Dipendenze da: gioco d'azzardo, internet, abuso videogiochi e cellulari

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Aggiornamento: 
Novembre 2015
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Premessa

Negli ultimi anni, con l’avvento di internet e delle nuove tecnologie dell’elettronica, della telefonia e dell’informatica, si sono diffuse anche nuove forme di dipendenza non legate all’assunzione di droghe legali (alcol e tabacco) e illegali (sostanze stupefacenti), ma a comportamenti, come giocare d'azzardo o utilizzare strumenti senza i quali l'esistenza sembra diventare priva di significato.

88 ragazzi su 100 riconoscono nelle tecnologie la prima causa alla base di comportamenti di abuso, non correlati a sostanze. Nella classifica: al primo posto i videogiochi (49%) indicati soprattutto dai più giovani (il 52% tra i ragazzi di 13-15 anni), seguiti da computer (44%), TV e cellulare, indicati nella stessa percentuale (37% circa). Nel 54% dei casi le nuove tecnologie sono anche ritenute quelle più diffuse tra i giovani.

Le dipendenze da prodotti tecnologici condividono con quella da sostanze alcune caratteristiche:

  • dominanza: l’attività domina i pensieri e assume un valore primario tra tutti gli interessi;
  • alterazioni dell’umore: nell’uso dello strumento siprova un aumento d’eccitazione o maggiore rilassatezza;
  • tolleranza: bisogna aumentare il tempo di usoper avere l’effetto desiderato;
  • sintomi d’astinenza: malessere psichico e/o fisico che si manifesta quando s’interrompe o si riduce l’utilizzo degli strumenti;
  • conflitto: si creano tensioni e lititra chi utilizza gli strumenti e le persone che sono vicine, ma la persona che ne fa uso è in conflitto anche con se stessa, a causa del comportamento dipendente;
  • ricaduta: tendenza a ricominciare l’attività dopo averla interrotta.

Verifica il tuo grado di dipendenza

  1. non riesci a consumare un pasto senza usare almeno una volta telefono cellulare, inviare sms o mail;
  2. dormi con il telefono cellulare acceso vicino;
  3. guardi più di uno schermo alla volta, per esempio televisione e monitor del computer;
  4. mandi sms e mail, anche non urgenti, mentre sei con la famiglia;
  5. quando sei in famiglia tutti guardano uno schermo diverso;
  6. hai avuto almeno una discussione con una persona amata sul tuo uso delle tecnologie;
  7. non vai a lungo fuori casa per divertimento preferendo restare su internet;
  8. fai il "login" del computer quando sei ancora a letto;
  9. leggi o spedisci sms o mail mentre stai guidando;
  10. non spegni mai il cellulare.

    Sul sito della SIIPAC - Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive si trovano vari test per verificare il proprio grado di dipendenza di vario tipo (come ad esempio da shopping, cellulari, internet,gioco d'azzardo, cybersex e tante altre) www.siipac.it/it/test.

Videogiochi

I videogiochi rappresentano l’evoluzione tecnologica delle diverse forme di gioco e possono indurre effetti positivi: stimolano le abilità manuali e di percezione, la comprensione dei compiti da svolgere, abituano a gestire gli obiettivi, favoriscono l'allenamento alla gestione delle emozioni e lo sviluppo dell'abilità di prendere rapidamente delle decisioni. Alla luce di questi dati, non sono quindi genericamente da criminalizzare, ma dipende dall’uso che se ne fa. L'abuso, cioè la prolungata esposizione a un videogame, senza pause e completamente assorbiti dal gioco, può essere pericoloso. I rischi sono rappresentati da:

  • sovrappeso: causato dalla sedentarietà;
  • difficoltà scolastiche: dovute al poco tempo dedicato allo studio e alla scarsa concentrazione, perché distratti dal desiderio di giocare;
  • isolamento e tendenza all'introversione: perché i videogiochi sostituiscono i rapporti personali e le relazione sociali.

