Documenti per stranieri

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Aggiornamento: 
Maggio 2013
Ultima modifica: 
Novembre 2013
Arrivare e soggiornare in Italia. Procedure e informazioni utili per chi proviene da Paesi che non appartengono alla UE o allo Spazio Economico Europeo.

Introduzione

Questa scheda ha lo scopo di fornire una guida semplificata dei principali documenti utili agli stranieri che intendono venire in Italia, soggiornarvi e partecipare alla vita sociale del paese.

Per stranieri intendiamo solo le persone che non appartengono all’Unione Europea e allo Spazio Economico Europeo, i due organismi politico-economici che comprendono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria.

Le leggi, i regolamenti e le procedure che riguardano gli argomenti trattati in questa scheda sono soggetti a frequenti aggiornamenti e modifiche, pertanto è opportuno verificare sempre le informazioni utilizzando i riferimenti utili e le informazioni locali.

L’ingresso in Italia per gli stranieri provenienti da Paesi esterni allo Spazio Schengen[1] è consentito ad alcune condizioni:

  • passare attraverso un valico di frontiera;
  • possedere un passaporto o un documento equivalente[2];
  • avere a disposizione documenti che giustificano lo scopo del viaggio e i mezzi finanziari sufficienti[3];
  • possedere un regolare visto di ingresso[4];
  • non essere segnalato nel Sistema Informativo Schengen al fine della non ammissibilità;
  • non essere considerato pericoloso per l’ordine pubblico, la sicurezza o le relazioni internazionali da uno degli Stati Schengen.

Il visto di entrata

Il visto rappresenta l’autorizzazione all’ingresso di un cittadino straniero non comunitario nel territorio della Repubblica Italiana e deve essere richiesto, prima della partenza per l’Italia, presso le rappresentanze Diplomatiche e Consolari Italiane nel Paese di residenza. Un cittadino straniero che è già residente in un Paese dello Spazio Schengen ed è in possesso di un permesso di soggiorno valido, è esente dal visto per soggiorni non superiori a 3 mesi quando l’ingresso in Italia non avviene per motivi di lavoro (subordinato o autonomo) o di tirocinio.

Per sapere se (sulla base del paese di provenienza, del motivo e della durata del soggiorno) si deve richiedere il visto[5] e conoscere le modalità di rilascio e i relativi costi è possibile consultare il sito http://www.esteri.it/visti/home.asp.

I cittadini stranieri non hanno automaticamente diritto a ottenere il visto. Questo infatti può essere rifiutato con un provvedimento scritto, motivato e tradotto in una lingua comprensibile all’interessato, al quale deve essere anche comunicata la procedura per il ricorso. Al momento dell’ingresso in Italia, anche se in possesso del visto, le Autorità di frontiera sono autorizzate a richiedere nuovamente la dimostrazione dei requisiti previsti per l’ottenimento del visto stesso. Il visto non garantisce dunque la certezza dell’ingresso poiché alla frontiera le autorità preposte hanno la facoltà di respingere lo straniero se è privo di mezzi di sostentamento, oppure se non in grado di dare sufficienti indicazioni sulle ragioni del proprio soggiorno o ancora per motivi di sicurezza e ordine pubblico.

Non è possibile il rilascio o la proroga di un visto a un soggetto che già si trovi in territorio italiano.

Un cittadino straniero in possesso del suo passaporto (o documento equivalente) e di un permesso di soggiorno rilasciato, sulla base di un visto per soggiorno di lunga durata, da un Paese dello Spazio Schengen, può circolare liberamente per un periodo non superiore a 90 giorni per semestre nel territorio di tutti gli Stati Schengen. Lo straniero resta tuttavia obbligato a dichiarare la propria presenza sul territorio degli altri Stati Schengen, alle rispettive Autorità di Pubblica Sicurezza, entro 3 giorni lavorativi dall'ingresso.

Il rientro in Italia, per uno straniero in possesso di regolare permesso di soggiorno, è consentito dietro la presentazione alla frontiera del documento stesso e del passaporto in corso di validità.

I cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia, che si trovano momentaneamente all’estero e sono sprovvisti del documento di soggiorno (per furto o smarrimento), se intendono rientrare in Italia devono fare richiesta di un visto di reingresso. Lo stesso vale per chi è in possesso di un permesso di soggiorno scaduto (da non più di 60 giorni). Alla richiesta si deve allegare la denuncia di furto o smarrimento resa alle competenti autorità locali di polizia.

Tipologie, rilascio e requisiti

I visti rientrano attualmente in 20 tipologie diverse: adozione, affari, cure mediche, diplomatico, familiare al seguito, gara sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricongiungimento familiare, studio, transito aeroportuale, transito, trasporto, turismo, vacanze-lavoro.

La domanda deve essere presentata per iscritto, su apposito modulo in un unico esemplare, compilato in ogni sua parte, sottoscritto, unitamente a una fototessera, ed essere rivolta alle autorità diplomatiche italiane (ambasciata o consolato) del Paese in cui si risiede. Deve essere allegato il passaporto (o un documento equipollente), e la documentazione eventualmente richiesta ai fini della valutazione dei requisiti necessari al rilascio del visto.

La durata del visto varia a seconda della tipologia. Informazioni precise e aggiornate su questo e altri aspetti legati al rilascio si possono ottenere consultando il sito del Ministero degli Affari Esteri.

I termini per il rilascio: la rappresentanza diplomatico-consolare rilascia il visto entro 90 giorni dalla presentazione della domanda (30 giorni per lavoro subordinato, 120 per quello autonomo), anche se è prevista la possibilità di prolungare i termini di fronte alla necessità di ulteriori accertamenti.

