Bullismo e cyberbullismo

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Aggiornamento: 
Maggio 2016
Ultima modifica: 
Gennaio 2017
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Bullismo, cyberbullismo, bullismo omofobico e transfobico, sexting, mobbing scolastico. Consigli pratici per giovani vittime delle persecuzioni dei bulli.

Premessa

Se sei vittima di insulti, minacce, violenze fisiche di vario genere, ricatti, prese in giro o offese su come si è o su come gli altri pensano che tu sia, ti consigliamo di leggere con attenzione questa scheda su bullismo, cyberbullismo, bullismo omofobico e transfobico, sexting, mobbing scolastico.

Bullismo

Il bullismo viene solitamente definito come un comportamento aggressivo e di prevaricazione ripetuto nel tempo. I bulli possono essere singoli oppure più di frequente operare in gruppo (i violenti se la prendono con i più deboli e hanno bisogno del sostegno di altri che non prendono le difese delle vittime).

La differenza tra gli scherzi e il bullismo è data dal ripetersi delle aggressioni e anche dalla particolare gravità che caratterizza il bullismo.

A titolo di esempio, possiamo fare un breve elenco di atti di bullismo, da quelli meno pesanti a quelli peggiori (verbali, psicologici, fisici):

  • insulti e prese in giro
  • pettegolezzi e bugie
  • offese per l’aspetto fisico
  • disprezzo o ironie
  • esclusione da gruppi o persistente non considerazione quando ci si avvicina
  • uso di soprannomi volgari
  • offese per l’orientamento sessuale (bullismo omofobico)
  • offese per il colore della pelle, origini o religione
  • uso di codici per non far capire di cosa si parla
  • diffusione di SMS o whatsapp a singoli o gruppi
  • costrizione a fare delle cose e minacce
  • telefonate o e-mail offensive
  • danneggiamenti o furti delle tue cose (dai quaderni ai libri, dallo zaino alla bici o allo smartphone)
  • violenze fisiche (spinte, calci, pugni)

A questo elenco potremmo aggiungere anche altri comportamenti meno evidenti, più sfumati ma che possono ferire comunque in maniera altrettanto forte.
In ogni caso il bullismo è un reato, i bulli (anche se minorenni) rischiano pene pesanti (sospensione o espulsione dalla scuola, bocciatura, obbligo di lavori sociali, risarcimenti economici).

Molte di queste violenze possono avvenire sia di persona, sia attraverso il web o sui social network.
La distinzione tra bullismo e cyberbullismo (tramite Whatsapp o su Facebook o altri social network o siti web o comunque online) a volte non è così netta e altre volte è inesistente: si è vittima contemporaneamente di entrambi i tipi di bullismo che si alimentano l’uno con l’altro, si alternano e si intrecciano.

Cosa fare

La cosa più importante è non restare senza far nulla e non rimanere da soli.
Il bullismo si alimenta del silenzio delle proprie vittime, parlare con gli altri è il modo migliore per contrastarlo.
E’ necessario trovare la forza di reagire alle prepotenze, attraverso l’aiuto degli amici oppure degli adulti.

Alcuni consigli:

  • se sei una vittima non hai colpe, le colpe sono dei bulli
  • cerca di mantenere la calma, non farti prendere dalla paura e non reagire con rabbia di fronte ai loro attacchi
  • chiedi aiuto, farlo non vuol dire essere un debole o una spia
  • parla con gli adulti, non vergognarti
  • a scuola, durante intervalli, pause o spostamenti, resta vicino a amici o insegnanti
  • parla con gli insegnanti di quello che succede, se possibile in presenza di qualche compagno/a
  • parlane con qualcuno della tua famiglia
  • non fare il gioco dei bulli, ignorali il più possibile
  • se altri ragazzi sono stati vittima degli stessi bulli cerca di coinvolgerli per non essere solo/a
  • chiama il Telefono Azzurro: per consigli o anche solo per parlare con qualcuno di quello che ti è accaduto, il numero gratuito è 1.96.96, attivo tutti i giorni dell'anno, 24 ore su 24. Puoi anche contattare gli operatori via chat, tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito www.azzurro.it alla voce “ch@tt@ con Telefono Azzurro
  • di fronte a una situazione di pericolo ricordati che puoi rivolgerti alla Polizia (tel. 113) o ai Carabinieri (tel. 112) oppure inviare una segnalazione online sul sito della Polizia www.commissariatodips.it/collabora.html oppure rivolgerti al Commissariato di Polizia più vicino: l’elenco completo è disponibile su http://questure.poliziadistato.it/servizio/dovesiamo

