LGBT: persone Transessuali e Transgender

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Le persone transessuali e transgender

Quando parliamo di persone transessuali, ci riferiamo a una questione che riguarda l’identità di genere. L’identità di genere indica il "sentimento di appartenenza" al genere femminile o maschile. E’ quella dimensione personale che permette di dire: “io sono un maschio”, “io sono una femmina”. Le persone transessuali dicono “io mi sento un uomo” anche se sono nati in un corpo femminile, oppure “io mi sento una donna” anche se sono nate in un corpo maschile. Una persona transessuale, quindi, sente di appartenere al sesso opposto rispetto a quello in cui è nata.

Alcune persone, inoltre, non sentono di appartenere in maniera così rigida né all'uno né all'altro sesso, non si sentono né maschi né femmine in modo chiaro e preciso e si definiscono transgender.

La persona transessuale vive una condizione di confusione e profondo disagio perché generalmente ci si aspetta che il corpo maschile “contenga” un uomo, e il corpo femminile “contenga” una donna e, quando questo non accade, chi si trova in questa situazione fatica ad avere una consapevolezza rispetto al proprio vissuto e, una volta che ha compreso la propria condizione, fa ancora più fatica a spiegarla agli altri.

Quando si riesce a superare la confusione e la paura, si intraprende un percorso di cambiamento, detto di “transizione”, verso il genere desiderato, che in alcuni casi può giungere alla trasformazione chirurgica delle caratteristiche anatomiche sessuali esterne.

Il termine transessuale si declina al femminile “la transessuale” per indicare persone di sesso anatomico maschile che sentono di essere femmine (MtF – Male to Female), e al maschile “il transessuale” per indicare persone di sesso anatomico femminile che sentono di essere maschi (FtM – Female to Male). Entrambi desiderano poter vivere la loro vita nella dimensione psicologica e sociale a cui sentono di appartenere. Desiderano poter avere un corpo che corrisponda il più possibile al proprio vissuto psicologico e dei documenti anagrafici che si accordino con il sesso al quale sentono di appartenere.

La condizione transessuale è abbastanza rara: riguarda meno dello 0,005% della popolazione mondiale. Questo vuol dire che in Italia vivono alcune migliaia di transessuali.
Sulla sua origine esistono diverse ipotesi: alcune di queste considerano che la causa sia soprattutto biologica, determinata alla nascita (pur se non si è mai trovata dimostrazione di ciò), mentre altre sostengono che dipenda dall'influenza dell'ambiente e della famiglia durante i primi anni di vita, ma anche su queste affermazioni non ci sono certezze.
La maggior parte degli studi clinici in questo campo concordano sul fatto che, in realtà, il transessualismo sia il risultato di una combinazione complessa di fattori biologici, psicologici e sociali e che nessuna di queste componenti da sola possa essere considerata l’origine. Nelle persone transessuali, per motivi non ancora noti e sui quali sono stati fatti diversi studi, senza essere arrivati a nessuna conclusione certa, la combinazione di questi fattori conduce all'identità transessuale.

Il percorso di cambiamento

Il percorso per il cambiamento di una persona transessuale, comunemente definito di “transizione”, è molto lungo e complesso.

In Italia la legge n. 164 del 1982 ha previsto la “rettificazione di attribuzione di sesso”, attraverso l’autorizzazione all’intervento chirurgico e alla successiva modifica dei dati personali anagrafici (nome e sesso) nei documenti.

Il percorso descritto di seguito si basa sulle Linee Guida dell’ONIG - Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere. Questo percorso non è identico per tutte le persone transessuali; non tutti, per esempio, sentono necessaria la strada dell'intervento chirurgico mentre altri lo ritengono essenziale per completare la transizione da un corpo che  non corrisponde al proprio sentire.

Ecco, in sintesi, i momenti fondamentali che portano al cambiamento.

