi di Parità.
  • CASARCOBALENO - via Bernardino Lanino 3/A – 10152 Torino
    www.casarcobaleno.eu - Email: casarcobaleno.torino@gmail.com FB CasArcobaleno – pagina Twitter: @CasArcobaleno
    CasArcobaleno nasce per rispondere ad alcune esigenze della città e della sua popolazione lgbt. Si tratta di un polo integrato di servizi di interesse e diretti a persone lgbt. Abitata da quattordici associazioni: Agedo Torino, Altera Cultura, Arcigay “Ottavio Mai” Torino, Associazione Culturale e Ricreativa 011, Badhole video, Coogen, Coordinamento Torino Pride GLBT, Famiglie Arcobaleno, Giosef Unito, Gruppo Sportivo Gattonero, Polis Aperta, Quore Torino, Odv Casa Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Trepuntozero, UAAR. CasArcobaleno risponde all’esigenza di creare un luogo in cui le associazioni siano accessibili e fruibili dalla cittadinanza, attraverso progetti che coinvolgono la popolazione lgbt e non della città. Tra i servizi offerti: lo Sportello SanArcobaleno a cura del Gruppo Salute Arcigay (vedi sotto); lo Sportello Racconta-Lavoro dedicato alle segnalazioni di casi di discriminazioni in ambito lavorativo (lunedì ore 18.00-19.00); lo Sportello R-Esistente che offre consulenze sul 'lavoro atipico' e sulle forme di sostegno al reddito (lunedì ore 18.00-19.00).
    Per conoscere tutte le associazioni che fanno parte di CasArcobaleno si rinvia alla consultazione del sito web.
  • COORDINAMENTO TORINO PRIDE GLBT
    www.torinopride.it - Email: segreteria@torinopride.it Twitter: @TorinoPride
    FB www.facebook.com/TorinoPride
    Il Coordinamento Torino Pride è un raggruppamento di associazioni cui aderiscono le realtà associative Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali operanti nel territorio della Regione Piemonte, insieme ad associazioni non LGBT impegnate nel sostegno dei valori della laicità, del rispetto e della valorizzazione delle differenze. Nato nel 1999, il Coordinamento progetta e organizza annualmente iniziative politiche, sociali e culturali sul tema dei diritti delle persone LGBT, tra le quali il Pride regionale, la Giornata Mondiale contro l’Omofobia, il Transgender Day of Remembrance.

Per conoscere tutte le associazioni che fanno parte del Coordinamento Torino Pride si rinvia alla consultazione del sito del Coordinamento.
Di seguito si segnalano quelle più attinenti al mondo giovanile.

  • COMITATO TERRITORIALE ARCIGAY “OTTAVIO MAI” TORINO - via Bernardino Lanino 3/A – 10152 Torino - tel. 3240483543
    www.arcigaytorino.it - Email: info@arcigaytorino.it FB www.facebook.com/arcigaytorino.ottaviomai  Twitter @ArcigayTorino
    Arcigay crede in una società laica e democratica in cui le libertà individuali e i diritti umani e civili siano riconosciuti, promossi e garantiti, indipendentemente da ideologie, interessi economici o religiosi. Tra i principali gruppi e servizi offerti: Pronto Arcigay!  accoglienza telefonica tel. 32404835433 o via mail: Email: accoglienza.arcigaytorino@gmail.com FB prontoarcigay.torino. Cultura: rassegne di cinema eteatro, incontri, Tè coi pasticcini (auto-conoscenza collettiva). Salute: Formazione, informazione, ricerche, test, campagne, progetti, all’interno di una visione della sessualità percepita come libera e consapevole. Lo sportello SanArcobaleno offre ogni ultimo venerdì del mese (ore 19.00-20.00): ascolto e consulto medico sulle malattie sessualmente trasmissibili con possibilità di sottoporsi in modo anonimo e gratuito al test per HIV e sifilide con risposta rapida in 15 minuti. Email: salute@arcigaytorino.it  FB grupposalute.arcigaytorino. Sportello Caleidoscopio: all'interno del progetto Aria del Comune di Torino, in collaborazione con AGEDO Torino, punto di ascolto per ragazzi e ragazze fino ai 25 anni. Email: caleidoscopioscuole@gmail.com  FB progetto.caleidoscopio. Gibilterra: programma di Arcigay Torino con Radio Beckwith. Approfondimenti, interviste e riflessioni su tematiche LGBT  in FM 87.80 o 96.55 o in streaming su rbe.it/gibilterra  FB gibilterra.rbe. Psicologia Rainbow: esperti psicologi/ghe psicoterapeuti/e specializzati nella presa in carico e nel sostegno delle persone LGBT, formazione e informazione. Email: psicologi.arcigaytorino@gmail.com - FB psicologiarcobaleno. YoungsterLand: spazio aperto a tutte le ragazze e ragazzi fino ai 27 anni che vogliono conoscere nuove persone con cui confidarsi, confrontarsi e crescere assieme. http://ggt.torino.forumfree.it Email: giovani@arcigaytorino.it   FB young.sterland. Spazio Donne: Email:  spaziodonne.arcigaytorino@gmail.com  FB spaziodonne.arcigaytorino ; Arcigay LGBT Sordi Torino: accoglienza, consulenza, videointerviste, corso di lingua dei segni italiana mirato al bilinguismo - lgbtsorditorino@gmail.com
  • GRUPPO SPORTIVO GATTONERO - Associazione sportiva Glbt & friends - tel. 3478585791
    www.gsgattonero.com - Email: info@gsgattonero.com Twitter @blackcat_Torino
    Associazione sportiva che si propone come punto di aggregazione per la comunità omosessuale, pur rimanendo aperta a tutti i ragazzi e le ragazze che desiderano farne parte, senza alcuna discriminazione sull’orientamento sessuale, razza, religione, sesso, età.
  • MAURICE - Circolo ARCI di Cultura Gay, Lesbica, Bisessuale, Transgender e Queer - via Stampatori 10 - 10122 Torino - tel. e fax 0115211116 - 3357167890
    www.mauriceglbt.org - Email: info@mauriceglbt.org  FB www.facebook.com/mauriceglbtq Twitter @mauriceglbtq
    Associazione di volontariato che opera sul territorio torinese dal 1985. La sua attività è finalizzata a combattere il pregiudizio e la discriminazione con particolare attenzione al diritto della libera espressione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Il Circolo Maurice organizza momenti ludici e culturali individuando nell’informazione e nell’aggregazione il terreno privilegiato della sua azione. Tra le iniziative: feste, dibattiti, mostre, corsi di formazione. All'interno del Circolo opera il Gruppo di  cultura e aggregazione lesbica L'Altra Martedì mentre il sabato pomeriggio è aperto lo spazio aggregativo Sabato in Ciabatte.
    Tra i servizi del Circolo Maurice si segnalano: il Centro di DocumentazioneConTatto - Servizio di risposta telefonica e accoglienza, informazione e sostegno psicologico - tel. 0115211132
    www.contattoglbt.it
    Gestisce anche Spo.T: sportello di ascolto, accoglienza e accompagnamento persone transessuali/transegneder - tel. 3319828022 - Orario: giovedì 17.00-19.00
    www.mauriceglbt.org/spot - Email: spot@mauriceglbt.org
  • QUORE TORINO - via Sant’Agostino 25 – 10122 Torino – www.quore.org - Email: segreteria@quore.org 
    Quore è una associazione di promozione sociale per la tutela e la promozione dei diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender. Opera, in particolare, con il progetto Friendly Piemonte, su tutto il territorio regionale. Organizza “Tuttaltrastoria”, un walking tour nei luoghi di Torino segnalati dal passaggio di illustri personaggi lgbt.

A Torino è anche presente:

  • DIREZIONE GAYA: tel. 3486455889 - Email: direzionegaya@libero.it
    Gruppo che offre uno spazio di accoglienza ed ascolto per ragazze e donne lesbiche e bisessuali; organizza corsi di difesa personale ed eventi musicali e culturali.

In ambito universitario sono presenti tre realtà, rivolte alle studentesse e agli studenti di ogni orientamento sessuale, che si occupano di tematiche di genere e di principi di non-discriminazione:

Si segnala inoltre il Festival cinematografico a tematica GLBT, che si tiene ogni anno a Torino in aprile/maggio:

  • www.comune.torino.it/cultura/biblioteche/ricerche_cataloghi/indice_tematico.shtml - pagina del sito delle Biblioteche Civiche Torinesi, dedicata alle ricerche bibliografiche dove, nella sezione Diritti, è possibile consultare alcune bibliografie attinenti la tematica omosessuale.
  • www.iglyo.com - organizzazione internazionale di giovani e studenti LGBTQ (in lingua inglese).
  • www.ilga-europe.org - sito dell’ILGA - International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association con pagine utili sulla normativa (in lingua inglese).
  • www.bullismoomofobico.it - offre uno spazio di ascolto, aiuto e sostegno a quanti sono coinvolti perché subiscono, agiscono o sono spettatori di episodi di bullismo omofobico (adolescenti, famiglie, insegnanti, operatori sociali).
  • www.youtube.com/user/eustachio79 - canale Youtube del Progetto “G.A.Y” Good As You: numerosi video e interviste di approfondimento su tematiche LGBT, giovani, coming out.
  • www.gayhelpline.it - Gay help line per persone gay, lesbiche e trans.
  • www.salutegay.it - progetti di educazione alla salute e prevenzione delle IST, Infezioni Sessualmente Trasmessibili, rivolti alle persone omosessuali, bisessuali e a operatori socio-sanitari.
  • http://esse.stradanove.net/sesso/archivio.php?Cat=3 - canale sull’omosessualità di Stradanove, il portale dell'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Modena. Contiene domande e risposte sul tema dell'orientamento sessuale.
  • www.centaurus.org/files/bullismo_studenti.pdf - il documento è rivolto in modo specifico a un pubblico giovane per spiegare in che cosa consiste il bullismo, soffermandosi in particolare su quello rivolto a ragazzi e ragazze omosessuali o ritenuti/e tali. Nella sezione finale, intitolata Cosa si può fare per evitare o risolvere una situazione di bullismo, si forniscono indicazioni utili alle vittime, a coloro che assistono agli episodi di bullismo rivolti a altri/e e anche agli autori e autrici di atti di bullismo per uscire dai meccanismi che inducono in loro tale comportamento.

Filmografia

Riportiamo alcuni film che affrontano le tematiche di questa scheda, reperibili in lingua italiana o con sottotitoli, con riferimento al mondo giovanile.
Un elenco completo e sempre aggiornato di film, documentari e serial tv si trova sul sito www.cinemagay.it, il portale del cinema gay, lesbico, trans.

  • Beautiful thing, Hettie Macdonald, Gran Bretagna, 1996
    Nella difficile periferia londinese due adolescenti gay riescono ad accettarsi e farsi accettare.
  • C.R.A.Z.Y, Jean Marc Vallée, Canada, 2005
    La crescita di un giovane gay nell’America degli anni settanta.
  • Due volte genitori, Claudio Cipelletti, Italia, 2008.
    Un film sul coming out in famiglia attraverso gli occhi dei genitori.
  • Due ragazze innamorate, Maria Maggenti, USA, 1995
    La prima storia d’amore di una adolescente lesbica e le reazioni della sua famiglia.
  • L’età acerba, André Téchiné, Francia, 1994
    Diventare consapevoli della propria omosessualità nella Francia dei primi anni sessanta.
  • Fucking Amal, Lukas Moodysson, Svezia, 1998
    Due ragazze adolescenti alla scoperta della loro identità sessuale.
  • Get real - Vite nascoste, Simon Shore, Gran Bretagna, 1998
    Un giovane studente, la sua omosessualità e il suo coming out.
  • Il primo giorno d’inverno, Mirko Locatelli, Italia, 2008
    Identità sessuale e bullismo tra adolescenti nella provincia italiana.
  • Il mondo fino in fondo, Alessandro Lunardelli, Italia, 2013
    Due fratelli on the road, un coming out.
  • Krámpack, Cesc Gay, Spagna, 2000
    I primi turbamenti sessuali e sentimentali di un sedicenne.
  • La mia vita in rosa, Alain Berliner, Belgio - Francia, 1997
    La vita e i sogni di un bambino diverso.
  • La vita di Adele, Abdellatif Kechine, Francia, 2013
    Storia di formazione di una adolescente che si scopre lesbica.
  • Nessuno uguale, Claudio Cipelletti, Italia, 1998 – documentario
    Un gruppo di ragazzi e ragazze delle scuole superiori si confrontano sul tema dell'omosessualità.
  • Non è peccato (Quinceañera), Richard Glatzer, Wash Westmoreland, USA, 2005
    Un insolito nucleo familiare composto da uno zio, una nipote incinta e un nipote gay.
  • Non so perché ti odio, Filippo Soldi, Italia, 2014
    Documentario/indagine sull'omofobia.
  • Presque rien (Quasi niente), Sébastien Lifshitz, Belgio/Francia, 2000
    Due ragazzi, una vacanza, la scoperta dell’amore e del sesso.