Cyberbullismo

Il cyberbullismo è il bullismo nell’epoca digitale. Può essere considerato un’evoluzione del classico bullismo diretto. In realtà la rete purtroppo aiuta i bulli e offre loro un mezzo per perseguitare più facilmente le loro vittime. Il fenomeno è sempre più diffuso.

L’anonimato del web è infatti molto amato dai bulli, sembra il mezzo ideale per diffondere velocemente il loro odio e riuscire a colpire le proprie vittime mostrando a tutti gli altri (la cerchia di amici, l’intera scuola) il potere che sanno imporre, incutendo così timore anche agli altri.

I bulli usano Whatsapp e Facebook, Youtube oppure altri social network non per comunicare con i loro amici ma per diffondere insulti e pettegolezzi, per prevaricare e perpetuare violenze di vario tipo.
I bulli sanno bene che usare la rete per diffondere immagini o video (veri o falsi) per diffamare le vittime è un comportamento riprovevole. I bulli vogliono dimostrare a tutti di essere tali.

Spesso sanno anche che stanno commettendo un vero e proprio reato (vietato dalla legge e perseguibile); nonostante ciò continuano a fare quello che fanno convinti di non poter essere “beccati”, pronti a far la parte degli ingenui, di quelli che non sapevano quello che stavano facendo, solo nel caso in cui qualcuno li denunci e vengano identificati dalla Polizia Postale.

Le statistiche dimostrano purtroppo che il cyberbullismo è meno denunciato del bullismo tradizionale. Forse perché questo tipo di azioni non sono di violenza fisica. O forse perché spesso il materiale diffuso online riguarda aspetti legati alla sessualità o al sesso, per cui è più difficile parlarne con gli adulti e denunciare significa dover dichiarare a tutti aspetti molto privati della propria vita e della propria sessualità.
Ma l’anonimato sul web non è assoluto e ci sono vari modi per risalire a chi compie questi reati. La Polizia postale e i Carabinieri possono scoprire l’identità dei cyberbulli, obbligandoli ad affrontare le proprie responsabilità.

Minacce, insulti, bugie online, diffusione di video imbarazzanti, furto d’indentità, creazione di falsi profili e di false immagini sono reati perseguibili e che possono essere puniti.

Quindi inutile isolarsi e deprimersi. Di fronte ai bulli bisogna chiedere aiuto agli altri, trovare dentro di sé un po’ di coraggio per non chiudersi in se stessi.

Dal punto di vista legale, nel caso del cyberbullismo, i bulli rischiano pene molto severe, che possono arrivare fino a 12 anni di carcere (nel caso di immagini e video di minorenni viene considerata diffusione di pedopornografia).

un film: Cyberbully Pettegolezzi Online

 

Cosa fare

Esistono molti strumenti per difendersi. Ecco qualche consiglio:

  • verifica periodicamente le impostazioni di privacy dei tuoi account e sui social network, in particolare Facebook e autorizza certe funzioni esclusivamente ai tuoi amici
  • non accettare richieste di amicizia da sconosciuti, anche se risultano amici di amici
  • cambia periodicamente le password e non condividerle mai, neanche con i tuoi amici più fidati
  • non lasciare incustodito il tuo smartphone o il tablet
  • non condividere foto e video che potrebbero essere usati impropriamente da altri
  • in chat o su messaggerie non usare il tuo nome e cognome e non scrivere i tuoi dati personali (numero di telefono, indirizzo ecc.)
  • in caso di problemi fai uno screenshot dei post o messaggi per poter provare le azioni che hai subito 
  • non rispondere ai messaggi di persone sconosciute e non rispondere a messaggi provocatori
  • blocca gli account che ti mandano post sgradevoli
  • cerca di star lontano dai luoghi virtuali in cui hai avuto problemi o su cui hai subito attacchi da cyberbulli
  • se una tua foto o video imbarazzante viene diffuso senza il tuo consenso chiedi subito di rimuoverla e segnala subito la tua stessa foto al gestore del sito
  • chiama il Telefono Azzurro: per consigli o anche solo per parlare con qualcuno di quello che ti è accaduto, il numero gratuito è 1.96.96, attivo tutti i giorni dell'anno, 24 ore su 24. Puoi anche contattare gli operatori via chat, tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito www.azzurro.it alla voce “ch@tt@ con Telefono Azzurro
  • registrati sul sito della Polizia e manda una segnalazione per la Polizia Postale su: www.commissariatodips.it/collabora.html oppure rivolgiti al Commissariato di Polizia più vicino: l’elenco completo è disponibile su http://questure.poliziadistato.it/servizio/dovesiamo