Nota bene: i visti richiesti per motivi di lavoro sono rilasciati sulla base di quote che vengono definite ogni anno con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Per avere notizie aggiornate e tempestive sul regolamento annuale dei flussi è utile la consultazione dei siti di associazioni che si occupano di problematiche legate all’immigrazione.

Il permesso di soggiorno

E' il documento che autorizza la permanenza di un cittadino straniero sul territorio nazionale e gli consente di accedere ai servizi e usufruire delle prestazioni[6], tranne per ciò che concerne i visti di durata inferiore ai 90 giorni, che non consentono la fruizione dei servizi offerti dal nostro welfare. La validità è estesa all’intero territorio nazionale mentre la durata è uguale a quella del visto, con l’eccezione dei permessi rilasciati per motivi di lavoro o famiglia. In ogni caso la durata non può essere: superiore a 3 mesi per affari e turismo; superiore a 1 anno (rinnovabile) per la frequenza di un corso di studio o formazione; superiore a 2 anni per lavoro autonomo, per lavoro subordinato a tempo indeterminato o per ricongiungimento familiare. Attenzione: nel caso in cui il cittadino straniero con permesso di lavoro venga licenziato o lasci l'occupazione deve, entro 40 giorni, presentare dichiarazione presso il Centro per l'impego dove potrà essere iscritto alle liste di collocamento e quindi ottenere un permesso di soggiorno per attesa occupazione. Ai sensi della Legge 9 agosto 2013, n. 99 lo stesso permesso può essere ottenuto dagli studenti stranieri che hanno conseguito una laurea triennale o specialistica in Italia.

Il permesso di soggiorno deve essere richiesto entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso in Italia. A seguito della convenzione stipulata tra il Ministero dell’Interno e le Poste Italiane, tanto per i primi rilasci quanto per i rinnovi ci si può rivolgere agli Uffici Postali abilitati[7].

Le istanze devono essere compilate sugli appositi moduli contenuti nei kit in distribuzione presso gli uffici postali e consegnate personalmente. Gli impiegati identificano gli stranieri che presentano la domanda, alla quale si deve allegare la documentazione richiesta che varia a seconda della tipologia di permesso.
L’operatore delle Poste rilascia una ricevuta che ha lo stesso valore del cedolino della Questura. Dopo la spedizione della domanda il richiedente riceverà una prima convocazione presso la Questura per lasciare le impronte digitali e consegnare 4 fotografie necessarie alla stampa del permesso di soggiorno elettronico (permessi con durata superiore ai 90 giorni). Con la seconda convocazione si ritira il documento.

Per la compilazione dei moduli gli interessati possono avvalersi anche dell’aiuto dei Patronati.

Presso l’Ufficio Stranieri del Comune di Torino è possibile effettuare la compilazione elettronica del kit.

Contributo per rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno

Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre, prevede che, dal 30 gennaio 2012, la richiesta di rilascio e di rinnovo del titolo di soggiorno sia sottoposta al versamento di un contributo che varia da € 80 a € 200.
I cittadini migranti dovranno pagare:

  • € 14,62 per la marca da bollo da apporre sull’istanza;
  • € 27,50 per il rilascio del titolo in formato elettronico;
  • € 30 per la spedizione tramite poste italiane;
  • € 80 per il rilascio/rinnovo del titolo di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari ad un anno;
  • € 100 per il rilascio/rinnovo di titolo di soggiorno di durata superiore ad un anno e inferiore o pari a due anni;
  • € 200 euro per il rilascio del permesso di soggiorno CE per i soggiornanti di lungo periodo e per i titoli di soggiorno rilasciati ai sensi dell’art. 27 comma 1 lettera a), T.U. 286/98 ovvero per i dirigenti o personale altamente specializzato che ha fatto ingresso in Italia al di fuori delle quote previste dai decreti flussi.

Saranno esclusi dal pagamento:

  1. i cittadini stranieri non comunitari che chiedono la conversione o l’aggiornamento del proprio titolo di soggiorno;
  2. i cittadini stranieri non comunitari regolarmente presenti sul territorio italiano di età inferiore ai diciotto anni e tutte le categorie che hanno ottenuto il nulla osta per ricongiungimento familiare ai sensi dell’art. 29, comma 1, lettera b) del T.U. 286/98;
  3. i cittadini stranieri non comunitari che fanno ingresso nel territorio nazionale per ricevere cure mediche ed i loro eventuali accompagnatori;
  4. i cittadini stranieri non comunitari che richiedono il rilascio ed il rinnovo del titolo di soggiorno per status rifugiato, richiesta asilo politico, protezione sussidiaria e motivi umanitari.

Per ulteriori informazioni su tutte le procedure per il rilascio e il rinnovo dei permessi si consiglia di consultare il Portale Immigrazione http://www.portaleimmigrazione.it.
Su questo sito è possibile verificare lo stato della propria pratica tramite un’area riservata, accessibile all’utente. Sul portale si trovano inoltre gli elenchi dei patronati e degli uffici postali abilitati. Sono stati predisposti anche dei servizi di informazione telefonica:

  • 800309309 numero verde gratuito di informazioni generali, in più lingue e funzionante 24 ore su 24;
  • 848855888 (costo pari a tariffa urbana) per informazioni sullo stato di avanzamento delle pratiche, lunedì-venerdì 8.00-20.00;
  • 803160 numero verde per informazioni sugli uffici postali abilitati, lunedì-venerdì 8.00-20.00.

Il permesso di soggiorno non deve essere richiesto per soggiorni di durata superiore a 3 mesi per motivi di visite, affari, turismo e studio breve (per il quale è previsto il Visto C).