  • La persona, a seguito del profondo disagio che sente col proprio corpo e con il ruolo che deve condurre nella società, comincia a porsi delle domande su di sé e la propria identità e a sentire il bisogno di un confronto su questi temi.
  • Sulla spinta di questo bisogno, direttamente o attraverso associazioni, contatta uno specialista (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta, endocrinologo), con lo scopo di capire meglio se stessa. Il percorso psicologico è una delle fasi fondamentali del processo e consiste in una prima fase di colloqui, della durata di almeno quattro/sei mesi, che ha lo scopo di escludere la presenza di condizioni di disagio che non c'entrano con il transessualismo. La seconda fase vuole fornire un aiuto alla persona per sostenerla nei momenti difficili del percorso che l'aspetta e dura almeno un anno.
    Al termine della prima fase del percorso psicologico, se ritenuto opportuno, lo psicologo autorizza una terapia ormonale, in accordo con l’endocrinologo. La terapia ormonale ha lo scopo di modificare alcuni dei caratteri sessuali secondari, con risultati differenti da persona a persona. In genere comunque i principali effetti sono: per gli FtM, l'abbassamento della voce, la crescita della barba, l'aumento della peluria nel corpo, l'aumento della massa muscolare, la redistribuzione del grasso corporeo soprattutto sulla zona dell'addome. Per le MtF, la voce non cambia ma viene modulata da tecniche di logopedia, la barba e i peli in eccesso devono essere rimossi tramite elettrocoagulazione o laser, il grasso corporeo si distribuisce soprattutto nei glutei, crescono i seni.
    Inoltre, la terapia ha lo scopo di impedire manifestazioni fisiche proprie del sesso biologico di appartenenza (bloccare o ridurre erezione ed eiaculazione, arrestare il ciclo mestruale). La terapia ormonale, o meglio i suoi effetti, sia fisici che psicologici, hanno anche una forte valenza "auto-diagnostica", in quanto spingono il soggetto a continuare il percorso o, al contrario, lo inducono a riconsiderarlo ed eventualmente interromperlo.
  • La persona che decide di continuare il percorso inizia quindi, sempre con un supporto psicologico e seguendo la terapia ormonale, a vivere nel mondo come persona del sesso a cui sente di appartenere, adottando il ruolo di genere consono in termini di abbigliamento, comportamento, espressione. Questo periodo, solitamente almeno della durata di un anno, viene indicato come Real Life Experience ossia “esperienza di vita reale”.
  • Alla conclusione delle fasi precedenti, nel caso la persona interessata voglia giungere alla riconversione chirurgica del sesso, deve iniziare il percorso legale. Occorre quindi richiedere ai professionisti che l'hanno seguita, una relazione (psicologica, psichiatrica, endocrinologica) che dovrà essere allegata alla richiesta per l'autorizzazione all'intervento chirurgico. Questa richiesta deve essere inoltrata al tribunale competente per residenza tramite la mediazione di un legale. Se l'autorizzazione viene concessa, può essere effettuato l'intervento chirurgico. In seguito, per ottenere la rettifica dei dati anagrafici, deve essere presentato al tribunale un secondo ricorso che attesti l'avvenuto intervento. Nel 2015, tuttavia, la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale hanno affermato, tramite sentenze, che la riconversione chirurgica del sesso non è un requisito sempre necessario per la rettifica dei dati anagrafici (vedi oltre “Documenti e vita quotidiana”).

Per maggiori approfondimenti sul percorso di transizione e, in particolare, sulla riconversione chirurgica di sesso, si consiglia di visitare la pagina www.onig.it dell’ONIG - Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere.

Alcune situazioni di difficoltà 

La condizione transessuale può comportare molti problemi, a iniziare dalle relazioni personali.

Documenti e vita quotidiana

In Italia la persona transessuale che sta compiendo il percorso di cambiamento, pur avendo un certificato medico che attesta la condizione di transizione, non ha ancora i documenti corrispondenti alla nuova identità. Il cambio del nome sui documenti è previsto – secondo l’interpretazione prevalente data alla legge 164/1982 - solo dopo la riassegnazione chirurgica del sesso. Questo comporta un grave disagio nella vita quotidiana dove possono verificarsi situazioni spiacevoli di rifiuto, in quanto la condizione di transessualismo risulta evidente dalla discrepanza tra i documenti e l’aspetto fisico. Per le donne transessuali questo disagio a volte permane, anche dopo che i documenti sono stati modificati, a causa dell’aspetto esteriore spesso rivelatore della loro condizione.

Su questo tema la Corte di Cassazione (sentenza prima sez. civile n. 15138 del 20 luglio 2015) e la Corte Costituzionale (sentenza n. 221 del 5 novembre 2015) hanno risolto una questione controversa. E' stato chiarito che l'intervento chirurgico e il requisito della sterilità non sono indispensabili per la rettificazione anagrafica. Si tratta infatti di un diritto della persona secondo il principio di autodeterminazione. L'intervento viene quindi ora considerato non più obbligatorio per avere la rettificazione anagrafica e potrà essere autorizzato per consentire di raggiungere un equilibrio psicofisico, nei casi in cui la divergenza tra sesso anatomico e psicosessualità determini un atteggiamento conflittuale. L'intervento chirurgico resta invece necessario nel caso in cui il percorso costituito dai soli trattamenti ormonali, estetici e psicologici non sia sufficiente a determinare una scelta irreversibile.