Negli Stati Uniti la dipendenza da videogiochi è ormai considerata una patologia alla quale applicare una cura simile a quella per l'alcolismo e la tossicodipendenza. I sintomi più frequenti sono agitazione, tremore e ansia. In alcuni casi i soggetti dipendenti non riescono a staccarsi dallo schermo, rinunciando persino ai pasti o assumendo droghe per aumentare le proprie prestazioni virtuali. Il rischio maggiore è rappresentato dalla perdita di contatto con la realtà, sostituita dal mondo virtuale.
In Europa gli studi sul fenomeno sono ancora agli inizi e per questo alcuni ricercatori restano scettici riguardo a una corretta definizione della dipendenza da videogioco e i relativi effetti. Alcuni ritengono che i sintomi come ansia, attacchi di panico, disturbi del sonno, non possono essere esclusivamente imputati all'utilizzo eccessivo di videogiochi.
Secondo recenti sondaggi, svolti su un campione di adolescenti italiani, la maggioranza dei giovani conosce le regole di almeno un gioco e la metà gioca d’azzardo. Solitamente sono giovani ragazzi di 16-17 anni, che praticano sport che giocano tra amici o spendono per scommesse sportive o gratta e vinci. Spesso ciò che spinge i ragazzi a giocare è il senso di responsabilità, sentendosi così più grandi e per avere più soldi, oltre che per sconfiggere la noia

Telefoni cellulari

Con l’evoluzione della telefonia da “fissa” a “mobile”, usando il telefono possiamo condividere virtualmente le esperienze che stiamo vivendo con qualcuno lontano da noi, annullando così la distanza fisica. Oltre all’utilità pratica rappresentata dalla facilità di comunicazione, il cellulare ha iniziato ad avere anche funzioni psicologiche legate alle relazioni. Nasce così una nuova dipendenza, detta mobile addiction.
La funzione del telefono, da un punto di vista affettivo e relazionale, diventa quella di regolatore soggettivo della distanza, favorendo la vicinanza tra le persone e trasmettendo anche un sentimento di intimità; moderatore della separazione, con cui è possibile trasmettere un desiderio di rottura o di rifiuto; oggetto sostitutivo della realtà ; oggetto consolatorio, necessario quando dobbiamo sopperire ad una mancanza reale, ad un momento di non-comunicazione o alla perdita temporanea di una relazione affettiva; possesso illusorio per negare la separazione e la consistenza reale dell’altro.
È uno strumento che viene utilizzato per alleviare il disagio, l’ansia e la tensione. A differenza della comunicazione diretta, caratterizzata da spontaneità e imprevisto, il mezzo tecnologico permette alle persone di sentirsi vicine, sperimentando meno insicurezza. Può aiutare a gestire la solitudine e l’isolamento, perché permette di tenere vivo un rapporto nonostante la distanza, ma se si crea il continuo bisogno d’essere in contatto con qualcuno, si perde la capacità di sopportare la lontananza, la separazione e la solitudine. Il telefono diventa, così, un oggetto sostitutivo della realtà. I “dipendenti” dal cellulare non lo spengono mai, neppure a scuola, usandolo sempre come strumento prioritario di comunicazione. Ci sono persone che inviano anche 100 sms nell'arco delle 24 ore.

Internet

Come ogni altra innovazione tecnologica, internet consente sotto molti aspetti un miglioramento nella vita delle persone, ma allo stesso tempo rappresenta un pericolo per chi non ne sappia usufruire in maniera adeguata. L’uso eccessivo di internet può coinvolgere progressivamente fino all’assorbimento totale portando alla Internet Addiction Disorder, ovvero la dipendenza da internet.
Tra i ragazzi "dipendenti", molti sono giovanissimi (ragazzi compresi nella fascia d'età 12-22 anni, forti fruitori di social network e giochi di ruolo), che solitamente arrivano dallo specialista dopo aver abbandonato la scuola per dedicarsi interamente a internet. In questi casi si tratta di episodi di abuso più che di dipendenza patologica. Oltre alle difficoltà scolastiche il problema è rappresentato dall'isolamento e dal ritiro sociale: nonostante i ragazzi siano sempre alla ricerca del contatto con gli altri, questo avviene solo "virtualmente" con la mediazione del computer. Per quanto riguarda i più giovani, i sintomi per l'inizio di una "psicopatologia web mediata" possono essere indicati dalla restrizione dei campi di interesseal di fuori della rete, dalla percentuale diore passate al pc e dallapaura della socializzazione reale.

