Diritti dei lavoratori nell'Unione Europea

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Aggiornamento: 
Dicembre 2015
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La libera circolazione dei lavoratori nella UE

La libera circolazione nell'Unione Europea (UE) e nello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) è un diritto fondamentale dei cittadini degli Stati membri e permette loro di lavorare in un altro Stato membro alle stesse condizioni del proprio. Di fatti, l’art. 45 del trattato sul funzionamento dell’UE sancisce “l’abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati membri, per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro”.

Tuttavia, è un diritto degli Stati membri poter applicare delle restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori per un periodo transitorio della durata massima di 7 anni. Ad oggi, le restrizioni alla circolazioni sono applicate alla Croazia, entrata solo nel 2013 a far parte dell’Unione Europea.

I diritti dei lavoratori comunitari

I cittadini dell’UE hanno diritto a:

  • cercare lavoro in un paese dell’Unione
  • lavorare – per un datore di lavoro o come lavoratore autonomo -  in qualsiasi paese dell’UE senza bisogno di un permesso di lavoro
  • vivere in un altro paese per motivi di lavoro
  • restare nel nuovo paese anche quando si conclude l’attività lavorativa
  • godere della parità di trattamento rispetto ai cittadini nazionali per quanto riguarda l’accesso al lavoro, le condizioni di lavoro, nonché qualsiasi altro beneficio sociale e fiscale
  • chiedere il trasferimento di alcuni tipi di copertura sanitaria e previdenziale verso il paese in cui si stabiliscono per motivi professionali
  • richiedere per alcuni mestieri il riconoscimento delle qualifiche professionali  (http://europa.eu/youreurope/citizens/work/work-abroad/recognition-of-professional-qualifications/index_it.htm)

Anche i familiari di un cittadino europeo che lavora in UE, a prescindere dalla loro nazionalità, hanno diritto a soggiornare e lavorare nello stesso paese. I figli hanno diritto di frequentare le scuole locali e pari diritto di accesso alle borse di studio.

Possono verficarsi delle restrizioni alla libera circolazione per motivi politici, di sicurezza e salute pubblica.

Diritto di soggiorno dei lavoratori

Soggiorno fino a tre mesi
I cittadini comunitari e i loro familiari possono soggiornare nel territorio nazionale di un paese dell’Unione diverso dal proprio, fino a tre mesi, senza alcuna condizione o formalità, salvo il possesso della carta d’identità o di un passaporto in corso di validità.
Se i familiari sono cittadini extra-comunitari, devono essere in possesso di passaporto in corso di validità e, se richiesto, di visto d’ingresso.
In alcuni Stati membri è necessario dichiarare la propria presenza entro un determinato periodo di tempo successivo all’ingresso nel paese.

Soggiorno superiore ai tre mesi
Qualora il soggiorno si prolunghi oltre i tre mesi, può essere richiesta l’iscrizione come residente presso le autorità competenti (in genere il comune o il commissariato di polizia). Al momento dell’iscrizione sarà rilasciato un documento che attesta il diritto a soggiornare nel nuovo paese.

Soggiorno permanente
ll cittadino dell’UE e i suoi familiari, dopo aver soggiornato legalmente e in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale, possono richiedere al comune di residenza l'attestato che certifichi la condizione di titolare del diritto di soggiorno permanente.
E’ possibile perderlo a seguito di assenza dal paese ospitante per oltre due anni consecutivi, mentre sono consentite assenze temporanee (inferiori ai sei mesi) o prolungate (che devono essere giustificate da motivi certificabili, come malattia, formazione, assolvimento degli obblighi militari).
I familiari che non hanno cittadinanza UE possono richiedere la Carta di Soggiorno permanente per familiari di cittadini europei. Il documento va richiesto verso la fine del quinto anno di soggiorno legale continuativo nel paese, ha validità decennale ed è rinnovabile automaticamente.

Nel caso di perdita del lavoro (http://europa.eu/youreurope/citizens/residence/jobseekers/residence-rights/index_it.htm), in alcuni casi, si può mantenere il diritto di soggiornare nel paese. La permanenza dipende:

  • dalla durata del periodo di lavoro
  • dal tipo di contratto

Parità di trattamento

I cittadini dell'Unione Europea hanno il diritto di beneficiare:

  • delle stesse condizioni che si applicano ai cittadini del paese ospitante (retribuzione, contratti, ecc.)
  • di indennità e formazione
  • di agevolazioni fiscali e sociali

Il lavoratore transfrontaliero, ovvero il cittadino che per lavoro oltrepassa il confine nazionale e rientra ogni giorno o almeno una volta alla settimana nel territorio dello stato di residenza, usufruisce degli stessi vantaggi dei lavoratori del paese in cui si reca a lavorare.

