Tecnico della riabilitazione psichiatrica

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Aggiornamento: 
Settembre 2011
Dove sei: 
Figura professionale che aiuta le persone con inabilità mentale o disagio psichico attraverso interventi educativi e riabilitativi.

Profilo professionale

Il Decreto del Ministero della Sanità del 29 marzo 2001, n. 182[1] ha individuato la figura professionale del tecnico della riabilitazione psichiatrica, in sostituzione di quella di tecnico dell’educazione e della riabilitazione psichiatrica e psicosociale, istituita nel 1997.
Questo professionista aiuta le persone (minori, adulti e anziani) che soffrono di disabilità psichica a migliorare la propria qualità di vita, i rapporti familiari e le relazioni con la società. La riabilitazione psichiatrica dovrebbe in particolare:

  • aiutare i malati a recuperare delle abilità, che possono essere state compromesse o non ancora raggiunte: dall’avere cura di sé, a occuparsi degli aspetti della vita quotidiana per vivere nel modo più autonomo possibile, allo sviluppo o miglioramento della capacità di relazionarsi con gli altri e, quando possibile, all’inserimento lavorativo;
  • supportare la famiglia dei malati e l’ambiente sociale che li circonda per promuovere lo sviluppo delle relazioni di rete e facilitare la gestione delle situazioni patologiche;
  • favorire l’inserimento o reinserimento nella società, evitando il ricorso a strutture di ricovero dove i pazienti vengono internati e isolati.

Requisiti importanti per svolgere questa professione sono la motivazione al lavoro sociale, pazienza, sensibilità e buone capacità di relazione per potersi rapportare nel miglior modo possibile anche con individui psicotici.
I tecnici della riabilitazione psichiatrica lavorano nell'ambito di progetti terapeutici elaborati da un'equipe multidisciplinare e svolgono la loro attività professionale in strutture e servizi sanitari pubblici o privati, come dipendenti o liberi professionisti.

Formazione

Per intraprendere la professione di tecnico della riabilitazione psichiatrica è necessario conseguire la laurea di primo livello in Tecnica della riabilitazione psichiatrica, che ha anche funzione abilitante. L’accesso al corso di studi è a numero programmato: bisogna essere in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e superare un test di ammissione, comune a tutti i corsi di laurea appartenenti alla Classe L/SNT02 - Lauree delle professioni sanitarie della riabilitazione[2]. La prova d’accesso viene predisposta annualmente dal MIUR[3] e comprende una serie di domande volte a valutare le capacità logiche e di interpretazione dei testi dei candidati, nonché le conoscenze nelle seguenti discipline: cultura generale e ragionamento logico, biologia, chimica, fisica, matematica.
La frequenza è obbligatoria e, accanto alle lezioni teoriche, sono previste attività pratiche e di tirocinio.
Il corso è attivato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di alcune università italiane. Per maggiori informazioni sui corsi di laurea attivati presso gli atenei italiani consultare il sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca http://www.miur.it.
Dopo aver conseguito la laurea di primo livello è possibile proseguire con gli studi in ambito universitario, frequentando un corso di laurea magistrale nel medesimo ambito. I corsi sono a numero programmato e limitati e vi si potrà accedere solo dietro superamento di una prova di ammissione.

Accesso alla professione

In Italia la professione di tecnico della riabilitazione psichiatrica è regolamentata per legge[4].
Per poterla esercitare è necessario essere in possesso della relativa laurea di primo livello, che ha anche funzione abilitante. Inoltre, è previsto l’obbligo di partecipazione a corsi di aggiornamento e qualificazione, nell’ambito del programma nazionale per la formazione degli operatori della sanità ECM - Educazione Continua in Medicina. Ulteriori informazioni sul sito del Ministero della Salute alla pagina http://www.ministerosalute.it/ecm/ecm.jsp.
Attualmente il tecnico della riabilitazione psichiatrica è una delle professioni sanitarie mancanti di ordine professionale e relativo albo. Infatti, la Legge n. 43 del 2006[5], che ne prevedeva l’istituzione entro il 4 marzo 2008, a causa della sua complessità, non è stata applicata. A seguito di ciò, il 19 dicembre 2008 è nato il CONAPS - Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Professioni Sanitarie, che ha fra le sue priorità l’equiparazione legislativa di tutte le professioni sanitarie e, di conseguenza, l’istituzione degli albi professionali per quelle professioni che ne sono ancora mancanti. Per maggiori informazioni consulta http://www.conaps.it.

Nell'Unione Europea

La professione di tecnico della riabilitazione psichiatrica è presente ed è regolamentata in molti Paesi europei. La libera circolazione è garantita dalle norme del Decreto Legislativo n. 115 del 1992[6], successivamente modificato dal Decreto Legislativo n. 277 del 2003[7].
I cittadini italiani che hanno conseguito un titolo professionale dell’area sanitaria in Italia e vogliono esercitare la professione in un altro Paese comunitario devono presentare domanda di riconoscimento del titolo all’autorità competente del Paese estero.
Coloro che hanno conseguito all’estero un titolo professionale dell’area sanitaria e intendono esercitare la professione in Italia devono presentare al Ministero della Salute italiano una richiesta di riconoscimento del titolo, utilizzando gli appositi modelli scaricabili direttamente dalla pagina del sito del Ministero http://www.salute.gov.it/professioniSanitarie/paginaInterna.jsp?id=92&menu=strumentieservizi.

[1] Decreto Ministeriale 29 marzo 2001, n. 182 “Regolamento concernente l’individuazione della figura del tecnico della riabilitazione psichiatrica”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 19/05/2001.
[2] Decreto Interministeriale 19 febbraio 2009 “Determinazione delle classi di laurea delle professioni sanitarie”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 25/05/2009.
Decreto Interministeriale 2 aprile 2001 “Determinazione delle classi delle lauree specialistiche universitarie delle professioni sanitarie” - Allegato n. 1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 05/06/2001 - Supplemento Ordinario n. 136.
[3] Legge 2 agosto 1999, n. 264 "Norme in materia di accessi ai corsi universitari", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 183 del 06/09/1999.
[4] Legge 10 agosto 2000, n. 251 “Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 06/09/2000.
[5] Legge 1° febbraio 2006, n. 43 “Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17/02/2006.
[6] Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 115 “Attuazione della direttiva n. 89/48/CEE relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18/02/1992.
[7] Decreto Legislativo 8 luglio 2003, n. 277 “Attuazione della direttiva 2001/19/CE che modifica le direttive del Consiglio relative al sistema generale di riconoscimento delle qualifiche professionali e le direttive del Consiglio concernenti le professioni di infermiere professionale, dentista, veterinario, ostetrica, architetto, farmacista e medico”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 239 del 14/10/2003 - Supplemento Ordinario n. 161.

Riferimenti utili

Informazioni locali

  • UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO - FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA - Regione Gondole 10 - 10043 Orbassano (TO) - tel. 0119026475 fax 0119026595
    http://riabilitazione.campusnet.unito.it - E-mail: fcl-trp-to@unito.it
    Corso di laurea in Tecnica della riabilitazione psichiatrica - durata: 3 anni