Questi sono i principali segnali che caratterizzano l’uso patologico di internet:

  • bisogno di accedere alla rete sempre più frequentemente e di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione;
  • marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano internet;
  • isolamento e/o paura della socializzazione reale;
  • sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line, classici sintomi di astinenza;
  • impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di internet;
  • continuare a utilizzare internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete.
  • disturbi dell'alimentazione o del sonno.

La dipendenza da internet è stata molto spesso assimilata al Gioco d’Azzardo Patologico - GAP, proprio per la somiglianza che i due disturbi presentano e nelle conseguenze disastrose a cui conducono. I problemi si manifestano in diversi ambiti. Nell’ambito relazionale e familiare, aumentando progressivamente le ore di collegamento, diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone significative e alla famiglia. Il virtuale acquista un’importanza maggiore della vita reale, dalla quale il soggetto tende a estraniarsi sempre di più. L'eccessivo coinvolgimento nelle attività di rete distoglie l'attenzione dal lavoro e dalla scuola. Inoltre i collegamenti prolungati, anche durante ore notturne, portano allo sconvolgimento del regolare ciclo sonno-veglia e a una stanchezza eccessiva, che invalida il rendimento scolastico e professionale. La dipendenza da internet provoca numerosi problemi fisici che possono insorgere stando a lungo seduti davanti al computer (stanchezza degli occhi, mal di testa, mal di schiena, disturbi del sonno). I problemi possono essere anche di natura finanziaria e si presentano soprattutto quando il soggetto partecipa ad aste, commercio on-line e gioco d’azzardo virtuale.
Ulteriore problema, è la "trance dissociativa" da videoterminale, un disturbo caratterizzato da alterazioni dello stato di coscienza, depersonalizzazione e perdita del senso dell’identità personale. Alcune caratteristiche fondamentali di internet, quali anonimato e assenza di vincoli spazio-temporali, offrono la possibilità di vivere un’esperienza particolare, simile al sogno, dove il soggetto proietta i propri vissuti e fantasie. Questo spazio può facilmente prevaricare sulla vita reale, contribuendo allo sviluppo della dipendenza. Le numerose attività che si possono svolgere on-line fanno sì che l’Internet Addiction Disorder non sia una categoria omogenea di disturbi, ma si manifesti sotto varie forme quali cyber-sex addiction, cyber-relational addiction (tendenza a instaurare relazioni amicali o amorose con persone incontrate on-line), net compulsions (comportamenti compulsivi quali gioco d’azzardo, aste online, commercio in rete), information overload (ricerca continua di informazioni tramite web); computer addiction (coinvolgimento in giochi virtuali in cui il soggetto partecipa costruendosi un’identità fittizia).

Segnaliamo un fenomeno nato in Giappone, ma diffuso nell'ultimo decennio anche in Europa e Stati Uniti, chiamato "Sindrome Hikikomori" ("reclusi"): si tratta di giovani, in prevalenza adolescenti, che si isolano in camera davanti al computer e interrompono qualunque contatto con la vita reale, sociale e affettiva. Il disturbo comporta disagio psicologico, incapacità di relazionarsi, inversione sonno-veglia, problemi legati all'abbandono scolastico.

Per approfondimenti su questo tema si consiglia la bibliografia "Dipendenze da Internet", a cura del Centro Studi, Documentazione e Ricerche dell'Associazione Gruppo Abele di Torino, visionabile al link http://centrostudi.gruppoabele.org/?q=node/160.

Gioco d'azzardo

Molte persone si divertono praticando giochi d'azzardo, che sono legali, in teoria, solo per i maggiorenni, e si stanno diffondendo sempre di più: gratta e vinci, lotterie, lotto e superenalotto, bingo, slot machine, giochi dei Casinò, videopoker e scommesse. Finché queste attività vengono praticate occasionalmente non si presentano problemi. I problemi nascono invece quando, per una serie complessa e profonda di cause, il piacere del gioco diventa un impulso incontrollabile di cui non si può fare a meno, creando dunque una dipendenza.Il fenomeno riguarda in larga misura gli adulti ma sempre più giovani ne sono attratti. Il 42% dei ragazzi tra i 14 e i 19 ammette di aver provato a giocare almeno una volta.

Cos'è il gioco d'azzardo

I giochi d'azzardo hanno 3 caratteristiche:

  1. richiedono che ci sia una posta in gioco (denaro o oggetti di valore);
  2. la posta non può essere ritirata una volta effettuata la "puntata";
  3. il risultato è affidato al caso.

Chi è il giocatore d'azzardo

Non esiste un solo tipo di giocatore, ma diversi, tante quante sono le motivazioni che spingono a tentare la sorte. La maggior parte delle persone gioca occasionalmente per socializzare e per divertimento. Per alcuni invece il gioco è la principale fonte di divertimento e relax, ma non rappresenta l'unico interesse nella vita. Tra i giocatori "problematici" troviamo chi nel giocare prova sollievo da sensazioni di ansia, solitudine, rabbia o depressione. In questi casi il gioco d’azzardo viene utilizzato per sfuggire a momenti di crisi o a difficoltà. Vi sono poi le persone completamente dipendenti che hanno perso il controllo: il gioco diventa l'attività e l'interesse più importante nella vita. Le relazioni affettive, gli impegni familiari, sociali e lavorativi passano in secondo piano. Anche le frequentazioni sono legate al gioco, che diventa comunque l'argomento prioritario di conversazione, se non addirittura l'unico. Vi sono infine i giocatori professionisti, che si mantengono attraverso queste attività.

Il decalogo del giocatore responsabile

  1. Il gioco per me è un divertimento: il gioco non è un modo per fare soldi.
  2. Prima di giocare decido quanti soldi investire nel gioco: non gioco denaro necessario alla vita quotidiana, utilizzo solo somme che posso permettermi di perdere.
  3. Non faccio debiti per giocare: se perdo accetto la perdita come un costo del divertimento. Non aggiungo altri soldi per recuperare le perdite.
  4. Le tattiche sono inutili, non posso prevedere i risultati e sono consapevole che le probabilità di vincere sono basse.
  5. Non mento sulle perdite e sulle somme spese per il gioco.
  6. Decido quanto tempo della mia giornata dedicare al gioco e riesco facilmente a fermarmi o fare delle pause.
  7. Il gioco non è la mia sola attività di svago: il gioco non mi toglie tempo per i familiari, amici, sport e hobby vari.
  8. Non gioco dopo aver assunto alcool o droghe.
  9. Non gioco quando mi sento solo, non gioco quando mi sento depresso e non mi sento depresso se non gioco.
  10. Non penso al gioco in modo ripetitivo per tutta la giornata, anche se non sto giocando.

Il giocatore d'azzardo patologico

La "Ludopatia" in Italia è stata recentemente riconosciuta come dipendenza patologica al pari di altre dipendenze e inserita nei livelli essenziali di assistenza (LEA).

Chi è "malato di gioco" spesso si ritrova in queste situazioni:

  • pensa al gioco in ogni momento della giornata;
  • è nervoso, ansioso, irritabile, depresso;
  • diventa superstizioso, bugiardo, distratto;
  • chiede denaro in prestito o si indebita per continuare a giocare;
  • litiga con i familiari e non ha più voglia di stare con gli altri;
  • non rende più sul lavoro;
  • soffre di disturbi fisici legati allo stress: dolori allo stomaco, ulcere, coliti, insonnia, emicrania.

