LGBT: persone Lesbiche Gay Bisessuali

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Omosessualità

In base al proprio orientamento sessuale, le persone possono essere definite come: eterosessuali, se provano attrazione sessuale verso persone del sesso opposto, omosessuali, se l’interesse è diretto a persone dello stesso sesso e bisessuali, se ci si sente attratti/e da femmine e maschi.

Il termine omosessuale definisce quindi la persona, donna o uomo, che cerca una relazione affettiva, sentimentale, sessuale con persone dello stesso sesso e omosessualità viene utilizzato per indicare la propensione a questo tipo di relazione. Qualsiasi persona può essere omosessuale. Non ci sono indizi particolari che possano costituire un identikit che definisca un uomo, una donna, un ragazzo o una ragazza come omosessuali e li renda riconoscibili e identificabili in base a delle particolarità che non si ritrovino allo stesso modo nelle persone eterosessuali.

Alcune caratteristiche che si ritengono “tipiche” degli uomini e delle donne omosessuali (l’effeminatezza maschile e la mascolinità femminile, per esempio) sono in realtà stereotipi, cioè modi di pensare comuni e semplificanti rispetto alla realtà che è sempre molto più complessa.

 

Gay

Il movimento omosessuale internazionale, che cominciò a costituirsi dopo la seconda guerra mondiale con l’obiettivo di rivendicare diritti negati a una minoranza, favorì e diffuse l’utilizzo della parola gay.
Il termine gay, inizialmente entrato in uso per definire gli uomini omosessuali, viene ormai sovente utilizzato come sinonimo della parola omosessuale ed è sempre più frequentemente usato anche per parlare di donne omosessuali, soprattutto nei Paesi di lingua anglosassone.[1]

Lesbica

Per identificare una donna omosessuale viene utilizzato il termine lesbica. Se da un lato l’omosessualità maschile e quella femminile sono state entrambe condannate in quanto esprimevano il desiderio di una sessualità non procreativa, cioè non finalizzata alla nascita di una nuova vita, la situazione delle donne omosessuali era aggravata anche dalla condizione di inferiorità sociale femminile.
La lotta per la liberazione omosessuale delle donne lesbiche è stata condotta parallelamente a quelle del movimento femminista. Le donne omosessuali italiane scelsero il termine lesbica per definirsi in modo differente rispetto agli uomini gay, con l’intento di non dimenticare la doppia lotta di liberazione che dovettero sostenere, prima per emergere come donne, in un ambiente patriarcale e maschilista che le annullava, poi come omosessuali.
Oggi, fra le generazioni di donne omosessuali più giovani e meno politicizzate alcune si autodefiniscono gay e altre lesbiche.[2]

Bisessuale

Il termine bisessuale, utilizzato in riferimento all'orientamento sessuale delle persone, indica l’attrazione sessuale e affettiva provata verso individui di entrambi i sessi.
Le persone bisessuali possono quindi essere attratte, innamorarsi e avere relazioni, anche durature nel tempo, con persone dello stesso sesso, come accade per gli omosessuali, o con persone dell’altro sesso, instaurando in questo caso rapporti o relazioni di tipo eterosessuale. La bisessualità è una realtà meno conosciuta rispetto all’omosessualità, perché nel senso comune non esistono stereotipi che riguardano le persone bisessuali. Di conseguenza, risulta difficile pensare che esistano delle persone bisessuali, perché non ci sono dei modi in cui le si possa immaginare, non ci sono modelli a cui una persona bisessuale debba assomigliare, quindi di solito la persona bisessuale non viene considerata in quanto tale ma viene vista e trattata come eterosessuale o omosessuale.

Si nasce o si diventa omosessuali?

La consapevolezza di essere omosessuali può essere acquisita a età e in fasi diverse della vita di ciascuna persona. Quello che si può dire con certezza, e che emerge dalle storie delle persone, è che essere omosessuali è un modo di stare al mondo, di esistere, così come lo è essere eterosessuali. Ciò che varia è il tipo di percorso che ciascuno compie verso la consapevolezza di esserlo e l’età in cui se ne diventa pienamente consapevoli. Se ci sono uomini e donne che raccontano di averlo saputo sin dalla loro infanzia, per altri la consapevolezza viene acquisita in età più avanzata, durante l’adolescenza o l’età adulta, a volte dopo un matrimonio duraturo e dopo avere avuto figli con un partner eterosessuale.

Le persone omosessuali, a differenza di quelle eterosessuali, devono compiere un percorso verso la consapevolezza perché l’ambiente in cui nascono e crescono è culturalmente caratterizzato da una mentalità eterosessista, che considera l’orientamento eterosessuale l’unico modo di esistere possibile. Come conseguenza i bambini e le bambine vengono educati ed educate a essere tali. Coloro che non lo sono devono quindi scoprire di essere in qualche modo diversi da ciò che viene loro insegnato, mettendosi in ascolto di ciò che sentono di provare nei confronti delle persone dello stesso sesso.

Essere omosessuali non è una malattia.

Esistono diverse ipotesi riguardanti l’origine dell’omosessualità: alcune la vorrebbero legata a “cause” biologiche come influenza di ormoni o cause genetiche, altre ipotesi riguardano l’influenza dell’ambiente sociale e affettivo in cui crescono i bambini. Oggi a livello internazionale c’è un comune accordo nel ritenere che l’orientamento sessuale sia il risultato di una combinazione complessa di fattori biologici-psicologici-sociali-culturali. Si parla infatti di un processo di sviluppo e acquisizione di un orientamento sessuale che può essere di tipo eterosessuale, omosessuale o bisessuale. L’orientamento sessuale si sviluppa con le influenze dei rapporti affettivi significativi (con i genitori e altre persone), dell’ambiente sociale, di quello educativo e delle caratteristiche biologiche predisponenti.

Ogni persona che sviluppa un orientamento di tipo omosessuale può poi decidere se dichiararlo alle altre persone oppure no, decidendo a chi dirlo e le modalità con cui dichiararsi.[3]

Discriminazione e diritto di cittadinanza

L’orientamento omosessuale non è sempre stato discriminato nelle diverse culture ed epoche storiche. I diversi modi di considerare gli orientamenti sessuali, infatti, dipendono dal contesto storico e culturale.