 Bullismo omofobico e transfobico

Ti dicono “frocio di merda” oppure “lesbica schifosa” o quando sono gentili dicono che sei gay (in modo spregiativo)? Hanno scritto sul muro di fronte alla scuola il tuo nome e apprezzamenti su come sei? Ti chiamano abitualmente "ricchione" facendo segure risate di gruppo quando passi? In questo caso è chiaro, si tratta di bullismo omofobico. Il fatto che tu sia veramente gay o lesbica, bisessuale o transgender potrebbe in alcuni casi non essere significativo. Hai diritto a essere come sei e nessuno può insultarti per questo.

Quindi parliamo di bullismo omo-transfobico quando i bulli perseguitano persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) oppure anche ragazzi e ragazze che pur non essendolo vengono insultati come se lo fossero.

Il bullismo omo-transfobico è diverso dal “normale” bullismo, perché colpisce l’identità della persona, perché riguarda la sfera della sessualità, motivo per cui può essere più difficile chiedere aiuto agli altri, per paura di trovarsi in imbarazzo o per paura della reazione delle persone a cui ci si può rivolgere (genitori, insegnanti, amici). Inoltre in certi contesti, ad esempio a scuola, anche i compagni di classe hanno paura di schierarsi dalla parte delle vittime del bullismo omo-transfobico per timore di diventarne vittime a loro volta. Si arriva così a un clima di omertà e di silenzio in cui i bulli hanno gioco facile e occorre ancora più coraggio per reagire alle persecuzioni.

La maggior parte dei ragazzi/e che sono stati in passato vittime di bullismo omofobico in ambito scolastico denunciano anche da parte degli insegnanti episodi di persecuzione o comunque di non difesa. Per cui si parla di situazioni in cui è molto difficile riuscire a vivere una vita equilibrata e serena.

A questo si aggiunge il fatto che alcuni ragazzi/e che compiono azioni di bullismo omo-transfobico sono mossi da una loro componente omosessuale o transessuale che non accettano e che cercano di reprimere esprimendo odio nei confronti di chi in qualche modo è molto simile a sé. In questo modo vogliono dimostrare di non essere omosessuali o transessuali e mettersi così al riparo dalle discriminazioni e dai problemi che potrebbero incontrare vivendo in una realtà omo-transfobica.

I bulli amano sfogare il proprio odio contro ragazzi/e che non rispecchiano gli stereotipi di genere (ragazzi “effeminati” o con abbigliamento vistoso, ragazze “mascoline” o con capelli corti, ragazzi/e che amano fare attività di solito destinate al sesso opposto) oppure contro ragazzi/e che hanno fatto coming out dichiarandosi apertamente gay, lesbiche o trans oppure contro ragazzi/e che hanno famiglie con genitori omosessuali.

Esistono alcuni manuali per approfondire queste situazioni:

Ti consigliamo di approfondire l’argomento leggendo anche le nostre schede orientative sul temaOmosessualità” e “Transessualità”.

Nel 2013 l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ha elaborato e pubblicato la Strategia Nazionale LGBT che prevede una serie di obiettivi e di azioni per prevenire e contrastare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Tra le azioni realizzate è stato creato un Portale di Informazione Antidiscriminazioni LGBT che approfondisce anche il tema dell'omofobia e della transfobia.