Il Sistema Sanitario della Regione Piemonte ha aperto degli ambulatori per il trattamento del gioco d'azzardo patologico presso tutti i Dipartimenti di Patologia delle Dipendenze presenti sul territorio. Qui i giocatori e i loro familiari possono ottenere informazioni sul problema, sulle possibili cure e sulle questioni finanziarie e di indebitamento. Inoltre possono trovare medici e psicologi esperti del gioco d’azzardo disponibili ad aiutarli.
Le cure sono gratuite ed è garantito l'anonimato.
Ulteriori informazioni (sedi, orari, operatori, test di valutazione) si hanno collegandosi al sito
www.giocopatologicopiemonte.it - email: gapiemonte@gmail.com 

Per approfondimenti sul gioco d'azzardo si consiglia la consultazione della banca dati del Centro Studi, Documentazione e Ricerche dell'Associazione Gruppo Abele di Torinohttp://centrostudi.gruppoabele.org/gambling.

Informazioni locali

  • I SERVIZI PER IL TRATTAMENTO DEL GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO a Torino c/o Dipartimenti di Patologia delle Dipendenze ASL TO1 e ASL TO2 - Azienda Sanitaria Locale:
    •  ASL TO1 Distretto 2 e 3 - via Monte Ortigara 95 - tel. 01170954761 - Email: sertd3@aslto1.it
    • ASL TO1 GAP - Distretto 1 - via Passalacqua 11 - tel.0115666250 -Email: sert.bertola@aslto1.it
    • ASL TO2 – Ambulatorio SERT - via degli Artisti 24 - tel. 0118124101 - Email: dipendenze.azzardo@aslto2nord.it
    • AMBULATORIO NUOVE DIPENDENZE - Ospedale San Giovanni Battista di Torino (Molinette) – via Cherasco 11 – tel. 0116335422 – Email cupmolinette@molinette.piemonte.it
      Ambulatorio: tel. 0116336740 – fax. 0116334228 aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 15.15. Per prenotazione prime visite recarsi in corso Bramante 88 – per prenotazioni successive: via Cherasco 21, tel. 0116335429
    • GIOCATORI ANONIMI - via Marco Polo 6 - 10129 Torino (informazioni per giocatori) - 3493518772 (segreteria) e 3333415352 - Orario: lunedì 21.00-23.00 (via Marco Polo 6); mercoledì 21.00-23.00 (via Luini 90). Per Biella: tel. 3488652259 – riunioni: tutti i giovedì dalle 19 alle 21 in via Costa del Vernato 5
      www.giocatorianonimi.too.it - Email: gio.an_to@yahoo.it
    • GRUPPO ABELE - Accoglienza e orientamento: via Leoncavallo 27 - 10154 Torino - tel. 0112486221 
      email: accoglienza@gruppoabele.org
    • SU.PER.A.ilG.A.P. - piazza Rebaudengo 22 (presso Biblioteca Mario Viglietti) - 10155 Torino - tel. 0110447748 -  www.superailgap.it - Email gap@ius.to - Sportello di ascolto gratuito per il supporto delle persone dipendenti da gioco d'azzardo gestito dall'Istituto Universitario Salesiano col supporto della Circoscrizione & della Città di Torino
Hanno contribuito / collaborato: 

Si ringraziano per la consulenza e la collaborazione:
- Coordinamento regionale Piemonte per il gioco d'azzardo patologico - Gruppo Sito - E-mail gapiemonte@gmail.com;
- dott. Remo Angelino - coordinatore Gruppo regionale per il gioco d'azzardo c/o ASL TO3 - E-mail: <rangelino@asl10.piemonte.it> - Dipartimento Patologia delle Dipendenze - Pinerolo;
- Centro Studi, Documentazione e Ricerche dell'Associazione Gruppo Abele di Torino;
- SIIPAC - Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive.