Economia solidale

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Aggiornamento: 
Febbraio 2011
Ultima modifica: 
Dicembre 2011
Consumo consapevole ed economia alternativa.

Il Commercio Equo e Solidale

Il commercio equo e solidale si basa sull’idea che sia possibile una forma di economia alternativa, fondata sulla solidarietà con i paesi economicamente meno sviluppati. Le merci vengono acquistate direttamente dai produttori locali, senza intermediazioni, garantendo loro un giusto guadagno.

Un ulteriore scopo di questo tipo di commercio è quello di favorire lo sviluppo delle economie locali e delle comunità a loro legate, anche attraverso la creazione di reti di collaborazione fra singoli produttori. Una parte dei guadagni viene investita nell’impresa stessa. Il rimanente, distribuito alle famiglie, serve a migliorare le loro condizioni di vita e, complessivamente, quelle della comunità.

Inoltre produttori e acquirenti del prodotto devono rispettare una serie di regole, fra cui il divieto del lavoro minorile, l’impiego di materie prime rinnovabili, il rispetto per l’ambiente.

La prima centrale italiana di importazione nasce nel 1987 a Bolzano. Attualmente le Botteghe del Mondo, che sono il canale di diffusione delle tematiche e dei prodotti del Commercio Equo e Solidale, sono presenti su quasi tutto il territorio nazionale e spesso vengono gestite da organizzazioni basate sul volontariato.

Le Botteghe del Mondo acquistano le merci tramite alcune strutture di importazione, come CTM Altromercato di Bolzano, Liberomondo di Roreto di Cherasco (CN), Commercio Alternativo di Ferrara, Equoland di Calenzano (FI), Equomercato di Cantù (CO), RAM di Avegno (GE), Altraqualità di Chiesuol del Fosso (FE) e Roba dell'Altro Mondo di Carasco (GE). Alcune importanti associazioni, nazionali (come ACLI, Manitese, ARCI) e internazionali, hanno dato vita a TransFair, ora Fairtrade. E’ un'organizzazione, attiva in 24 paesi europei ed extraeuropei, che non vende direttamente prodotti, ma fa da organo di garanzia, certificazione e controllo delle merci in vendita. Per maggiori informazioni consulta il sito: http://www.fairtradeitalia.it

Nel 2005, inoltre, l’AGICES - Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale - ha approvato la nuova stesura della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale, che definisce gli obiettivi condivisi da tutte le organizzazioni italiane che operano nel settore. E’ possibile scaricare il documento dal sito dell’associazione: http://www.agices.org

I punti vendita del commercio equo e solidale non sono distribuiti in modo omogeneo sul territorio nazionale. I principali prodotti acquistabili nelle botteghe sono gli alimentari (fra cui caffè, tè, miele, cioccolato, zucchero, biscotti, cereali, conserve), l’artigianato (abbigliamento, giocattoli, ceramiche, arredamento) e i prodotti per l’igiene personale e della casa. Per saperne di più si suggerisce la lettura di:

  • Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Guida al risparmio responsabile, Bologna, Emi Edizioni, 2003;

I Gruppi di Acquisto Solidale (GAS)

I GAS - Gruppi di Acquisto Solidale - sono costituiti da persone che acquistano all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune e li ridistribuiscono fra di loro. La scelta dei fornitori viene effettuata in base a criteri etici, sociali e ambientali, al fine di promuovere:

  • l'acquisto di prodotti locali, da una parte per ridurre l'inquinamento e lo spreco energetico dovuti al trasporto della merce, dall'altra per favorire la conservazione e il recupero delle tradizioni locali e incentivare l’attività dei piccoli produttori;
  • il consumo di beni prodotti nei paesi in via di sviluppo;
  • il consumo di prodotti biologici, ecologici ed ecocompatibili;
  • la pratica del riciclo di imballaggi e confezioni per diminuire l’impatto ambientale.

Il funzionamento di base di un gruppo d’acquisto prevede che i suoi membri definiscano i prodotti su cui effettuare gli acquisti collettivi. In base ai fornitori scelti, ciascuno stila proprio ordine. Con cadenza periodica e a turno, uno dei componenti del gruppo raccoglie le liste della spesa ed effettua un ordine collettivo collettivo. Quando arriva la merce, i prodotti vengono consegnati nei "punti di snodo", dove ogni acquirente può effettuare il ritiro e pagare la sua parte dell’ordine.