Glossario

Il presente glossario fornisce una sintetica definizione dei termini più frequentemente usati quando si trattano le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, allo scopo di offrire un vocabolario condiviso.
Le voci del glossario non seguono l’ordine alfabetico ma uno sviluppo tematico.

  • SESSO: le caratteristiche biologiche e anatomiche del maschio e della femmina, determinate dai cromosomi sessuali.
  • GENERE: categoria sociale e culturale costruita sulle differenze biologiche dei sessi (genere maschile vs. genere femminile).
  • IDENTITÀ DI GENERE: la percezione di sé come maschio o come femmina o in una condizione non definita.
  • DISTURBO DELL’IDENTITA’ DI GENERE: espressione usata dalla medicina per descrivere una forte e persistente identificazione con il sesso opposto a quello biologico, altrimenti detta disforia di genere.
  • RUOLO DI GENERE: l'insieme delle aspettative e dei modelli sociali che determinano il come gli uomini e le donne si debbano comportare in una data cultura e in un dato periodo storico.
  • ORIENTAMENTO SESSUALE: la direzione dell'attrazione affettiva e sessuale verso altre persone: può essere eterosessuale, omosessuale o bisessuale.
  • ETEROSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dell'altro sesso.
  • OMOSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dello stesso sesso.
  • BISESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone di entrambi i sessi.
  • LESBICA: donna omosessuale.
  • GAY: uomo omosessuale (il termine viene usato anche per indicare le donne omosessuali nei Paesi di lingua anglosassone).
  • TRANSESSUALE: persona che sente in modo persistente di appartenere al sesso opposto e, per questo, compie un percorso di transizione che generalmente si conclude con la riassegnazione chirurgica del sesso. Il termine si declina al femminile (“la” transessuale) per indicare persone di sesso biologico maschile che sentono di essere donne (MtF - Male to Female) e al maschile (“il” transessuale) per indicare persone di sesso biologico femminile che sentono di essere uomini (FtM - Female to Male).
  • TRANSGENDER: termine “ombrello” che comprende tutte le persone che non si riconoscono nei modelli correnti di identità e di ruolo di genere, ritenendoli troppo restrittivi rispetto alla propria esperienza.
  • TRAVESTITO: persona che abitualmente indossa abiti del sesso opposto, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o identità di genere.
  • DRAG QUEEN / DRAG KING: uomo che si veste da donna (queen) o donna che si veste da uomo (king) accentuandone le caratteristiche con finalità artistiche o ludiche.
  • INTERSESSUALITÀ: condizione della persona che, per cause genetiche, nasce con i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non definibili come esclusivamente maschili o femminili.
  • LGBT: acronimo di origine anglosassone utilizzato per indicare le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender. A volte si declina anche come LGBTIQ, comprendendo le persone che vivono una condizione intersessuale e il termine queer.
  • QUEER: termine inglese (strano, insolito) che veniva usato in senso spregiativo nei confronti degli omosessuali. Ripreso più recentemente in senso politico/culturale, e in chiave positiva, per indicare tutte le sfaccettature dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, rifiutandone al tempo stesso le categorie più rigidamente fissate ancora presenti nel termine LGBT e rivendicandone il superamento.
  • COMING OUT: espressione usata per indicare la decisione di dichiarare la propria omosessualità. Deriva dalla frase inglese coming out of the closet (uscire dall'armadio a muro), cioè uscire allo scoperto, venir fuori. In senso più allargato il coming out rappresenta tutto il percorso che una persona compie per prendere coscienza della propria omosessualità, accettarla, iniziare a vivere delle relazioni sentimentali e dichiararsi all'esterno.
  • OUTING: espressione usata per indicare la rivelazione dell'omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata. Il movimento di liberazione omosessuale ha utilizzato a volte l'outing come pratica politica per rivelare l'omosessualità di esponenti pubblici (politici, rappresentanti delle Chiese, giornalisti) segretamente omosessuali, che però assumono pubblicamente posizioni omofobe.
  • VISIBILITÀ: è il risultato del percorso di autoaccettazione che permette a una persona omosessuale di vivere la propria identità alla luce del sole.
  • ETEROSESSISMO: visione del mondo che considera come naturale solo l'eterosessualità, dando per scontato che tutte le persone siano eterosessuali. L’eterosessismo rifiuta e stigmatizza ogni forma di comportamento, identità e relazione non eterosessuale. Si manifesta sia a livello individuale sia a livello culturale, influenzando i costumi e le istituzioni sociali, ed è la causa principale dell’omofobia.
  • OMOFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone omosessuali e le azioni che da questo pregiudizio derivano. Può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il 17 maggio è stato scelto a livello internazionale come la Giornata mondiale contro l'omofobia, in ricordo del 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione mondiale della Sanità eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
  • OMOFOBIA INTERIORIZZATA: forma di omofobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittima le stesse persone omosessuali.
  • OMONEGATIVITÀ: il termine omofobia oggi è in parte superato e sostituito con il termine omonegatività per indicare che gli atti di discriminazioni e violenza nei confronti delle persone omosessuali non sono necessariamente irrazionali o il frutto di una paura, ma piuttosto l’espressione di una concezione negativa dell’omosessualità che nasce da una cultura e una società eterosessista.
  • TRANSFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone transessuali e transgender (e di quelle viste come trasgressive rispetto ai ruoli di genere) e le azioni che da questo pregiudizio derivano. La transfobia può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone transessuali e transgender. Il 20 novembre è riconosciuto a livello internazionale come il Transgender Day of Remembrance (T-DOR) per commemorare le vittime della violenza transfobica, in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto Remembering Our Dead.
  • TRANSFOBIA INTERIORIZZATA: forma di transfobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittima le stesse persone transessuali.
  • PRIDE: espressione che indica la manifestazione e le iniziative che si svolgono ogni anno in occasione della Giornata mondiale dell'orgoglio LGBT, nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 giugno, che commemora la rivolta di Stonewall, culminata appunto il 28 giugno 1969. I cosiddetti moti di Stonewall furono una serie di violenti scontri fra persone transgender e omosessuali e la polizia a New York. La prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969, quando la polizia irruppe nel locale chiamato Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street, nel Greenwich Village. "Stonewall" (così è di solito definito in breve l'episodio) è generalmente considerato da un punto di vista simbolico il momento di nascita del movimento di liberazione LGBT moderno in tutto il mondo.

Per la redazione delle definizioni sono stati consultati i glossari presenti in:

  • AGEDO (a cura di), Nessuno uguale. Adolescenti e omosessualità, Città di Torino, 2005;
  • Coordinamento Genitori Democratici, Quando... un imprevisto in famiglia. Un contributo per conoscere la realtà omosessuale. Una guida per i genitori, Regione Piemonte, 2009;
  • Graglia Margherita, Psicoterapia e omosessualità, Carocci, 2009;
  • ONIG, Identità e genere. Istruzioni per l'uso, 2009.

E' possibile consultare inoltre la Scheda Orientativa Transessualità.

Hanno contribuito / collaborato: 

Questa scheda orientativa è stata realizzata da un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato: InformaGiovani e Servizio LGBT della Città di Torino e il Gruppo Formazione del Coordinamento Torino Pride.
Le informazioni contenute nel paragrafo: "Giovani gay e lesbiche a Torino" sono estrapolate da ricerche a cura della dott.ssa Chiara Bertone.

Vaccinazioni

Dove sei: 

Cos’è e come funziona un vaccino

Il vaccino è un preparato costituito da una piccola quantità di batteri o virus (vivi, attenuati o uccisi e loro microparticelle) che, iniettati nel corpo, determinano nella persona vaccinata una produzione artificiale di anticorpi in grado di stimolare una risposta immunitaria contro una determinata malattia.
L'agente patogeno (virus o batterio) viene reso innocuo o poco aggressivo e viene iniettato nell’organismo senza scatenare la malattia vera e propria, ma stimolando i meccanismi naturali del nostro sistema immunitario (l’apparato che ci difende dalle aggressioni esterne), che inizierà a produrre gli anticorpi necessari a combatterla.
In questo modo, quando la persona entrerà veramente a contatto col virus, l’organismo sarà pronto a distruggerlo prima che la malattia venga sviluppata in quanto, nel corpo, ci saranno già gli anticorpi necessari per difendersi.
La durata della protezione è variabile da un vaccino all’altro: alcuni offrono una protezione che dura tutta la vita, altri (per esempio l’antitetanica, antidifterica, antipertossica) garantiscono una copertura di alcuni anni ed è quindi necessario ripeterli nell’arco della vita.

Conseguenze post vaccino

Le sostanze che il vaccino contiene possono avere effetti collaterali nel corpo della persona vaccinata: nessun tipo di fabbricazione può garantire l’assoluta assenza di reazioni avverse.
Le conseguenze più comuni, che si sono riscontrate in alcuni casi dopo la somministrazione di un vaccino, sono febbre, debolezza e dolore nella zona del corpo in cui è stata fatta l’iniezione. Quelle più gravi vanno dalle reazioni allergiche ai problemi neurologici,sono veramente eccezionali a fronte dell'enorme beneficio di salute che le vaccinazioni offrono..

Vaccinazioni obbligatorie per i bambini

In Italia sono state rese obbligatorie per legge le vaccinazioni contro quattro malattie: difterite, epatite B, poliomielite, tetano.
“Obbligatorio” significa che i genitori hanno l’obbligo di far vaccinare i propri figli e che sono legalmente e penalmente responsabili se il bambino si ammala per effetto di un’infezione da cui doveva essere protetto con la vaccinazione. Gli enti competenti provvederanno a inviare a casa delle famiglie una convocazione affinché possano provvedere a far vaccinare i propri figli.
Le vaccinazioni dell’infanzia hanno lo scopo di ridurre progressivamente il diffondersi di una malattia nella popolazione fino a farla scomparire. Generalmente con una sola vaccinazione viene somministrata una combinazione di più vaccini, che dovrà poi essere seguita da richiami (cioè la ripetizione del vaccino) nel corso del primo anno di vita.
Ogni volta che il bambino viene vaccinato, questo evento viene segnato sul libretto di vaccinazione che conterrà di volta in volta l’elenco di tutte le vaccinazioni a cui ci si è sottoposti.

Di seguito elenchiamo le vaccinazioni obbligatorie.

Antidifterica

La difterite è una malattia infettiva, contagiosa e grave, causata da batteri che si trasmettono per via respiratoria e producono una tossina dannosa per il sistema nervoso che si diffonde tramite il sangue e può provocare, tra l’altro, infiammazioni del miocardio (il muscolo del cuore). Nei casi più gravi può essere mortale. Questa malattia è frequente nei Paesi in via di sviluppo e non è scomparsa del tutto  nei Paesi sviluppati.

Devono essere vaccinati contro la difterite tutti i bambini entro il primo anno di vita. La vaccinazione antidifterica, a ciclo ultimato, dà una protezione totale. La durata della protezione nel tempo è molto lunga ed è ulteriormente garantita dall'esecuzione dei richiami.

Antiepatite virale B

Il virus dell’epatite B (HBV) si trasmette attraverso il sangue spesso per via inapparente e tramite contatti sessuali o al momento del parto se la madre è portatrice.
Questa malattia colpisce prevalentemente il fegato e può portare alla morte. Se l’infezione persiste la malattia diventa cronica e può evolvere in cirrosi e in cancro epatico.
 Il vaccino attualmente disponibile non è derivato da sangue umano, ma è un prodotto sintetico.
Devono essere vaccinati contro l’epatite virale B tutti i bambini entro il primo anno di vita.