Famiglia

Il rapporto con la famiglia è in genere molto problematico e, alla difficoltà di rivelare la propria condizione, si aggiunge la consapevolezza che è probabile che si sviluppino nei familiari meccanismi di rifiuto, negazione, vergogna e rabbia. Ma a fronte dei molti rifiuti e degli allontanamenti dal nucleo familiare ci sono anche casi di accettazione e di consolidamento dei legami. Per una persona che deve affrontare un percorso così complesso avere accanto una famiglia solidale è estremamente importante.

Relazioni con amici e conoscenti

Le difficoltà si possono presentare anche nelle relazioni con amici e conoscenti. Il fatto di essere percepiti come persone di un sesso che si stanno comportando come fossero dell'altro, induce in chi è vicino diverse reazioni, che possono variare dalla semplice curiosità alla perplessità, fino al disagio e alla violenza, passando attraverso irrisione, insulto, isolamento. Queste reazioni nascono dalla paura che spesso le persone hanno della “diversità”. Le persone transessuali infatti propongono un modello di esperienza che mette in crisi la norma secondo cui i maschi sono maschi e le femmine sono femmine.
A volte i rapporti d'amicizia si perdono a causa del percorso di cambiamento, ma gli amici che restano sono quelli veri. Inoltre molti altri rapporti si creano durante l'iter con persone che non giudicano e sanno accogliere le diversità.

Rapporto di coppia

Per quanto concerne la vita sentimentale, le persone transessuali possono desiderare di farsi una famiglia e soprattutto di avere una vita affettiva che corrisponda alle proprie aspettative, ma ci vuole, da parte dei partner, una forte solidità emotiva anche solo per sostenere il giudizio del mondo esterno. Una volta ottenuto l'adeguamento anagrafico, ci si può sposare e, teoricamente, adottare dei figli.
Le richieste di adozione vengono però sempre respinte senza una valutazione effettiva, caso per caso, ma in base alla presunta inadeguatezza alla genitorialità da parte delle persone transessuali.

Studio

Per quanto riguarda lo studio, anche in ambito scolastico/universitario si possono verificare situazioni di derisione ed esclusione che spingono spesso le persone transessuali all'abbandono del percorso di studi. L'effetto che ne consegue è, statisticamente, un basso livello di scolarizzazione che predispone da una parte a una sorta di accettazione supina delle discriminazioni, dall'altra a una ridotta capacità di difesa nel mondo del lavoro. Un’eccezione lodevole è rappresentata dall'Università degli studi di Torino (e dal 2011 anche dal Politecnico di Torino), che dal 2003 concede a studenti e studentesse transessuali in “transizione” l'utilizzo di un libretto universitario sostitutivo recante il nome scelto, anche prima dell'effettiva variazione anagrafica, in modo da agevolare la vita all'interno dell'istituzione universitaria.

Lavoro

Per quanto riguarda il lavoro, succede frequentemente che i/le transessuali non abbiano di fatto un pieno diritto al lavoro, perché la diffidenza, la discriminazione e il rifiuto sociale impediscono al mercato del lavoro di prendere in considerazione le capacità e le competenze in possesso della persona transessuale, considerando prevalentemente la sua condizione di “diversità”. Sul piano normativo però sono stati fatti in questi ultimi anni degli importanti passi in avanti: la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto che il principio di parità tra uomini e donne doveva essere interpretato in un contesto più ampio, comprendente la protezione delle persone transessuali dalle discriminazioni. Di conseguenza, la Direttiva 2006/54/CE riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (recepita dall’Italia con il Decreto Legislativo 25 gennaio 2010, n. 5) si applica anche alle persone transessuali e costituisce un importante strumento di tutela.

Abitazione

Un altro ambito che può presentare delle difficoltà è la ricerca e gestione di un’abitazione. In molti casi i padroni di casa si rifiutano di affittare l'appartamento non appena la condizione di transessualità viene resa nota (anche semplicemente alla presentazione dei documenti). Gli affittuari possono essere diffidenti e avere pregiudizi, oppure rifiutare anche solo perché preoccupati da possibili reazioni dei vicini. Anche quando la casa è di proprietà possono esserci problemi di convivenza e le critiche, le proteste e l'ostracismo degli altri condomini portano spesso a situazioni di grave tensione.