In questi casi è sufficiente informare le autorità competenti: l’ufficio della Polizia di frontiera al momento dell’ingresso in Italia oppure, nel caso in cui l’ingresso avvenga attraverso un Paese dell’Area Schengen, la Questura della provincia in cui ci si trova entro 8 giorni lavorativi.

Il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere richiesto, secondo le stesse modalità del rilascio, da 3 mesi prima a massimo 2 mesi dopo la scadenza. Si consiglia però di rinnovare quanto più possibile vicino alla data di scadenza.

Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno)

Dall’8 gennaio 2007[8] la carta di soggiorno è stata sostituita da questo documento che autorizza gli stranieri a soggiornare a tempo indeterminato in Italia. Può essere richiesto da:

  • uno straniero che soggiorni regolarmente in Italia da 5 anni;
  • chi è sposato e convive con un cittadino straniero già titolare di carta di soggiorno;
  • chi è figlio minorenne di straniero titolare di carta di soggiorno;
  • straniero coniuge, figlio minore o genitore conviventi di un cittadino italiano o di un cittadino di uno stato dell’Unione Europea residente in Italia.

Non può invece essere richiesto dagli stranieri che:

  • soggiornano per motivi di studio o formazione professionale;
  • soggiornano a titolo di protezione temporanea o per motivi umanitari;
  • soggiornano per asilo;
  • sono titolari di un permesso di soggiorno di breve durata.

Il richiedente è tenuto a dimostrare di avere un reddito sufficiente per il sostentamento di sé e dei suoi familiari.

Il permesso può essere rifiutato agli stranieri ritenuti pericolosi per l'ordine pubblico o la sicurezza dello stato.

Nella maggior parte dei casi la richiesta può essere inoltrata agli Uffici Postali, ai comuni e ai patronati abilitati, presentando l’istanza di rilascio completa e sottoscritta, copia del documento di identità (passaporto o equipollente), copia della dichiarazione dei redditi o ultimo CUD[9], il certificato del casellario giudiziale, il certificato che attesti l’assenza di provvedimenti penali in corso, una fototessera[10].

Il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è richiesto tramite procedura di spedizione del Kit. Solo in caso di rilascio di carta di soggiorno per parentela con cittadino/a comunitario/a occorre recarsi in corso Verona 4 a Torino per il primo rilascio.

Per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è richiesto il certificato di idoneità abitativa (sia nel caso che lo si chieda per sé, sia nel caso in cui lo si chieda per il proprio nucleo familiare). La pratica per il certificato può essere presentata, a Torino, presso l’Ufficio Stranieri del Comune. Per informazioni consultare il sito http://www.comune.torino.it/stranieri-nomadi/stranieri/servizi/fare/id_abitativa.htm dal quale sono scaricabili i moduli necessari per la pratica. Nelle pagine “Informa Stranieri & Nomadi”, sul sito del Comune di Torino, è consultabile inoltre un elenco di tecnici professionisti abilitati (iscritti all’albo professionale) con indicazione di tariffe, indirizzi e modalità di contatto. Infatti è sulla base della perizia tecnica che verrà rilasciato il certificato di idoneità abitativa dal Comune di Torino.

Il permesso di soggiorno CE è valido come documento di identificazione personale per 5 anni, al termine dei quali è possibile richiederne il rinnovo presentando nuove fotografie.
All’atto del cambiamento del passaporto il permesso deve essere aggiornato. Ogni variazione inerente a passaporto, residenza oppure al cambio di cognome in caso di divorzio per le donne di alcune nazionalità, deve essere comunicata e aggiornata in Questura.
Il possesso di questo documento consente allo straniero di entrare nel territorio italiano senza il visto, svolgere tutte quelle attività lecite che per legge non siano esplicitamente riservate al cittadino italiano o comunitario (per esempio gli impieghi nella Pubblica Amministrazione), accedere a servizi e prestazioni di enti pubblici. Chi ne è in possesso non può inoltre essere espulso se non per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza nazionale o perché ritenuto socialmente pericoloso.

Dal 9 dicembre 2010 è in vigore l’art 9, comma 2-bis, del Testo Unico in materia di Immigrazione, disciplinato dal Decreto del Ministero dell’Interno del 4 giugno 2010, che prevede, tra i requisiti necessari ai fini del rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, il superamento di un test di lingua italiana. La richiesta di partecipazione al test va presentata on-line accedendo al sito del Ministero dell’Interno https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare le pagine dedicate sul sito http://www.meltingpot.org/Il-Permesso-di-soggiorno-CE-per-soggiornanti-di-lungo.html#.UahbJaFzY3A.

Permesso di soggiorno per lavoratori altamente qualificati (Carta Blu UE)

Dall’ agosto 2012 è stato introdotto un nuovo permesso di soggiorno, denominato “Carta Blu UE”, riservato a lavoratori extracomunitari altamente qualificati che vogliono svolgere un lavoro in Italia.Le qualifiche professionali devono essere idoneamente certificate dai Paesi di origine e l’attività lavorativa svolta in Italia deve essere, nei primi due anni di permanenza, conforme alle qualifiche per le quali si è ottenuto il permesso.
Questo tipo di permesso consente l’ingresso e il soggiorno al di fuori delle quote annualmente stabilite dal decreto flussi.

La Carta Blu può essere rilasciata a:

  • stranieri residenti in uno Stato terzo;
  • stranieri regolarmente residenti sul territorio nazionale;
  • stranieri regolarmente soggiornanti in un altro Stato membro dell’U.E;
  • stranieri titolari di Carta Blu rilasciata da altro Stato membro.