Antipoliomielite (antipolio)

La poliomielite è una malattia virale causata da tre tipi di virus intestinali, che si trasmette da uomo a uomo, per via alimentare o attraverso feci e saliva. Colpisce il midollo spinale e può provocare la paralisi totale o parziale dei muscoli delle gambe, delle braccia e anche respiratoria. La paralisi è spesso permanente e in alcuni casi può provocare anche la morte.
Devono essere vaccinati contro la poliomielite tutti i bambini entro un anno di età.

Antitetanica

Il tetano è una malattia infettiva causata da una tossina prodotta da batteri che vivono nel suolo o nell’intestino degli animali. Non si trasmette da persona a persona. Il bacillo del tetano penetra nell’organismo attraverso ferite o piccole lesioni profonde (es.punture) della pelle non disinfettate o lavate accuratamente. La tossina provoca contrazioni spasmodiche di tutti i muscoli, anche di quelli respiratori, fino alla morte per soffocamento.
Questa vaccinazione ha effetti collaterali comuni e poco gravi: reazioni cutanee, indurimento della parte dove viene praticata la vaccinazione, raramente febbre. Devono essere vaccinati contro il tetano tutti i bambini entro il primo anno di vita. Per questa malattia è necessario un richiamo del vaccino ogni 10 anni (come per l'antidifterica e l'antipertossica).

Vaccinazioni raccomandate

Lo Stato oltre a obbligare alla vaccinazione contro malattie molto gravi, la cui cura presenterebbe un alto costo sociale, consiglia la pratica della vaccinazione anche contro altre malattie quali morbillo, pertosse, rosolia, parotite, varicella, meningite, infezioni da papillomavirus.

Di seguito una sintesi su queste malattie e i rispettivi vaccini.

Morbillo
E’ una malattia che si trasmette da persona a persona attraverso le vie respiratorie. Generalmente non comporta gravi conseguenze, ma talvolta può dare seguito a complicazioni come otite, polmonite, meningite e nei casi peggiori encefalite e morte (circa 1 caso su mille).
Questo vaccino è consigliato a tutti i bambini dopo l’anno d’età e ai giovani e agli adulti non ancora vaccinati.

Pertosse
La malattia è provocata da un batterio che colpisce i bronchi e le vie respiratorie superiori; è particolarmente grave nel primo anno di vita e può dare complicazioni a livello nervoso, portando nei casi estremi fino alla morte. E’ una delle malattie più contagiose che si conoscano.
Di solito il vaccino contro la pertosse si fa contemporaneamente a quello contro difterite e tetano.

Rosolia
E’ un virus che si trasmette da persona a persona tramite gli starnuti o la tosse. Di per sé non è una malattia pericolosa, ma lo diventa se contratta durante la gravidanza perché può causare danni molto gravi al feto. E' quindi consigliabile per le donne in età fertile che non abbiano già contratto la malattia nell’infanzia.
Per determinare se si è già stati colpiti dalla rosolia è possibile eseguire uno speciale esame (rubeotest) che stabilisce se nell’organismo ci sono già gli anticorpi contro la malattia.

Parotite
Conosciuta anche con il nome orecchioni, è una malattia virale che si trasmette da persona a persona tramite gli starnuti o la tosse e consiste nell’infiammazione della ghiandola parotide (ghiandola salivare posta sotto le orecchie). La vaccinazione è consigliata perché la malattia è molto dolorosa per i bambini e perché, se contratta dai maschi in età adulta, c’è il rischio di complicanze gravi quali infiammazioni ai testicoli (nei casi più gravi si può arrivare alla sterilità).

Varicella
E' una malattia infettiva provocata da un virus appartenente alla famiglia degli Herpesvirus. Si trasmette per via respiratoria tramite gli starnuti, la tosse o il contatto diretto con le lesioni da varicella. A volte la varicella è seguita a distanza di anni dall'infezione da Herpes Zoster dovuta alla riattivazione del virus rimasto latente nell'organismo. Le complicazioni più frequenti possono essere polmoniti, epatiti, artriti, meningoencefaliti.

Meningite
E' un'infiammazione delle membrane (meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Generalmente è di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. Le forme batteriche sono quasi sempre accompagnate da complicanze anche molto gravi e in alcuni casi possono provocare anche la morte.
I tre batteri che causano la meningite contro i quali la vaccinazione è raccomandata sono: haemophilus influenzae tipo b, pneumococco, meningococco C.

Infezioni da papillomavirus
E' l'infezione a trasmissione sessuale più frequente, favorita spesso dall'assenza di sintomi. L'infezione è più frequente nelle donne. Alcuni tipi di papillomavirus (ne esistono circa 100 tipi diversi) possono provocare a distanza di tempo il tumore della cervice uterina.
La vaccinazione contro tale infezione è gratuita per le bambine a partire dagli 11 anni di età.

Vaccinazioni per particolari categorie di persone

Alcuni vaccini possono prevenire i principali rischi di malattia per persone che svolgono determinate professioni o attività e che vengono più facilmente a contatto con particolari virus. Per questo sono state rese, in alcuni casi, obbligatorie per legge oppure fortemente raccomandate, le vaccinazioni elencate di seguito.

Antitetanica: la Legge 5 marzo 1963, n. 292 rende obbligatorio il vaccino antitetanico per tutti gli sportivi affiliati al CONI, per i lavoratori agricoli, i metalmeccanici, gli operatori ecologici, gli stradini, i minatori, gli sterratori e tutte le altre categorie professionali indicate nell’articolo 1 della stessa Legge.

Antitifica: in realtà, l’obbligo di effettuare la vaccinazione è cessato ma la  legge  conferisce alle Regioni la possibilità di praticare il vaccino per alcune categorie professionali.

Antitubercolare: secondo il D.P.R. 465/2001 è obbligatoria per il personale sanitario, gli studenti in medicina, gli allievi infermieri e chiunque operi e viva in ambienti ad alto rischio.

Epatite B: raccomandata e offerta gratuitamente agli operatori sanitari e al personale di assistenza degli ospedali e delle case di cura private; alle persone che vivono con portatori cronici del virus della malattia; agli operatori di pubblica sicurezza; ai politrasfusi; agli emodializzati e a tutte le altre categorie di persone indicate nel DM del 4 ottobre 1991 e successivi aggiornamenti.

Vaccino antinfluenzale

L’influenza è una malattia causata da virus che si trasmettono per via respiratoria e, ogni anno, specialmente nel periodo invernale, possono causare delle vere e proprie epidemie. L’influenza in generale non è una malattia pericolosa in sé, ma se colpisce un organismo debole o già debilitato può portare a complicazioni e causare per esempio bronchiti o polmoniti.
Il vaccino è consigliato agli anziani, a coloro che sono affetti da malattie croniche (del cuore, dei reni) e agli immunodepressi, cioè, persone le cui difese immunitarie sono ridotte o nulle.
Ogni anno l’influenza è provocata da un virus diverso: per questo varia anche il tipo di vaccino, che deve essere ripetuto ogni anno.
Il momento migliore per la somministrazione del vaccino è l’inizio dell’autunno, in modo da ottenere la massima protezione nel periodo di maggiore diffusione e virulenza.
La vaccinazione antinfluenzale per gli anziani e le altre categorie a rischio è eseguita gratuitamente presso le strutture pubbliche. Tutte le altre persone interessate possono acquistare il vaccino in farmacia e recarsi poi dal proprio medico curante per farselo somministrare.
 

Vaccinazioni internazionali

Quando si viaggia in particolari Paesi stranieri è raccomandato e talvolta obbligatorio, sottoporsi alle vaccinazioni per difendersi dalle malattie del luogo. In base alla destinazione scelta bisogna sottoporsi a una particolare profilassi. I vaccini che più frequentemente vengono richiesti sono quelli contro le seguenti malattie:

  • epatite A: si trasmette attraverso cibo o acqua che contengono il virus; per questo quando si è all’estero è bene evitare cibi crudi (specialmente frutti di mare), acqua del rubinetto, bevande ghiacciate e salse di vario genere;
  • febbre gialla: è provocata da un virus trasmesso da punture di zanzara;
  • febbre tifoide: è causata da un batterio simile alla salmonella, che si trasmette per via fecale-orale e provoca febbre elevata.

Per maggiori informazioni consultare la pagina del Ministero della Salute  www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=653&area=Malattie%20infettive&menu=altremalattie dove si possono trovare approfondimenti sulle vaccinazioni e le profilassi nel mondo.

I rischi delle vaccinazioni

Nonostante alle vaccinazioni sia stato riconosciuto il ruolo di prevenzione per la salute della collettività, esistono molto raramente dei rischi per la salute. Per questo lo Stato si fa carico delle conseguenze provocate dalla somministrazione di vaccini.

Le Leggi n. 210/1992 e n. 229/2005 stabiliscono che le persone danneggiate in modo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie debbano essere indennizzate. Secondo la normativa  la persona interessata deve presentare domanda di indennizzo al Ministero della Salute, allegando la documentazione comprovante la data della vaccinazione, i dati relativi al vaccino, le manifestazioni cliniche conseguenti alla vaccinazione e le lesioni o le infermità permanenti che ne sono derivate. Per ulteriori informazioni www.salute.gov.it/portale/ministro/p4_8_2.jsp?lingua=italiano&label=servizionline&idMat=ASS&idAmb=IND

Dove si fanno le vaccinazioni?

I consultori pediatrici o il Centro Vaccinazioni presenti presso le ASL di competenza territoriale sono i luoghi dove vengono somministrate gratuitamente le vaccinazioni obbligatorie e quelle raccomandate con atti formali del Ministero della Salute  e delle Regioni.

I bambini possono essere vaccinati dal proprio medico curante che stilerà il relativo certificato. In questo caso occorrerà fare la registrazione all’Ufficio d’Igiene, mentre se la vaccinazione è eseguita presso una struttura pubblica del Servizio Sanitario di Torino la registrazione è automatica. Nel caso si effettui la vaccinazione in un altro comune è necessario comunicarlo alla propria Asl.

Si può richiedere il certificato di vaccinazione rivolgendosi ai Centri vaccinali di Torino recandosi di persona in orario di sportello oppure tramite mail, posta, fax.

Riferimenti utili

  • MINISTERO DELLA SALUTE - viale Giorgio Ribotta 5 - 00144 Roma - tel. centralino 0659941 - tel. Ufficio Relazioni con il Pubblico 0659942378 - 0659942758 
    www.salute.gov.it

Informazioni locali

  • CENTRI VACCINALI CITTA’ DI TORINO
    Dipartimento prevenzione - Reparto vaccinazioni ASL TO1
    E’ possibile prenotare le vaccinazioni telefonando al numero 840705007 (da telefono fisso) o 0115160666 (da cellulare) da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 16.30, oppure di persona in via della Consolata 10, da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13 alle 15.
    www.asl102.to.it/igieneprof.htm - Email: vaccinazioni@aslto1.it e sisp@aslto1.it
    Di seguito elenchiamo gli indirizzi dei centri vaccinali:
    • via della Consolata 10 - tel. 0115663059 
    • via Farinelli 25 - tel. 0115664160 
    • corso Racconigi 96 - tel. 0115664841/0115664840
    • corso Vercelli 15 - tel. 0115664851/4852 
Hanno contribuito / collaborato: 

Si ringrazia per la verifica del contenuto della scheda i medici dell'ASL1.

Stranieri e sanità

Premessa

Il Servizio Sanitario Nazionale assicura la tutela della salute e l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini, anche stranieri.
Per ottenere l’assistenza è necessario essere iscritti al SSN - Sistema Sanitario Nazionale, presso le ASL - Aziende Sanitarie Locali.
L’iscrizione avviene con il rilascio, da parte dell’ASL, della "ricevuta d'iscrizione" cartacea in cui viene riportato il nome del medico scelto.
L’iscrizione al SSN, che si ottiene rivolgendosi alla ASL sul cui territorio si è residenti o domiciliati, consente la scelta di un pediatra (per i minori da 0 a 14 anni) o di un medico di medicina generale, detto “medico di famiglia” o "medico di base", (a partire dai 15 anni). Dà diritto alle cure specialistiche e agli esami di laboratorio, al ricovero gratuito negli ospedali pubblici e convenzionati, all’assistenza farmaceutica e ai servizi di emergenza, a condizioni di parità tra cittadini italiani e stranieri.