Dopo il cambiamento

Il percorso di transizione, pur essendo complesso e pieno di momenti difficili, rende migliore la qualità della vita delle persone transessuali per diversi motivi:

  • l'autopercezione è finalmente soddisfacente: le persone (qualunque sia il punto di arrivo della loro transizione) si sentono bene col proprio corpo, o comunque si sentono meglio;
  • il ruolo sociale viene finalmente vissuto come la persona ha sempre desiderato;
  • il rapporto con gli altri (parenti, partner, amici, colleghi), qualora non si interrompa per motivi di discriminazione, migliora sensibilmente perché le persone stanno meglio con se stesse.

Ciò che rende difficile il percorso non è il cambiamento in sé, ma il modo in cui la società tratta le persone transessuali: esiste un pregiudizio pesante nei loro confronti che porta a discriminare e emarginare. L'immagine che danno i media, le notizie scandalistiche, la morbosità, l'idea di peccato, sono tutti elementi che concorrono ad alimentare questo pregiudizio.
Le associazioni di persone transessuali lavorano proprio per far riflettere sul significato della loro condizione attraverso strumenti culturali e sociali, quali incontri pubblici, proiezioni di film, presentazioni di libri, mostre, attività nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Tutto questo allo scopo di favorire il superamento dei pregiudizi e la riduzione degli episodi di transfobia, attraverso lo sviluppo di una cultura della conoscenza.

 

 

 

Riferimenti utili 

  • ONIG - Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere - Segreteria c/o MIT Via Polese, 22 40125 Bologna, tel. e fax 051271666 dal lunedì al giovedì 10.00-16.00, venerdì 10.00-14.00.
    www.onig.it - Email: info@onig.it - segreteria@onig.it
    Fondato in Italia nel 1998, si propone di favorire il confronto e la collaborazione di tutte le realtà interessate ai temi del transgenderismo e del transessualismo, di approfondire la conoscenza di questa realtà a livello scientifico e sociale e promuovere aperture culturali verso la libertà di espressione delle persone transessuali e transgender in tutti i loro aspetti. L’Osservatorio indica linee guida di intervento medico, chirurgico, psicologico e legale, nell'interesse e a garanzia della qualità dell’assistenza alle persone che intraprendono percorsi di adeguamento e dei professionisti coinvolti.

Nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, in Italia esistono diversi centri e strutture sanitarie che si occupano della disforia di genere (DIG), presso cui è possibile ottenere aiuto per effettuare un percorso di transizione, fino all'eventuale intervento chirurgico. Per essere inseriti nelle liste d'attesa chirurgiche è indispensabile aver ottenuto l'autorizzazione all'intervento da parte del Tribunale di residenza.
Alla pagina http://www.onig.it/drupal/?q=node/32 si trovano i riferimenti di tali strutture, a cui ci si può rivolgere indipendentemente dal luogo di residenza.