Il primo GAS italiano si forma nel 1994, a Fidenza. Nel 1997 nasce la Rete nazionale di collegamento dei GAS, che associa nuclei attivi sul territorio nazionale reti locali. La legge finanziaria 2008 ha istituito ufficialmente i Gruppi di Acquisto Solidale, riconoscendo che le attività svolte da questi ultimi, unicamente a favore dei componenti dei gruppi, non hanno carattere commerciale, sia ai fini dell’applicazione delle imposte dirette, sia ai fini dell’applicazione dell’IVA[1].

Attualmente in Italia esistono circa un migliaio di gruppi tra cooperative del settore, associazioni non profit riconosciute e non riconosciute, gruppi spontanei e informali. Alcuni gruppi fanno capo alle botteghe del commercio equo e solidale. Per saperne di più, si consiglia la lettura di:

  • Sara RAGUSA, A tutto GAS. Come aprire un Gruppo d’Acquisto Solidale e vivere meglio, Milano, Terre di Mezzo, [2010];
  • Marino PEROTTA, Gruppi d’acquisto solidale. Cosa sono, come si costituiscono, come funzionano, Roma, Edizioni Lavoro, 2005;
  • GASP. Gruppi di Acquisto Solidale e Partecipativo, Milano, Punto Rosso, 2009.

La cultura del mangiare sano

L’agricoltura biologica

L’agricoltura e l’allevamento biologici differiscono da quelli convenzionali per il loro ridotto utilizzo di prodotti di sintesi per concimare e combattere i parassiti, il rispetto della naturale fertilità del suolo, la tutela del benessere degli animali.

Questo tipo di coltivazioni e allevamenti sono normati dai Regolamenti CEE 1804/1999 e 834/2007, che stabiliscono una serie di regole precise.
In particolare, le aziende che scelgono il biologico devono convertire il loro sistema produttivo per rendere minimo l’impatto sull’ambiente, riducendo ogni forma di inquinamento, impiegando tecniche di risparmio idrico e incentivando l’impiego di energie rinnovabili. E’ escluso l’utilizzo di sostanze chimiche per la difesa delle piante e la fertilizzazione dei terreni, tranne quelle ammesse dal regolamento comunitario, così come è vietato produrre OGM (Organismi Geneticamente Modificati) o, ancora, ricorrere a trattamenti post-raccolta (ad esempio irrorare di antimuffa le bucce delle arance o spolverizzare le patate di antigermogliativi).
Per quanto riguarda le produzioni di origine animale, non sono consentiti gli allevamenti “senza terra”, perché le deiezioni degli animali sono un ottimo concime naturale, ma soprattutto perché le tecniche di allevamento devono essere tali da causare la minor sofferenza possibile agli animali e rispettare il loro benessere. L’alimentazione degli animali deve provenire in massima parte da coltivazioni biologiche. Sono banditi, in questo senso, anche i mangimi medicati, ossia arricchiti di antibiotici e ormoni per accelerare la crescita del bestiame. L’utilizzo di sostanze di sintesi e medicinali è consentito solo per specifiche esigenze veterinarie.

I prodotti di origine biologica hanno una diffusione piuttosto ampia su tutto il territorio nazionale, per cui è possibile acquistarli, oltre che direttamente in azienda o nei negozi specializzati, anche nei mercati in cui sono presenti i produttori bio, nei supermercati oppure attraverso il commercio elettronico.
Per essere sicuri che un prodotto sia effettivamente biologico, occorre leggere attentamente l’etichetta, in cui deve comparire la scritta Agricoltura Biologica - Regime di Controllo CE, accompagnata dalla sigla di uno degli Organismi di Controllo incaricati dall’Unione Europea di certificare i requisiti dei prodotti immessi sul mercato ed, eventualmente, dal logo comunitario. Quest’ultimo è stato introdotto dalla Commissione Europea nel marzo del 2004 e può essere utilizzato in maniera volontaria dai produttori, come garanzia che i loro metodi di produzione sono conformi alle norme UE.