L’iscrizione avviene con il rilascio, da parte dell’ASL, della "ricevuta d'iscrizione" cartacea in cui viene riportato il nome del medico scelto. In seguito verrà inviata la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) -  la tessera sanitaria plastificata che riporta il codice fiscale ed è indispensabile per la prescrizione delle prestazioni sanitarie. E' possibile verificare online lo stato di emissione della tessera a questo link

La tessera deve essere sempre presentata in farmacia al momento dell’acquisto di un farmaco.  In caso di smarrimento è necessario richiederne copia recandosi all’ufficio delle entrate. Alla scadenza viene automaticamente spedita a casa una nuova tessera.

Iscrizione al SSN

Le modalità di iscrizione dipendono da diversi fattori tra i quali il Paese di provenienza, l'esistenza di convenzioni internazionali e la tipologia del soggiorno in Italia.

Le norme che regolano l'assistenza sanitaria (e/o, nei casi in cui è possibile, l'iscrizione al SSN) dei cittadini provenienti da Paesi UE o da Paesi extra UE con cui esistono accordi bilaterali con l'Italia sono consultabili nelle tabelle del sito della ASL TO1 www.asl102.to.it/stranieri.html

Qui di seguito trattiamo delle norme che regolano l'iscrizione dei cittadini provenienti da Paesi extra UE con permesso di soggiorno (a eccezione di coloro che hanno un permesso di soggiorno per turismo, affari e motivi di cura). Questi, a seconda del tipo di permesso di soggiorno, possono richiedere alla ASL competente (per territorio di residenza o domicilio) l'iscrizione al SSN, che può essere obbligatoria o volontaria Informazioni più dettagliate sono reperibili sulla guida del Ministero della Salute per i cittadini non comunitari che si trova, in diverse lingue, a questo link 

Obbligatoria

Hanno l’obbligo di iscrizione al SSN gli stranieri titolari di: permesso di soggiorno per motivi di lavoro, subordinato o autonomo; asilo politico; motivi familiari; richiesta di asilo politico o asilo umanitario; attesa di adozione e affidamento; attesa di acquisizione della cittadinanza. 
L’iscrizione è obbligatoria anche per disoccupati e iscritti alle liste di collocamento presso il Centro per l’Impiego.
L’assistenza si estende a tutti i familiari che convivono con il richiedente, che sono a suo carico e in regola con il permesso di soggiorno. A tal fine sono richiesti l’autocertificazione dello stato di famiglia e di condizione di familiare a carico.
Per l'iscrizione ci si deve rivolgere agli Uffici di Scelta e Revoca delle ASL di residenza.

I documenti necessari per ottenere la tessera sanitaria sono:

  • documento di identità
  • permesso di soggiorno valido o richiesta di rilascio/rinnovo
  • codice fiscale

L'iscrizione al Servizio Sanitario Locale è valida per tutta la durata del permesso di soggiorno. Per rinnovare la tessera sanitaria è necessario presentare all'ASL la ricevuta della richiesta di rinnovo del permesso, che è valida ai fini della proroga della tessera sanitaria fino al momento dell'ottenimento del permesso stesso. Quando si è in possesso del permesso occorre ritornare all’ASL per la consegna della tessera, che rimarrà valida fino al momento del successivo rinnovo.
Ai figli minori degli stranieri iscritti al Servizio Sanitario Nazionale è assicurata, fin dalla nascita, l'assistenza sanitaria, anche in mancanza dell'effettiva iscrizione degli stessi sul permesso di soggiorno del genitore.

Volontaria

Gli stranieri in possesso di altri tipi di permesso di soggiorno possono iscriversi volontariamente al SSN.
Questa iscrizione risulta valida anche per i familiari a carico e comporta il pagamento di un contributo annuale calcolato sulla base del reddito complessivo dell’anno precedente.
La documentazione richiesta è la stessa necessaria per l’iscrizione obbligatoria con l'aggiunta di una scheda statistica e del modello F24, che attesta il versamento del contributo di iscrizione. Sia il mod. F24 che la scheda statistica sono in distribuzione presso le ASL.
Le principali categorie di stranieri interessate sono: dirigenti di società con sede in Italia, dipendenti di società con sedi principali all’estero, giornalisti, titolari di permesso di soggiorno per residenza elettiva.

I cittadini stranieri con permesso di durata inferiore ai tre mesi (per esempio per motivi di cura, affari e turismo) non possono iscriversi al SSN. Talvolta non si è tenuti al pagamento se esistono speciali convenzioni tra lo Stato Italiano e quello di provenienza. In questi casi sarà necessario esibire la documentazione inerente rilasciata dall’autorità sanitaria del proprio Paese.
Gli studenti e le persone con un contratto “alla pari” possono iscriversi anche se hanno un permesso inferiore ai tre mesi; in questo caso però la validità non si estende ai familiari a carico.

L’iscrizione obbligatoria è valida per tutta la durata del permesso di soggiorno. Quella volontaria è valida gennaio a dicembre e può essere rinnovata ogni anno con il versamento del contributo previsto.

Stranieri irregolari

I cittadini stranieri presenti irregolarmente sul territorio italiano hanno diritto alle cure mediche urgenti ed essenziali in strutture pubbliche o convenzionate.
Per straniero irregolare si intende una persona sprovvista di un permesso di soggiorno o in possesso di un permesso scaduto per il quale non è stato richiesto il rinnovo.
In Piemonte è necessario rivolgersi ai Centri ISI - Centri di Informazione Sanitaria Immigrati - che hanno sede presso le ASL e richiedere il rilascio del tesserino denominato STP (Stranieri Temporaneamente Presenti), con validità 6 mesi, rinnovabile. E' sufficiente fornire le proprie generalità senza esibire un documento di identità.
Gli operatori sanitari non effettuano segnalazioni alle Pubbliche Autorità in merito alle persone irregolarmente presenti in Italia che si rivolgono al Servizio Sanitario.
Presso i Centri ISI di Torino sono presenti mediatori culturali che parlano varie lingue straniere e che svolgono un servizio di accompagnamento e di accesso al servizio per l'attività informativa socio-sanitaria, l'assistenza medica di base, visite e cure specialistiche. L’assistenza pediatrica è normalmente garantita tramite i consultori pediatrici, l’assistenza alla donna in gravidanza e in maternità tramite i consultori familiari.

Servizi

Con l'iscrizione al SSN è possibile scegliere un medico di famiglia o un pediatra (per minori di 14 anni), tra quelli presenti negli elenchi a disposizione presso ogni ASL. Nel caso di stranieri irregolari i medici di riferimento sono quelli che lavorano presso i Centri ISI.
Il medico effettua le diagnosi e prescrive le cure adeguate, svolge visite sia in studio che a domicilio, nel caso in cui le condizioni del paziente non gli consentano di muoversi.

Certificati medici
Sia il medico che il pediatra rilasciano i certificati medici, documenti che attestano lo stato di salute del paziente. I certificati possono essere gratuiti, come per esempio il certificato di malattia, infortunio oppure il certificato di astensione dal lavoro per il genitore dovuta alla malattia del bambino, oppure a pagamento, come i certificati di “sana e robusta costituzione”, richiesti, ad esempio, per assunzione al lavoro, servizio civile, adozioni nazionali e internazionali.

Ricette (dette anche impegnative)
Le ricette vengono prescritte e rilasciate gratuitamente dal proprio medico. Sono necessarie per comprare i medicinali, prenotare gli esami e le visite specialistiche, che per tutti i cittadini italiani e stranieri sono soggette a pagamento del ticket sanitario (partecipazione alla spesa medica). Sono previsti casi di esenzione (per patologia o per bassi redditi).

Consultori
Sono ambulatori medici che si occupano di alcune problematiche della vita di coppia, come la contraccezione, i controlli ginecologici, l’interruzione volontaria di gravidanza e le vaccinazioni. All’interno vi operano medici, psicologi e assistenti sociali qualificati, ai quali ci si può rivolgere per avere informazioni, consulenze e supporto.
Presso alcuni consultori sono previsti momenti dedicati ai giovani per l’approfondimento delle problematiche legate al periodo dell’adolescenza (spazio adolescenti).
L’accesso è gratuito e non è necessaria alcuna richiesta da parte del medico.
Per ulteriori informazioni si consiglia di consultare anche la scheda orientativa Consultori familiari

Gravidanza e maternità
Alla cittadina straniera in stato di gravidanza è assicurata pienamente l’assistenza sanitaria, con esenzione dal ticket per tutti gli accertamenti e le prestazioni volte alla tutela della maternità.
In Italia la donna ha il diritto di scegliere di partorire senza riconoscere il figlio e senza che il suo nome compaia sull’atto di nascita. La donna ha il diritto che il suo nome venga mantenuto segreto ed è rigorosamente vietato a chi, per motivi di ufficio ne è venuto a conoscenza, rivelare il nome della madre. In questo caso commetterebbe un reato.
E' prevista la possibilità di aborto (interruzione di gravidanza) entro 90 giorni dal concepimento; superato questo termine vi si può ricorrere solo quando si presenti un grave pericolo per la vita della donna. Per l’interruzione di gravidanza ci si deve rivolgere a un medico di fiducia, a un consultorio o a una struttura socio-sanitaria.

Vaccinazioni
I vaccini sono iniezioni che inducono nella persona vaccinata una produzione artificiale di anticorpi che aiutano la prevenzione delle malattie infettive.
Le vaccinazioni sono gratuite e si fanno presso i consultori o i centri vaccinali delle ASL.
Per informazioni più specifiche, consultare la scheda orientativa Vaccinazioni oltre al numero verde 800561856 (lunedì dalle 10 alle 18).

Altri servizi

Di seguito elenchiamo una serie di servizi a cui si può ricorrere in situazioni di emergenza o quando non è possibile consultare il medico:

  • Il numero telefonico 118: serve per chiamare il Pronto Soccorso, è operativo 24 ore su 24: la telefonata è gratuita e garantisce l’arrivo in tempi brevi di un automezzo di soccorso.
  • Il Pronto Soccorso: si trova in qualsiasi struttura ospedaliera e serve per far fronte a situazioni di emergenza. In queste strutture vengono prestate le prime cure necessarie, non secondo l’ordine di arrivo dei degenti ma in base alla gravità della situazione.
  • La Guardia Medica: è un servizio al quale si può ricorrere in orario notturno e nei giorni festivi, cioè nei momenti in cui non si può contattare il proprio medico. Il servizio è disponibile per informazioni e consigli telefonici, ma se necessario provvede all'invio di un medico a domicilio per visitare il paziente, prescrivere farmaci e decidere un eventuale ricovero. Il servizio della guardia medica a domicilio è gratuito. Il numero della Guardia Medica: tel. 0114747
  • Il ricovero: può essere disposto dal medico presente al pronto soccorso, negli altri casi è compito del medico di famiglia o del pediatra richiederlo. Le spese sono a carico del SSN.
  • Il numero telefonico 1522: attivo 24 ore su 24 fornisce una prima risposta (in diverse lingue) ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati.