In alcune culture, si definisce che il tipo di orientamento considerato normale è quello eterosessuale. Si viene quindi a creare un ambiente culturale definibile come eterosessista in cui è prevista la sola presenza dell’orientamento eterosessuale mentre quelli omosessuale e bisessuale sono considerati deviazioni e valutati negativamente. Le persone omosessuali e bisessuali subiscono dunque un trattamento diverso: sono socialmente discriminate - in quanto considerate devianti dalla normalità - e in molti Paesi sono negati loro dei diritti concessi solo alle persone eterosessuali (matrimonio, adozione, fecondazione assistita). In certi Paesi il comportamento omosessuale viene persino punito dalla legge con pene, di varia entità, dall’arresto sino alla pena di morte (come in Afghanistan, Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Somalia, Sudan, Nigeria, Mauritania, Uganda, e India). In Russia, nel gennaio 2013, il Parlamento ha esteso a tutto il territorio nazionale una legge, già in vigore a livello regionale a San Pietroburgo e in altre grandi città, che vieta la propaganda omosessuale nei confronti dei minori; la genericità del significato di “propaganda” ha di fatto limitato, nel Paese,  la libertà  di espressione e di manifestazione sui temi dell’omosessualità.”

Quando fu descritta per la prima volta nella letteratura medica occidentale, l'omosessualità venne considerata una malattia e si cercava di scoprirne le cause scatenanti. Una ricerca statunitense dei primi anni cinquanta, conosciuta come Rapporto Kinsey (dal nome del suo curatore, il biologo Alfred C. Kinsey), indagando con un questionario anonimo i comportamenti e le fantasie di tipo sessuale di un grande numero di uomini e donne, rese noto quanto i comportamenti di tipo omosessuale fossero molto più diffusi nella popolazione adulta americana di quanto si ritenesse sino ad allora.

L'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità, prendendo atto di sempre più numerose e accurate ricerche mediche, nel 1990 eliminò l’omosessualità dalla propria lista delle malattie mentali e la definì come una variante naturale del comportamento umano. Tale importante cambiamento viene annualmente ricordato il 17 maggio con la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia.

L’omosessualità non può più essere considerata una malattia e quindi non è pratica corretta cercare terapie di guarigione per condurre le persone a diventare eterosessuali.

Una Raccomandazione del 1981 dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e una Risoluzione del Parlamento Europeo del 1994 segnarono l’inizio del percorso di riconoscimento del diritto alla parità di trattamento per le persone omosessuali.

Nel 2000 il Consiglio Europeo di Nizza adottò la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che con l’art. 21 sancisce il principio della non discriminazione fondata sull’orientamento sessuale. Tale articolo vieta “…qualsiasi forma di discriminazione fondata, in specifico, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione, le condizioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuale”.
Sempre nel 2000, è stata approvata la Direttiva 2000/78/CEE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, includendo anche l'orientamento sessuale tra i criteri di non discriminazione (recepita dall'Italia con il Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216).

Nel 2003 il Parlamento Europeo, con l’art. 54 della "Relazione annuale sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione Europea", ha invitato i Paesi membri a legalizzare le relazioni di coppia anche tra persone dello stesso sesso, con “gli stessi diritti riconosciuti al matrimonio”.

La situazione europea è attualmente in evoluzione: molti Paesi europei hanno adottato una normativa che riconosce le coppie di fatto; alcuni - quali Belgio, Olanda, Lussemburgo, Spagna, Portogallo, Islanda, Norvegia, Svezia, Danimarca, Francia, Regno Unito e Irlanda- hanno riconosciuto il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso. In questi e altri Paesi è riconosciuto anche il diritto all’adozione, seppure in varie forme.

In Italia nel 2016 è stata introdotta una normativa (Legge 20 maggio 2016, n. 76) che prevede l’istituto delle “unioni civili” per le coppie dello stesso sesso, con tutti i diritti del matrimonio ma senza adozioni né adozione dei figli del/della partner. Anche laddove non esistono riconoscimenti giuridici alle unioni tra persone dello stesso sesso, le persone omosessuali formano ugualmente delle famiglie che comprendono, sempre più sovente, anche dei figli. In Italia, infatti, circa il 20% delle coppie omosessuali con più di 40 anni ha uno o più figli: complessivamente i figli di coppie lesbiche e gay sono stimati in almeno 100.000.[4]

Omofobia

Il termine omofobia è entrato in uso dal 1972 per definire il timore e l’odio irrazionale che alcune persone eterosessuali provavano nei confronti delle persone omosessuali. Oggi viene utilizzato per indicare disagio, svalutazione e avversione nei confronti delle persone omosessuali e dell’omosessualità, e le azioni di ostilità che ne conseguono. Di recente, al posto di omofobia, è entrata in uso la parola omonegatività per tener conto di quanto siano importanti i valori, le regole, i pensieri dominanti della società nel determinare il disprezzo e l’odio nei confronti delle persone omosessuali. Ad esempio le considerazioni negative sull’omosessualità sono rinforzate dalle dichiarazioni dei leader religiosi e politici di un Paese e legittimate dall’assenza di riconoscimento istituzionale. La mancanza del riconoscimento delle unioni civili comunica che i legami affettivi omosessuali valgono meno e legittima indirettamente l’intolleranza nei confronti di gay lesbiche e bisessuali.[5]

 

Bullismo omofobico

Quando le varie forme di discriminazione fondate sull’omofobia si manifestano in un gruppo di bambini/e o ragazzi/e si parla di bullismo omofobico. La parola bullismo indica le prepotenze tra compagni/e in contesti di gruppo. Consiste in atti di aggressione portati avanti in modo persistente e organizzato ai danni di uno o più ragazzi/e che non hanno la possibilità di difendersi. Il bullismo può essere di tipo fisico con atti aggressivi rivolti alla persona o danneggiamento o sottrazione delle sue proprietà. Un secondo tipo di bullismo è quello verbale con insulti o derisioni oppure in modo indiretto tramite la diffusione di maldicenze. Il bullismo può anche essere di tipo manipolativo/relazionale, in questo caso vengono colpiti i rapporti di amicizia della vittima per isolarla. Un quarto tipo di bullismo è quello elettronico o cyber bullismo, attuato tramite l’utilizzo di apparecchi elettronici e informatici (ad esempio inviando sms molesti alla vittima o filmandola con videofonino in momenti in cui non desidera e diffondendo il filmato per diffamarla).[6]

I bersagli del bullismo omofobico possono essere:

  • ragazzi/e che si definiscono apertamente gay o lesbiche o che lo hanno svelato a qualcuno e la cui informazione è stata passata ad altre persone;
  • ragazzi/e che sembrano omosessuali perché hanno alcune caratteristiche dello stereotipo del gay e della lesbica (ragazze dai capelli corti e mascoline, ragazzi con abbigliamento o manierismi effeminati);
  • ragazzi/e con familiari apertamente omosessuali.