Farmers' Market - I Mercati del Contadino

I Farmers' Market sono i mercati in cui gli agricoltori possono vendere i loro prodotti direttamente al consumatore. Il principio su cui si basano è quello della “filiera corta”, che prevede un rapporto diretto tra il produttore agricolo e il consumatore finale. Inoltre la merce viene trasportata una volta sola, con un risparmio dei costi di trasporto, una riduzione dell’inquinamento e un risparmio sul prezzo di vendita. I prodotti venduti, infine, sono più freschi.
I Farmers' Market sono stati istituiti ufficialmente solo con la Legge Finanziaria del 2007: “al fine di promuovere lo sviluppo dei mercati degli imprenditori agricoli a vendita diretta”, anche se un precedente Decreto Legislativo del 2001[2] permetteva agli imprenditori agricoli di vendere direttamente i prodotti alimentari.

Finanza etica

La finanza etica[3]

si fonda su un modello alternativo a quello capitalistico tradizionale. L’obiettivo è la ricerca di una finalità sociale dell’attività finanziaria. Il Credito etico utilizza forme di investimento fatte nella comunità, in progetti e attività che portano beneficio diretto alla collettività, specialmente a quelle categorie di persone o imprese che più difficilmente riescono ad avere accesso al credito. Le caratteristiche della finanza etica sono la partecipazione diretta dei soci alla gestione e alla scelta dei finanziamenti da effettuare; la trasparenza sul modo in cui viene utilizzato il risparmio; un sistema di garanzie di tipo personale piuttosto che patrimoniale; un’attenzione prevalente nei confronti dei progetti delle organizzazioni del terzo settore.

E’ possibile identificare tre categorie di fondi esistenti:

  1. i fondi etici, basati sul criterio di evitare di finanziare le attività non in linea con l’etica di chi li promuove e/o di vincolare l’impiego dei risparmi alle imprese che dimostrano di ricercare il miglioramento dell’impatto sociale o ambientale della propria attività;
  2. i fondi del settore ambientale, che investono in imprese appartenenti al settore ambientale tradizionale, costituito da quattro principali tipi: gestione delle acque, riciclaggio dei rifiuti, tecnologie ambientali, recupero terreni abbandonati o consulenza ambientale;
  3. i “fondi verdi”, che investono principalmente tra le imprese che utilizzano energia pulita, nelle imprese agricole biologiche, nelle imprese di turismo ecologico e nelle imprese che offrono al dettaglio prodotti ecologici.

MAG - Mutue di Auto Gestione

Il progetto della banca “diversa” ha radici già a partire dagli anni ‘70 con la nascita delle MAG - Mutue di Auto Gestione, società cooperative che operano nell’ambito della finanza etica.

La prima MAG italiana nasce a Verona nel 1978, basando il suo statuto su una legge del 1886[4] tutt’ora in vigore, in cui viene approvata la costituzione legale delle Società di Mutuo Soccorso. Seguono, all’esperienza veronese, la MAG2 di Inzago (MI) (1980), la MAG4 a Torino (1987), la MAG6 a Reggio Emilia (1988) e le MAG Venezia (1992) e Roma (2005).

Obiettivo primario di una Mutua di Auto Gestione è quello di investire il denaro dei soci, che viene raccolto sotto forma di capitale sociale, per finanziare iniziative economiche autogestite: per esempio, offrire opportunità di finanziamenti etici e solidali oppure erogare prestiti con tassi d'interesse a condizioni di rientro vantaggiose. Una volta rientrati, i fondi vengono subito riutilizzati per nuovi finanziamenti o progetti.

L’organo principale è costituito dal Consiglio di Amministrazione, i cui membri vengono eletti durante le assemblee dei soci. Ogni socio ha diritto al voto e può partecipare sia alle assemblee periodiche sia alle riunioni del Consiglio; in questo modo viene garantita la massima trasparenza nell’ambito della gestione interna.

In seguito a provvedimenti legislativi contro il riciclaggio del denaro, le MAG hanno visto una limitazione della loro attività (per esempio a causa della necessità di dotarsi di un capitale sociale minimo di 1 miliardo, o a causa del divieto per le cooperative di raccogliere risparmio).