In Italia l'infibulazione e le altre forme di mutilazione genitale femminile sono vietate e considerate un reato grave e severamente punito. Sul sito del Ministero della Salute 
www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&id=4499&area=Salute%20donna&menu=societa
si trovano informazioni più dettagliate ed è possibile consultare l'elenco dei servizi territoriali, di utilità il numero verde 800300558 (dal lunedì al venerdì orario:8-14/15-20)

Riferimenti utili

  • Ministero della Salute - viale Giorgio Ribotta 5 - 00144 Roma - tel. centralino 0659941 - tel. Ufficio Relazioni con il Pubblico 0659942378 - 0659942758 - Orario URP: lunedì-venerdì 9.00-12.00. Sul sito del Ministero c’è una sezione con informazioni sull’assistenza sanitaria a stranieri in Italia
    www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?lingua=italiano&area=Assistenza%20sanitaria&menu=stranieri
  • INMP - Istituto Nazionale Salute, Migrazioni e Povertà - ente pubblico e centro di riferimento per l'assistenza e la mediazione transculturale in campo socio-sanitario per le popolazioni migranti e per i gruppi sociali più svantaggiati - via di S. Gallicano 25/a -00153 Roma - URP 065855505 - www.inmp.it/index.php/it - Email:info@inmp.it

Informazioni locali

  • Centri I.S.I. (Informazione Sanitaria Immigrati) e Ambulatori sanitari
    • I.S.I. - via Monginevro 130 - tel. 01170954683 (mediazione culturale) - 01170954677 (sala medica)
      Orario: dal lunedì al venerdì 8.30-12.00/13.00-15.00
    • I.S.I. - via Silvio Pellico 28 - tel. 01170954683
      Orario: da martedì a giovedì 14-17
    • I.S.I. - lungo Dora Savona 24 - tel. 0112403652/625
      Accesso diretto o con eventuale prenotazione. Orario:lunedì e giovedì 9.00-14.00, martedì e mercoledì 9.00-14.30, venerdì 9.00-12.00 Ambulatorio Migrazione e Salute (MI.SA) per la prevenzione e la diagnosi delle malattie infettive e sessualmente trasmissibili: lunedì e martedì 13.30-15.00, mercoledì 8.30-13.00, giovedì 8.30-15.00 - tel.0112403621. E' possibile usufruire di un servizio di mediazione socio-culturale.
    • Ospedale Amedeo di Savoia - corso Svizzera 164 - Ambulatorio Migrazione e Salute - MI.SA - padiglione B - tel. 0114393915 - Orario:lunedì e martedì 13.30-15.00; martedì mattina su appuntamento; dal mercoledì al venerdì 8.30 - 12.30  - rivolto agli immigrati e mirato alla prevenzione e diagnosi delle patologie infettive, in particolare delle malattie sessualmente trasmissibili. Il servizio è gratuito ed è aperto anche a chi non è in regola con i permessi di soggiorno; non occorre prenotazione ed è possibile disporre di un servizio di mediazione socio-culturale per stranieri.
  • Ambulatorio dell’associazione di assistenza volontaria socio-sanitaria Camminare Insieme: via Cottolengo 24/A - tel. 0114365980 - Orario: lunedì-venerdì 8.30-12.00/14.00-16.00. Non è necessaria la prenotazione per visite di medicina generale, mentre occorre prenotarsi per le visite specialistiche.
    www.camminare-insieme.it - email: camminareinsieme@camminare-insieme.it
  • Poliambulatorio Giovanni Paolo II - SERMIG - Via Andreis 18/44A – 0114368566 - Orario: lunedì, martedì(solo pediatra) e mercoledì dalle 15,30; giovedì dalle 16,45; venerdì 9.00-10.30 . Accesso diretto alle visite generiche presentandosi all'orario di apertura con un documento di identità. Due volte al mese (il giovedì pomeriggio 14.00-16.00 a calendario variabile) è possibile usufruire del servizio MI.SA (Migrazione e Salute) per la prevenzione e la diagnosi delle malattie infettive e sessualmente trasmissibili, a cura dell'Ospedale Amedeo di Savoia. Per ricevere informazioni sul servizio dell'ambulatorio (a volte può variare essendo gestito da medici volontari) la segreteria è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 11.30.
  • Guardia Medica - tel. 0114747
  • Amici di Lazzaro - servizi sanitari gratuiti a torino per chi è in difficoltà - www.amicidilazzaro.it

Servizi e sportelli informativi

  • CITTA’ DI TORINO - UFFICIO STRANIERI - via Bologna 51 - 10152 Torino - tel. 01101129433 - 01101129455. Sportello informativo, consulenza e accoglienza: lunedì e mercoledì 14.00-16.00; sportello idoneità abitativa: martedì e giovedì 9.30-11.30; sportello accoglienza rifugiati e richiedenti asilo politico: lunedì e mercoledì 9.30-12.30; sportello Ancitel per richiesta, rinnovo e aggiornamento titoli di soggiorno: solo su appuntamento.
    www.comune.torino.it/stranieri-nomadi - email: stranieri@comune.torino.it
    Il servizio offre informazioni e sostegno per l’inserimento sociale, facilitando l’accesso degli stranieri ai servizi e alle risorse presenti sul territorio cittadino.
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Malattie a Trasmissione Sessuale

Premessa

Le Malattie a Trasmissione Sessuale sono malattie infettive che si diffondono prevalentemente, anche se non esclusivamente, attraverso i rapporti sessuali e nella maggior parte dei casi si localizzano nelle aree genitali.
Sono molto diffuse anche a causa della carenza di informazioni. Spesso non se ne parla in famiglia per la naturale propensione a tacere su argomenti considerati imbarazzanti e in molte scuole mancano momenti di confronto su questi argomenti. I corsi di educazione sessuale, che sarebbero utili per fornire informazioni corrette, non sono istituzionalizzati, ma iniziative sporadiche delle scuole o addirittura di singoli insegnanti.
Con questa scheda si vuole fornire una panoramica su alcune delle malattie sessualmente trasmissibili e le informazioni utili per prevenirle.

Malattie a Trasmissione Sessuale

Le malattie a trasmissione sessuale sono note anche come malattie veneree, ma sarebbe più corretta la definizione Infezioni Sessualmente Trasmissibili. Ciò che si trasmette, infatti, non è la malattia ma l’infezione che può produrre una malattia. Essere infetto, dunque, non significa essere malato: c’è chi ha l’infezione e può trasmetterla, ma non ha o non ha ancora sviluppato la malattia e apparentemente gode di buona salute.
Le infezioni sono causate da parassiti, funghi, batteri o virus, che si trasmettono da una persona a un’altra attraverso rapporti sessuali non protetti (cioè senza l’utilizzo del profilattico e/o dental dam). Fare sesso senza protezione è, quindi, il principale fattore di rischio per il contagio, che avviene anche attraverso i rapporti orali, cioè senza penetrazione vaginale o anale. Gli agenti responsabili del contagio possono infatti trovarsi, oltre che nello sperma, nelle secrezioni uretrali, nelle secrezioni vaginali, nelle mucose e sulla pelle. Il contagio può avvenire anche attraverso il sangue, dopo il contatto con una ferita, a causa di piercing e tatuaggi, oppure usando siringhe infette. Non ci si contagia attraverso tosse o starnuti e, data la scarsa resistenza dei microrganismi fuori dal corpo umano, è irrilevante la trasmissione attraverso l’uso condiviso di oggetti (asciugamani, biancheria intima) o per la frequentazione di luoghi pubblici (autobus, servizi igienici, piscine).
Ci sono malattie che sono asintomatiche e, quindi, la persona infetta non ha dolori e non presenta segni evidenti, pur essendo contagiosa. Se si ritiene di aver contratto una malattia o di aver avuto un rapporto con una persona infetta, è opportuno rivolgersi al proprio medico, al ginecologo o ai consultori familiari, all’urologo, al dermatologo o all’infettivologo. Esistono anche centri specialistici multiprofessionali, chiamati Centri IST/MTS, diffusi sul territorio nazionale.
Nella maggior parte dei casi le infezioni sessualmente trasmissibili sono curabili facilmente, soprattutto se diagnosticate tempestivamente.

Tricomoniasi

Causa?
Causata da un protozoo, il Trichomonas vaginalis, è una delle infezioni sessualmente trasmissibili più diffuse al mondo. Il contagio può avvenire attraverso rapporti sessuali non protetti e attraverso oggetti per l’igiene personale contaminati, piscine, ecc.

Quali sintomi?
Solitamente asintomatica, in alcuni casi si possono verificare bruciori durante l’orinazione e secrezioni dal pene, oltre che dolori durante i rapporti sessuali e prurito.

Come si cura?
È una malattia curabile attraverso un ciclo di antibiotici mirati. È consigliabile sottoporre alla terapia anche le/i partner.

Tra le malattie a trasmissione sessuale causate da batteri segnaliamo: la Clamidia, la Gonorrea (o Blenorragia o Scolo) e la Sifilide (o Lue).

Clamidia

Causa?
È un’infezione causata da un batterio, la Chlamydia trachomatis, che si trasmette attraverso masturbazione reciproca, scambio di oggetti sessuali contaminati, contatto fra genitali, rapporti sessuali non protetti (orali, vaginali e anali) e per via materno-fetale.

Quali sintomi?
Solitamente asintomatica, in alcuni casi può dar luogo a bruciore, secrezioni e prurito.

Come si cura?
Attraverso una terapia antibiotica, da somministrare anche alle/ai partner avuti fino a 60 giorni prima della diagnosi. È frequente l’infezione da clamidia in pazienti già infetti da gonococco e perciò normalmente il trattamento viene effettuato congiuntamente a quello per la gonorrea.

Gonorrea

Causa?
Detta anche blenorragia o scolo, è causata da un batterio (gonococco) che vive preferibilmente nelle mucose genitali, ma anche nella faringe e nell’ano. È un’infezione acuta a trasmissibile attraverso rapporti sessuali non protetti (orali, vaginali e anali), con il contatto tra i genitali e per via materno-fetale.

Quali sintomi?
Tra i due e i venti giorni seguenti al contagio possono verificarsi bruciore, prurito, difficoltà a urinare e abbondanti perdite purulente dalla punta del pene o dall’ano, perdite vaginali anomale, infiammazione dei genitali esterni che può causare dolore durante il rapporto sessuale.

Come si cura?
La gonorrea viene curata con un trattamento combinato di antibiotici, in modo da debellare eventuali altre infezione (come, per esempio, la clamidia).

Sifilide

Causa?
Causata dal batterio Treponema pallidum, è una malattia complessa che, se non viene curata, può portare a complicazioni molto serie. Il contagio avviene attraverso rapporti sessuali (orali, vaginali e anali) non protetti, attraverso il contatto diretto con mucose infette o danneggiate. È trasmissibile anche attraverso un bacio profondo, in quanto il sifiloma può insediarsi nelle mucose della gola.

Quali sintomi?
Sulla base di rilievi clinici, l’infezione sifilitica viene classificata in diverse fasi:
- sifilide primaria: riscontrabile dopo 3-4 settimane dal contagio con la comparsa di lesioni tonde (sifilomi) sui genitali o nella zona di contatto;
- sifilide secondaria: scomparsa delle lesioni iniziali e comparsa di screpolature tondeggianti su mani e piedi simili a quelle provocate dal morbillo;
- sifilide terziaria: ormai rarissima, diagnosticabile anni dopo il contagio, porta a disturbi neurologici, cardiaci e ossei.
Durante le fasi sopra citate non è rara la comparsa di febbre, affaticamento e gonfiore linfonodale.

Come si cura?
Attraverso l’uso della penicillina. Il dosaggio e la durata del trattamento dipendono dallo stadio della malattia. Viene richiesto il trattamento anche per le/i partner pregressi fino a tre mesi prima della diagnosi.

Tra le infezioni sessualmente trasmissibili causate da virus segnaliamo: l’Herpes, i Condilomi, le Epatiti, la mononucleosi, l'Hiv e l’AIDS.

Herpes

Causa?
L’herpes è un’infezione causata da due possibili ceppi virali, l’herpes simplex di tipo 1 (HSV-1) e l’herpes simplex di tipo 2 (HSV-2). Il primo, virus labiale, è trasmissibile attraverso i contatti con la bocca (baci e sesso orale), mentre il secondo, virus genitale, può essere trasmesso attraverso rapporti sessuali non protetti (orali, vaginali e anali) e per contatto con mucose infette. Una volta contratto, l’herpes può tornare e comparire periodicamente.

Quali sintomi?
Solitamente asintomatico, si possono tuttavia manifestare vesciche e ulcere sopra e attorno a genitali, cosce, natiche e ano, labbra, bocca, gola, lingue e gengive. Dopo un breve periodo queste vesciche diventano delle croste e guariscono. I soggetti possono essere contagiosi anche nel caso in cui non è evidente la manifestazione di questi sintomi.

Come si cura?
Non esiste una cura che debelli definitivamente questo virus, tuttavia possono essere somministrati dei farmaci antivirali che abbreviano la durata e l’entità dei singoli episodi. L’unica prevenzione efficace rimane la protezione durante i rapporti sessuali e l’attenzione alla pulizia del corpo.