Il bullismo omofobico è diverso dalle comuni forme di bullismo per le seguenti ragioni:

  • le prepotenze attaccano la sfera dell’identità della persona nella sua sessualità;
  • la vittima può avere difficoltà a chiedere aiuto agli adulti perché in questo modo si richiama l’attenzione sulla sua sessualità, causando ansia e vergogna innanzitutto perché può essere una tematica ritenuta imbarazzante e difficile da trattare, poi per il timore di deludere le aspettative dei genitori. Inoltre gli stessi insegnanti e genitori possono a volte avere pregiudizi sull’omosessualità e non essere in grado di dare l’aiuto necessario;
  • nel caso del bullismo omofobico i compagni di classe e gli amici coetanei sono meno disposti a difendere e sostenere la vittima perché temono di essere considerati a loro volta omosessuali, diventando oggetto dello stesso tipo di violenza omofobica;
  • alcuni ragazzi e ragazze compiono azioni di bullismo omofobico perché sono spaventati dai loro stessi sentimenti omosessuali, quindi reprimono e prendono le distanze da ciò che sentono, impegnandosi in attività omofobiche. In questo modo vogliono dimostrare di non essere omosessuali e mettersi così al riparo dalle discriminazioni e dai problemi che potrebbero incontrare vivendo in un sistema sociale e culturale omonegativo.

Per aiutare i/le giovani in queste situazioni, proponendo esperienze positive di superamento delle difficoltà legate a solitudine, isolamento e discriminazione, è nato il progetto "Le cose cambiano" che presenta numerose testimonianze video sul sito https://www.youtube.com/user/lecosecambiano Fortunatamente a molti ragazzi gay e ragazze lesbiche non mancano la capacità e le risorse per fronteggiare con successo le esperienze di bullismo omofobico e discriminazione, riorganizzando positivamente la propria vita.[7] 

Ti segnaliamo inoltre un approfondimento su bullismo, cyberbullismo, sexting e mobbing scolastico all'interno della scheda dal titolo "Bullismo e cyberbullismo".

Dichiararsi: il coming out

La traduzione del termine inglese coming out significa "uscire fuori" cioè dichiararsi o rendersi visibile. In Italia per indicare il coming out viene spesso erroneamente utilizzato il termine outing (vedi il significato nel Glossario di questa scheda).
Si dice quindi che una persona gay o lesbica fa coming out quando decide di dichiarare il proprio orientamento sessuale.
Questo può avvenire in famiglia oppure con i propri amici o con i colleghi di lavoro.

L’esperienza individuale porta in molti casi a diverse graduazioni del modo di dichiararsi: alcune persone fanno coming out soltanto con gli amici o con uno psicologo, altri solo in famiglia, alcuni lo dicono solamente a uno dei due genitori oppure a un fratello o a una sorella.

Non ci sono modalità, regole, prescrizioni, età minime o massime per il coming out e, soprattutto, il ventaglio delle diverse situazioni può essere molto ampio. Ogni persona e ogni situazione è diversa e ognuno deve valutare il contesto in cui si trova e decidere in base alle proprie considerazioni.

In senso più allargato il coming out può essere definito come un percorso di presa di coscienza di sé e della propria omosessualità. Questo percorso è graduale e non si conclude con una singola dichiarazione, perché questa scelta può riproporsi anche nel momento in cui si cambia scuola, si conoscono nuovi amici, si cambiano colleghe/i di lavoro.

Di fronte al coming out possono esserci atti di derisione, di rifiuto o di allontanamento dalla famiglia o dal gruppo di amici e, in casi più gravi, di vera e propria violenza fisica. A maggior ragione, in questi casi, occorre riflettere con attenzione sui pro e contro della scelta di dirlo. Il consiglio è di non affrontare in solitudine l’eventuale scelta: a questo proposito le associazioni lesbiche e gay possono essere un importante punto di riferimento.

I luoghi comuni: “Si dice che…”

Gli stereotipi sono credenze, tendenzialmente negative, che portano a generalizzazioni nei confronti di un determinato gruppo sociale. Gli stereotipi e i luoghi comuni che esistono sull’omosessualità sono importanti per comprendere i fenomeni di distanza ed esclusione sociale a cui sono sottoposte non solo le persone omosessuali, ma anche le persone che vengono ritenute tali pur non essendolo.

Si dice che…i gay siano tutti effeminati e le lesbiche siano tutte mascoline.

Gli stereotipi[8] più comuni attribuiscono alle persone omosessuali caratteristiche dell’altro sesso. La non femminilità delle lesbiche viene riflessa in un insieme di credenze: le lesbiche non si truccano, non si curano, hanno i capelli corti, sono grasse, giocano a calcio, non sono materne. Riguardo agli uomini gay, ad esempio, si crede che si vestano in maniera stravagante, che abbiano tratti fisici femminili, amino la cucina e la casa o le cose futili, non sopportino il dolore. La popolazione omosessuale in realtà mostra aspetti di grande eterogeneità al suo interno: se da un parte ci sono persone che hanno modi e apparenze “atipici” rispetto alle convenzioni sociali su ciò che è maschile o femminile, dall’altra ci sono persone omosessuali con atteggiamenti e comportamenti molto conformi alle norme di genere.

Si dice che…i gay e le lesbiche siano tutti predatori e predatrici.

Un’altra convinzione comune descrive le persone omosessuali come desiderose di corteggiare, circuire e “convertire” le persone eterosessuali all’omosessualità. Nella maggior parte dei casi, la persona omosessuale cerca altre persone con il medesimo orientamento sessuale al fine di avere relazioni basate sulla reciprocità e quindi non è interessata a cambiare l’orientamento sessuale altrui.

Si dice che…i gay siano pedofili.

Un altro stereotipo sull’omosessualità, particolarmente radicato nella nostra cultura, è quello che vede l’omosessualità maschile associata alla pedofilia o molestia dei bambini. In questa prospettiva, le persone omosessuali sono descritte come minaccia a membri più vulnerabili della società e quindi attivano un senso di pericolo e deprecazione sociale. Le ricerche in ambito clinico hanno dimostrato che la maggior parte degli abusi sessuali verso minori è compiuto da uomini adulti, in genere familiari o conoscenti, e riguarda prevalentemente le bambine. Anche se ci sono prove documentate che l’abuso infantile non ha in sé niente a che fare con l’orientamento sessuale delle persone adulte, lo stereotipo dell’omosessuale “pedofilo” continua indirettamente a influenzare negativamente l’opinione sull’omosessualità, basti pensare ai dibattiti pubblici sull’adeguatezza delle persone omosessuali a insegnare nelle scuole.

Si dice che…tutti i ballerini sono gay e tutti i gay sono ballerini.

Uno degli ambiti in cui matura da sempre uno stereotipo nei confronti delle persone omosessuali è quello lavorativo. Si è convinti cioè che gay e lesbiche debbano per forza fare certi tipi di lavoro. I gay sono necessariamente ballerini, coreografi, fiorai e stilisti mentre una donna camionista, metalmeccanica, giocatrice di calcio non può che essere lesbica. In realtà gay e lesbiche si possono trovare in qualsiasi ambito lavorativo. Insomma, non tutti i gay sono ballerini e non tutti i ballerini sono gay.

Si dice chei gay e le lesbiche non possono fare famiglia.

Un’altra convinzione da sfatare è quella secondo cui le persone omosessuali non possano “mettere su famiglia”. Molti hanno ancora delle remore a pensare a una coppia omosessuale che cresce un figlio, ma le ricerche effettuate in altri Paesi (ad esempio, il recente studio dell’Istituto danese di salute) sostengono sia indifferente per lo sviluppo di un bambino o di una bambina l’avere come genitori una coppia eterosessuale o omosessuale.

Un ultimo luogo comune associato all’omosessualità è quello secondo cui le persone omosessuali siano maggiormente a rischio di contrarre l’AIDS. La diffusione di malattie a trasmissione sessuale come l’AIDS prescinde dall’orientamento sessuale delle persone mentre ha a che fare con le “modalità” delle pratiche sessuali. In altri termini, esistono comportamenti a rischio e non categorie a rischio.

Giovani gay e lesbiche a Torino

Dalle ricerche che hanno esplorato le esperienze di giovani gay e lesbiche a Torino[9], e dal confronto con altre ricerche nazionali, emerge una doppia immagine di questa città.

Da un lato, queste esperienze sono simili a quelle che troviamo nel resto d’Italia, rispetto al confronto con una società eterosessista, a partire dalla scuola, in cui molti ancora sperimentano forme di scherno o isolamento per il fatto di apparire, o anche solo venire sospettati di essere omosessuali, insieme al silenzio degli insegnanti. In una ricerca del 2001, la metà dei gay e un decimo delle lesbiche intervistati ricordano questi episodi e poco è cambiato per le generazioni più giovani. Anche rispetto ai primi passi nel mondo del lavoro, ritroviamo come in altri contesti le difficoltà di gestire la visibilità e di valutarne i rischi, soprattutto quando il posto di lavoro è incerto.

Dall’altro lato, Torino è una realtà particolare, e si sente. Non soltanto perché nell’anonimato della grande città sembra più facile scegliersi gli amici e gli ambienti in cui essere visibili e stare bene. La lunga e forte presenza dei movimenti omosessuale e femminista e più recentemente anche il lavoro delle amministrazioni locali hanno contribuito a creare, in particolare a Torino, un contesto che viene percepito come più aperto, con un’offerta di locali, occasioni culturali e attività associative tra le più ampie in Italia. Per chi vive in provincia, ma anche per chi si trasferisce da altre parti d’Italia per vivere più liberamente come lesbica o gay, i locali, i luoghi di aggregazione e le associazioni di Torino sono un punto di riferimento fondamentale. Questa apertura e vivacità di Torino è importante non solo per i ragazzi, ma anche per le loro famiglie di origine: una recente indagine mostra come anch’esse, soprattutto quelle che vivono in provincia, percepiscano Torino come una città più accogliente e accettante rispetto alle differenze, e come un luogo dove anche i genitori hanno la possibilità di trovare informazioni e occasioni di confronto importanti per liberarsi da stereotipi e pregiudizi e comprendere le esperienze dei figli.

[1] Nessuno uguale. Adolescenti e omosessualità, a cura di Agedo, Città di Torino. Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere. Servizio per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, 2005 (edizione fuori commercio).
[2] Nessuno uguale (2005).
[3] Psicoterapia e omosessualità di Margherita Graglia, Carocci, 2009.
[4] Nessuno uguale (2005) e Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale di Vittorio Lingiardi, Il Saggiatore, 2007.
[5] Psicoterapia e omosessualità di Margherita Graglia, Carocci, 2009.
[6] L'identità sessuale a scuola. Educare alla diversità e prevenire l'omofobia, a cura di Federico Batini e Barbara Santoni, Liguori, 2009.
[7] Citizen gay. Famiglie, diritti negati e salute mentale di Vittorio Lingiardi, Il Saggiatore, 2007.
[8] L'identità sessuale a scuola. Educare alla diversità e prevenire l'omofobia, a cura di Federico Batini e Barbara Santoni, Liguori, 2009.
[9] a cura di Chiara Bertone, docente di Sociologia della famiglia e Studi di genere presso l'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro".

Riferimenti utili

  • AGEDO - Associazione Genitori Di Omosessuali - via Lanino 3a - 10152 Torino - tel. 3357081862 (informazioni generali) - 3488078119 (ascolto/accoglienza)
    www.agedonazionale.org - Email: info@agedonazionale.org
    L’associazione è costituita da genitori, parenti e amici di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, che si impegnano per il riconoscimento dei loro diritti civili e per l’affermazione del diritto all’identità personale. L’associazione offre i seguenti servizi: sostegno e counseling telefonico, gruppi di autoaiuto, interventi educativi e formativi, consulenza bibliografica e specialistica. Cura inoltre manifestazioni nazionali e coordinamenti internazionali. L’AGEDO ha prodotto dei video, in particolare uno sull'esperienza degli adolescenti LGBT, intitolato Nessuno uguale, che è stato doppiato in cinque lingue e distribuito anche all'estero. AGEDO ha attualmente oltre venti sedi locali in tutta Italia.
  • ARCIGAY - Associazione LGBT italiana - via don Minzoni 18 - 40121 Bologna - tel. 0510957241 fax 0510957243 - Orario segreteria: lunedì-venerdì 9.30-17.00
    www.arcigay.it - Email: info@arcigay.it
    Pagina Facebook: Arcigay
    Fondata nel 1985, è un’organizzazione di volontariato sociale, che ha come obiettivi la lotta contro l'omofobia, contro il pregiudizio e la discriminazione antiomosessuale. Si impegna per la realizzazione della pari dignità e delle pari opportunità tra individui a prescindere dall'orientamento sessuale di ciascuno.
  • ARCILESBICA - Associazione nazionale - via Don Minzoni 18 - 40121 Bologna
    www.arcilesbica.it - Email: segreteria@arcilesbica.it
    Associazione lesbica, nata nel dicembre del 1996 dall’evoluzione di ArciGay-ArciLesbica in due distinti soggetti, autonomi ma federati, è costituita e composta esclusivamente da donne. L’associazione si pone due obiettivi fondamentali: difendere le donne lesbiche dalle discriminazioni, potenziare la visibilità delle lesbiche. Arcilesbica opera attraverso la promozione di attività culturali e politiche, manifestazioni e occasioni d’incontro, sia a livello sociale che nazionale.
  • ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI - via di Torre Argentina 76 - 00186 Roma - tel. 0668979250
    www.certidiritti.org - Email: info@certidiritti.it
    Centro di iniziativa politica non violenta, giuridica e di studio per la promozione e la tutela dei diritti civili in materia di identità di genere, scelte, comportamenti e orientamenti sessuali. E’ impegnata contro ogni forma di violenza omofobica, transfobica e di genere.
  • AVVOCATURA PER I DIRITTI LGBTI – RETE LENFORD - via Zambonate 33 – 24122 Bergamo – tel. e fax 035 19904497.
    http://www.retelenford.it/ - Email: nfo@retelenford.it; per richieste di aiuto o per contattare un legale: sos@retelenford.it
    Associazione di avvocate, avvocati e praticanti costituita nel 2007 allo scopo di sviluppare e diffondere la cultura e il rispetto dei diritti delle persone LGBTI. L'associazione agisce per promuovere lo studio e la conoscenza delle questioni LGBTI tra tutti gli operatori del diritto, sollecitando il rispetto e la promozione delle differenze. Si occupa della tutela giudiziaria delle persone omosessuali, transessuali e intersessuali, in particolare nel contrasto alle discriminazioni. Ad Avvocatura è affiancata una rete - Rete Lenford - a cui possono aderire professionisti e studiosi di questioni LGBTI; la Rete è aperta anche agli studenti iscritti ad un corso di laurea o post-laurea. Presso la sede dell'associazione si trova, inoltre, il Centro Studi Europeo sull'orientamento sessuale e l'identità di genere creato da Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford.
  • FAMIGLIE ARCOBALENO - Associazione Genitori Omosessuali - tel. 3312023688 (martedì e venerdì 16.00-17.00)
    www.famigliearcobaleno.org - Email: info@famigliearcobaleno.org
    L’associazione è composta da coppie o single lesbiche e gay con figli, o che desiderano averne. Si occupa di sostegno, counseling telefonico, consulenza psicologica e legale, incontri di aggregazione, supporto agli educatori scolastici, produzione e traduzione di testi per bambini e bambine, azioni finalizzate alla conoscenza delle famiglie omogenitoriali e al loro inserimento nel tessuto sociale.
  • GAYLIB - tel. 3286323820
    www.gaylib.it - Email: info@gaylib.it
    Associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra italiani, nata nel 1997 per operare nel campo della politica e della cultura delle persone omosessuali. Compie un’opera di sensibilizzazione nel centrodestra per favorire dibattito e apertura alle tematiche dei diritti civili di lesbiche e gay, anche intervenendo nei casi di discriminazione rivolti verso singole persone.
  • RETE GENITORI RAINBOW. Supporto e accoglienza ai genitori LGBT con figli da relazioni etero - tel. 0699196976 - Orario: lunedì 21.30-23.30
    www.genitorirainbow.it - Email: info@genitorirainbow.it FB Rete Genitori Rainbow

Informazioni locali

  • SERVIZIO LGBT per il superamento delle discrimininazioni basate sull’orientamento sessuale e sull'identità di genere - Settore Pari Opportunità, Politiche di Genere e dei Tempi della Città - Città di Torino - via Corte d’appello 16 - 10122 Torino - tel. 01101124041/2/3 fax 01101124039
    www.comune.torino.it/politichedigenere/lgbt - Email: serviziolgbt@comune.torino.it
    Il Servizio LGBT, istituito nel 2001, intende rispondere ai bisogni delle persone omosessuali e transessuali, contribuire a migliorare la qualità della vita e creare un clima sociale di rispetto e di confronto libero dai pregiudizi. Il Servizio non svolge attività di sportello ma promuove progetti e iniziative sul territorio e realizza attività formative rivolte ai pubblici dipendenti e al mondo della scuola. Nel 2006 il Servizio ha promosso, insieme al Comune di Roma, la nascita di RE.A.DY Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, link per la diffusione di buone prassi sul territorio nazionale. Alla Rete aderiscono le Regioni, le Province Autonome, le Province, i Comuni e le loro Associazioni attraverso i propri rappresentanti legali o loro delegati, le Istituzioni e gli Organismi di Parità.
  • CASARCOBALENO - via Bernardino Lanino 3/A – 10152 Torino
    www.casarcobaleno.eu - Email: casarcobaleno.torino@gmail.com FB CasArcobaleno – pagina Twitter: @CasArcobaleno
    CasArcobaleno nasce per rispondere ad alcune esigenze della città e della sua popolazione lgbt. Si tratta di un polo integrato di servizi di interesse e diretti a persone lgbt. Abitata da quattordici associazioni: Agedo Torino, Altera Cultura, Arcigay “Ottavio Mai” Torino, Associazione Culturale e Ricreativa 011, Badhole video, Coogen, Coordinamento Torino Pride GLBT, Famiglie Arcobaleno, Giosef Unito, Gruppo Sportivo Gattonero, Polis Aperta, Quore Torino, Odv Casa Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Trepuntozero, UAAR. CasArcobaleno risponde all’esigenza di creare un luogo in cui le associazioni siano accessibili e fruibili dalla cittadinanza, attraverso progetti che coinvolgono la popolazione lgbt e non della città. Tra i servizi offerti: lo Sportello SanArcobaleno a cura del Gruppo Salute Arcigay (vedi sotto); lo Sportello Racconta-Lavoro dedicato alle segnalazioni di casi di discriminazioni in ambito lavorativo (lunedì ore 18.00-19.00); lo Sportello R-Esistente che offre consulenze sul 'lavoro atipico' e sulle forme di sostegno al reddito (lunedì ore 18.00-19.00).
    Per conoscere tutte le associazioni che fanno parte di CasArcobaleno si rinvia alla consultazione del sito web.
  • COORDINAMENTO TORINO PRIDE GLBT
    www.torinopride.it - Email: segreteria@torinopride.it Twitter: @TorinoPride
    FB www.facebook.com/TorinoPride
    Il Coordinamento Torino Pride è un raggruppamento di associazioni cui aderiscono le realtà associative Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali operanti nel territorio della Regione Piemonte, insieme ad associazioni non LGBT impegnate nel sostegno dei valori della laicità, del rispetto e della valorizzazione delle differenze. Nato nel 1999, il Coordinamento progetta e organizza annualmente iniziative politiche, sociali e culturali sul tema dei diritti delle persone LGBT, tra le quali il Pride regionale, la Giornata Mondiale contro l’Omofobia, il Transgender Day of Remembrance.

Per conoscere tutte le associazioni che fanno parte del Coordinamento Torino Pride si rinvia alla consultazione del sito del Coordinamento.
Di seguito si segnalano quelle più attinenti al mondo giovanile.

  • COMITATO TERRITORIALE ARCIGAY “OTTAVIO MAI” TORINO - via Bernardino Lanino 3/A – 10152 Torino - tel. 3240483543
    www.arcigaytorino.it - Email: info@arcigaytorino.it FB www.facebook.com/arcigaytorino.ottaviomai  Twitter @ArcigayTorino
    Arcigay crede in una società laica e democratica in cui le libertà individuali e i diritti umani e civili siano riconosciuti, promossi e garantiti, indipendentemente da ideologie, interessi economici o religiosi. Tra i principali gruppi e servizi offerti: Pronto Arcigay!  accoglienza telefonica tel. 32404835433 o via mail: Email: accoglienza.arcigaytorino@gmail.com FB prontoarcigay.torino. Cultura: rassegne di cinema eteatro, incontri, Tè coi pasticcini (auto-conoscenza collettiva). Salute: Formazione, informazione, ricerche, test, campagne, progetti, all’interno di una visione della sessualità percepita come libera e consapevole. Lo sportello SanArcobaleno offre ogni ultimo venerdì del mese (ore 19.00-20.00): ascolto e consulto medico sulle malattie sessualmente trasmissibili con possibilità di sottoporsi in modo anonimo e gratuito al test per HIV e sifilide con risposta rapida in 15 minuti. Email: salute@arcigaytorino.it  FB grupposalute.arcigaytorino. Sportello Caleidoscopio: all'interno del progetto Aria del Comune di Torino, in collaborazione con AGEDO Torino, punto di ascolto per ragazzi e ragazze fino ai 25 anni. Email: caleidoscopioscuole@gmail.com  FB progetto.caleidoscopio. Gibilterra: programma di Arcigay Torino con Radio Beckwith. Approfondimenti, interviste e riflessioni su tematiche LGBT  in FM 87.80 o 96.55 o in streaming su rbe.it/gibilterra  FB gibilterra.rbe. Psicologia Rainbow: esperti psicologi/ghe psicoterapeuti/e specializzati nella presa in carico e nel sostegno delle persone LGBT, formazione e informazione. Email: psicologi.arcigaytorino@gmail.com - FB psicologiarcobaleno. YoungsterLand: spazio aperto a tutte le ragazze e ragazzi fino ai 27 anni che vogliono conoscere nuove persone con cui confidarsi, confrontarsi e crescere assieme. http://ggt.torino.forumfree.it Email: giovani@arcigaytorino.it   FB young.sterland. Spazio Donne: Email:  spaziodonne.arcigaytorino@gmail.com  FB spaziodonne.arcigaytorino ; Arcigay LGBT Sordi Torino: accoglienza, consulenza, videointerviste, corso di lingua dei segni italiana mirato al bilinguismo - lgbtsorditorino@gmail.com
  • GRUPPO SPORTIVO GATTONERO - Associazione sportiva Glbt & friends - tel. 3478585791
    www.gsgattonero.com - Email: info@gsgattonero.com Twitter @blackcat_Torino
    Associazione sportiva che si propone come punto di aggregazione per la comunità omosessuale, pur rimanendo aperta a tutti i ragazzi e le ragazze che desiderano farne parte, senza alcuna discriminazione sull’orientamento sessuale, razza, religione, sesso, età.
  • MAURICE - Circolo ARCI di Cultura Gay, Lesbica, Bisessuale, Transgender e Queer - via Stampatori 10 - 10122 Torino - tel. e fax 0115211116 - 3357167890
    www.mauriceglbt.org - Email: info@mauriceglbt.org  FB www.facebook.com/mauriceglbtq Twitter @mauriceglbtq
    Associazione di volontariato che opera sul territorio torinese dal 1985. La sua attività è finalizzata a combattere il pregiudizio e la discriminazione con particolare attenzione al diritto della libera espressione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Il Circolo Maurice organizza momenti ludici e culturali individuando nell’informazione e nell’aggregazione il terreno privilegiato della sua azione. Tra le iniziative: feste, dibattiti, mostre, corsi di formazione. All'interno del Circolo opera il Gruppo di  cultura e aggregazione lesbica L'Altra Martedì mentre il sabato pomeriggio è aperto lo spazio aggregativo Sabato in Ciabatte.
    Tra i servizi del Circolo Maurice si segnalano: il Centro di DocumentazioneConTatto - Servizio di risposta telefonica e accoglienza, informazione e sostegno psicologico - tel. 0115211132
    www.contattoglbt.it
    Gestisce anche Spo.T: sportello di ascolto, accoglienza e accompagnamento persone transessuali/transegneder - tel. 3319828022 - Orario: giovedì 17.00-19.00
    www.mauriceglbt.org/spot - Email: spot@mauriceglbt.org
  • QUORE TORINO - via Sant’Agostino 25 – 10122 Torino – www.quore.org - Email: segreteria@quore.org 
    Quore è una associazione di promozione sociale per la tutela e la promozione dei diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender. Opera, in particolare, con il progetto Friendly Piemonte, su tutto il territorio regionale. Organizza “Tuttaltrastoria”, un walking tour nei luoghi di Torino segnalati dal passaggio di illustri personaggi lgbt.

A Torino è anche presente:

  • DIREZIONE GAYA: tel. 3486455889 - Email: direzionegaya@libero.it
    Gruppo che offre uno spazio di accoglienza ed ascolto per ragazze e donne lesbiche e bisessuali; organizza corsi di difesa personale ed eventi musicali e culturali.