Le MAG sono state tra i fondatori del progetto per la costituzione della Banca Etica.

Banca Etica

La Banca Etica è un istituto bancario nato per supportare lo sviluppo di iniziative legate all’intervento nel sociale, capace di convogliare parte dei risparmi e delle disponibilità finanziarie dei cittadini verso un uso etico, rispettoso dell’ambiente, socialmente utile e a favore di quei progetti che mettono in primo piano le fasce deboli della popolazione.

I soggetti che possono beneficiare dei finanziamenti sono, dunque, la cooperazione sociale e le attività nel campo della tutela ambientale, della promozione dei diritti umani e culturali, della cooperazione internazionale e del Commercio Equo e Solidale. Sono esclusi invece finanziamenti a imprese che, ad esempio, producono armi o hanno legami con stati che non rispettano i diritti umani.

La Banca Etica offre alla propria clientela i normali servizi bancari, con tassi di interesse però leggermente più bassi rispetto a quelli delle altre banche.

Le Banche Etiche, come le Banche dei Poveri [5], operano spesso anche nell'ambito del microcredito, fornendo a clienti particolarmente disagiati prestiti di importo anche minimo e tassi di interesse molto bassi.

A livello internazionale esistono già molti esempi concreti di Banca Etica:

  • Alternative Bank Suisse (ABS), nata in Svizzera nel 1990
    https://www.abs.ch
  • Gemeinschaftsbank, banca comunitaria tedesca nata nei primi anni ’70 a Bochun come banca cooperativa etico-ecologica
    http://www.gls.de
  • Grameen Bank, nata in Bangladesh nel 1976. Attualmente ha circa due milioni di soci
    http://www.grameen-info.org
  • Ökobank, nata in Germania nel 1984 nell’ambito del movimento ambientalista, nel 1999 ha conosciuto una grave crisi ed è poi confluita nella Gemeinschaftsbank
  • Triodos Bank, fondata in Olanda nel 1980. Opera nei settori dell’economia sociale, della cooperazione, del commercio solidale, dell’ambiente e dell’arte
    http://www.triodos.co.uk

A Padova, nel 1999, è stato aperto il primo sportello della Banca Popolare Etica, dando così l’avvio all’operatività su tutto il territorio nazionale. Per altre informazioni, consultare http://www.bancaetica.com

Nel marzo 2006 è stata fondata la Banca ETICredito, banca etica Adriatica: http://www.eticredito.it
Inoltre si stanno sviluppando, presso banche “tradizionali” quali il Banco Ambrosiano Veneto, la Cassa di Risparmio di Firenze, la Banca Popolare di Milano, la Banca Popolare Commercio e Industria, il Credito Varesino, molte iniziative finanziarie con scopi benefici, che contribuiscono allo sviluppo di attività socialmente utili. Altri istituti bancari (BNL, Banca di Roma, Banca Sella, RAS) mettono a disposizione fondi etici, ovvero investimenti in cui è garantita l’assenza di sfruttamento di lavoro minorile, costruzione di armi, inquinamento dell’ambiente.

Per saperne di più si consiglia la lettura di: 

  • Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Guida al risparmio responsabile, Bologna, Emi Edizioni, 2003;
  • Andrea SAROLDI, Costruire economie solidali, Bologna, Emi Edizioni, 2002.

La Banca del Tempo

La “Banca del Tempo” è un’associazione i cui membri scambiano tempo e competenze. Ognuno può offrire un servizio e riceverne un altro. Le prestazioni sono valutate in termini di ore (per esempio, si può scambiare un’ora di lavori domestici con un’ora di giardinaggio).

Questa forma di scambio nasce in Inghilterra e in Canada negli Anni ‘80, come risposta alla disoccupazione e alla mancanza di reddito nei periodi di maggiore crisi economica.

In Italia la prima Banca del Tempo nasce a Sant’Arcangelo di Romagna, nel 1994, per iniziativa di un gruppo di donne del consiglio comunale. Nel 2000 lo Stato ha ufficialmente riconosciuto, con l’articolo 27 della Legge 53/2000, l’esistenza delle Banche del Tempo[6].

I principi ispiratori sono:

  • il tempo come unità di misura e come forma di scambio alternativa al denaro;
  • la parità delle prestazioni;
  • la gratuità degli scambi.