Condilomatosi genitale

Causa?
L’infezione è causata dal Papilloma Virus Umano (HPV) trasmissibile principalmente attraverso rapporti sessuali non protetti. Nelle donne, nel 10% dei casi, l’infezione può diventare cronica e causare il tumore al collo dell’utero.

Quali sintomi?
Il virus può dare origine ai condilomi, noti anche come creste di gallo, che compaiono sui genitali maschili e femminili e sono facilmente trasmissibili.

Come si cura?
Il medico può eliminare i condilomi con l’applicazione locale di farmaci ad azione distruttiva o con farmaci che stimolano il sistema immunitario. In molti casi l’eliminazione delle escrescenze viene eseguita con sistemi chirurgici (bruciatura a freddo o a caldo), tuttavia le escrescenze possono riformarsi.

Epatiti

Causa?
Le epatiti sono malattie virali che colpiscono il fegato e non gli organi sessuali, tuttavia il contagio può avvenire attraverso rapporti sessuali non protetti, a causa di piercing e tatuaggi fatti con aghi non sterilizzati e, in generale, per scambio di liquidi biologici infetti (sangue, sperma, saliva). Le tipologie di epatiti conosciute sono tre:
epatite A: causata dal virus HAV, che colpisce direttamente il fegato. Maggiormente legata all’igiene può essere trasmessa per via oro-fecale, quindi anche con cibi e bevande contaminate, attraverso rapporti orali e anali non protetti;
epatite B: causata dal virus HBV, provoca seri danni al fegato e in alcuni casi può portare anche al decesso. Molto diffuso nel mondo, il virus può essere trasmesso attraverso rapporti sessuali non protetti (orali, vaginali e anali), scambiandosi oggetti per l’igiene intima, aghi e oggetti per il piacere sessuale infetti. Anche il bacio profondo può essere causa di un’infezione;
epatite C: infiammazione acuta causata dal virus HCV, colpisce il 3% della popolazione mondiale. Trasmesso principalmente attraverso il sangue, il virus è presente anche nello sperma e nel liquido vaginale.

Quali sintomi?
Spesso asintomatiche, in tutte e tre le tipologie di epatite raramente compaiono affaticamento, febbre, nausea, vomito, dolori al fianco destro che possono essere scambiati per dolori alla schiena.

Come si cura?
epatite A: è a disposizione un vaccino, non gratuito, che viene effettuato due volte nell’arco di sei mesi. La malattia non si cronicizza mai;
epatite B: esiste un vaccino obbligatorio per le/i nate/i dal 1991 in poi e per chi quell’anno aveva almeno 12 anni di età, da somministrare tre volte nell’arco di sei mesi;
epatite C: la malattia può guarire in uno o due mesi, tuttavia, nella maggioranza dei casi, può  cronicizzarsi e portare a cirrosi e cancro al fegato. In questo ultimo caso, è necessario il trattamento con specifici farmaci.

Mononucleosi

Causa?
Detta anche malattia del bacio, è causata dal virus Epstein-Barr; si tratta di un virus della famiglia degli herpesvirus che ha un periodo di incubazione tra i 30 e i 40 giorni. Può essere trasmessa attraverso lo scambio di saliva o di oggetti contaminati. Colpisce una percentuale molto alta della popolazione mondiale, indistintamente tra maschi e femmine. La malattia può cronicizzare e tornare a manifestare gli stessi sintomi ciclicamente.

Quali sintomi?
In una prima fase sono frequenti febbre, che può persistere per una durata di due settimane, spossatezza e inappetenza. Nella seconda, invece, possono verificarsi mal di gola, placche vicine alle tonsille che raggiungono dimensioni anche notevoli, portando a difficoltà nella deglutizione e nella respirazione. Sono stati riscontrati anche gonfiore ai linfonodi del collo, della milza e del fegato nonchè lesioni cutanee.

Come si cura?
Nella maggior parte dei casi non è necessaria alcuna terapia. Tuttavia, la durata della patologia è variabile; a volte, se il medico curante lo ritiene necessario, possono essere somministrati anti-infiammatori o paracetamolo. Una complicanza molto rara della mononucleosi è un danno permanente della milza.

HIV

Trattiamo l'infezione da Hiv in quanto infezione trasmissibile sessualmente, anche se non rappresenta di per sé una malattia.

Causa?
Il virus da immunodeficienza umana (HIV) viene prevalentemente trasmesso attraverso rapporti sessuali non protetti (orali, vaginali e anali) e attraverso la trasmissione di sangue infetto. Il virus dell’HIV non può, invece, essere trasmesso attraverso saliva, sudore, punture d’insetto, morsi e siringhe infette. È stato riscontrato che la maggior parte dei contagi avviene tramite persone che non sono consapevoli di essere sieropositive e per questo motivo è importante effettuare il test. Il test è gratuito presso i centri specializzati; alcuni effettuano il test rapido (con prelievo di sangue oppure salivare) il cui risultato è dato in giornata. Con i test di ultima generazione il cosiddetto "periodo finestra" dall'ultimo rapporto a rischio è di 6 settimane ma con i test precedenti (terza generazione) era di 90 giorni. Il virus non è trasmissibile attraverso i gesti di vita quotidiana: si può dunque mangiare, giocare, lavorare, fare il bagno, dormire, abbracciare e baciare una persona sieropositiva.

Quali sintomi?
È asintomatica. Una persona dell’aspetto sano può essere sieropositiva.

Come si cura?
Non esiste una cura. Sono in commercio alcuni farmaci, detti antiretrovirali, che tengono sotto controllo il virus; se l’infezione da HIV viene scoperta per tempo e si segue una adeguata somministrazione dei farmaci, le aspettative di vita sono uguali a quelle di una persona sieronegativa. Gli antiretrovirali devono essere assunti per tutta la vita, a orari stabiliti dal medico.
È inoltre disponibile la Profilassi Post Esposizione (PPE) in caso di contagio, da somministrare entro le 48 ore dall’esposizione, per diminuire il rischio di contrarre l’HIV. Per effettuare la profilassi ci si reca al pronto soccorso.
Con l’ausilio degli antiretrovirali, non tutte le persone affette da HIV arrivano a manifestare l’AIDS.

AIDS (Sindrome da Immunodeficienza Acquisita)

Causa?
L’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è causata dal virus dell’HIV. Nelle persone affette da AIDS le difese immunitarie sono fortemente indebolite e non sono in grado di fronteggiare il sopraggiungere di infezioni e malattie causate da altri virus, batteri o funghi.

Quali sintomi?
È riscontrabile il manifestarsi di sintomi quali perdita di peso inspiegabile, diarrea, ghiandole gonfie o infiammate, tosse e febbre persistente, stanchezza cronica, infezioni vaginali, della bocca o cutanee persistenti. In alcuni casi possono manifestarsi problemi neurologici e tumori.

Come si cura?
Non esistono vaccini o cure risolutive. Per la distruzione delle difese immunitarie occorrono in media 10 anni dall’infezione da HIV; tuttavia prima si scopre la sieropositività prima si può agire concretamente per limitare i danni.

Come prevenirle

Il profilattico e il dental dam rappresentano a oggi il mezzo più sicuro per difendersi dalle Malattie a Trasmissione Sessuale. Proteggono efficacemente dall’HIV, dalla Gonorrea, dalla Clamidia, dalla Tricomoniasi e dalla Sifilide. Per l’Herpes e l’HPV il grado di protezione è più basso, in quanto queste infezioni sono trasmesse attraverso il contatto con zone cutanee infette che sono vicine agli organi genitali. Il preservativo e il dental dam, devono essere conservati con cura e controllando prima dell'uso la data di scadenza. È importante utilizzarli sin dall’inizio del rapporto sessuale, fare attenzione a non danneggiarli con denti o unghie durante l’apertura. E' indispensabile usare sempre lubrificanti a base d’acqua. Si consiglia, inoltre, di evitare la condivisione di effetti personali (rasoi, spazzolini, pettini, aghi e siringhe) e assicurarsi che parrucchieri e tatuatori usino strumenti sterilizzati o monouso.
Se il trattamento viene effettuato tempestivamente, quasi tutte le malattie sessualmente trasmissibili sono curabili in maniera definitiva. Alcune di queste malattie possono essere asintomatiche e e vengono trascurate possono provocare seri danni e gravi complicazioni. Per questo motivo, se si ha qualche dubbio, è fondamentale il ricorso al proprio medico, a un ginecologo, a un consultorio o ai centri ospedalieri.
Quando si scopre di avere contratto un'infezione sessualmente trasmissibile è molto importante informare le persone con cui si hanno avuto rapporti negli ultimi 6 mesi, affinché si sottopongano ai test e alle cure.

  • www.intelligenzasessualmentetrasmissibile.org - campagna informativa per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Il Progetto IST si propone come promotore della trasmissione delle corrette informazioni per la salvaguardia della salute durante il rapporto sessuale.
  • www.epicentro.iss.it/temi/ist/EpidItalia.asp - portale del CNESPS - Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità. Contiene informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili in genere e anche sulle singole infezioni.
  • www.perlasalutesessuale.it - sito sulle Infezioni Sessualmente Trasmissibili a cura della Regione Piemonte e dell'IST dell'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Fornisce informazioni scientificamente corrette sulle cause e sui rischi di contrarre malattie infettive attraverso i rapporti sessuali e descrive i modi per prevenirle. Sulla pagina sono pubblicati gli indirizzi dei Centri IST/MST accreditati dalla Regione. Tutti garantiscono accesso senza prenotazione (salva diversa indicazione) visite gratuite e anonimato.
  • www.salute.gov.it/portale/salute/p1_4.jsp?area=Malattie_sessualmente_trasmissibili - sezione del sito del Ministero della Salute con informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili.

Informazioni locali

  • ANLAIDS TORINO - Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS - Cas. Post. 17 - 10043 Orbassano -  tel. 3454044696
    www.anlaidsonlus.it/ - Email: anlaids@libero.it
    Sostiene la ricerca; offre un servizio di consulenza telefonica sull'infezione da HIV; assiste le persone sieropositive; organizza campagne per informare sulla prevenzione dell'infezione da HIV.
  • ASSOCIAZIONE ARCOBALENO AIDS - via Onorato Vigliani 2 - 10135 Torino - tel. 011345757 (segreteria) - 3285692656 (per urgenze)
    www.arcobalenoaids.it
    L'associazione, nata nel 1995, opera nell'area dell'emarginazione dei malati di AIDS. Dal 2002 si occupa anche di bambini e adolescenti sieropositivi e di figli di persone sieropositive o malate di AIDS e nel 2011 è entrata a far parte della Re-Te AIDS di servizi governativi e non di HIV-AIDS-IST.
  • LILA PIEMONTE - Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS - corso Regina Margherita 190/E - 10152 Torino - tel.  0114361043 - 3512266126
    www.lila.it/ - Email: lilapiemonte@gmail.com
    E' un’associazione, senza scopo di lucro, che opera per informare sulla prevenzione e sulla diffusione del virus HIV, offrire aiuto e assistenza alle persone sieropositive e alle loro famiglie, tutelare i diritti dei malati.
  • SPORTELLO SANARCOBALENO c/o CASARCOBALENO - via Bernardino Lanino 3/A – 10152 Torino - ogni ultimo venerdì del mese ore 19.00-20.00
    www.casarcobaleno.eu
    Lo sportello, gestito dal Gruppo Salute di Arcigay Torino in collaborazione con O.D.V. Casarcobaleno e col sostegno di Farmacie Comunali Torino e FarmaOnlus, offre ascolto e consulto medico in merito alle malattie sessualmente trasmissibili. E' possibile sottoporsi in modo anonimo e gratuito al test per HIV e sifilide con risposta rapida in 15 minuti. Email: salute@arcigaytorino.it  FB grupposalute.arcigaytorino.
  • www.uniticontrolaids.it - contiene informazioni sui test per l' HIV e per le altre infezioni sessualmente trasmissibili e sui centri piemontesi che li effettuano. E' possibile anche contattare il numero verde 800861061, attivo dal lunedì al venerdì in orario 13.00-18.00, e parlare con un esperto conservando l'anonimato.