In ambito universitario sono presenti tre realtà, rivolte alle studentesse e agli studenti di ogni orientamento sessuale, che si occupano di tematiche di genere e di principi di non-discriminazione:

Si segnala inoltre il Festival cinematografico a tematica GLBT, che si tiene ogni anno a Torino in aprile/maggio:

  • www.comune.torino.it/cultura/biblioteche/ricerche_cataloghi/indice_tematico.shtml - pagina del sito delle Biblioteche Civiche Torinesi, dedicata alle ricerche bibliografiche dove, nella sezione Diritti, è possibile consultare alcune bibliografie attinenti la tematica omosessuale.
  • www.iglyo.com - organizzazione internazionale di giovani e studenti LGBTQ (in lingua inglese).
  • www.ilga-europe.org - sito dell’ILGA - International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association con pagine utili sulla normativa (in lingua inglese).
  • www.bullismoomofobico.it - offre uno spazio di ascolto, aiuto e sostegno a quanti sono coinvolti perché subiscono, agiscono o sono spettatori di episodi di bullismo omofobico (adolescenti, famiglie, insegnanti, operatori sociali).
  • www.youtube.com/user/eustachio79 - canale Youtube del Progetto “G.A.Y” Good As You: numerosi video e interviste di approfondimento su tematiche LGBT, giovani, coming out.
  • www.gayhelpline.it - Gay help line per persone gay, lesbiche e trans.
  • www.salutegay.it - progetti di educazione alla salute e prevenzione delle IST, Infezioni Sessualmente Trasmessibili, rivolti alle persone omosessuali, bisessuali e a operatori socio-sanitari.
  • http://esse.stradanove.net/sesso/archivio.php?Cat=3 - canale sull’omosessualità di Stradanove, il portale dell'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Modena. Contiene domande e risposte sul tema dell'orientamento sessuale.
  • www.centaurus.org/files/bullismo_studenti.pdf - il documento è rivolto in modo specifico a un pubblico giovane per spiegare in che cosa consiste il bullismo, soffermandosi in particolare su quello rivolto a ragazzi e ragazze omosessuali o ritenuti/e tali. Nella sezione finale, intitolata Cosa si può fare per evitare o risolvere una situazione di bullismo, si forniscono indicazioni utili alle vittime, a coloro che assistono agli episodi di bullismo rivolti a altri/e e anche agli autori e autrici di atti di bullismo per uscire dai meccanismi che inducono in loro tale comportamento.

Filmografia

Riportiamo alcuni film che affrontano le tematiche di questa scheda, reperibili in lingua italiana o con sottotitoli, con riferimento al mondo giovanile.
Un elenco completo e sempre aggiornato di film, documentari e serial tv si trova sul sito www.cinemagay.it, il portale del cinema gay, lesbico, trans.

  • Beautiful thing, Hettie Macdonald, Gran Bretagna, 1996
    Nella difficile periferia londinese due adolescenti gay riescono ad accettarsi e farsi accettare.
  • C.R.A.Z.Y, Jean Marc Vallée, Canada, 2005
    La crescita di un giovane gay nell’America degli anni settanta.
  • Due volte genitori, Claudio Cipelletti, Italia, 2008.
    Un film sul coming out in famiglia attraverso gli occhi dei genitori.
  • Due ragazze innamorate, Maria Maggenti, USA, 1995
    La prima storia d’amore di una adolescente lesbica e le reazioni della sua famiglia.
  • L’età acerba, André Téchiné, Francia, 1994
    Diventare consapevoli della propria omosessualità nella Francia dei primi anni sessanta.
  • Fucking Amal, Lukas Moodysson, Svezia, 1998
    Due ragazze adolescenti alla scoperta della loro identità sessuale.
  • Get real - Vite nascoste, Simon Shore, Gran Bretagna, 1998
    Un giovane studente, la sua omosessualità e il suo coming out.
  • Il primo giorno d’inverno, Mirko Locatelli, Italia, 2008
    Identità sessuale e bullismo tra adolescenti nella provincia italiana.
  • Il mondo fino in fondo, Alessandro Lunardelli, Italia, 2013
    Due fratelli on the road, un coming out.
  • Krámpack, Cesc Gay, Spagna, 2000
    I primi turbamenti sessuali e sentimentali di un sedicenne.
  • La mia vita in rosa, Alain Berliner, Belgio - Francia, 1997
    La vita e i sogni di un bambino diverso.
  • La vita di Adele, Abdellatif Kechine, Francia, 2013
    Storia di formazione di una adolescente che si scopre lesbica.
  • Nessuno uguale, Claudio Cipelletti, Italia, 1998 – documentario
    Un gruppo di ragazzi e ragazze delle scuole superiori si confrontano sul tema dell'omosessualità.
  • Non è peccato (Quinceañera), Richard Glatzer, Wash Westmoreland, USA, 2005
    Un insolito nucleo familiare composto da uno zio, una nipote incinta e un nipote gay.
  • Non so perché ti odio, Filippo Soldi, Italia, 2014
    Documentario/indagine sull'omofobia.
  • Presque rien (Quasi niente), Sébastien Lifshitz, Belgio/Francia, 2000
    Due ragazzi, una vacanza, la scoperta dell’amore e del sesso.

Glossario

Il presente glossario fornisce una sintetica definizione dei termini più frequentemente usati quando si trattano le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, allo scopo di offrire un vocabolario condiviso.
Le voci del glossario non seguono l’ordine alfabetico ma uno sviluppo tematico.