Il permesso di soggiorno (Carta Blu) è rilasciato con durata biennale nel caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato, oppure con una durata pari a quella del rapporto di lavoro.,I titolari di Carta Blu U.E possono effettuare il ricongiungimento familiare, in conformità con le disposizioni del T.U. sull’immigrazione, a prescindere dalla durata del permesso di soggiorno.

Entro un mese dall'ingresso nel territorio la domanda di nulla osta al lavoro per i lavoratori stranieri altamente qualificati deve essere presentata dal datore di lavoro allo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura - Ufficio territoriale del governo esclusivamente utilizzando il servizio di inoltro telematico a cui si accede dal sito  http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/0807_2008_05_14_invio_telematico_ex_art_27_TU_immigrazione.html

Informazioni più dettagliate sono reperibili, oltre che sul sito del Ministero degli Interni, anche su
http://www.stranieriinitalia.it/l_esperto_risponde-carta_blu_ue_di_cosa_si_tratta_le_risposte_dell_esperto_15679.html

 

La cittadinanza italiana

L’acquisizione della cittadinanza comporta l’essere soggetti agli stessi diritti e doveri dei cittadini italiani. Un cittadino straniero può ottenere la cittadinanza italiana sulla base di diverse motivazioni: per matrimonio, per residenza, sulla base di leggi speciali[11].

La Legge 94/2009[12] ha introdotto una serie di novità anche in materia di cittadinanza, in particolare per quanto riguarda i requisiti necessari per ottenerla. E' stato previsto, inoltre, per le nuove istanze, il versamento di un contributo di € 200 (articolo 1, comma 12, della Legge).

La cittadinanza si ottiene a seguito del matrimonio con un/a italiano/a dopo 2 anni di residenza legale in Italia oppure, nel caso in cui i coniugi risiedano all’estero, dopo 3 anni dalla data del matrimonio. In entrambi i casi non ci deve essere stato scioglimento, annullamento, cessazione degli effetti civili del matrimonio o separazione legale.

La cittadinanza può essere concessa sulla base della residenza nel territorio italiano ai cittadini:

  • stranieri non comunitari che vi risiedono legalmente da almeno 10 anni;
  • apolidi o rifugiati politici che vi risiedono da almeno 5 anni;
  • stranieri con un genitore o uno degli ascendenti in linea diretta che è stato cittadino italiano per nascita o che è nato nel territorio italiano e vi risiede legalmente da almeno 3 anni;
  • straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente in Italia da almeno 5 anni successivi all’adozione;
  • straniero che ha prestato servizio alle dipendenze dello Stato italiano, anche all’estero, per almeno 5 anni.

Maggiori dettagli e informazioni su queste casistiche e sulla concessione della cittadinanza sulla base di diverse leggi speciali si trovano sul sito del Ministero dell’Interno http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/cittadinanza/sottotema002.html.

La domanda di cittadinanza, compilata sull’apposito modello con contrassegno telematico (ex marca da bollo), va presentata presso la Prefettura della provincia in cui si risiede.
I cittadini stranieri, che hanno presentato domanda di cittadinanza, possono controllare a che punto è la propria pratica on-line da un qualsiasi computer, collegandosi al sito del Ministero dell’Interno http://www.interno.it e accedendo alla sezione "Cittadinanza", dove si trovano le informazioni sulla procedura alla voce "Consulta la tua pratica".

Per informazioni a Torino contattare:

  • PREFETTURA DI TORINO - Ufficio Cittadinanza - piazza Castello 199 - 10124 Torino - tel. 0115589550 - 0115589498 fax 0115589518. Per informazioni telefoniche è possibile chiamare il martedì e il giovedì, orario: 10.00-13.00.
    Nel sito http://www.prefettura.it/torino c’è una sezione dedicata all’immigrazione, che contiene la modulistica necessaria per la domanda. E-mail: cittadinanza.pref_torino@interno.it
    Sempre sul sito della Prefettura di Torino, a partire dall'11 maggio 2011, i cittadini e le cittadine stranieri/e non comunitari/e che abbiano presentato istanza di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo possono verificare la data della convocazione e l'Istituto scolastico dove sostenere il test di lingua italiana.

Altri documenti

L’iscrizione anagrafica

Può essere richiesta da uno straniero maggiorenne in possesso di un permesso di soggiorno con durata superiore a 3 mesi. Certifica il luogo in cui la persona abitualmente dimora.

È possibile farne richiesta presso gli Uffici Anagrafici del Comune di appartenenza dove sono reperibili i moduli per la domanda.

Lo straniero oltre alla domanda è tenuto a presentare i seguenti documenti:

  • passaporto valido;
  • codice fiscale;
  • autocertificazione dei metri quadrati calpestabili della propria abitazione (l’obbligo sussiste per quanti presentano la domanda per la prima volta) o la ricevuta di pagamento della tassa rifiuti;
  • permesso di soggiorno valido.

Quest’ultimo documento può essere sostituito:

  • dalla ricevuta di primo rilascio e dal nulla osta al ricongiungimento familiare rilasciato dallo Sportello Unico per permesso di soggiorno per motivi familiari;
  • dalla ricevuta di primo rilascio, dal nulla osta al lavoro e dal contratto di soggiorno rilasciati dallo Sportello Unico per coloro che abbiano sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione e siano in attesa di permesso di soggiorno per motivi di lavoro;
  • dalla ricevuta di primo rilascio e dal contratto di soggiorno rilasciato dallo Sportello Unico per l’emersione del lavoro irregolare;
  • dalla ricevuta di rinnovo e dalla copia del permesso scaduto per ogni tipo di permesso di soggiorno.