Droghe e tossicodipendenze

Dove sei: 

Premessa

Secondo l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, per DROGA deve intendersi “qualsiasi sostanza che introdotta in un organismo vivente ne modifica il funzionamento e/o gli atteggiamenti sia fisici che psichici”.
La droga provoca dipendenza. Per dipendenza si intende una condizione patologica per cui la persona perde ogni possibilità di controllo sull'abitudine.

La dipendenza può essere:

  • psichica: anche dopo i trattamenti disintossicanti rimane latente e pericolosa, si ha la sensazione di non poter più vivere senza la droga e alla prima occasione si rischia di ricominciare. Questa dipendenza non sempre può essere superata con la motivazione e la forza di volontà;
  • fisica: l’organismo si adatta alla presenza della sostanza e non riesce a farne a meno. E' collegata alla crisi d'astinenza e provoca sintomi fisici intensi e sgradevoli;
  • psico-fisica.

La dipendenza provoca tolleranza, capacità di sopportare dosi progressivamente maggiori di droga, e assuefazione, quando l’organismo richiede un quantitativo più elevato di sostanza per continuare a provare la stessa intensità di sensazioni.

La droga rende difficili i contatti sociali, sia personali sia lavorativi in quanto, a lungo andare, la ragione e la volontà personale si annullano completamente.

In Italia la coltivazione, la produzione, il possesso e il consumo di stupefacenti sono illegali. Oltre alla consapevolezza delle conseguenze sul fisico e sulla psiche, chi si avvicina all’uso di sostanze stupefacenti, dovrebbe prendere in considerazione anche le conseguenze penali. La legge infatti punisce chi acquista, riceve o detiene sostanze stupefacenti non destinate all’uso personale.

La normativa prevede il reato di traffico illecito con pene da 2 a 6 anni per le "droghe leggere" e da 8 a 20 anni per le "droghe pesanti". Sanzioni più lievi sono previste per lo spaccio di piccole dosi di stupefacenti: reclusione da 6 mesi a 4 anni e una multa da 1000 a 15000 euro.
L'acquisto e la detenzione di sostanze per uso personale non ha rilevanza penale. Sono comunque previste sanzioni amministrative quali la sospensione della patente, del porto d'armi, del passaporto e del permesso di soggiorno con durata variabile a seconda che si tratti di droghe pesanti (da 2 mesi a un anno) o leggere (da uno a tre mesi)
Per la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti consultare le tabelle  allegate alla legge n. 79 del 16/5/2014: nella prima e nella terza tabella sono elencate le droghe pesanti, nella seconda e nella quarta le droghe leggere.
Tutte le cannabis, senza distinzione fra indica, sativa, ruderalis o ibride, sono considerate dalla legge droghe leggere. Le droghe sintetiche riconducibili per struttura chimica o effetti tossicologici al THC (tetraidrocannabinolo), il principio attivo delle cannabis, rientrano invece nelle droghe pesanti (tabella I della legge n.79/14)-

Questa scheda contiene alcune informazioni sulle principali tipologie di sostanze stupefacenti e analizza gli effetti e i danni che esse provocano.

Viene fornito inoltre un quadro dei servizi presenti sul territorio cittadino che affrontano problematiche legate all’uso e all’abuso di sostanze psicoattive.

Cannabis: marijuana e hashish

COSA SONO: derivati della cannabis.

Marijuana:fiori essiccati e conciati delle piante di cannabis, appartenenti alla canapa indiana.
Hashish: sostanza stupefacente psicoattiva derivata dalla resina della pianta di cannabis.
La cannabis (hashish e marijuana) si assume fumandola da sola o mista a tabacco, o ingerendola attraverso cibi o infusi. Il principio attivo maggiore nella cannabis è il THC, ma la pianta ne contiene anche molti altri dalla cui combinazione si verificano ulteriori effetti.

EFFETTI: alterazioni percettive e sensoriali (con forti dilatazioni spazio-temporali) che variano a seconda del dosaggio, della tolleranza di chi le assume e delle condizioni in cui le si sperimenta. Fumando, gli effetti sono quasi immediati e svaniscono dopo circa tre ore; se ingerita l’effetto si fa sentire più lentamente, ma dura maggiormente. All’utilizzo della cannabis si associa un aumento dello stimolo della fame, si arrossano gli occhi e si hanno problemi di salivazione.

DANNI: queste due droghe hanno effetti nocivi sull’apparato respiratorio e sul sistema immunitario. L’abuso e le assunzioni in dosi elevate possono comportare l’insorgere di paranoie, manie di persecuzione, mentre sul piano fisico si verificano spesso tachicardie (aumento del battito cardiaco) e mal di testa. Questo tipo di droga influisce sulla capacità di concentrazione in quanto vengono meno la coordinazione e la prontezza dei riflessi, e sulla memoria: è quindi faticoso svolgere attività che richiedono impegno e lucidità come lo studio e il lavoro.

La sindrome amotivazionale è un disturbo che colpisce molti consumatori cronici di cannabis. È connotata da distrazione, apatia, riduzione delle attività, incapacità di gestire nuovi problemi, compromissione del giudizio e delle abilità comunicative.

Psichedelici o allucinogeni

COSA SONO: sostanze che, modificando profondamente la percezione dello spazio e del tempo, sono in grado di produrre allucinazioni. Fanno parte di questa categoria l’LSD, i funghi allucinogeni, la psilocibina,la salvia divinorum, il peyote, la mescalina. Hanno effetti imprevedibili, legati alla sensibilità soggettiva.

L’LSD si trova in forma di francobolli di cartone, compresse, micropunte che si assumono per via orale. Su queste sono impressi disegni che identificano la potenza del trip (viaggio mentale).
I funghi allucinogeni possono dare origine a situazioni di dissociazione della personalità. Gli effetti dei funghetti allucinogeni (principio attivo psilocibina) si differenziano a seconda della provenienza e dello stato di conservazione.
La psilocibina è un composto estraibile dai funghi.
La salvia divinorum è una pianta perenne che si caratterizza per i suoi effetti psicoattivi. Fa parte delle “ecodrug”: generalmente si fuma con le pipe ad acqua e ha un effetto psicotropo di breve durata.
Il peyote è un piccolo cactus verde, la cui parte superiore viene ingerita per trarne effetti psicoattivi.
La mescalina è il principale agente allucinogeno che si estrae dal peyote.

EFFETTI: gli effetti che si ricercano (alterazione profonda e fantasmagorica della realtà) a volte si trasformano in un’esperienza dolorosa, accompagnata da allucinazioni, definite bad trip (cattivo viaggio). La durata degli effetti varia a seconda della sostanza, anche dieci o dodici ore.

DANNI: gli psichedelici non danno dipendenza di tipo fisico ma possono provocare gravi danni psicologici.
L’assunzione di psichedelici può causare psicosi durature o permanenti, soprattutto in soggetti giovani e psicologicamente immaturi. La perdita di realtà e le sensazioni negative che l'acido può provocare sono rischiose in quanto, in quel momento di totale distaccamento o deformazione della realtà, si possono provocare danni fisici verso di sé o verso altri.

Sostanze stimolanti

COSA SONO: in generale agiscono sul sistema nervoso centrale, accelerandone l’attività e aumentando le prestazioni psicofisiche (resistenza alla fatica, capacità di rimanere svegli per tempo prolungato).

EFFETTI: eccitazione, accelerazione del funzionamento mentale, fiducia in sé, mancanza di sonno, perdita dell’appetito, ansia, iperattività, attacchi di panico, allucinazioni.

DANNI:l’abuso ha per effetto l’insorgere di paranoie, instabilità dell’umore e depressione. A lungo andare provocano difficoltà coronariche (legate al cuore) e alterazioni psichiche.

Anfetamine e metanfetamine/speed

COSA SONO:con il nome di speed si intendono preparati che contengono anfetamina o metanfetamina, sostanze di origine sintetica. Le anfetamine sono sostanze stimolanti e anoressizzanti, dai loro composti si ricavano le metanfetamine ancora più pericolose.
Lo speed è venduto sotto forma di pastiglie o in polvere (da sniffare o iniettare).

EFFETTI: provocano una forte diminuzione dell’appetito, c’è un aumento del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa. Per l’effetto sullo stimolo della fame alcuni tipi di anfetamine vengono somministrate nelle cure dimagranti. Agendo direttamente sul cervello, provocano una sensazione di energia e benessere, e aiutano a stare svegli e vigili.

DANNI: le anfetamine e i loro derivati sono molto pericolose per persone con problemi cardiovascolari, dato che una dose eccessiva può provocare l’infarto. Un uso prolungato per più giorni comporta un “collasso” psicofisico che è proporzionale al periodo di veglia forzata indotto dallo stupefacente. Possono esserci problemi nella comprensione delle proprie azioni, il comportamento può diventare violento e si può arrivare all'isolamento e alla paranoia fino a gravi deliri di persecuzione. Una volta terminato l’effetto le sensazioni sono di svuotamento, irritabilità, depressione. Queste sensazioni sono più intense se il consumo continua da qualche giorno.

Ecstasy (MDMA)

COS’E’: è un composto sintetico che si acquista sotto forma di pastiglie, di vari colori, chiamate in gergo con diversi nomi: chicche, paste, cale, che vengono ingerite e stimolano il sistema cardiovascolare. Il consumo di questa sostanza è massiccio nelle discoteche e nei rave. Gli effetti dell’ecstasy si manifestano entro 20-60 minuti dopo la sua assunzione e durano dalle tre alle quattro ore, dopo le quali la sensazione risulta essere quella dello sfinimento mentale e fisico.

EFFETTI: l’uso di ecstasy comporta un aumento delle prestazioni fisiche e predispone a “sentire” la musica, e ad avere le forze per ballare ininterrottamente per diverse ore.

DANNI: induce una sensazione di intimità con le altre persone, un’euforia cui seguono effetti negativi come contrazioni muscolari e mascellari, ansia, tachicardia.
L’ecstasy produce un aumento della temperatura corporea, sudorazione eccessiva, sintomi che possono diventare pericolosi e anche mortali quando si balla in modo forsennato in locali caldi e poco areati. In queste situazioni è consigliato bere molta acqua, non ingerire alcolici e vestirsi con abiti leggeri.
Come lo speed, l’ecstasy può favorire l’infarto in soggetti che soffrono di patologie cardiovascolari. E’ inoltre particolarmente pericolosa per persone con problemi renali, epatici (fegato) e di ipertensione (pressione alta). L’apertura a contatti con gli altri e la caduta delle inibizioni possono inoltre favorire nei consumatori comportamenti sessuali a rischio.

Cocaina e crack

COSA SONO: la cocaina, in natura si estrae dalle foglie della pianta denominata Erithroxylon Coca. La concentrazione di principio attivo nelle foglie è minima, ma attraverso la macerazione di più foglie si ottiene la pasta di coca. Tramite lavorazioni ulteriori con acido solforico, solventi e acido cloridrico, dalla pasta viene ricavata la cocaina pura che si presenta come un materiale compatto. E’ un potente stimolatore del sistema nervoso centrale. Oltre a essere iniettata e “sniffata” o “tirata” (inspirata dal naso con cannucce o carta arrotolata) la cocaina si può fumare sotto forma di crack, sostanza costituita da cristalli biancastri, ricavata tramite un processo chimico che ne elimina le impurità e cristallizza la sostanza di questa droga come base libera. L’effetto è molto più rapido e intenso e induce chi lo consuma a un uso compulsivo e ripetuto. Quando gli effetti della cocaina svaniscono, si può produrre un sentimento di vuoto e una fase di depressione totale, "down", che può durare fino alla successiva assunzione della sostanza.
Le conseguenze si manifestano spesso attraverso insonnia, perdita di interesse per il cibo e la sessualità, depressione e tendenza al suicidio.

EFFETTI: sensazione di energia e iperattività, fiducia e sicurezza in se stessi, insonnia e perdita di appetito, euforia, aumento delle capacità di concentrazione e resistenza alla fatica. Il sonno e la fame si riducono.