Cosa fare

In queste situazioni, oltre ai consigli già suggeriti sopra, è importante non chiudersi in se stessi, non subire in silenzio ma chiedere aiuto, senza aver paura di essere giudicati per come si è. Non è facile far fronte ai pregiudizi che si manifestano contemporaneamente in famiglia, a scuola e nel gruppo degli amici. Ma è essenziale trovare qualcuno di cui fidarsi e con cui confidarsi. Ci si può poi rivolgere ai numeri di supporto delle associazioni LGBT sia nazionali sia presenti sul territorio.

Se si è vittima di discriminazioni e di bullismo omo-transfobico non sentirti solo o sola.

Guarda le centiania di video di ragazzi e ragazze che hanno raccontato le proprie esperienze attraverso il progetto “Le cose cambiano” pensato per aiutare a superare le difficoltà e la solitudine sul canale Youtube www.youtube.com/user/lecosecambiano

Sappi che poi, se vorrai potrai caricare un tuo video per condividere la tua esperienza.

Puoi trovare aiuto presso le associazioni LGBT:

 

Sexting

 

Il termine sexting è l’unione di sex e di texting (pubblicare testo). Significa inviare e/o ricevere o condividere video o immagini di sesso espliciti.

Ovviamente lo strumento per diffondere il materiale è la rete internet, attraverso i social network o con le App di messaggi come Whatsapp su smartphone.
L’invio, anche a una ristretta cerchia di amici, può diventare virale, uscire dal gruppo e diffondersi velocemente, attraverso gruppi e condivisioni su varie piattaforme. In rete diventa poi quasi impossibile riuscire a eliminarlo.

Il problema è che quando video e immagini di nudo o con atti sessuali vengono realizzati siamo in una situazione di fiducia nell’altro e ci si fida della persona a cui si inviano. Ma quando il rapporto di amicizia o di coppia si interrompe alcuni ex partner sviluppano una sorta di desiderio di vendetta e, per punizione, utilizzano impropriamente le immagini o i video realizzati insieme.

Da sottolineare che, se le foto o i video sessualmente espliciti contengono immagini di minorenni, si configura il reato di distribuzione di materiale pedopornografico (punito con pene molto severe).

Cosa fare

Mobbing scolastico

Quando un insegnante perseguita uno studente oppure quando uno studente ha degli atteggiamenti vessatori e ripetuti verso un insegnante parliamo di mobbing scolastico (discendente e ascendente).
Si tratta quindi di comportamenti aggressivi nel rapporto tra insegnanti e studenti. E’ un fenomeno meno conosciuto ma che può essere fonte di situazioni pericolose e violente.
Il riferimento iniziale è il mobbing di tipo lavorativo, in cui un dipendente viene maltrattato o emarginato sul luogo di lavoro.
Alcuni esempi di mobbing scolastico contro gli studenti:

  • insulti in classe
  • abbassamento dei voti
  • diverso trattamento nella valutazione (es. domande più difficili)
  • prese in giro durante le ore di educazione fisica o eventi sportivi
  • violenza verbale o fisica

Cosa fare

Il consiglio è innanzi tutto condividere la conoscenza di quello che accade a scuola con altre persone: la propria famiglia, i rappresentanti degli studenti negli organi scolastici, eventuali  associazioni studentesche, altri professori.
In questi casi bisogna rivolgersi a chi ha il compito di controllare che queste situazioni  non si verifichino. In particolare segnalare al Dirigente Scolastico.
Il Preside ha infatti l’obbligo di intervenire per accertare i fatti, adottando misure concrete affinché gli atti di mobbing scolastico non si ripetano. Inoltre ha l’obbligo di segnalare gli eventi alle autorità competenti.
Nei casi più gravi non andrà tralasciata l’ipotesi di cambiare scuola prima che la situazioni degeneri.

  • rivolgiti ai rappresentanti degli studenti all’interno degli organi scolastici
  • chiedi un incontro con il Dirigente scolastico, possibilmente alla presenza di altri compagni di classe che hanno assistito al mobbing  e dei rappresentanti degli studenti, per esporre la situazione
  • chiama il Telefono Azzurro: per consigli o anche solo per parlare con qualcuno di quello che ti è accaduto, il numero gratuito è 1.96.96, attivo tutti i giorni dell'anno, 24 ore su 24. Puoi anche contattare gli operatori via chat, tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito www.azzurro.it alla voce "ch@tt@ con Telefono Azzurro"

 

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