Nel caso in cui lo straniero risieda in una struttura di accoglienza o in una comunità dovrà presentare una dichiarazione di residenza sottoscritta dal responsabile della struttura.

In seguito alla domanda, al richiedente verrà consegnata una ricevuta cui seguirà il controllo da parte della Polizia Municipale al fine di verificare l’effettiva residenza.

Il cittadino straniero ha l’obbligo di rinnovare la dichiarazione di dimora abituale entro 60 giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno o della carta, con una comunicazione diretta all’Anagrafe comunale che, in caso contrario, provvede alla cancellazione dalle liste dei residenti nel comune.

L’iscrizione anagrafica è indispensabile per ottenere il rilascio della carta d’identità, per usufruire delle prestazioni socio-assistenziali e per poter presentare la domanda per l’assegnazione degli alloggi popolari.

Carta d’Identità

Lo straniero regolarmente residente in Italia, con residenza anagrafica, può richiedere questo documento di riconoscimento personale che ha una validità circoscritta al territorio italiano. Per ottenere la carta d’identità l’interessato deve rivolgersi di persona all’anagrafe della località in cui vive presentando 3 fotografie uguali e recenti, un documento di identificazione e il permesso di soggiorno non scaduto, oppure permesso scaduto e ricevute del rinnovo, oppure nulla osta e ricevuta prima richiesta, rilasciato dalla Questura competente. La carta d’identità deve essere rinnovata dopo 10 anni e non è valida per l’espatrio.

Codice Fiscale

E’ una tessera che riporta una serie di lettere e di numeri che riproducono in codice i dati anagrafici del cittadino. Il codice fiscale rappresenta lo strumento di identificazione dei contribuenti nei rapporti con il fisco e si esibisce in una molteplicità di atti, anche amministrativi, tra i quali l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, l’assunzione come lavoratori dipendenti o autonomi, la stipula di contratti (affitto, compravendita), l’apertura di un conto corrente.

Il cittadino straniero lo deve richiedere agli Uffici Locali delle Agenzie delle Entrate, presentando il permesso di soggiorno o la ricevuta del rinnovo e la fotocopia del passaporto in corso di validità. Nel caso in cui venga richiesto un visto per lavoro subordinato in Italia, il codice fiscale è rilasciato dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all'estero insieme al visto.

Patente di guida

Ai cittadini stranieri, come agli italiani, è richiesto questo documento per poter guidare un veicolo. Ai titolari di una patente non comunitaria, che possiedano un permesso internazionale di guida o una traduzione giurata della patente, è consentita la guida dei veicoli che la loro patente abilita fino a un anno dall’acquisizione della residenza.

Dopo un anno dalla residenza è necessario convertire la patente estera in una patente italiana, cosa possibile per i permessi di guida rilasciati dagli stati esteri con i quali l’Italia ha stabilito rapporti di reciprocità. L’elenco dei paesi è consultabile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti http://www.mit.gov.it/mit/site.php.

La domanda di conversione deve essere rivolta all’Ufficio Provinciale della Motorizzazione competente allegando: modello TT2112 (si ritira presso gli Uffici della Motorizzazione); ricevuta del versamento di due tasse dovute per la conversione; patente estera posseduta (in visione); traduzione in bollo della patente estera autenticata dalla rappresentanza in Italia dello Stato che ha rilasciato la patente stessa e convalidata dalla Prefettura; 2 foto recenti in formato tessera; certificato medico (e relativa fotocopia) in bollo con foto recente, rilasciato da un medico convenzionato con l’ASL o da un Ufficiale sanitario; permesso o carta di soggiorno in corso di validità o ricevuta di rinnovo del permesso di soggiorno o di primo rilascio per motivi di lavoro subordinato (in visione).

La richiesta di conversione della patente può essere presentata anche da una persona diversa dal diretto interessato, munita di delega in carta semplice e fotocopia di un documento di identità dell'interessato.

La conversione comporta l’emissione di una nuova patente italiana che sostituisce quella straniera.

Per informazioni più approfondite contattare gli Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile.

Traduzione ufficiale dei documenti

In molti casi il cittadino straniero deve presentare la traduzione ufficiale di un documento redatto in lingua straniera. Il traduttore, che può essere una persona esperta della lingua o un traduttore iscritto all’Albo del Tribunale, deve giurare e firmare davanti al Cancelliere un verbale in cui dichiara di aver tradotto fedelmente quanto scritto nel documento (in originale o copia autentica) da allegare alla traduzione.

Il verbale, detto di asseverazione, è soggetto a tassa di concessione governativa. Presso il tribunale gli stranieri interessati trovano l’elenco dei traduttori cui rivolgersi per questo tipo di servizio.

