Difesa del consumatore

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Aggiornamento: 
Febbraio 2016
Istituzioni e associazioni che si occupano dei diritti dei cittadini.

 

Introduzione

La legislazione italiana [1], in conformità ai principi della normativa comunitaria, riconosce ai consumatori e agli utenti i seguenti diritti:

  • tutela della salute;
  • sicurezza e qualità dei prodotti e dei servizi;
  • adeguata informazione e corretta pubblicità;
  • educazione al consumo;
  • correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi;
  • promozione e sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti;
  • erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza.

Come difendersi

Per far valere i propri diritti senza sostenere spese legali elevate il cittadino può muoversi in prima persona, facendo riferimento alle Camere di Commercio locali, agli organi istituzionali competenti in materia, oltre che alle associazioni dei consumatori e degli utenti presenti sul territorio nazionale.

Il servizio di mediazione civile

Il Decreto Legislativo n. 28/2010[2] ha introdotto nel nostro ordinamento la mediazione civile finalizzata a ottenere la conciliazione tra due o più soggetti nei casi di controversie civili e commerciali. La mediazione rappresenta una delle principali procedure alternative di soluzione del conflitto e, secondo quando stabilito dall'articolo 5 del decreto, è obbligatoria nelle questioni relative a: condominio; diritti reali; divisione; successioni ereditarie; patti di famiglia; locazione; comodato; affitto di azienda; risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti, responsabilità medica, diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità; contratti assicurativi, bancari e finanziari.
Il procedimento di mediazione ha una durata massima di quattro mesi, al termine dei quali, se non viene raggiunto un accordo, inizia il processo civile.
La procedura può essere attivata direttamente dal cittadino, che deve rivolgersi a uno degli organismi di conciliazione riconosciuti dal Ministero della Giustizia e iscritti regolarmente al Registro degli Organismi di Mediazione. Tra questi vi sono anche le Camere di Commercio.
Per quanto riguarda i costi di gestione della pratica si va da un minimo di € 40 a un massimo di € 10.000. Tuttavia, poichè le spese possono variare da un organismo all'altro, si consiglia di informarsi prima di iniziare il procedimento.
Per maggiori informazioni consultare anche il sito della Camera di Commercio di Torino alla pagina www.conciliazione.camcom.it.

Le istituzioni, le “autorità” e le organizzazioni di controllo

Se la controversia coinvolge le banche, le assicurazioni o i servizi finanziari, può essere utile rivolgersi agli organi istituzionali che hanno funzioni pubbliche di vigilanza e di controllo quali, ad esempio, l’IVASS - Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni o la CONSOB - Commissione Nazionale per le Società e la Borsa.
In altri casi, ci si può rivolgere alle autorità garanti istituite allo scopo di regolamentare e tutelare i settori privati di utilità pubblica. Tra le principali ricordiamo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico.

L’assistenza offerta dalle associazioni per la difesa del consumatore

Oltre alla possibilità di intraprendere un’azione individuale, al consumatore che veda violati i propri diritti è offerta l’opportunità di rivolgersi a una delle numerose associazioni di tutela dei consumatori presenti su tutto il territorio nazionale. Richiedere l’aiuto delle associazioni dei consumatori offre, infatti, maggiori garanzie per una corretta impostazione della causa.
Il primo passo è la telefonata: un esperto risponderà gratuitamente a chiunque ponga un problema.
Il secondo passo può essere la richiesta di un intervento: si rende allora necessaria l’iscrizione, con il pagamento della quota associativa, il cui costo può variare a seconda dell’associazione.
L’intervento può essere di tipo diverso. Infatti, quando la lamentela è riferita a comportamenti sui quali esiste una legislazione consolidata - per esempio, il mancato rispetto della garanzia da parte di un produttore - l’associazione si limita, in genere, a inviare una lettera di richiamo, nella quale si chiede che l’azienda o l’ente sotto accusa si adeguino alla norma, risarcendo il consumatore o rimediando al disservizio.
Se la denuncia si riferisce, invece, a comportamenti per i quali deve essere avviata una causa legale, l’associazione può procedere in due modi:

  1. assumere in proprio la gestione della causa con relative spese quando il dibattimento sia ritenuto di interesse generale;
  2. offrire al consumatore o a un gruppo di consumatori assistenza legale a tariffe agevolate, quando questi rivendicano diritti sicuramente legittimi, ma ritenuti a carattere individuale.