Informazioni locali

  • SEZIONE ONIG PIEMONTE - c/o Fondazione Carlo Molo - via della Rocca 24bis - 10123 Torino - tel. 011882044
    La sezione piemontese offre supervisione ai professionisti che si trovano a confrontarsi per la prima volta con le tematiche transgender. Presso la sede sono disponibili i recapiti dei professionisti esperti che si occupano di questi temi in Piemonte.
  • CIDIGeM - Centro Interdipartimentale Disturbi Identità di Genere Molinette - Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino - Sportello informativo e Ambulatorio accoglienza (venerdì 12.00-14.00 solo su appuntamento, tel. 0116333692) via Cavour 31 c/o Ospedale San Giovanni Antica Sede, piano quarto - 10124 Torino. Il CIDIGeM è un centro d’intervento clinico che si occupa del percorso di adeguamento medico-chirurgico del sesso. Presso il Centro è attivo anche un servizio che intende rispondere ai bisogni di bambine/i e adolescenti che manifestano comportamenti e atteggiamenti indicativi di una confusione rispetto alla propria identità sessuale.
  • SPO.T: sportello Trans del Circolo Maurice di Torino - via Stampatori 10 - 10122 Torino - tel. 3319828022 - Orario: giovedì 17.00-19.00
    www.mauriceglbt.org/spot - Email: spot@mauriceglbt.org
    Lo sportello è nato con l'intento di aiutare le persone transessuali e transgender nell'affrontare le questioni legate alla transizione e alla vita quotidiana. Offre servizi di accoglienza e accompagnamento, consulenza psicologica-endocrinologica, counseling telefonico, counseling per parenti e amici di persone transessuali, gruppi di auto-aiuto, consulenza legale, convenzione con centro estetico.
  • OLTRE LO SPECCHIO - GRUPPO ABELE - corso Trapani 95 - 10141 Torino - tel. 0113841024
    http://www.gruppoabele.org/cosa-facciamo/vulnerabilita-e-vittime/vulnerabilita/sportello-oltre-lo-specchio/
    E-mail: oltrelospecchio@gruppoabele.org
    Il progetto “Oltre lo specchio" si propone di accogliere e sostenere nel percorso di transizione le persone transessuali, fornendo loro aiuto per l'inserimento sociale e lavorativo. In particolare svolge attività di orientamento e accompagnamento ai servizi per le persone transessuali e transgender in condizioni di marginalità. In collaborazione con il numero verde contro la tratta 800.290.290 e con l'unità di strada, vengono fornite opportunità di accoglienza più strutturate per persone transessuali e transgender vittime di sfruttamento sessuale e/o della tratta. Offre inoltre servizi di mediazione dei conflitti e sostegno al nucleo familiare.
  • COORDINAMENTO TORINO PRIDE GLBT
    www.torinopride.it - Email: segreteria@torinopride.it - Twitter: @TorinoPride - FB www.facebook.com/TorinoPride
    Il Coordinamento Torino Pride è un raggruppamento di associazioni cui aderiscono le realtà associative Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali operanti nel territorio della Regione Piemonte, insieme ad associazioni non LGBT impegnate nel sostegno dei valori della laicità, del rispetto e della valorizzazione delle differenze. Nato nel 1999, il Coordinamento progetta e organizza annualmente iniziative politiche, sociali e culturali sul tema dei diritti delle persone LGBT, tra le quali il Pride regionale, la Giornata Mondiale contro l’Omofobia, il Transgender Day of Remembrance. Per conoscere tutte le associazioni che fanno parte del Coordinamento Torino Pride si rinvia alla consultazione del sito
  • CASARCOBALENO - via Bernardino Lanino 3/A – 10152 Torino
    www.casaarcobaleno.eu - Email: casarcobaleno.torino@gmail.com - FB CasArcobaleno – pagina Twitter: @CasArcobaleno
    CasArcobaleno nasce per rispondere ad alcune esigenze della città e della sua popolazione lgbt. Si tratta di un polo integrato di servizi di interesse e diretti a persone lgbt. Abitata da quattordici associazioni: Agedo Torino, Altera Cultura, Arcigay “Ottavio Mai” Torino, Associazione Culturale e Ricreativa 011, Badhole video, Coogen, Coordinamento Torino Pride GLBT, Famiglie Arcobaleno, Giosef Unito, Gruppo Sportivo Gattonero, Polis Aperta, Quore Torino, Odv Casa Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Trepuntozero, UAAR. CasArcobaleno risponde all’esigenza di creare un luogo in cui le associazioni siano accessibili e fruibili dalla cittadinanza, attraverso progetti che coinvolgono la popolazione lgbt e non della città. Tra i servizi forniti: lo Sportello SanArcobaleno a cura del Gruppo Salute Arcigay (ogni ultimo venerdì del mese ore 19.00-20.00) offre ascolto e consulto medico sulle malattie sessualmente trasmissibili con possibilità di sottoporsi in modo anonimo e gratuito al test per HIV e sifilide con risposta rapida in 15 minuti; lo Sportello Racconta-Lavoro dedicato alle segnalazioni di casi di discriminazioni in ambito lavorativo (lunedì ore 18.00-19.00); lo Sportello R-Esistente che offre consulenze sul 'lavoro atipico' e sulle forme di sostegno al reddito (lunedì ore 18.00-19.00).
    Per conoscere tutte le associazioni che fanno parte di CasArcobaleno si rinvia alla consultazione del sito
  • SERVIZIO LGBT per il superamento delle discrimininazioni basate sull’orientamento sessuale e sull'identità di genere - Settore Pari Opportunità, Politiche di Genere e dei Tempi della Città - Città di Torino - via Corte d’appello 16 - 10122 Torino - tel. 01101124041/2 oppure 01101132557
    www.comune.torino.it/politichedigenere/lgbt - Email: serviziolgbt@comune.torino.it
    Il Servizio LGBT, istituito nel 2001, intende rispondere ai bisogni delle persone omosessuali e transessuali, contribuire a migliorare la qualità della vita e creare un clima sociale di rispetto e di confronto libero dai pregiudizi. Il Servizio non svolge attività di sportello ma promuove progetti e iniziative sul territorio e realizza attività formative rivolte ai pubblici dipendenti e al mondo della scuola.
  • UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO - Comitato Pari Opportunità - via Verdi 8, 3° piano - 10124 Torino - tel. 0116704369 - cellulare 3357787736
    http://www.unito.it/avvisi/unito-tutela-i-soggetti-transizione-di-genere-con-il-regolamento-la-gestione-di-una-carriera- Email: cpo@unito.it
    Studenti e studentesse universitarie in transizione di genere possono ottenere un doppio libretto universitario, con la garanzia di effettuare gli studi in una situazione di serenità e correttezza dei rapporti interpersonali.
  • POLITECNICO DI TORINO (per il doppio libretto universitario): Comitato Pari Opportunità - Sportello di Orientamento - corso Castelfidardo 39 c/o Cittadella Politecnico - call center 0110906254 - Orario sportello e per informazioni telefoniche: lunedì-venerdì 13.30-15.30
    https://didattica.polito.it/CPO.html - Email: orienta@polito.it
  • CGIL - Sportello Mobbing - via Pedrotti 5 (pian terreno) - 10152 Torino - tel. 0112442256 (per prenotazioni: lunedì-venerdì,  9.00-12.30; lunedì e mercoledì anche 14.30-18.00)  - Orario sportello: solo su appuntamento telefonico, martedì e giovedì 14.30-17.30 (non telefonare in questi orari, perché ci sono i colloqui) - www.cgiltorino.it/sportello-mobbing

Si segnala inoltre il Festival cinematografico a tematica GLBT, che si tiene ogni anno a Torino in aprile/maggio:

Bibliografia

Nella scelta dei libri da presentare in questa breve bibliografia, abbiamo privilegiato testi basati su esperienze di vita e testimonianze.

  • Alvino Sandra, Il volo, Diple, 2007
    “Ero un uomo e oggi sono una donna.” In questa breve affermazione è condensata la storia dell'autrice, e tutta la sua fatica ad affermare la propria identità nell'Italia degli anni '60.
  • Arietti Laurella, Ballarin Christian, Cuccio Giorgio, Marcasciano Porpora, Elementi di critica trans, Manifestolibri, 2010
    Il libro contiene interventi e riflessioni sull'esperienza trans raccolti in occasione del primo seminario residenziale transessuale/transgender svoltosi a Bologna nella primavera del 2008.
  • Ballarin Christian, Padovano Roberta, Esquimesi in Amazzonia, Mimesis, 2014
    Questo volume raccoglie i contributi del convegno “Chi ha paura della depatologizzazione?” svoltosi a Torino nel marzo 2012.
  • Khosla Dhillon, Due vite in una, Il punto d'incontro, 2007
    Il racconto di chi ha vissuto ventotto anni in un corpo di donna, per poi scoprire la verità su di sé e intraprendere il difficile viaggio che lo ha portato a diventare uomo.
  • Marcasciano Porpora, Favolose narranti, Manifestolibri, 2008
    Il libro ricostruisce attraverso il racconto e le testimonianze l'esperienza transessuale nel nostro paese e il suo mutare nel tempo. Ai racconti delle protagoniste si affiancano gli interventi di alcuni testimoni privilegiati che affrontano i principali nodi dell'esperienza transessuale: il rapporto con il mondo gay, con il femminismo e il lesbismo, con i servizi e l'inserimento sociale e lavorativo, con lo spettacolo, con la scienza e la medicina.
  • Nicotra Mary, TransAzioni. Corpi e soggetti FtM, Il Dito e la Luna, 2006
    Il testo presenta le diverse letture scientifiche dell'esperienza transessuale FtM e propone le testimonianze di vita di diciotto persone.
  • Sopelsa Buci, con la collaborazione di Davide Tolu, Tr@nscritti, Pro Art, 2008
    L'autrice, madre di una persona transgender, tiene le fila di un racconto sulla realtà transgender a trecentosessanta gradi. Parlano madri, padri, amanti, amici, amiche, fratelli, professionisti e naturalmente i diretti interessati.
  • Tolu Davide, Il viaggio di Arnold, Eur, 2000
    La storia, parzialmente autobiografica, di un uomo nato donna, alla conquista della propria identità e del proprio corpo.

Filmografia

Segnaliamo una serie di film che affrontano le tematiche transgender, in alcuni casi con uno sguardo rivolto all’infanzia e al mondo giovanile.
Un elenco completo e sempre aggiornato di film, documentari e serial tv si trova sul sito www.cinemagay.it, il portale del cinema gay, lesbico, trans.

  • Breakfast on Pluto, Neil Jordan, Irlanda-Gran Bretagna 2005
    La storia di un ragazzo irlandese, tra gli anni '60 e '70, che scopre la sua femminilità e abbandona l'Irlanda bigotta per trasferirsi nella più libera Londra, in un viaggio alla ricerca di sé stesso e dei suoi affetti.
  • Edwig. La diva con qualcosa in più, John Cameron Mitchell, USA 2001
    La storia di una cantante rock, Hedwig - che prima era un ragazzo e si chiamava Hansel - e della sua disperata ricerca del successo e dell'amore.
  • La mia vita in rosa, Alain Berliner, Belgio-Francia 1997
    Ludovic, bambino di sette anni, si sente bambina e vuole sposare il compagno di banco Jerome. Di fronte a un mondo esterno ostile, Ludovic resiste rifugiandosi con la fantasia nel mondo di Pam, eroina di un programma TV, o chiedendo asilo a nonna Elizabeth, la sola che lo capisce.
  • Mater natura, Massimo Andrei, Italia 2005
    Desiderio, una giovane transessuale che si prostituisce per vivere, dopo varie vicissitudini decide di cambiare vita e di trasferirsi in campagna insieme a un gruppo di amici per aprire un centro di agricoltura biologica che sia anche una specie di consultorio psicologico per uomini in crisi.
  • Priscilla, la regina del deserto, Stephan Elliott, Australia 1994
    Due drag queen e una donna transessuale viaggiano su un vecchio torpedone attraverso l'Australia, ballando e cantando dove capita, scontrandosi con l'ostilità più o meno violenta della gente, facendo i conti con le proprie esistenze.
  • Tomboy, Céline Sciamma, Francia 2011
    Laure, una bambina di dieci anni, si presenta ai suoi nuovi amici come Mikael. La sua 'trasformazione' dà luogo a situazioni sempre più complicate che esplodono all'inizio dell'anno scolastico.
  • Transamerica, Duncan Tucker, USA 2005
    Una donna transessuale, alla vigilia dell'intervento chirurgico, si trova a condurre il figlio, nato vent'anni prima dal suo unico rapporto eterosessuale, in un viaggio di formazione attraverso l'America che cambierà entrambi.

 

 

Glossario

Il presente glossario fornisce una sintetica definizione dei termini più frequentemente usati quando si trattano le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, allo scopo di offrire un vocabolario condiviso.
Le voci del glossario non seguono l’ordine alfabetico ma uno sviluppo tematico.

  • SESSO: le caratteristiche biologiche e anatomiche del maschio e della femmina, determinate dai cromosomi sessuali.
  • GENERE: categoria sociale e culturale costruita sulle differenze biologiche dei sessi (genere maschile vs. genere femminile).
  • IDENTITÀ DI GENERE: la percezione di sé come maschio o come femmina o in una condizione non definita.
  • DISFORIA DI GENERE: espressione usata dalla medicina per descrivere una forte e persistente identificazione con il genere opposto a quello assegnato alla nascita, accompagnata da una significativa sofferenza.
  • RUOLO DI GENERE: l'insieme delle aspettative e dei modelli sociali che determinano il come gli uomini e le donne si debbano comportare in una data cultura e in un dato periodo storico.
  • ORIENTAMENTO SESSUALE: la direzione dell'attrazione affettiva e sessuale verso altre persone: può essere eterosessuale, omosessuale o bisessuale.
  • ETEROSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dell'altro sesso.
  • OMOSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dello stesso sesso.
  • BISESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone di entrambi i sessi.
  • LESBICA: donna omosessuale.
  • GAY: uomo omosessuale (il termine viene usato anche per indicare le donne omosessuali nei Paesi di lingua anglosassone).
  • TRANSESSUALE: persona che ha una forte e persistente identificazione con il genere opposto a quello assegnatole alla nascita e per questo compie un percorso di cambiamento anche fisico (detto “percorso di transizione”) che può concludersi con la riassegnazione chirurgica del sesso. Il termine si declina al femminile (la donna  transessuale) per indicare persone di sesso biologico maschile che sentono di essere donne (MtF - Male to Female) e al maschile (l’uomo  transessuale) per indicare persone di sesso biologico femminile che sentono di essere uomini (FtM - Female to Male).
  • TRANSGENDER: termine “ombrello” che comprende tutte le persone che non si riconoscono nei modelli correnti di identità e di ruolo di genere, ritenendoli troppo restrittivi rispetto alla propria esperienza.
  • TRAVESTITO: persona che abitualmente indossa abiti del sesso opposto, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o identità di genere.
  • DRAG QUEEN / DRAG KING: uomo che si veste da donna (queen) o donna che si veste da uomo (king) accentuandone le caratteristiche con finalità artistiche o ludiche.
  • INTERSESSUALITA’: condizione della persona che, per cause genetiche, nasce con i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non definibili come esclusivamente maschili o femminili.
  • LGBT: acronimo di origine anglosassone utilizzato per indicare le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender. A volte si declina anche come LGBTIQ, comprendendo le persone che vivono una condizione intersessuale e il termine queer.
  • QUEER: termine inglese (strano, insolito) che veniva usato in senso spregiativo nei confronti degli omosessuali. Ripreso più recentemente in senso politico/culturale, e in chiave positiva, per indicare tutte le sfaccettature dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, rifiutandone al tempo stesso le categorie più rigidamente fissate ancora presenti nel termine LGBT e rivendicandone il superamento.
  • COMING OUT: espressione usata per indicare la decisione di dichiarare la propria omosessualità. Deriva dalla frase inglese coming out of the closet (uscire dall'armadio a muro), cioè uscire allo scoperto, venir fuori. In senso più allargato il coming out rappresenta tutto il percorso che una persona compie per prendere coscienza della propria omosessualità, accettarla, iniziare a vivere delle relazioni sentimentali e dichiararsi all'esterno.
  • OUTING: espressione usata per indicare la rivelazione dell'omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata. Il movimento di liberazione omosessuale ha utilizzato a volte l'outing come pratica politica per rivelare l'omosessualità di esponenti pubblici (politici, rappresentanti delle Chiese, giornalisti) segretamente omosessuali, che però assumono pubblicamente posizioni omofobe.
  • VISIBILITÀ: è il risultato del percorso di autoaccettazione che permette a una persona omosessuale di vivere la propria identità alla luce del sole.
  • ETEROSESSISMO: visione del mondo che considera come naturale solo l'eterosessualità, dando per scontato che tutte le persone siano eterosessuali. L’eterosessismo rifiuta e stigmatizza ogni forma di comportamento, identità e relazione non eterosessuale. Si manifesta sia a livello individuale sia a livello culturale, influenzando i costumi e le istituzioni sociali, ed è la causa principale dell’omofobia.
  • OMOFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone omosessuali e le azioni che da questo pregiudizio derivano. Può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il 17 maggio è stato scelto a livello internazionale come la Giornata mondiale contro l'omofobia, in ricordo del 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione mondiale della Sanità eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
  • OMOFOBIA INTERIORIZZATA: forma di omofobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittima le stesse persone omosessuali.
  • OMONEGATIVITÀ: il termine omofobia oggi è in parte superato e sostituito con il termine omonegatività per indicare che gli atti di discriminazioni e violenza nei confronti delle persone omosessuali non sono necessariamente irrazionali o il frutto di una paura, ma piuttosto l’espressione di una concezione negativa dell’omosessualità che nasce da una cultura e una società eterosessista.
  • TRANSFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone transessuali e transgender (e di quelle viste come trasgressive rispetto ai ruoli di genere) e le azioni che da questo pregiudizio derivano. La transfobia può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone transessuali e transgender. Il 20 novembre è riconosciuto a livello internazionale come il Transgender Day of Remembrance (T-DOR) per commemorare le vittime della violenza transfobica, in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto Remembering Our Dead.
  • TRANSFOBIA INTERIORIZZATA: forma di transfobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittima le stesse persone transessuali.
  • PRIDE: espressione che indica la manifestazione e le iniziative che si svolgono ogni anno in occasione della Giornata mondiale dell'orgoglio LGBT, nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 giugno, che commemora la rivolta di Stonewall, culminata appunto il 28 giugno 1969. I cosiddetti moti di Stonewall furono una serie di violenti scontri fra persone transgender e omosessuali e la polizia a New York. La prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969, quando la polizia irruppe nel locale chiamato Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street, nel Greenwich Village. "Stonewall" (così è di solito definito in breve l'episodio) è generalmente considerato da un punto di vista simbolico il momento di nascita del movimento di liberazione LGBT moderno in tutto il mondo.

Per la redazione delle definizioni sono stati consultati i glossari presenti in:

  • AGEDO (a cura di), Nessuno uguale. Adolescenti e omosessualità, Città di Torino, 2005;
  • Coordinamento Genitori Democratici, Quando... un imprevisto in famiglia. Un contributo per conoscere la realtà omosessuale. Una guida per i genitori, Regione Piemonte, 2009;
  • Graglia Margherita, Psicoterapia e omosessualità, Carocci, 2009;
  • ONIG, Identità e genere. Istruzioni per l'uso, 2009.

E' possibile consultare inoltre la scheda orientativa LGBt: persone Lesbiche Gay Bisessuali

Hanno contribuito / collaborato: 

Questa scheda orientativa è stata realizzata da un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato: InformaGiovani e Servizio LGBT della Città di Torino e l’ONIG Piemonte.