[1] I paesi che applicano la Convenzione di Schengen sono: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria.
[2] Per esempio: titolo di viaggio per rifugiati e per stranieri, libretto di navigazione, lasciapassare. Informazioni si possono reperire sul sito del Ministero degli Affari Esteri http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Stranieri/IngressoSoggiornoInItalia/Passaporti_documenti.htm.
[3] Lo straniero che intende entrare nel territorio nazionale deve essere in grado di dimostrare che dispone dei mezzi finanziari che possano garantirne il sostentamento per la durata del soggiorno esibendo: denaro contante, fideiussioni bancarie, polizze, titoli di credito, titoli di servizi prepagati o atti comprovanti la disponibilità in Italia di fonti di reddito.
La tabella che consente di determinare l’entità dei mezzi di sussistenza richiesti è consultabile sul sito del Ministero degli Affari Esteri http://www.esteri.it/MAE/IT/Ministero/Servizi/Stranieri/IngressoSoggiornoInItalia/Mezzi_finanziari.
[4] Con le nuove disposizioni in materia di visti Shengen, il visto sarà visto unico Shengen: potrà quindi essere rilasciato da una delle rappresentanze consolari dei paesi aderenti all’area Shengen e non vi saranno più distinzioni tra visto di transito e di ingresso.
[5] Sono in ogni caso soggetti a obbligo di visto i cittadini dei seguenti paesi: Afghanistan, Albania, Algeria, Angola, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Armenia, Autorità Palestinese, Azerbaijan, Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Barbados, Belize, Benin, Bhutan, Bielorussia, Bolivia, Bosnia-Erzegovina, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Cambogia, Camerun, Capo Verde, Centrafrica, Ciad, Cina, Colombia, Comore, Congo, Congo (Repubblica Democratica), Corea del Nord, Costa d'Avorio, Cuba, Dominica, Dominicana (Repubblica), Ecuador, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Etiopia, ex-Repubblica Iugoslava di Macedonia, Fiji, Filippine, Gabon, Gambia, Georgia, Ghana, Giamaica, Gibuti, Giordania, Grenada, Guinea, Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Guyana, Haiti, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kazakistan, Kenia, Kirghizistan, Kiribati, Kuwait, Laos, Lesotho, Libano, Liberia, Libia, Madagascar, Malawi, Maldive, Mali, Marianne del Nord, Marocco, Marshall, Mauritania, Mauritius, Micronesia, Myanmar, Moldova, Mongolia, Mozambico, Namibia, Nauru, Nepal, Niger, Nigeria, Oman, Pakistan, Palau, Papua-Nuova Guinea, Perù, Qatar, Repubblica Federale di Iugoslavia (Serbia e Montenegro), Ruanda, Russia, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Salomone, Samoa Occidentali, Sao Tomé e Principe, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sri Lanka, Sud Africa, Sudan, Suriname, Swaziland, Tagikistan, Taiwan (entità territoriale non riconosciuta), Tanzania, Thailandia, Timor Orientale, Togo, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Turkmenistan, Tuvalu, Ucraina, Uganda, Uzbekistan, Vanuatu, Vietnam, Yemen, Zambia, Zimbabwe.
[6] Decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 “Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27/03/2007. Modificato dalla Legge 2 agosto 2011, n. 129 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 giugno 2011, n. 89, recante disposizioni urgenti per il completamento dell'attuazione della direttiva 2004/38/CE sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e per il recepimento della direttiva 2008/115/CE sul rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi irregolari”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 181 del 5/08/2011.
Legge 15 luglio 2009, n. 94 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24/07/2009 - Supplemento ordinario n. 128.
[7] La nuova procedura si applica ai seguenti casi: adozione, affidamento, aggiornamento permesso/carta di soggiorno (cambio domicilio, stato civile, inserimento figli/e, cambio passaporto), attesa riacquisto cittadinanza, attesa occupazione, asilo politico (rinnovo), carta soggiorno per stranieri, conversione permesso di soggiorno, duplicato permesso/carta di soggiorno, famiglia, famiglia minore 14-18 (non primo rilascio), lavoro autonomo, lavoro subordinato, lavoro sub-stagionale, missione, motivi religiosi, residenza elettiva, ricerca scientifica, status apolide (rinnovo), studio, tirocinio formazione professionale, turismo. Le domande devono essere presentate presso le Questure nei casi di: affari, cure mediche, gara sportiva, motivi umanitari, asilo politico, minore età, giustizia, status apolide (rilascio), integrazione minore, invito.
[8] Decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3 “Attuazione direttiva CE 2003/109 relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo”.
[9] Ogni anno il lavoratore riceve dal datore di lavoro il CUD su cui viene riportato il reddito complessivo percepito e le relative trattenute.
[10] Il certificato si richiede a qualsiasi casellario giudiziale presso le Procure della Repubblica, dietro l’esibizione di un documento di identità e l’apposizione sulla richiesta di una marca da bollo.
[11] Legge 5 febbraio 1992, n. 91 "Nuove norme sulla cittadinanza", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15/02/1992.
[12] Legge 15 luglio 2009, n. 94 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24/07/2009 - Supplemento ordinario n. 128.

Informazioni locali

  • QUESTURA DI TORINO - UFFICIO IMMIGRAZIONE - corso Verona 4 - 10152 Torino - tel. 01155881 (centralino Questura) - 0115588400 - 0115588500 (URP Questura) - Orari per informazioni, distribuzione moduli e presentazione delle istanze: lunedì-venerdì 8.30-13.30
    http://questure.poliziadistato.it/torino - E-mail: immig.quest.to@pecps.poliziadistato.it
  • PREFETTURA DI TORINO - UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO - UFFICIO CITTADINANZA - piazza Castello 199 - 10124 Torino - Ricevimento pubblico: lunedì, mercoledì e venerdì 9.00-12.00. Sportello telefonico: martedì e giovedì 10.00-13.00 - tel. 0115589498 - 0115589550 (informazioni di carattere generale, stato delle pratiche) - E-mail: cittadinanza.pref_torino@interno.it
    http://www.prefettura.it/torino
  • SPORTELLO UNICO PER L’IMMIGRAZIONE - via del Carmine 12 - 10122 Torino - Decreto flussi: sportello telefonico 0115221477 (lunedì-mercoledì 14.00-15.00; giovedì-venerdì 9.00-13.00). Ricevimento pubblico: lunedì-venerdì 9.00-11.30. Ricongiungimento familiare: sportello telefonico 0115221431 - 0115221432 - 0115221433: lunedì-venerdì 9.00-11.30. Ricevimento pubblico: lunedì, giovedì, venerdì 9.00-12.00
    E-mail: sportellounico.pref_torino@interno.it
  • PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO - CASELLARIO GIUDIZIALE - corso Vittorio Emanuele II 130, ingresso 2 piano terra - 10138 Torino - tel. 0114327413 (sportello telefonico 8.30-13.00) fax 0114327363 - Orario: lunedì-venerdì 8.30-13.00; sabato 9.00-12.00
    http://www.procura.torino.it/segreterie_casellario.aspx - E-mail: casellario.procura.torino@giustizia.it
  • PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO - LEGALIZZAZIONE ATTI - UFFICIO ATTI GIUDIZIARI E NOTARILI - corso Vittorio Emanuele II 130 - scala A, piano 6°, stanza 61406 - 10138 Torino - tel. 0114327395 - Orario: lunedì-venerdì 9.30-13.30.
    http://www.procura.torino.it/legalizzazioni.aspx
  • UFFICI AGENZIA DELLE ENTRATE DI TORINO
    Orario unico per tutti gli uffici: lunedì-mercoledì 9.00-13.15/14.30-15.30; giovedì 9.00-13.15; venerdì 9.00-13.00
    • Ufficio Locale Torino 1 (Circoscrizioni 1 e 3) - corso Bolzano 30 - 10121 Torino - tel. 0115523111 fax 0115523272
    • Ufficio Locale Torino 2 (Circoscrizioni 4 e 5) - via Paolo Veronese 199/A - 10148 Torino - tel. 0112297111 (centralino) fax 0112297290 
    • Ufficio Locale Torino 3 (Circoscrizioni 2, 8, 9 e 10) - via Sidoli 35 - 10135 Torino - tel. 0113163611 fax 0113163821
    • Ufficio Locale Torino 4 (Circoscrizioni 6 e 7) - via Padova 78 - 10152 Torino - tel. 0112873000 fax 011282100