Diritto di soggiorno degli studenti

Ogni cittadino europeo ha il diritto di studiare in un altro paese dell’Unione. Nei primi tre mesi di soggiorno è sufficiente possedere la carta d’identità o un passaporto in corso di validità. In alcuni Stati membri è necessario dichiarare la propria presenza entro un determinato periodo di tempo successivo all’ingresso nel paese.
Lo studente ha diritto allo stesso trattamento previsto per i cittadini nazionali per quanto riguarda iscrizioni scolastiche e servizi per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Soggiorno all’estero superiore ai tre mesi
Un cittadino comunitario può soggiornare in un altro paese dell’Unione Europea fino alla conclusione degli studi se:

  • è iscritto a un istituto scolastico riconosciuto
  • dispone di un reddito sufficiente per vivere senza sussidi (per la quantificazione delle risorse sufficienti si utilizza il parametro dell'importo dell'assegno sociale, che consiste in euro 5.813,68 per il 2014, tenendo anche conto del numero delle persone conviventi con il cittadino comunitario
  • possiede un’assicurazione sanitaria nel paese ospitante

Se, al termine degli studi, non si dimostra di avere un lavoro o di disporre di risorse sufficienti al proprio sostentamento, si rischia di perdere il diritto di soggiorno nel paese ospitante.

Soggiorno permanente
Se, in qualità di studente un cittadino dell’UE ha soggiornato legalmente in un altro paese dell’Unione in via continuativa per cinque anni, acquisisce automaticamente il diritto di soggiorno permanente.
L’assenza dal paese ospitante per oltre due anni consecutivi può determinare la perdita del diritto.


I lavoratori comunitari in Italia

Il cittadino comunitario può soggiornare in Italia senza essere sottoposto ad alcuna formalità sino a tre mesi dall’ingresso.
Per soggiorni superiori ai tre mesi è obbligatorio iscriversi all’anagrafe del comune di residenza per ottenere un’attestazione che documenti la regolarità del soggiorno.

Occorre produrre la documentazione attestante:

  • in caso di soggiorno per motivi di lavoro, l'attività esercitata
  • in caso di soggiorno senza svolgere attività lavorativa o per motivi di studio o formazione, la disponibilità di risorse economiche sufficienti al soggiorno

Hanno diritto a entrare e soggiornare in Italia, a prescindere dalla cittadinanza, anche i familiari del cittadino comunitario  (www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3b0%3b9398%3b9404%3b9415%3b9418%3b&lastMenu=9418&iMenu=1&iNodo=9418&p4=2) residente nel territorio del nostro Paese per motivi di lavoro, di studio o di soggiorno. I familiari non comunitari, prima di richiedere l’iscrizione anagrafica, devono presentare richiesta di rilascio della carta di soggiorno in Questura e solo dopo potranno procedere con l’iscrizione presso il Comune.

Assistenza sanitaria

I paesi dell'Unione Europea possono stabilire liberamente le norme riguardanti il diritto alle prestazioni e ai servizi sanitari.

Per la copertura sanitaria (http://europa.eu/youreurope/citizens/health/when-living-abroad/health-insurance-cover/index_it.htm), condizioni particolari si applicano per:

  • le persone che lavorano in un paese ma vivono in un altro (transfrontalieri)
  • i lavoratori distaccati temporanemanete, per periodi inferiori ai due anni
  • i dipendenti pubblici distaccati all'estero
  • studenti, ricercatori o tirocinanti all'estero
  • i pensionati

Prima della partenza, vista la complessità dell'argomento, consigliamo di:

Riferimenti utili

Unione Europea 

Europe direct – Servizio che fornisce informazioni generali sull’UE e risponde a domande mirate su vari argomenti - http://europa.eu/contact/index_it.htm

Europe direct Torino - fornisce informazioni sulle attività e le opportunità che l'Unione Europea offre ai propri cittadini - www.provincia.torino.gov.it/europa/europedirect/

Portale europeo per i giovani - http://europa.eu/youth/country/76_it

Eures – rete italiana dei servizi europei per l’impiego - https://ec.europa.eu/eures/public/it/homepage

Euroguidance - rete Europea dei Centri Nazionali di Risorse per l’Orientamento - http://euroguidance.eu/

Comune di Torino

INPS – Nella sezione Lavoratori migranti fornisce informazioni utili per i lavoratori italiani all'estero e per i lavoratori stranieri (comunitari e no) in Italia - www.inps.it/portale/default.aspx?itemDir=9575&p7=2 

Se parto per ... - guida interattiva del Ministero della Salute - www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=897&area=Assistenza%20sanitaria&menu=italiani