Specchio delle mie brame: cura del corpo ed eccessi estetici

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Aggiornamento: 
Gennaio 2016
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Premessa                 

L’immagine” che vediamo riflessa nello specchio – che ha origine nella nostra mente - può essere percepita e elaborata in modi molto diversi, e questo dipende da fattori quali emozioni, pensieri, comportamenti, umore… Poche persone si accettano al 100% mentre molti, soprattutto durante l’adolescenza, esprimono il desiderio di modificare qualcosa del proprio aspetto.

Negli ultimi 30 anni, influenzati dai modelli di “bellezza ideale” diffusi dai media, le donne e gli uomini hanno sviluppato una crescente preoccupazione rispetto al proprio corpo, si è diffuso sempre più l’ideale del corpo “in forma” e, oltre a ricercare la salute fisica, hanno iniziato a inseguire anche la “perfezione”, spesso in modo esagerato, trasformando la cura personale da segno di attenzione verso se stessi a fissazione.

La paura del confronto e del giudizio degli altri può suscitare sensazioni di disagio, inadeguatezza e frustrazione che possono evolvere nei cosiddetti “disturbi dell’immagine corporea”.

Ossessione per i difetti

Alla base del dimorfismo c’è l’incapacità di accettare un’imperfezione del proprio corpo (tratti del viso, del fisico, muscolatura ecc.). L’ossessione per il difetto, immaginario o piccolo, domina la quotidianità della persona, che considera “quel difetto” responsabile di eventuali problemi o insuccessi della propria vita, e tenderà a nasconderlo in qualunque modo anche ricorrendo alla chirurgia estetica.

Sport, che mania

Da una ricerca dell'Istituto di Medicina dello Sport di Torino emerge che il 20-30% di chi frequenta le palestre ha atteggiamenti ossessivi nei confronti del proprio corpo, che si manifestano con il sottoporsi a sforzi eccessivi. Si tratta di una vera e propria patologia l’“overtraining syndrome” ovvero sindrome da super allenamento. Chi ne soffre non permette al proprio organismo di recuperare energie, ricaricandosi a livello fisico e psicologico come dovrebbe, ma si costringe a sforzi fisici intensi e troppo ravvicinati. I “dipendenti da sport” soffrono spesso anche di disturbi alimentari: anoressia e bulimia nervosa, che sono alla base delle stesse motivazioni di controllo del peso e dell’aspetto fisico. L’attenzione ossessiva per la forma fisica e lo sviluppo dei muscoli, indicata con i termini di  vigoressia/bigoressia o dismorfismo muscolare (nota anche come "anoressia inversa"), colpisce soprattutto gli uomini.

Alcuni segnali di questo disturbo sono:

  • trascorrere ore e ore in palestra, sottoponendosi a esercizi di potenziamento muscolare
  • scrutarsi continuamente allo specchio per valutare lo sviluppo dei singoli muscoli
  • insoddisfazione per il proprio corpo nonostante gli sforzi compiuti
  • sottoporsi a diete iperproteiche, pesarsi in continuazione, utilizzare integratori e, nei casi più gravi, farmaci anabolizzanti

L'AIDAP - Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e del Peso afferma che il 10% dei culturisti uomini, particolarmente quelli sui 19 anni, soffre di dismorfismo muscolare, quindi, non essendo in grado di vedersi per come sono realmente e temendo di diventare troppo magri, deboli e sottosviluppati dal punto di vista muscolare, cercano di aumentare sempre la massa corporea con effetti esagerati (paragonabili all'eccessiva magrezza delle ragazze anoressiche, che continuano a vedersi "troppo grasse").

Ricerca ossessiva di alimenti sani

Talvolta, un’eccessiva attenzione per l’assunzione di “cibo sano” può sfociare nell’ortoressia nervosa. Il problema nasce quando per paura di nutrirsi di alimenti ritenuti insani e impuri, si arriva a rifiutare quasi tutto, e ci si isola anche dagli altri per mantenere le regole alimentari auto-imposte.
Tra gli atteggiamenti che possono riscontrarsi in chi soffre di ortoressia nervosa segnaliamo:

  • eccessiva preoccupazione al pensiero di cosa mangiare
  • pianificazione dei menu con diversi giorni di anticipo
  • mangiare solo perché fa bene e non per il gusto o per la compagnia ed evitare il cibo che in realtà ci piacerebbe di più
  • sensi di colpa e disagio quando si mangiare un alimento di cui si aveva voglia
  • sentirsi superiori agli altri perché si mangia sano e disprezzare le persone che non seguono un regime alimentare simile
  • non uscire più con gli altri per non dover mangiare cibi non sani
  • sentirsi meglio e in pace con se stessi dopo aver seguito la "propria" salutare dieta

Per ulteriori informazioni sui disturbi legati al cibo, consulta la scheda orientativa Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).

Cosmetici, cure estetiche e abbronzatura artificiale

Quando si parla di cosmetici ci si riferisce a numerosi prodotti che hanno finalità igieniche o estetiche: saponi e schiume per il bagno, la doccia e l'igiene intima, dentifrici e collutori per l'igiene orale, creme per la rasatura e lozioni dopobarba, idratanti per le mani e il corpo, deodoranti e antitraspiranti, prodotti di bellezza per il "make-up", smalti per unghie, shampoo, tinte e trattamenti per la cura dei capelli, creme solari e profumi. Si deduce da questo elenco, che ognuno di noi utilizza giornalmente almeno un prodotto cosmetico con lo scopo di detergere, profumare, proteggere o mantenere in buono stato il corpo.
Per tutelare la salute dei consumatori, l'Italia e l'Unione Europea hanno emanato norme sulla produzione, l'importazione e la vendita dei cosmetici.
La Regione Piemonte ha realizzato la campagna di informazione Belli Sicuri, in collaborazione con il Sistema Sanitario Regionale del Piemonte e finanziata del Ministero della Salute, per fare conoscere eventuali rischi legati all'utilizzo dei cosmetici.

Un giovane su cinque frequenta centri per cure estetiche: depilarsi, abbronzarsi o rimediare a imperfezioni, come la cellulite. Presso i centri estetici, però, vengono utilizzate anche moderne tecnologie, come il laser, che presuppongono competenze specifiche delle estetiste e degli estetisti che li utilizzano e i cui effetti non sono ancora del tutto certi.
In Italia è in vigore un decreto a tutela dei frequentatori dei centri estetici, che prevede, tra l'altro, il divieto ai minorenni di utilizzare solarium per l'abbronzatura con lampade UV-A, perché è stata dimostrata la nocività, soprattutto nelle persone più giovani, delle radiazioni ultraviolette, che possono provocare melanomi cutanei.
L'ossessione per l'abbronzatura, naturale o artificiale, può diventare una vera e propria dipendenza che si definisce tanoressia.

Chirurgia estetica

Nell’ambito degli interventi di chirurgia plastica è opportuno distinguere gli interventi di chirurgia ricostruttiva, eseguiti per correggere malformazioni congenite o causate da traumi, e gli interventi di chirurgia estetica che modificano, correggono o migliorano l’aspetto estetico di una parte del corpo. Questi ultimi interventi sono spesso motivati da esigenze soggettive di adeguamento a un “ideale corporeo”, all’inseguimento dei canoni estetici di moda.

Da quanto emerge dallo studio condotto dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, nel 2013 sono stati eseguiti quasi un milione di interventi. Gli interventi effettuati su minorenni (3.781) hanno riguardato problematiche di tipo funzionale o sociale come otoplastica (orecchie), rinoplastica (naso), gigantomastia (eccessivo sviluppo del seno).

In Italia, un decreto vieta gli interventi al seno prima dei 18 anni. I rischi per la salute infatti sono notevoli, perché nelle minorenni la ghiandola mammaria non è ancora completamente formata.

Tatuaggi e piercing

Quando si decide di farsi fare un tatuaggio o un piercing occorre verificare che vengano realizzati rispettando regole sanitarie adeguate, in particolare assicurarsi che gli aghi utilizzati siano "usa e getta" e che tutti gli strumenti siano perfettamente sterilizzati.
Se queste regole non vengono applicate, si corre il rischio di contrarre malattie infettive, come l'epatite o l'AIDS.
Nel 1998 il Ministero della Salute ha elaborato delle Linee guida in cui si stabilisce che la pratica di tatuaggi e di piercing debba essere autorizzata dall'Azienda Sanitaria Locale della zona dove viene svolta l’attività, che deve controllare il rispetto degli standard igienici. Gli standard prevedono che il laboratorio dove viene praticato il tatuaggio sia separato tanto dalla sala d’attesa quanto dall’ambiente in cui vengono puliti e sterilizzati gli strumenti. Inoltre le pareti dell’ambiente devono essere rivestite con materiali impermeabili e lavabili, i tatuatori devono indossare guanti e camici monouso, i colori devono essere atossici e sterili e, prima di cominciare un tatuaggio, l’operatore deve informare il cliente sugli eventuali rischi di infezioni o allergie e verificare che la pelle dove viene applicato il tatuaggio sia integra. Il tatuatore deve frequentare, prima di esercitare la sua professione, un corso idoneo al termine del quale gli viene riconosciuto un “patentino” di idoneità.

Ricordiamo che è  vietato  eseguire  tatuaggi e piercing ai minori di 18 anni, senza il  consenso  informato reso personalmente dai genitori o dal tutore.

Tatuare consiste sostanzialmente nel far penetrare un ago in uno strato superficiale della pelle e nell’iniettare pigmenti colorati per realizzare scritte o creare immagini.

Alcuni consigli utili:

  • dovrebbero evitare di sottoporsi a tatuaggi le persone che soffrono di problemi immunitari, di diabete, di problemi di cicatrizzazione; chi ha malattie della pelle e chi deve sottoporsi a trattamenti anti-infiammatori o a cure a base di cortisone
  • prima di sottoporsi a un tatuaggio è utile accertarsi di non essere soggetti ad allergie cutanee
  • evitare di praticare il tatuaggio nelle parti del corpo in cui la pelle è più sensibile e dove l’inserimento di pigmenti colorati è a rischio di infezioni e complicazioni
  • evitare gli operatori e le strutture non autorizzate. Specialmente d’estate, nelle località turistiche, ma anche nelle discoteche o nelle fiere, sono presenti banchetti o tatuatori ambulanti che non si attengono alle regole basilari di igiene e di sicurezza
  • il tatuaggio appena realizzato deve essere protetto dalla luce e dal sudore per non infiammare la pelle circostante. Vanno evitati anche i rischi di colpi violenti sulla zona tatuata di recente che potrebbero provocare la fuoriuscita di colore

Tatuaggi temporanei all'henné

I tatuaggi temporanei all'henné, che scompaiono dopo circa 15 giorni dalla realizzazione, sono una moda recente in Italia, che vede coinvolti anche i bambini, ma negli ultimi 5 anni hanno causato un aumento significativo dei casi di reazioni cutanee. In alcune situazioni infatti questi tatuaggi, apparentemente innocui, possono dare origine al fenomeno della sensibilizzazione, per cui si diventa allergici anche alla tintura per capelli o ad altri prodotti.
L’henné al naturale è un colorante di origine vegetale, ma in Occidente, per rendere il colore più lucido e brillante e per ridurre il tempo necessario per fissare il colore, si utilizza un additivo, la parafenilendiamina (PPD).

 

Il piercing (dal verbo inglese "to pierce": forare, trapassare) consiste nell’inserimento di anelli o piccoli oggetti di metallo in varie parti del corpo, generalmente nei lobi delle orecchie, nelle narici, nelle labbra, sulla lingua, nell’arco sopraccigliare, nell'ombelico, nei capezzoli e nei genitali maschili e femminili. Anche se, come il tatuaggio, è considerata una pratica di modificazione corporea, il piercing ha carattere temporaneo, poiché se l’oggetto inserito viene rimosso, i tessuti, nel tempo, tenderanno a richiudersi.

Attenzione:

  • il naso e l'ombelico sono parti del corpo dove è più facile che si sviluppino microbi in seguito a piercing;
  • il piercing vicino alla bocca può causare la mobilità dei denti e quello alla lingua modifiche al palato o danni ai denti, senza contare il rischio di ferire una delle vene sublinguali

Infine, ricordiamo che tatuaggi e piercing, soprattutto in posti visibili, possono ridurre le chances di trovare un lavoro sia perchè possono essere visti negativamente dai selezionatori sia perchè vietati da specifiche direttive in alcuni settori (ad esempio, forze dell'ordine).

Per approfondire segnaliamo articoli e video:

 
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