Class Action - Azione di classe

Come stabilito dall’articolo 49 della Legge n. 99/2009[3], è possibile esercitare l'azione di classe  quando un consumatore/utente, invece di agire individualmente, si rivolge a un avvocato e decide di proporre un’azione collettiva. La legge non prevede l'azione diretta delle associazioni dei consumatori e dei comitati che possono esser parte del giudizio solo su mandato di un consumatore.
Tutti gli altri consumatori/utenti cointeressati possono aderire senza doversi rivolgere all'avvocato. Sui siti delle principali associazioni di consumatori, sono segnalate le class action alle quali è già possibile aderire.
NOTA BENE: il Decreto Legislativo n. 198/2009[4] ha introdotto la class action contro la Pubblica Amministrazione. Tale procedimento potrebbe rivelarsi utile, ad esempio, per far rispettare i piani relativi all'edilizia popolare e alle opere pubbliche, l'adozione puntuale della programmazione comunale che regola l'articolazione degli esercizi commerciali sul territorio di competenza dell'ente, gli atti relativi alla messa in sicurezza di zone a rischio idrogeologico o sismico, i tempi di rilascio del permesso di soggiorno.

Le associazioni dei consumatori e utenti

La legislazione italiana riconosce ufficialmente solo le associazioni che rispondono a determinati requisiti (per esempio: un numero minimo di iscritti, sedi dislocate in più regioni, un minimo di tre anni di attività). In base a tali requisiti, il Ministero dello Sviluppo Economico indica periodicamente con un decreto quali sono le associazioni dei consumatori e utenti riconosciute a livello nazionale[5].
Alla data del 21 dicembre 2015 risultavano iscritte all’elenco (vedi www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/cittadino-e-consumatori/associazioni-dei-consumatori/cncu) le seguenti associazioni :

Attività delle associazioni dei consumatori

Il riconoscimento ufficiale consente a tali associazioni la possibilità di intraprendere un’azione legale in nome di un interesse collettivo. Le associazioni dei consumatori riconosciute possono richiedere al giudice competente di:

  • inibire atti e comportamenti lesivi degli interessi di consumatori e utenti;
  • adottare le misure idonee per correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate;
  • ordinare la pubblicazione del provvedimento su uno o più quotidiani a diffusione locale o nazionale.

Il CNCU - Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti

Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti è composto dai rappresentanti delle associazioni dei consumatori riconosciute a livello nazionale e da un rappresentante delle regioni e delle province autonome. L’organismo, in carica per un triennio, è presieduto dal Ministro dello Sviluppo Economico o da un suo delegato.
Il CNCU ha una serie di compiti, stabiliti per legge, che si muovono nella direzione di contribuire a rafforzare la posizione del consumatore/utente all’interno del mercato, attraverso specifiche attività di rappresentanza, difesa e promozione dei diritti e degli interessi economici di quest’ultimo.

[1] Legge 30 luglio 1998, n. 281 “Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14/08/1998.
[2] Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28 "Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n.69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 05/03/2010.
[3] Legge 23 luglio 2009, n. 99, articolo 49 “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia”, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 176 del 31/07/2009 - Supplemento Ordinario 136.
[4] Decreto Legislativo 20 dicembre 2009, n. 198 "Attuazione dell'articolo 4 della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ricorso per l'efficienza delle amministrazioni e dei concessionari dei servizi pubblici", pubblicato nelle Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31/12/2009.
[5] Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 17 dicembre 2010 “Aggiornamento dell’elenco delle associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte all'elenco di cui all’art. 137 del Codice del Consumo per l’anno 2010”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14/01/2011.

Riferimenti utili

Informazioni locali

Elenco di associazioni di consumatori e utenti con sede a Torino

Di seguito riportiamo i riferimenti della legge regionale più recente in materia di tutela del consumatore.

  • Legge Regionale 26 ottobre 2009, n. 24 “Provvedimenti per la tutela dei consumatori e degli utenti", pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 43 del 29/10/2009.