  • SESSO: le caratteristiche biologiche e anatomiche del maschio e della femmina, determinate dai cromosomi sessuali.
  • GENERE: categoria sociale e culturale costruita sulle differenze biologiche dei sessi (genere maschile vs. genere femminile).
  • IDENTITÀ DI GENERE: la percezione di sé come maschio o come femmina o in una condizione non definita.
  • DISFORIA DI GENERE: espressione usata dalla medicina per descrivere una forte e persistente identificazione con il genere opposto a quello assegnato alla nascita, accompagnata da una significativa sofferenza.
  • RUOLO DI GENERE: l'insieme delle aspettative e dei modelli sociali che determinano il come gli uomini e le donne si debbano comportare in una data cultura e in un dato periodo storico.
  • ORIENTAMENTO SESSUALE: la direzione dell'attrazione affettiva e sessuale verso altre persone: può essere eterosessuale, omosessuale o bisessuale.
  • ETEROSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dell'altro sesso.
  • OMOSESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone dello stesso sesso.
  • BISESSUALE: persona attratta sul piano affettivo e sessuale da persone di entrambi i sessi.
  • LESBICA: donna omosessuale.
  • GAY: uomo omosessuale (il termine viene usato anche per indicare le donne omosessuali nei Paesi di lingua anglosassone).
  • TRANSESSUALE: persona che ha una forte e persistente identificazione con il genere opposto a quello assegnatole alla nascita e per questo compie un percorso di cambiamento anche fisico (detto “percorso di transizione”) che può concludersi con la riassegnazione chirurgica del sesso. Il termine si declina al femminile (la donna  transessuale) per indicare persone di sesso biologico maschile che sentono di essere donne (MtF - Male to Female) e al maschile (l’uomo  transessuale) per indicare persone di sesso biologico femminile che sentono di essere uomini (FtM - Female to Male).
  • TRANSGENDER: termine “ombrello” che comprende tutte le persone che non si riconoscono nei modelli correnti di identità e di ruolo di genere, ritenendoli troppo restrittivi rispetto alla propria esperienza.
  • TRAVESTITO: persona che abitualmente indossa abiti del sesso opposto, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale o identità di genere.
  • DRAG QUEEN / DRAG KING: uomo che si veste da donna (queen) o donna che si veste da uomo (king) accentuandone le caratteristiche con finalità artistiche o ludiche.
  • INTERSESSUALITÀ: condizione della persona che, per cause genetiche, nasce con i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non definibili come esclusivamente maschili o femminili.
  • LGBT: acronimo di origine anglosassone utilizzato per indicare le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender. A volte si declina anche come LGBTIQ, comprendendo le persone che vivono una condizione intersessuale e il termine queer.
  • QUEER: termine inglese (strano, insolito) che veniva usato in senso spregiativo nei confronti degli omosessuali. Ripreso più recentemente in senso politico/culturale, e in chiave positiva, per indicare tutte le sfaccettature dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, rifiutandone al tempo stesso le categorie più rigidamente fissate ancora presenti nel termine LGBT e rivendicandone il superamento.
  • COMING OUT: espressione usata per indicare la decisione di dichiarare la propria omosessualità. Deriva dalla frase inglese coming out of the closet (uscire dall'armadio a muro), cioè uscire allo scoperto, venir fuori. In senso più allargato il coming out rappresenta tutto il percorso che una persona compie per prendere coscienza della propria omosessualità, accettarla, iniziare a vivere delle relazioni sentimentali e dichiararsi all'esterno.
  • OUTING: espressione usata per indicare la rivelazione dell'omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata. Il movimento di liberazione omosessuale ha utilizzato a volte l'outing come pratica politica per rivelare l'omosessualità di esponenti pubblici (politici, rappresentanti delle Chiese, giornalisti) segretamente omosessuali, che però assumono pubblicamente posizioni omofobe.
  • VISIBILITÀ: è il risultato del percorso di autoaccettazione che permette a una persona omosessuale di vivere la propria identità alla luce del sole.
  • ETEROSESSISMO: visione del mondo che considera come naturale solo l'eterosessualità, dando per scontato che tutte le persone siano eterosessuali. L’eterosessismo rifiuta e stigmatizza ogni forma di comportamento, identità e relazione non eterosessuale. Si manifesta sia a livello individuale sia a livello culturale, influenzando i costumi e le istituzioni sociali, ed è la causa principale dell’omofobia.
  • OMOFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone omosessuali e le azioni che da questo pregiudizio derivano. Può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone omosessuali. Il 17 maggio è stato scelto a livello internazionale come la Giornata mondiale contro l'omofobia, in ricordo del 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione mondiale della Sanità eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
  • OMOFOBIA INTERIORIZZATA: forma di omofobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittima le stesse persone omosessuali.
  • OMONEGATIVITÀ: il termine omofobia oggi è in parte superato e sostituito con il termine omonegatività per indicare che gli atti di discriminazioni e violenza nei confronti delle persone omosessuali non sono necessariamente irrazionali o il frutto di una paura, ma piuttosto l’espressione di una concezione negativa dell’omosessualità che nasce da una cultura e una società eterosessista.
  • TRANSFOBIA: il pregiudizio, la paura e l'ostilità nei confronti delle persone transessuali e transgender (e di quelle viste come trasgressive rispetto ai ruoli di genere) e le azioni che da questo pregiudizio derivano. La transfobia può portare ad atti di violenza nei confronti delle persone transessuali e transgender. Il 20 novembre è riconosciuto a livello internazionale come il Transgender Day of Remembrance (T-DOR) per commemorare le vittime della violenza transfobica, in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto Remembering Our Dead.
  • TRANSFOBIA INTERIORIZZATA: forma di transfobia spesso non cosciente, risultato dell'educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittima le stesse persone transessuali.
  • PRIDE: espressione che indica la manifestazione e le iniziative che si svolgono ogni anno in occasione della Giornata mondiale dell'orgoglio LGBT, nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 giugno, che commemora la rivolta di Stonewall, culminata appunto il 28 giugno 1969. I cosiddetti moti di Stonewall furono una serie di violenti scontri fra persone transgender e omosessuali e la polizia a New York. La prima notte degli scontri fu quella di venerdì 27 giugno 1969, quando la polizia irruppe nel locale chiamato Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street, nel Greenwich Village. "Stonewall" (così è di solito definito in breve l'episodio) è generalmente considerato da un punto di vista simbolico il momento di nascita del movimento di liberazione LGBT moderno in tutto il mondo.

Per la redazione delle definizioni sono stati consultati i glossari presenti in:

  • AGEDO (a cura di), Nessuno uguale. Adolescenti e omosessualità, Città di Torino, 2005;
  • Coordinamento Genitori Democratici, Quando... un imprevisto in famiglia. Un contributo per conoscere la realtà omosessuale. Una guida per i genitori, Regione Piemonte, 2009;
  • Graglia Margherita, Psicoterapia e omosessualità, Carocci, 2009;
  • ONIG, Identità e genere. Istruzioni per l'uso, 2009.

E' possibile consultare inoltre la Scheda Orientativa lgbT: persone Transessuali e Transgender

Hanno contribuito / collaborato: 

Questa scheda orientativa è stata realizzata da un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato: InformaGiovani e Servizio LGBT della Città di Torino e il Gruppo Formazione del Coordinamento Torino Pride.
Le informazioni contenute nel paragrafo: "Giovani gay e lesbiche a Torino" sono estrapolate da ricerche a cura della dott.ssa Chiara Bertone.