Ottico

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Aggiornamento: 
Marzo 2016
Professionista che a livelli diversi si occupa degli strumenti di correzione della vista.

La professione dell'ottico non è una professione sanitaria ma rientra tra le "arti ausiliarie delle professioni sanitarie". Non si tratta quindi di un professionista sanitario che cura dei pazienti bensì di un professionista che fornisce, realizza e adatta i mezzi di correzione dei difetti della vista - di regola - su prescrizione del medico oculista, misura e controlla le lenti (potenza, diametro, spessore e curvatura) e ne individua e corregge i difetti. Può esercitare la sua attività in proprio, come libero professionista, in aziende di strumentazione ottica o in laboratori di montaggio di lenti. Può operare anche all’interno di strutture sanitarie pubbliche o private (ASL e reparti di oculistica di ospedali) in collaborazione con il Medico oculista. Come titolare di un negozio specializzato, o come lavoratore dipendente all’interno di un punto vendita di ottica, commercializza inoltre: ausili visivi - lenti, montature, lenti a contatto - e di protezione dai raggi ultravioletti.
Per svolgere la professione occorre possedere competenze di ottica, optometria, contattologia ed oftalmica. Deve conoscere le caratteristiche tecniche degli strumenti ottici e saper usare le apparecchiature necessarie a misurare e correggere i difetti della vista ed i macchinari utilizzati per il taglio e la smerigliatura delle lenti.
Si tratta di una figura che deve anche avere conoscenze di base di chimica e fisica e che conosca almeno una lingua dell’Unione europea per l’aggiornamento tecnico-scientifico e commerciale. È poi in grado di utilizzare gli strumenti informatici di ausilio al proprio lavoro, per archiviare e gestire i dati dei clienti; conosce inoltre le norme giuridiche, sanitarie e commerciali che regolano l’esercizio della professione.
Infine, l’ottico deve avere buona manualità e spiccate doti relazionali per interagire positivamente con i clienti.*