DANNI: in dosi elevate subentrano ansia, depressione, nervosismo. Chi ne fa uso in modo cronico può incorrere in paranoie, inquietudini e situazioni di delirio mentale.
Ictus, convulsioni, emicranie, complicazioni cardiovascolari, malattie e irregolarità cardiache (tra cui l’accelerazione dei battiti, l’aumento della pressione arteriosa e della temperatura del corpo), problemi respiratori, complicazioni gastrointestinali con dolori addominali e nausea.
Se inalata può provocare danni irreparabili al setto nasale, perdita di sensibilità all’olfatto, emorragie nasali, problemi di deglutizione, raucedine, irritazione cronica delle narici con secrezione di muco. L’uso in comune della cannuccia per sniffare può trasmettere epatiti e HIV.
Se iniettata in vena può causare danni più gravi all’organismo: la sostanza arriva direttamente al cervello e le sue impurità vanno direttamente nel sangue, provocando setticemie, infezioni varie ma anche infarti, ictus, arresti cardiaci ed edemi polmonari. Inoltre, le iniezioni danneggiano le vene provocando trombosi e ascessi e lo scambio di siringhe può trasmettere il virus dell’HIV e l’epatite C.
Dal punto di vista sessuale, pur essendo un forte stimolante, rende difficile l’erezione e, a dosi eccessive, può condurre all’impotenza.
La cocaina può essere fatale indipendentemente dalla quantità assunta. I danni all'organismo a breve e lungo termine sono tanti.

Smart drugs

COSA SONO: il nome significa “droghe furbe”. In Italia hanno avuto un notevole sviluppo con la diffusione di negozi, gli “Smart Shop”, in cui possono essere acquistate legalmente. Per la maggior parte sono sostanze di origine vegetale con effetti stimolanti, vendute sotto forma di pillole, gocce, canne preparate con erbe aromatiche o bevande. Alcune sono a base di efedrina, il principio attivo della pianta Efedra che ha effetti eccitanti simili a quelli dell’anfetamina.
Altre smart drugs, come il guaranà, il mate, la cola, sono a base caffeinica e talvolta sono integrate con altre sostanze come la taurina.

EFFETTI: miglioramento delle prestazioni (fisiche, sportive, sessuali, intellettive) ed effetti psicoattivi, che insieme alla curiosità sono le principali motivazioni alla base del consumo di queste droghe.

DANNI: sono pericolose soprattutto per le persone con problemi cardiaci, affette da diabete e con problemi ai reni. Provocano inoltre serie complicazioni di carattere gastrointestinale.

Popper

COS’E’:è un nome generico per una serie di sostanze stupefacenti tossiche, assumibili per inalazione. E’ una sostanza il cui uso è prevalentemente legato all’attività sessuale: si presenta in forma liquida, in fiale o bottigliette ed è assunta per inalazione.

EFFETTI: si tratta di un vasodilatatore che agisce come coadiuvante sessuale, crea un senso di euforia, ma rende difficile l’erezione. L’effetto è immediato e ha durata breve.

DANNI: molti sono i rischi collegati all’uso del popper. L’uso comporta aumenti repentini del battito cardiaco, è pericoloso per chi ha cardiopatie e lo è ancora di più se viene associato ad altre sostanze eccitanti. Il liquido è nocivo per la pelle e le mucose del naso. Può provocare perdita di coscienza e abbassamento repentino della pressione, vertigini, mal di testa, alterazioni della vista.
L’apertura a contatti con gli altri e la caduta delle inibizioni possono inoltre favorire nei consumatori comportamenti sessuali a rischio.

Ketamina

COS’E’: è un anestetico generalmente usato nel campo veterinario, che agisce sul sistema nervoso. La sostanza, che si presenta sotto forma liquida o di polvere biancastra, viene normalmente sniffata ma può anche essere ingoiata o assunta con iniezioni intramuscolari.

EFFETTI: produce effetti psichedelici che inducono una sensazione di dissociazione tra mente e corpo.

DANNI: difficoltà nella coordinazione dei movimenti e più in generale nel controllo dei vari sensi, condizioni che portano al disorientamento, alla perdita del senso di identità e a un distacco quasi totale dalla realtà. Ad alti dosaggi è possibile arrivare a stati mentali quasi comatosi. Queste sensazioni possono provocare ansia o crisi di panico. Con un uso continuato di ketamina, oltre a una lenta scomparsa degli effetti psichedelici che lasciano solo l'effetto sedativo della sostanza, possono verificarsi danni permanenti al sistema nervoso. In caso di overdose si possono avere arresti cardiaci e gravi danni cerebrali.

Eroina

COS’E’: è un derivato semisintetico dell’oppio che si presenta sotto forma granulosa bianca o marrone. Si può inalare, fumare e iniettare per via endovenosa. Ha un effetto che può durare dalle tre alle sei ore.
L’eroina non viene consumata pura, ma tagliata con sostanze potenzialmente tossiche, rispetto alle quali difficilmente è possibile conoscere la percentuale di principio attivo contenuto.
L’assunzione anche di poche dosi provoca una forte dipendenza fisica e psichica, il desiderio di aumentare il dosaggio e crisi di astinenza.

EFFETTI: ha effetti fortemente analgesici poiché riduce in modo notevole la sensibilità al dolore, disagio e ansia. L’eroina provoca sensazioni di isolamento, soddisfazione di sé e sentimento di “superiorità” nei confronti della realtà circostante, percepita come lontana e indifferente, poiché tensioni, paure e preoccupazioni si allentano e sfumano in un mondo ovattato.

DANNI: l’eroina comporta il decadimento generale del fisico: si abbassano le difese immunitarie, i denti si cariano e cadono, si è soggetti a flebiti (infiammazione delle vene). Ulteriori rischi sono legati alle modalità di assunzione: iniezioni fatte senza rispettare le norme igieniche del caso (disinfettare la pelle, usare siringhe sterili) espongono i consumatori a diverse infezioni, specialmente epatiti e HIV.
Nei casi di dipendenza, le crisi si presentano circa otto ore dopo l’assunzione dell’ultima dose, con il manifestarsi di un grave e prolungato malessere, associato a irritabilità, depressione, ansia, alternarsi di sensazioni di caldo e freddo, eccessiva sudorazione, lacrimazione, crampi e dolori muscolari. Seguono l’oscillazione della pressione arteriosa, della temperatura corporea e tachicardie.
Il pericolo più grande per chi consuma eroina è l’overdose, una dose eccessiva di stupefacente iniettata in vena può provocare coma e morte.
L’overdose si manifesta con la depressione respiratoria (pochi respiri al minuto), e con lo scivolare in una condizione di sonnolenza che può diventare coma anche irreversibile. Può essere contrastata con farmaci antagonisti come il Narcan, che deve essere iniettato il prima possibile, essendo un vero e proprio salvavita.

  • www.politicheantidroga.it - portale del Dipartimento per le politiche antidroga.
  • www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=61&area=Vivi_sano- pagina del sito del Ministero della Salute con informazioni su sostanze psicoattive.
  • http://edu.dronet.org/ - portale informativo del Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dedicato alle scuole per prevenire l'uso di droghe.
  • www.danno.ch/Default.htm - primo sito sulla “riduzione del rischio” (a fronte della diffusione dell’uso di sostanze stupefacenti l’obiettivo è contenere i danni per la salute dei consumatori) curato dall’associazione Radix Svizzera italiana, che si occupa di promozione della salute e prevenzione delle dipendenze.
  • www.drogaonline.it - portale del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia che opera nel campo della tossicodipendenza e della prevenzione.
  • www.stradanove.net - sito dedicato ai giovani e gestito dal Comune di Modena. Tra i vari temi affrontati, la sezione Piccolo chimico offre informazioni sulle sostanze psicotrope, la possibilità di rivolgere domande a un’equipe di medici e psicologi, scambiarsi esperienze on-line in condizioni di anonimato.

Informazioni locali

A Torino sono presenti molte strutture che offrono servizi di informazione, prevenzione, ascolto, sostegno e aiuto medico:

  • SERT - SERVIZI PER LE TOSSICODIPENDENZE E DIPARTIMENTI DI PATOLOGIA DELLE DIPENDENZE.
    I SerT e i Dipartimenti di Patologia delle Dipendenze sono servizi pubblici che si occupano delle problematiche legate alle dipendenze, sia da sostanze illegali (hashish, ecstasy, cocaina, eroina), sia legali (alcol, tabacco, psicofarmaci) e da comportamenti (gioco d'azzardo). Sono servizi specializzati nella diagnosi, cura e riabilitazione, che offrono gratuitamente un servizio di ascolto, accoglienza e consulenza, rivolto anche ai familiari di persone con problemi di dipendenza. Presso questi centri si effettuano interventi di disintossicazione, si definiscono programmi terapeutici e si predispongono inserimenti nelle comunità terapeutiche.
    L’accesso ai SerT avviene su base territoriale. Ci si può presentare direttamente  o previo appuntamento telefonico.
  • ALISEO - GRUPPO ABELE - corso Trapani 95 A - 10141 Torino - tel. 0113391969
    http://associazionealiseo.org/ - Email: aliseo@gruppoabele.org
    L' Associazione  si occupa di persone con esperienze di dipendenza da droghe, alcol e altre sostanze. Gli interventi spaziano dalla prima accoglienza, consulenza e sostegno, alle comunità di pronta accoglienza, nonché attività formative e di informazione.
    Gli operatori incontrano studenti e insegnanti delle scuole per fare informazione e prevenzione sull'abuso di sostanze, promuovere stili di vita sani ed evitare comportamenti a rischio.
    ACCOGLIENZA  GRUPPO ABELE: via Leoncavallo 27 - 10154 Torino - tel. 0112486221 fax 0112450401 – Email: accoglienza@gruppoabele.org
  • NOT - Nucleo Operativo Tossicodipendenze - via del Carmine 12 c/o Prefettura Torino - tel. 0115221453
    www.prefettura.it/torino/contenuti/10835.htm  - Email: not.pref_torino@interno.it
  • ONDA1 - Operatori Nuove Droghe ASL TO1 - via Petitti 24 - 10126 Torino - tel. 0110587534 - 3357850556. L'accesso non richiede impegnativa del medico ed è aperto a tutti i residenti in Piemonte. Si può prenotare un colloquio telefonicamente.
    Si rivolge prevalentemente a ragazze e ragazzi compresi nella fascia di età 14-30 anni e ha un approccio informale.
    http://onda1.asl102.to.it/ - Email: onda1@aslto1.it
  • PIN - Progetto Itinerante Notturno - ASL TO2 - per informazioni: tel. 3666807561 progettopin.blogspot.com - Email: progetto.pin@gmail.com
    Prevede un intervento di strada, con l'ausilio di un camper, in prossimità dei luoghi e locali del divertimento notturno a Torino. Obiettivo è il contatto, anonimo e informale, e la relazione con i giovani.
  • RECREATIONAL DRUGS - ASL TO1 - via Nomis di Cossilla 2/A - 10137 Torino - tel. 01170953717 (segreteria del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze)
    www.recreationaldrug.it/home.htm     Email: recreationaldrug@asl102.to.it
    Progetto di prevenzione, diagnosi e cura che si pone l'obiettivo di intervenire su una fascia di disagio legato all'uso, occasionale o regolare di cocaina e delle nuove droghe. Il gruppo di lavoro è composto da medici, psicologi, educatori, assistenti sociali, che offrono consulenza e trattamento a ragazzi e giovani adulti, consumatori abituali o occasionali.
  • WEB.CO.CARE - Asl TO2 - via Artisti 24 - 10124 Torino - tel. 0118124101 -
    www.webcocare.it - Email: info@webcocare.it 
    Sul sito è disponibile una vasta sezione di link utili, una bibliografia e una pagina dedicata ai professionisti interessati ad approfondire la materia.
    Il progetto dell’Asl TO2 di Torino opera su due livelli, entrambi relativi all’uso e abuso di cocaina e derivati. Il primo è uno sportello sul territorio, l’altro un servizio on-line che permette di contattare lo staff, composto da diverse figure professionali: psicologi, medici, infermieri e assistenti sociali.
    Lo sportello offre una modalità di contatto informale e garantisce l’anonimato di chi lo frequenta. Le attività si rivolgono sia a quanti sono direttamente interessati (consumatori, amici, familiari), sia a professionisti e a chi si avvicina alla materia per una semplice curiosità personale.