    http://piemonte.agenziaentrate.it

  • UFFICIO PROVINCIALE MOTORIZZAZIONE CIVILE - via Bertani 41 - 10137 Torino - tel. 0113012100 (centralino) - numero verde 848782782 (informazioni su credito punti patente) - 800232323 (informazioni su duplicato patente, rinnovo, cambio residenza patente e carta di circolazione) - Orario: lunedì-venerdì 8.30-11.30; martedì e giovedì apertura anche pomeridiana 14.30-16.00
    http://www.motorizzazionetorino.it
  • CITTA’ DI TORINO - ANAGRAFE CENTRALE - via della Consolata 23 - 10122 Torino - tel. 0114425380 (informazioni telefoniche lunedì-venerdì 8.00-20.00, sabato 8.00-16.00). Per prenotazione certificati a domicilio: tel. 0114425200 - Orario ricevimento pubblico: lunedì-giovedì 8.15-15.00; venerdì 8.15-13.50
    http://www.comune.torino.it/anagrafe - E-mail: info.anagrafe@comune.torino.it
    Anagrafi decentrate
    Per orari e dati aggiornati si consiglia di visitare il sito: http://www.comune.torino.it/guide/anagrafe
    • Circoscrizione 2 - via Guido Reni 102 - 10137 Torino - tel. 0114435280/82/83
    • Circoscrizione 3 - corso Racconigi 94 - 10141 Torino - tel. 0114421060 - 0114421061
    • Circoscrizione 3 - via De Sanctis 12 - 10141 Torino - tel. 0114428768
    • Circoscrizione 4 - via Carrera 81 - 10146 Torino - tel. 0114437245 - 0114437250
    • Circoscrizione 5 - piazza Montale 10 - 10151 Torino - tel. 0114431060
    • Circoscrizione 5 - via Stradella 192 - 10147 Torino - tel. 0114439577
    • Circoscrizione 6 - via Leoncavallo 17 - 10154 Torino - tel. 0114436650
    • Circoscrizione 6 - piazza Astengo 7 - 10156 Torino - tel. 0114432610
    • Circoscrizione 7 - corso Vercelli 15 - 10152 Torino - tel. 0114435780. Per le richieste di pratiche di residenza si riceve solo su prenotazione: tel. 0114435785
    • Circoscrizione 8 - via Campana 30 - 10125 Torino - tel. 0114435880 - 0114435881
    • Circoscrizione 8 - corso Moncalieri 18 - 10131 Torino - tel. 0114438827 - 01144388278 - 0114438829
    • Circoscrizione 9 - corso Corsica 55 - 10135 Torino - tel. 0114435987 - 0114435989. Per le pratiche di immigrazione occorre fissare un appuntamento presentandosi allo sportello o telefonando ai numeri: 0114435987 - 0114435989 - 0114435910
    • Circoscrizione 9 - via Nizza 168 - 10126 Torino - tel. 0114432166
    • Circoscrizione 10 - via Negarville 8/48 bis - 10135 Torino - tel. 0114438080
  • CITTA’ DI TORINO - UFFICIO STRANIERI - via Bologna 51 - 10152 Torino - tel. 0114429433 - 0114429455 fax 0114429400. Sportello informativo, consulenza e accoglienza: lunedì e mercoledì 14.00-17.30; sportello idoneità abitativa: martedì e giovedì 9.30-11.30; sportello accoglienza rifugiati e richiedenti asilo politico: lunedì e mercoledì 9.30-12.30; sportello Ancitel per richiesta, rinnovo e aggiornamento titoli di soggiorno: solo su appuntamento.
    http://www.comune.torino.it/stranieri-nomadi/stranieri.htm - E-mail: stranieri@comune.torino.it
    Il servizio offre informazioni e sostegno per l’inserimento sociale, facilitando l’accesso degli stranieri ai servizi e alle risorse presenti sul territorio cittadino.
  • SPORTELLO STRANIERI - via Vigone 76/B c/o Associazione AmericaLatina - 10139 Torino - tel. 3395743725 - Orario: lunedì 15.30-17.30; venerdì 9.30-12.30; sabato 15.00-18.00
  •  http://www.americalatina.info  E-mail: associazione@americalatina.info
    Offre gratuitamente informazioni e consulenza sulle pratiche burocratiche per i ricongiungimenti familiari e su altre questioni legate all'immigrazione.
  • CITTA’ DI TORINO - INFORMAGIOVANI - via delle Orfane 20 - 10122 Torino - tel. 0114424981
    Presso lo sportello ci sono anche un mediatore interculturale di lingua rumena, Marcelin, e una mediatrice di lingua araba, Ghizlane. Per conoscere l'orario di presenza dei mediatori telefonare al Centro.
    http://www.comune.torino.it/infogio/cig/mediazione_stranieri.htm
  • CGIL PIEMONTE - CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO - CAMERA DEL LAVORO - Ufficio Immigrati - via Pedrotti 5 - 10152 Torino - tel. 011244399 fax 0112442263 - Orario: lunedì, martedì, giovedì e venerdì 14.30-18.00
    http://www.cgiltorino.it/Ufficio-immigrati - E-mail: immigrati1@cgiltorino.it
    L’Ufficio Immigrazione fornisce assistenza, consulenza e informazioni sui diritti a tutti i lavoratori stranieri che si rivolgono alla CGIL.
  • CISL PIEMONTE - CONFEDERAZIONE ITALIANA SINDACATI LAVORATORI - ANOLF - Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere - Ufficio Stranieri - via Madama Cristina 50 - 10125 Torino - tel. 0116520081 fax 0116520554 - Orario: lunedì-venerdì 14.30-18.00
    http://www.torino.cisl.it - E-mail: anolf.torino@cisl.it
    Offre un servizio di accoglienza e orientamento per i lavoratori stranieri alle prese con la burocrazia e il lavoro in Italia.
  • UIL PIEMONTE - UNIONE ITALIANA DEL LAVORO - via Bologna 11 - Sportello CPO - UIL - via Bologna 15 - 10152 Torino - tel. 0115793335 fax 0112417191
    http://www.uil.it/uilpiemonte - E-mail: urpiemonte@uil.it
  • PATRONATO E CAF ACLI - via dei Quartieri 6/L - 10122 Torino - tel. e fax 0117650499 - Sportello Immigrazione: lunedì 9.00-12.00/14.00-16.00; martedì, mercoledì e giovedì 9.00-12.00 (al pomeriggio solo su appuntamento); venerdì solo su appuntamento 9.00-12.00/14.00-16.00
    http://www.aclitorino.it/User
    Sportello a cui possono rivolgersi gli immigrati per ricevere informazioni circa la documentazione necessaria per la richiesta di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno e per ricevere assistenza gratuita per la compilazione e l’invio telematico della domanda di rilascio/rinnovo.
  • SPORTELLO IMMIGRATI USB - corso Marconi 34, 1° piano, 10125 Torino - tel. 011655454 fax 0116680433 - Orario: lunedì-venerdì 9.30-13.30/14.30-17.00
    http://www.piemonte.usb.it/ - E-mail: piemonte@usb.it
    Sportello informativo e di erogazione servizi per gli stranieri. Assiste nella compilazione delle pratiche di rinnovo, rilascio, aggiornamento dei permessi di soggiorno, offre consulenza fiscale tramite il CAF e consulenze pratiche abitative, lavorative e legali.
  • UFFICIO PER LA PASTORALE DEI MIGRANTI - via Ceresole 42 - 10155 Torino - tel. 0112462092 - 0112462443 fax 011202542 - Orario: lunedì-venerdì 8.00-12.00/13.30-17.00; mercoledì pomeriggio chiuso
    http://www.migrantitorino.it - E-mail: migranti@diocesi.it
    Altre e-mail: per consulenze su ingresso e soggiorno consulenze.upm@diocesi.torino.it e per problematiche inerenti il lavoro migrantilav@diocesi.torino.it
    Tra le diverse attività l’Ufficio svolge funzioni di accoglienza, ascolto e dialogo; fornisce informazioni su servizi e risorse presenti sul territorio (pubbliche, ecclesiali, di volontariato e private). E’ possibile aver consulenze su diversi settori tra i quali: leggi, lavoro, questioni legali, orientamento professionale, corsi di lingua.
    Per gli apiranti rifugiati politici la Pastorale Migranti ha aperto un apposito sportello:
    PUNTO DI DOMANDE - Centro aiuto elaborazione storie richiedenti asilo - via Porporati 3 - 10152 Torino - tel. 0114368038 - Orario ricevimento: lunedì 14.30-18.00. Solo su appuntamento, e dopo primo incontro, in altri giorni della settimana.
    E-mail: puntodidomande@upmtorino.it schedepaese@upmtorino.it
    E' uno sportello che offre gratuitamente sostegno e orientamento a chi vuole fare domanda di asilo politico e a chi ha già presentato la richiesta. Aiuta i migranti a ricostruire la propria storia e li prepara al colloquio da effettuarsi presso la Commissione Territoriale di Torino. Fornisce inoltre informazioni sui servizi legali.
  • http://www.piemonteimmigrazione.it/site - sito dell’Osservatorio regionale sull’immigrazione del Piemonte, che contiene numerosi link utili.