Quando ci si iscrive a una Banca del Tempo (alcune richiedono il pagamento di una quota associativa) bisogna segnalare i servizi che si intendono dare e quelli che si intendono ricevere. Verranno rilasciati due blocchetti con matrice: uno per le ore date e uno per quelle ricevute. La Banca riceverà un “assegno” sia da chi ottiene la prestazione sia da chi la fornisce: in questo modo effettua un conteggio delle ore date e di quelle ricevute per ogni singolo socio.

Le prestazioni possono essere le più varie: dalla cura della casa e dei bambini, alle piccole manutenzioni, a consulenze di varia natura.

Per saperne di più è possibile visitare i seguenti siti:

Si consiglia inoltre la lettura del saggio:

  • Paolo COLUCCIA, Il tempo... non è denaro! Riflessioni sui sistemi di scambio locale non monetario e sulle Banche del tempo, Pisa, Biblioteca Franco Segantini, 2003.

[1] Legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, commi 266-268 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28/12/2007 - Supplemento ordinario n. 285.
[2] Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228, art. 4 "Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 137 del 15/06/2001 - Supplemento Ordinario n. 149.
[3] Il contenuto di questo capitolo è basato sull’articolo di Saverio Pipitone “Viaggio nella Finanza Etica”, pubblicato nella rivista “Il Consapevole” http://www.ilconsapevole.it
[4] Legge 15 aprile 1886 n. 3818 “Costituzione legale delle Società di Mutuo Soccorso”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 29/04/1886.
[5] Le Banche dei Poveri sono istituti bancari che operano, soprattutto nei paesi del Terzo Mondo, nel campo della microfinanza, cioè nell'erogazione di prestiti e finanziamenti caratterizzati da importi molto bassi (equivalenti a pochi euro o a poche decine di euro) a persone che il settore bancario tradizionale considera “non solvibili”.
[6] Legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 27 “Banche dei tempi”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13/3/2000.

Riferimenti utili

Commercio equo e solidale

Agricoltura Biologica

  • AIAB - Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica - via Piave 14 - 00187 Roma - tel. 0645437485 fax 0645437469
    http://www.aiab.it - E-mail: aiab@aiab.it
  • FONDAZIONE CAMPAGNA AMICA - via Nazionale 89/A - 00184 Roma - tel. 06489931 fax 0648993217
    http://www.campagnamica.it
  • AMAB - Associazione Meditarranea Agricoltura Biologica - Centro studi AMAB c/o Monastero di Montebello - 61030 Isola del Piano (PU) - tel. 0721720334 fax 0721720326
    http://www.amab.it - E-mail: amab@amab.it
  • ICEA - Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale - via Nazario Sauro 2 - 40121 Bologna - tel. 051272986 fax 051232011
    http://www.icea.info - E-mail: icea@icea.info

Finanza etica

Informazioni locali

Botteghe solidali e commercio equo

Banca Etica

  • BANCA POPOLARE ETICA - Filiale di Torino - via San Pio V 15 bis - 10125 Torino - tel. 0116680993 fax 0116680942
    E-mail: ufficio.torino@bancaetica.com
  • MAG4 PIEMONTE - Strumento di Obiezione Monetaria - via Brindisi 15 - 10152 Torino - tel. 0115217212 fax 0114358953
    http://www.mag4.it - E-mail: info@mag4.it
    La cooperativa Mag4 è diventata il salvadanaio di un gruppo di cooperative, chiamate Gruppo Mag4, unite dalla condivisione dei principi dell’obiezione monetaria e dalla finanza etica. Queste realtà si occupano della raccolta diretta del risparmio dei soci, attraverso la possibilità di apertura di un libretto di deposito, appoggiandosi appunto alla cooperativa Mag4.

Banca del tempo

Si riporta di seguito il riferimento alla legge della Regione Piemonte, in cui viene riconosciuta l’istituzione delle Banche del Tempo:

  • Legge Regione Piemonte 8 gennaio 2004, n. 1, articolo 43 “Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 2 del 15/01/2004.

Per informazioni sugli indirizzi delle Banche del Tempo a Torino e Provincia: